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L’incredibile storia dell’Isola delle Rose, non guardatelo come film storico ma guardatelo

L’incredibile storia dell’Isola delle Rose è il primo film che Sydney Sibilia torna a dirigere dopo la trilogia di Smetto quando voglio. Ci era mancato?

Diamine se ci era mancato! Sibilia non è solo uno dei giovani registi più promettenti del nostro Paese, è un professionista in grado di dare un taglio ed uno stile unico ai propri lavori. Il suo cinema è scanzonato, colorato, fresco, quasi mai banale. Ecco perché una storia come quella dell’Isola delle Rose non poteva che raccontarla lui.

Per chi non lo sapesse, L’incredibile storia dell’Isola delle Rose racconta una pagina curiosa e, per l’appunto, incredibile del passato recente italiano. Una storia con un protagonista preciso, Giorgio Rosa, e una cornice altrettanto precisa, ovvero l’Italia del dopoguerra. Un Paese governato dall’egemonia della Democrazia Cristiana, nel quale un brillante ingegnere bolognese decide di costruire un’isola artificiale di 400 m2 al largo della costa di Rimini.

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L’incedibile (e sconosciuta) storia dell’Isola delle Rose

Proprio come il sottoscritto, anche Sydney Sibilia è venuto a conoscenza della storia dell’isola un po’ per caso. Come raccontato dallo stesso durante un’intervista, tutto è nato dalla pagina wikipedia dell’Isola delle Rose. Ed è esattamente quel tipo di storie che uno legge appassionato e poi pensa “Dovrebbero proprio farci un film!”, senza immaginare che prima o poi uno dei lettori sarà davvero un regista.

L’idea del film nasce proprio in quel momento, durante le riprese di Smetto quando voglio: Masterclass, e si evolve veloce scontrandosi subito con la difficoltà tecnica (e quindi economica) che un progetto del genere sottintende. Ecco il perché la storia continua ad attendere, sconosciuta ai più, fino all’arrivo di un megacolosso come Netflix.

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L’incredibile storia dell’Isola delle Rose è un progetto che si inserisce a pennello nella strategia commerciale dell’azienda di Reed Hastings. Una storia particolarissima, sconosciuta e attrattiva tanto per gli spettatori italiani quanto per il resto del mondo. E per (nostra) fortuna prende una piega migliore di certe merdate made in Italy presenti sul catalogo Netflix come Sotto il sole di Riccione.

Ah, ma quindi anche un film leggero può essere decente?!

Mi stringo da solo le mani per questo auto-assist perché i due film hanno in effetti punti in comune che possiamo valutare. Entrambi italiani, sponsorizzati da Netflix e ambientati sulla costiera romagnola in estate. Eppure, da una parte abbiamo un non-film senza trama e con personaggi che a definirli tali si fa peccato, mentre dall’altra c’è un film che può essere chiamato tale!

Come già successo in Smetto quando voglio, Sibilia scrive e dirige un film leggero e divertente che però non si rifiuta di raccontare una realtà, una volta quella del precariato, un’altra quella di una storia incredibile ma vera. A differenza dell’aberrazione neovanziniana del duo YouNuts!, L’incredibile storia dell’Isola delle Rose imbastisce una trama semplice ma onesta, pretenziosa di essere portatrice di messaggi esistenziali solo agli occhi di qualche superficiale allocco.

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Durante un’intervista Sibilia dice “Io non faccio i film per lanciare messaggi. Non voglio spiegare niente a nessuno. Io sono solo un intrattenitore.” (intervista integrale per Esquire). Ecco, per questo motivo esordisco invitandovi a dare una chance a questo film, perché ci fa scoprire o riscoprire una pagina breve ma pesante della nostra storia. Per non parlare del cast che funziona alla grande. Capitanato dallo stacanovista Elio Germano, non sfigura mai neanche nei suo componenti secondari.

Meglio la storia o la Storia?

Anche se fino ad ora ho speso parole al miele per Sibilia e il suo film, arrivato alla fine devo tirare qualche somma per dare un metro di giudizio al suo lavoro. Se da una parte l’intenzione del film mi convince appieno, dall’altra devo ammettere che il distacco tra la trama del film e la vera storia di Giorgio Rosa mi lascia qualche perplessità. Capisco le necessità tecniche che impongono un minutaggio finito e il desiderio di fare un film esagerato e fuori dagli schemi, eppure confrontando la storia con la Storia, quest’ultima appare quasi più interessante nella sua veridicità.

Da qui l’unica pecca del film, che nonostante faccia divertire (e spesso ridere di gusto come Sibilia ci aveva abituato a fare) ogni tanto perde di vista il legame con la realtà. Insomma, L’incredibile storia dell’Isola delle Rose per me è un film che si merita la promozione con una sufficienza più che abbondante, riconoscendo però il fatto che non siamo di fronte ad una pietra miliare del cinema.

Detto ciò correte a vedere il film, soprattutto se non conoscevate la storia della Repubblica Esperantista dell’Isola delle Rose e poi fateci sapere cosa ne pensate!

Stefano Ghiotto

Studio Architettura e si sa, al giorno d'oggi non ci si può più mantenere facendo l'architetto. Quindi cerco di fare qualsiasi altra cosa nella speranza di non arrivare mai alla prostituzione. Mi piacciono i film con trame complicatissime (che alla fine ti danno la stessa sensazione di benessere del bagno di casa tua dopo una giornata in Università) e le serie che non si caga nessuno come le patatine gusto "Cocco e curcuma".

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