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Raya e l’ultimo drago: bei colori Disney, ma manca qualcosa

Salve a tutti. Oggi parleremo di qualcosa che un po’ mi addolora. Parleremo cioè del fatto che l’ultimo cartone della Disney, Raya e l’ultimo drago, non mi è piaciuto molto. Dico che la cosa mi addolora perché io sono diventata una super fan della Disney prima ancora di nascere praticamente. Ho visto TUTTO, pure i sequel dei sequel, i corti, tutto. E sono sempre stata moooolto di parte, difendendo a spada tratta la mia amata Disney. Ma oggi non è uno di quei giorni.

No dai, abbandono un po’ questi toni tragici perché la situazione non è così drammatica, è un bel cartone tutto sommato. O meglio. Lo è esteriormente. Ma se leviamo la solita patina disneyana colorata e commovente, sotto troviamo un po’ di vuoto. Non preoccupatevi, ora vi spiego meglio

(Troverete qualche piccolo spoiler, ma nulla di che).

raya e l'ultimo drago

Un momento però. Prima di parlare di qualsiasi altra cosa voglio farvi una domanda. Guardate l’immagine qui in alto. Questa è Raya. Toglietele la spada, rimpicciolite la pietra che ha in mano (immaginatevela verde) e cambiate lo sfondo con il mare polinesiano. Sono solo io o anche voi vedete Vaiana di Oceania?

Sinceramente sin dai primi cinque minuti ho continuato a pensare che Raya e l’ultimo drago stesse andando sulla falsa riga di Oceania (cartone che peraltro AMO). E la visione integrale del film non ha fatto altro che confermarmelo. Insomma, ci sono fin troppi elementi in comune tra le due storie.. un po’ mi stona.

raya e l'ultimo drago
Ce. Dai.

Partiamo dal fatto che l’inizio del film è IDENTICO a quello di Oceania. Avete presente quando la nonna racconta la storia di come Maui ha rubato il cuore di Te Fiti? Ecco, proprio quella parte. Presa, copiata e incollata qui. Ma non è tutto. In Oceania abbiamo, per l’appunto, il cuore di Te Fiti, una piccola pietra verde. In Raya e l’ultimo drago abbiamo, invece, una sfera azzurra, la gemma drago (che tra l’altro è custodita nella città di Cuore.. coincidenze?)

E anche qui, non appena la sfera viene tolta dal suo legittimo posto, crolla tutto, l’oscurità invade il mondo e così via. E indovinate un po’? Anche qui c’è una principessa che compie un viaggio per sistemare le cose. Inoltre, anche in questo caso l’oggetto conteso (prima il cuore e ora la sfera) è tale a causa dell’avidità e dell’egoismo dell’uomo. Mava?

raya e l'ultimo drago

Non sto neanche a dirvi che non c’è nessun principe e nessuna love story, per carità. Non sia mai che le principesse moderne siano affiancate da un maschio bianco etero cis principe o chicchessia.

Comunque, torniamo a noi. Raya e l’ultimo drago, racconta la storia di Kumandra, un mondo in cui gli uomini vivevano in pace con i draghi. Questo mondo viene però minacciato dai Druun, dei mostri che trasformano tutti in pietra, e che peraltro mi hanno ricordato tantissimo il biscione-virus di Ralph spacca Internet. I draghi hanno tentato di difenderci, riuscendoci, ma venendo trasformati in pietra. Eccetto uno. Ora, però, Kumandra è lacerato, essendo diviso in cinque regni: Cuore, il più prospero in cui vive Raya, Zanna, Dorso, Coda e Artiglio. Sì, sono tutte parti di drago.

Ci tengo a spendere due parole sui Druun, i mostriciattoli. Innanzitutto, i luoghi e i personaggi che troviamo in Raya e l’ultimo drago sono ispirati alle culture del sud-est asiatico (la città di Artiglio, ad esempio, è uguale a Singapore), ed essendo che questi mostri trasformano tutti in pietra, mi è venuto in mente che potrebbero essere un riferimento all’esercito di terracotta che troviamo in Cina. E, inoltre, potrebbero rappresentare il virus che accompagna le nostre vite da ormai un anno, e che ci ha resi e rende “immobili”, chiusi in casa. Maybe?

raya e l'ultimo drago

Per quanto riguarda la storia, invece, partiamo dal fatto che, a mio parere, l’inizio con Raya “piccola” mi è risultato un po’ troppo breve. Subito abbiamo il tradimento da parte del regno di Zanna e quasi subito ci ritroviamo catapultati sei anni dopo ciò che succede all’inizio, con Raya che trova Sisu, il drago acquatico. E quindi così, mi ha dato un po’ fastidio questo fast incipit. Anche perché essendoci un bellissimo rapporto padre-figlia, l’avrei approfondito maggiormente, così come avrei calcato di più sulla condizione degli altri regni.

Apro poi una piccola parentesi: il drago, che è la principale figura comica, è molto figo (io amo l’azzurro quindi mi ha conquistata). Per non parlare dei capelli di quando si trasforma che vorrei assolutamente anch’io. Ma poi per carità, come ho accennato nel titolo, la forma è molto curata. Stiamo pur sempre parlando della Disney, dai. Infatti, i colori, i costumi dei personaggi e gli ambienti sono molto curati e piacevoli da guardare. Però poi?

Inoltre, come ogni film Disney che si rispetti, abbiamo il classico animaletto mascotte, molto carino, che sembrerebbe una specie di armadillo. Ah, e c’è anche una neonata-ninja che è palesemente uscita da Baby Boss. Questa piccola ladruncola, insieme a un bambino che cucina gamberi a bordo di una nave e un colosso che pare un vichingo di Dragon Trainer, compongono una compagnia insieme a Raya e Sisu per salvare il mondo.

raya e l'ultimo drago
Le mie varie reazioni durante il film

Quindi, la morale del film? Mmh boh. Pare essere, come dice anche il drago, che dovremmo fidarci gli uni degli altri per vivere in armonia. Poi c’è sicuramente anche una bella rappresentazione di culture che siamo abituati a vedere di meno, a cui si lega probabilmente il messaggio del “siamo tutti uguali”, non dovremmo “combatterci”, ecc. Però mi pare comunque qualcosa che rimane in superficie per com’è trattato.

Ovviamente, come mi aspettavo, mi è scesa una lacrimuccia, perché OVVIAMENTE arriva sempre quel momento dove sembra che tutto sia perduto. Però arrivata alla fine del film non ho riflettuto su qualcosa in particolare, non mi è arrivato quel messaggio che credo si volesse far passare.

Una cosa “innovativa”, se così vogliamo chiamarla, è che a un certo punto Raya dice a Sisu “ricordami di non fare figli“. Non so se sia una frase che lascia il tempo che trova o se dietro ci sia una sorta di frecciatina legata ad argomenti di cui ormai sentiamo parlare tutti i giorni. Argomenti ovviamente legati alla condizione femminile, che una donna non lo è di meno se non decide di non fare figli, eccetera. Forse per dimostrare ulteriormente che le principesse contemporanee si stanno emancipando sempre di più. E inoltre, al posto di una storia d’amore abbiamo piuttosto l’amicizia femminile, di cui avevamo visto qualche sprazzo già in Frozen 2.

naamari

È un bel cartone, lo riguarderei volentieri. Non sto dicendo che è brutto e che la Disney ha fatto un disastro. Solo che mi è sembrato non ci fosse molto da dire, ma che si riprendesse Oceania e lo si rivisitasse, spostandolo geograficamente e aggiungendoci i draghi. E credetemi che mi costa dire queste cose, perché io sono una fanatica Disney. Però cara mia Disney, io ti amo e devo dirti quello che penso, DEVO essere sincera.

Ci sono elementi grafici davvero meravigliosi da guardare, come l’acqua, la nebbia che emana il drago, i colori che si sprigionano quando questo cammina nell’aria. Ripeto, per la milionesima volta, che è davvero bello da guardare. Ma lo ritengo un mero contorno.

Quindi, in conclusione, posso dire che la mia impressione è stata questa: tanta forma ma poco contenuto originale.

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Vi lascio con il rotolino per rendervi il tutto più dolce

Martina Catrambone

Affetta da cinefilia sin dalla nascita, cresciuta a suon di film e cartoni. Sono andata al cinema per la prima volta a quattro anni e da lì non ho più smesso. Mi faccio tanti film mentali e studio cinema per provare a fare film reali.

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