Focus

10 film che hanno surclassato il libro da cui sono tratti

Ah, l’antico adagio secondo cui la pellicola non può superare la carta! Siamo proprio sicuri? Ecco, invece, 10 film migliori dei libri da cui sono tratti!

10) IL PADRINO (1972) – Francis Ford Coppola – tratto da Il padrino di Mario Puzo

Mettiamo in cima a questa classifica l’immortale capolavoro del regista dal nome più azzeccato di sempre se dirigi un film sulla mafia. Il romanzo di Mario Puzo resta un capolavoro senza senso, ma Coppola riesce nell’impresa di andare oltre. Il film è talmente tanto più famoso del libro che quando da piccolo in biblioteca vedevo il nome di Puzo sugli scaffali pensavo fosse uno scherzo. Un memorabile Marlon Brando diventa il primo attore della storia a fare paura sembrando un criceto. Forse quella del padrino rimane la scena finale migliore di tutti i tempi.

9) IL DIAVOLO VESTE PRADA (2006) – David Frankel – tratto da Il diavolo veste prada di Lauren Weisberger

Film magistrale sulla vanità della società moderna. Una pellicola che non solo ha superato il successo del libro, ma di fatto ha rilanciato nel mercato editoriale l’opera originale, che già aveva goduto di uno discreto successo quando era uscita, tre anni prima. Siamo innanzitutto grati a Il diavolo veste Prada per aver lanciato sul grande schermo una bellezza timida come Anne Hathaway. Quello che però rimane maggiormente impresso è l’interpretazione monstre di Meryl Streep che vediamo nell’ammaliante, sofisticata regina della vanità Miranda Priestly. Se pensate che pochi mesi dopo la si vedrà nei panni di una sportiva donnona in saloppette in Mamma mia! potete farvi un’idea di quanto sia pazzesca quell’attrice.

8) FANTOZZI (1975) – Luciano Salce – tratto da Fantozzi e Il secondo tragico Fantozzi di Paolo Villaggio

Abbiamo già ampiamente giustificato qui come la saga del ragioniere più amato d’Italia sia molto più che una commedia becera all’italiana. Perché lo troviamo in questa classifica? Intanto mi pareva brutto non mettere qualcosa di italianissimo. Quanti di voi sapevano poi che il film è tratto da due best sellers scritti proprio da Villaggio?

Ho parlato di best sellers? I dati dicono di sì, ma io personalmente quando, da tutto eccitato fan della saga, mi decisi ad acquistare al mercatino dell’usato i libri di Fantozzi, scelsi inavvertitamente la location perfetta per la loro fruizione: il cesso.

Una comicità decisamente più adatta al grande schermo.

7) IL SILENZIO DEGLI INNOCENTI (1991) – Jonathan Demme – tratto da Il silenzio degli innocenti di Thomas Harris

La saga del serial killer Hannibal Lecter è un capolavoro internazionale del thriller su carta, ma dite che è stato superato dal film?

Vediamo un po’: terzo film in assoluto, dopo Accadde una notte e Qualcuno volò sul nido del cuculo, ad aggiudicarsi cinque dei premi Oscar più importanti: miglior film, miglior regia (Demme), miglior attore (Anthony Hopkins), miglior attrice (Jodie Foster) e sceneggiatura (di Ted Tally).

Possiamo tranquillamente annoverare il film tra i pochissimi ad aver surclassato un libro già di successo. Anthony Hopkins solo sbattendo le palpebre spaventerebbe persino Indiana Jones. Per ammissione della stessa Jodie Foster il nostro Tony era talmente calato nella parte da inquietarla persino durante le pause delle riprese. BRIVIDIBADIBIDI.

6) BLADE RUNNER (1982) – Ridley Scott – tratto da Il cacciatore di androidi di Philip Dick

Mi basta dire una sola cosa per spiegare questa scelta.

Il monologo finale di Roy Batty NON è nel libro originale. Esattamente, avete presente “Io ho visto cose che voi umani non potete neanche immaginare”?. Ecco, nel libro di Dick, non esattamente l’ultimo degli scemi, quel monologo non c’è. Era stato infatti scritto direttamente sul set dallo sceneggiatore Rutger Hauer. Vedi a volte a improvvisare.

In generale, grazie a un magistrale Ridley Scott e a un grande Harrison Ford, il film sembra colpire maggiormente l’immaginario rispetto al libro.

Attendiamo il sequel, previsto nel 2017, come un bimbo attende la mattina di natale.

5) PSYCO (1960) – Alfred Hitchcock – tratto da Psyco di Robert Bloch

Da questa posizione iniziamo a proporre questo adagio: ma quanti di voi sapevano che era tratto da un libro?

Ebbene sì amici miei, il capolavoro di Alfredone è ispirato da un romanzo semi-ignorato di Robert Bloch, a sua volta ispirato alle vicende reali del serial killer Ed Gein. Se non lo conosceste e foste interessati al terrore e al raccapriccio andatevi a dare un’occhiatina alla sua storia. Adorabilmente rabbrividevole, aspetto da anni che Carlo Lucarelli ne faccia uno speciale.

Una differenza di qualità talmente evidente che quando Hitchcock presentò il libro come ispirazione per un nuovo film alla produzione tutti storsero il naso e non gli diedero che quattro spicci per metterlo su. In tutta risposta Alfred tira fuori il film più inquietante che storia ricordi. Anche qua abbiamo uno dei miei finali preferiti in assoluto. Pazzesco.

4) THE SHAWSHANK REDEMPTION (1994) –  Frank Darabont – tratto da Rita Hayworth e la redenzione di Shawshank di Stephen King

Per avvalorare la mia tesi ho cominciato omettendo il terribile titolo tradotto in italiano: Le ali della libertà. Brrrrrrr.

Non sarà l’ultima volta che troveremo il maestro dell’horror Stephen King in questa classifica. Ci ha regalato capolavori assoluti, ma con una mole del genere di lavoro prodotto sarebbe troppo pretendere di non trovare qualche passaggio sottotono. Eppure le poche volte che questo succede c’è chi pensa a rimediare. A un suo racconto, infatti, contenuto nella raccolta Stagioni Diverse, si ispira la pellicola con Tim Robbins e Morgan Freeman.

L’adattamento di Darabont ci regala una storia eterna, di un’umanità rara e commovente. Uno dei pochi buoni ricordi che ho del catechismo è stato avermi fatto conoscere questo film. La scena dei carcerati che si gustano una birra sul tetto del carcere mi ha fornito per molti anni una scusa plausibile per berne.

3) FORREST GUMP (1994) – Robert Zemeckis – tratto da Forrest Gump di Winston Groom

Aridagli con l’adagio di prima: quanti di voi sapevano che Forrest Gump fosse ispirato a un libro? Quasi nessuno credo, io stesso l’ho scoperto da pochissimo.

Dopo averne parlato ampiamente qua è decisamente il caso di rispolverare l‘infinito film di Robert Zemeckis che abbraccia quasi mezzo secolo di storia americana.

Una storia strappalacrime (o una lacrima strappa storie?) che ha commosso decine e decine di milioni di persone nel mondo e che ha giustamente fatto incetta di Oscar. Con un film del genere,  credo che qualsiasi libro sarebbe oscurato, se consideriamo che ha creato un immaginario tutto suo, entrando prepotentemente anche nel nostro linguaggio quotidiano.

Avanti, quanti di voi vedendo un amico correre non hanno mai urlato “Corri Forrest, corri!!”?

2) SHINING (1980) – Stanley Kubrick – tratto da The Shining di Stephen King

Ah, io lo avevo detto che zio Stephen sarebbe entrato di nuovo in gioco! Era persino prevedibile che primo o poi il signor Stanley facesse capolino.

In realtà, mettendo questo film, intendo rappresentare tutti i film di Kubrick, che, essendo sempre tratti da libri, potrebbero tranquillamente entrare tutti in questa classifica (a parte forse Lolita).

Arancia meccanica, Full Metal Jacket, Il dottor Stranamore… c’è bisogno di dire altro?

Di tutto questo popò di film infiniti ho scelto il mio preferito di SK: Shining, il miglior film horror di sempre. Una roba che, con la sua regia e le sue immagini potenti, ha fatto uscire di testa una generazione intera, attori compresi.

1) FIGHT CLUB (1999) – David Fincher – tratto da Fight Club di Chuck Palahniuk

Perché questa scelta per il primo posto?

In fondo Fight Club di Palahniuk è un libro celebratissimo.

Perché questo film è stato una delle sorprese più sconvolgenti della mia carriera di fruitore di cinema. Dopo essermi fatto ammorbare per anni da tamarri che sui social scrivevano “La prima regola del Fight Club è non parlare mai del Fight Club”, facendo passare la pellicola per un’ignorantata stile XXX, la visione del capolavoro di Fincher mi lasciò di stucco.

Visionario, recitato in modo pazzesco, è senza dubbio l’analisi più lucida e impattante sull’alienazione della società moderna che si sia mai vista.

Anche se il libro fosse un capolavoro di Dostoevskij non batterebbe l’efficacia di quelle immagini.

Finale con Where’s My Mind dei Pixies da strapparsi i capelli.

Ringraziamo la pagina Dinosauri Onesti per la gentile concessione dell’immagine di copertina.

Article written by:

Riccardo Cavagnaro

Vede la luce nell'anno 1991. Da quando ha visto "Jurassic Park" all'età di 3 anni sogna segretamente di toccare un dinosauro vivo. Appassionato lettore, viaggiatore, ascoltatore di musica e bevitore. Tutte queste attività arricchiscono sicuramente il suo bagaglio culturale, ma assottigliano pericolosamente il suo portafogli.

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