Focus

20 curiosità su Seven

Proprio perché fare 7 curiosità su Seven era scontato e banale, ve ne beccate 20 tra capo e collo, un po’ come la moglie del detective Mills. Pessima battuta, scusate. Perché mentre tentavo di non farmi sciogliere il cervello scrivendo sul finale del film, ho scartabellato un po’ a destra e a manca, trovando queste chicche simpatiche che magari non conoscete. Oppure le sapete già, rendendo inutile tutto quello che sto scrivendo. Molto probabile. Perciò che dite, cominciamo? Così durante la prossima birra con i vostri amici appassionati di cinema potrete fare i fighi, uscendovene con la solita frase ma lo sapevate che in Seven

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1 – Denzel Washington ha rifiutato la parte di Brad Pitt perché, a detta sua, il film era troppo “dark e malvagio”. Credo possiate immaginare tutti com’è finita: visto il primo screening della pellicola, si è pentito amaramente della sua scelta. Ottima decisione Denzel!

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2 – Rimanendo sempre sul tema dei buoni sentimenti felici e contenti, c’è pure un regista insospettabile che ha rifiutato il posto dietro la macchina da presa per gli stessi motivi: Guillermo Del Toro. Eh sì, l’autore dell’ultimo Crimson Peak (ma soprattutto de Il labirinto del fauno), ha dichiarato che si ritiene un romantico e che non è d’accordo con la visione negativa del mondo proposta dal film. Del Toro. Romantico. Magari è solo feticista dei mostri, che ne capisco io.

Subtrivia: anche David Cronenberg ha rifiutato la regia.

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3 – Inseguendo una libellula su un prato il killer sotto la pioggia, Brad Pitt si è fatto veramente male al braccio, costringendo gli sceneggiatori ad adattare il resto della sua performance. Lo vediamo infatti sempre con l’arto fasciato, con la mano in tasca, oppure girato da un lato.

4 – Seven ha sbancato il botteghino, incassando 316 milioni di dollari in tutto il mondo, a fronte di una spesa stimata di 33. E giustamente direi, ogni tanto un cult è pure un successo di pubblico, strano ma vero.

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5 – Quando i due detective entrano nella casa di John Doe, trovano dei quaderni fitti di annotazioni, e Somerset dice che alla polizia servirebbero due mesi per leggerli tutti. Beh, più che giusto, perché sono veri manoscritti, preparati appositamente per il film proprio grazie a due mesi di lavoro, e con un costo di 15.000 dollari.

Subtrivia: sono gli stessi quaderni usati da Evan in The Butterfly Effect.

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6 – A sto punto continuiamo a parlare del serial killer interpretato da Kevin Spacey. Lo stesso attore ha voluto che il suo nome fosse tolto dai titoli di testa, proprio per stupire maggiormente gli spettatori una volta apparso. Quindi il buon Kevin ha rinunciato a tutta la campagna promozionale con annessi e connessi. Amarlo alla follia sempre di più.

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7 – Non solo, prima di cominciare a girare Spacey ha chiesto a Fincher se avrebbe dovuto rasarsi a zero. Il regista gli ha lanciato un provocatorio se lo fai tu, lo faccio pure io. Risultato: entrambi pelati per il resto del film. Ah, che belle le bromance.

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8 – I titoli di coda di Seven scorrono dall’alto verso il basso, quindi in controtendenza rispetto alla quasi totalità delle pellicole hollywoodiane. Ovviamente il primo nome ad apparire è proprio quello di Kevin Spacey.

9 – Facciamo una carrellata di camei già che ci siamo. Alfonso Freeman, figlio ovviamente di Morgan, interpreta il tecnico di laboratorio che analizza l’impronta digitale trovata dai due detective. Quando si dice il nonnismo. Dai Morgan, pure tu?

10 – Quando John Doe chiama il 911, facendo venire i brividi al centralino con quel suo ancora… ho ucciso ancora, il telefonista che risponde alla chiamata è Harris Savides, direttore della fotografia di altri due film di Fincher: The Game – Nessuna regola e Zodiac.

Subtrivia: ha anche curato la Trilogia della morte di Gus Van Sant (Gerry, Elephant e Last Days). Si è purtroppo spento a 55 anni dopo una lunga malattia.

11 – L’attore che impersona il cadavere in una delle primissime scene del film è Andrew Kevin Walker, sceneggiatore e soggettista di Seven (sempre sia lodato). A Walker evidentemente piace apparire nei film di Fincher (e dagli torto), infatti lo vediamo in Panic Room (il vicino dormiglione) e Fight Club (dove appare nominalmente, dato che tre detective vengono chiamati Andrew, Kevin e Walker).

12 – Il povero cristo che nel film viene punito per l’accidia è un attore vero. Fincher non ha voluto utilizzare manichini o computer grafica, quindi è stato scelto Michael Reid MacKay, che al momento delle riprese pesava solo 36 chili.

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Subtrivia: MacKay, per chi se lo ricorda, è “l’uomo del Monopoli” in Ace Ventura – Missione Africa.

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13 – L’attore che impersona il proprietario del club dove viene uccisa (santo dio che male) la prostituta è Michael Massee. Massee è tristemente passato alla storia per aver materialmente ucciso Brandon Lee durante le riprese de Il Corvo, tramite quella maledetta pistola a salve malfunzionante. È anche presente in The Game, ma purtroppo non si è mai davvero ripreso psicologicamente dopo quel trauma.

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14 – Ora uno un pelino lungo dai, non abbandonatemi. Durante una scena Somerset e Mills discutono dei libri che l’assassino può aver letto, e uno di questi è Delitto e castigo di Fëdor Dostoevskij, con il seguente scambio di battute:

Mills: A sangue freddo, Delitto e castigo… è sugli omicidi?
Somerset: Non esattamente.

Nella scena inglese invece il libro è diverso, più precisamente Schiavo d’amore. Gli adattatori hanno dovuto cambiare opera, perché il titolo originale di Schiavo d’amore è Of Human Bondage, che infatti rendeva così il dialogo:

Mills: In Cold Blood, Of Human Bondage… bondage?
Somerset: Not what you’re thinking.

Si sarebbe infatti perso il doppio senso della pratica sessuale del bondage, quindi il libro è stato sostituito.

Subtrivia: l’autore di Schiavo d’amore si chiama William Somerset Maugham.

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15 – Nel video di Haifisch, il gruppo metal tedesco Rammstein cita Seven: è palese il riferimento alla morte del peccato di gola.

16 – In una scena tagliata (l’ipotetico incipit del film), Somerset andava a vedere la casa in campagna nella quale avrebbe vissuto dopo la pensione. Sul suo comodino si vede un pezzo di carta da parati con la stessa trama dell’altra casa.

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17 – Durante una ripresa Morgan Freeman ha estratto la pistola con il dito sul grilletto. Fincher ha dovuto tagliarla perché erano presenti dei poliziotti sul set come consulenti tecnici, ed estrarre l’arma con il dito sul grilletto non fa parte della procedura standard.

18 – I produttori della New Line Cinema inizialmente volevano cambiare il finale. Il finale, rendiamoci conto. Fortunatamente Pitt e Freeman si sono impuntati, minacciando di rifiutare di fare il film nel caso in cui la sceneggiatura fosse stata modificata. Santi subito.

19 – Non solo, questi simpatici omini dietro il dietro le quinte volevano anche fare un sequel di Seven (e pure un franchise). Fincher ha detto che sarebbe stato più interessato ad avere delle sigarette infilate nell’occhio. Quanto ti amo David, non puoi capirlo.

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20 – Pronti per il gran finale? Tenetevi forte: l’unica vittima che John Doe uccide con le sue stesse mani è la moglie del detective Mills. Gioco, partita, incontro. Ora potete pure alzare la testa, sgranare gli occhi ed esclamare “caaaaazzo”.

Fate un salto anche dai nostri amici Cinefili senza gloria.

Article written by:

Edoardo Ferrarese

Folgorato sul Viale del Tramonto da Charles Foster Kane. Bene, ora che vi ho fatto vedere quanto ne so di cinema e vi starò già sulle balle, passiamo alle cagate: classe 1992, fagocito libri da quando sono nato. Con i film il feeling è più recente, ma non posso farne a meno, un po' come con la birra. Scrivere è l'unica cosa che so e amo fare. (Beh, poteva andare peggio. Poteva piovere).

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