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Focus

Lunga estate calda: le serie tv da recuperare

Tre serie tv da recuperare questa estate.

Diciamocelo: l’estate è una merda.

Non solo ci sono 37° all’ombra già al mattino alle otto, ma con queste temperature bisogna anche uscire di casa, lavorare, incontrare persone, avere una vita. Quando invece uno vorrebbe passare le giornate in casa in mutande, al buio, davanti al ventilatore e con una serie tv sul computer. E invece neanche questo, perché d’estate buona parte delle reti americane decide – maledetti loro – di andare in vacanza, per la serie “questo inverno abbiamo fatto i miliardi e ora andiamo a stare due mesi panze all’aria su un’isola tropicale”. Così non vale, è ingiusto.

Meno male che almeno c’è Game Of Thrones, direte voi. Ma una volta esaurito quell’episodio a settimana che si fa? Mica volete andare in piscina la domenica pomeriggio in mezzo ai plebei?

Nooooo! L’unica cosa sensata da fare è recuperare serie tv passate che, per un motivo o per l’altro, abbiamo lasciato indietro. Non parlo di sit-com o robetta da ridere, qui si tratta di prodotti di un certo calibro che tengono impegnate le giornate, e le menti. Dunque, ecco i miei tre consigli MacGuffiniani per passare l’estate, e in un attimo è già settembre.

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1 – American Gods:

La mia prima serie tv da recuperare è firmata Bryan Fuller (avete presente Hannibal?) e Michael Green. Prodotta per il canale via cavo Starz, è uscita in America a fine aprile e ricalca l’omonimo libro di Neil Gaiman (avete presente Coraline?). La trama è molto particolare, tanto da rendere difficile catalogare la serie: dramma, thriller, fantasy, horror, storico e molto altro ancora.

estate caldaShadow Moon (Ricky Whittle) è appena uscito di prigione quando scopre della tragica morte della moglie e del migliore amico. Sta tornando a casa, un giorno in anticipo a causa del lutto, e in aereo incontra un bizzarro personaggio che si fa chiamare Mr. Wednesday (Ian McShane) e che sembra conoscere molte cose sul suo conto. Alla fine del volo Shadow si ritrova, suo malgrado, assunto come tuttofare del tipo, che lo porta con sé in un viaggio attraverso gli Stati Uniti.

Man mano che Shadow incontra prima Mad Sweeney, poi Chernobog, poi ancora Mr. Nancy e molti altri, si rende conto che la realtà delle cose non è quella che ha sempre creduto. Bensì che… gli dei delle religioni del mondo camminano in mezzo a noi. Portati in America dagli immigrati di tutti i secoli, gli dei si sono stabiliti in questa nuova terra dove, col tempo, sono stati sostituiti dagli dei contemporanei: la tv, internet, i mass media. Ecco perchè Mr. Wednesday sta reclutando sempre più dei tra le sue fila, per combattere i nuovi idoli usurpatori. E Shadow si ritrova nel mezzo di questa tempesta, con un ruolo che solo alla fine si rivelerà molto più importante del previsto.

estate caldaMa perché vi consiglio di recuperare questa serie? Perché la storia è assurdamente originale, niente che si potrebbe trovare nel panorama televisivo attuale, e con la sua relativamente breve durata (otto puntate) non rischia di stufare né di stravolgere troppo gli accadimenti narrati nel libro. Chi ha letto l’originale, infatti, ritroverà immagini, ambientazioni ed eventi del racconto di Gaiman; sapientemente dosati in una prima stagione che ci porta alla soglia di quello che è poi il fulcro del racconto, la lotta tra vecchi e nuovi dei. Fuller è un maestro quando si tratta di maneggiare storie dalle atmosfere inquietanti e rarefatte, e con American Gods fa un lavoro incredibile. Gli attori sono perfetti nei loro ruoli, McShane e Peter Stormare in primis, ancora non sono del tutto convinta del protagonista ma il suo ruolo si svilupperà meglio nella seconda stagione, quindi è presto per parlare di lui. Le atmosfere poi, sono come un continuo sogno disturbante. Neon, luci soffuse, visioni conturbanti e un’America di sobborghi dove gli dei sono bieche metafore dei nostri tempi. Insomma, una serie tv da non perdere.

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2 – Legion:

Anche con questa seconda serie tv da recuperare andiamo sul complesso. Legion (di cui abbiamo parlato meglio in questo articolo) è ideata e prodotta da Noah Hawley, già autore dello splendido Fargo, per la rete FX. Legion si ispira all’omonimo fumetto Marvel ma non è collegata né all’universo cinematografico degli X-Men né al Marvel Cinematic Universe. Già da questi pochi dettagli capiamo subito di trovarci di fronte a un prodotto nuovo e originale, che vuole allontanarsi da quanto già fatto per tentare una sua strada nuova e più personale.

estate caldaDavid (Dan Stevens) è affetto da forti disturbi psichici a causa dei quali è rinchiuso in una struttura per ricevere le cure necessarie, il Clockworks Psychiatric Hospital. Qui vive una vita piatta ma “sana” insieme agli altri pazienti, finchè un bel giorno non incontra la bella Sydney Barrett (Rachel Keller) che diventa la sua fidanzata. Insieme sembrano essere felici, ma quando lei viene dimessa David la bacia e booom, si scambiano i corpi. Da quel momento David e Sydney scoprono insieme i rispettivi super poteri, che devono essere nascosti al governo (ovviamente) che vuole sfruttarli per i loro scopi. Ma un’altrettanto segreta organizzazione riesce a salvarli dalle grinfie del governo: Melanie Bird è il capo di questa società di mutanti che, grazie a tecniche e abilità psichiche, studia i poteri di David, aiutandolo a sfruttarli al meglio. Ma le sue capacità sono ben più ampie di quanto previsto, e dentro di lui si nasconde molto altro ancora…

estate caldaDifficile, ancor più di American Gods, descrivere la trama di Legion. L’intera serie tv sembra un viaggio allucinato all’interno della mente di David, rendendo perfettamente l’idea della psicosi e della schizofrenia del protagonista. Non solo, la serie utilizza metodi narrativi e rappresentativi sempre nuovi, oltre che mai visti prima in un prodotto televisivo, dando così una bella ventata di aria fresca nel panorama supereroistico. Non è detto che piaccia a tutti: la serie è difficile, imponente a livello di materiale raccontato, e visivamente complessa. Ma di sicuro è accattivante e, ripeto, nuova e differente dai soliti mutanti che siamo ormai abituati a vedere sul piccolo schermo. Vi sentite pronti per recuperare il viaggio allucinato nella mente di Legione?

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3 – The Handmaid’s Tale:

La terza e ultima serie da recuperare è anche questa è una novità dell’anno. Uscita ad aprile su Hulu e ideata da Bruce Miller, si basa sul romanzo distopico di Margaret Atwood del 1985, Il racconto dell’ancella.

estate caldaElisabeth Moss (già stupenda in Mad Men) è June Osborne, una ragazza che convive con il compagno e la figlia. Un giorno, a seguito di un golpe, si insedia negli Stati Uniti un nuovo governo totalitario a regime teocratico, di ispirazione biblica. Gli USA diventano la Repubblica di Gilead, il governo è estremista e categoricamente misogino, il Comandante, a capo della Repubblica, schiavizza le donne riducendole ad “ancelle” di proprietà degli uomini del governo. Ogni Comandante ha un’ancella personale con la quale può avere rapporti sessuali per tentare di ripopolare Gilead: le donne fertili sono infatti pochissime, a causa di un inquinamento radioattivo dilagante. June diventa quindi Offred (Of – Fred, Di Fred), di proprietà del Comandante Fred Waterford (Joseph Fiennes).

Offred non ha più un nome e senza di esso neppure una dignità. Le ancelle sono mere schiave sessuali e come tali sono trattate, in una spirale di violenza fisica e psicologica totalizzante. Lei e poche altre (come l’amica Ofglen) cercano di resistere, e ricordare, al ritmo incessante del mantra Nolite te bastardes carborundorum ovvero che i bastardi non ti schiaccino

La distopia di Margaret Atwood era già parecchio disturbante nell’85, tanto da rendere il libro bandito da diversi licei americani, ma potentissima sopratutto in un periodo storico come questo, in cui le scene di violenza sulle donne sono purtroppo sempre più frequenti. E le immagini della serie tv delle donne vestite di rosso sono altrettanto forti.

estate caldaQuest’anno ci siamo accorti come ci siano stati proposti sempre più prodotti femministi (ad esempio GLOW), per rispondere ad una necessità sociale dirompente: quella di donne che cercano la propria identità in un mondo (reale ma anche di fiction) quasi del tutto popolato da maschi. Le Ancelle sono il simbolo di una femminilità temuta e soppressa, cancellata addirittura, ma anche di una femminilità che aspetta di esplodere in un tutta la sua forza. E il finale della prima stagione è così, una cascata dirompente di ribellione dove tutti hanno colpe da scontare, anche le donne che la schiavitù non l’hanno dovuta subire ma l’hanno accettata di buon grado. 

The Handmaid’s Tale è, nel complesso, una serie tv ambiziosa che fa riflettere e pone domande, quelle giuste.

Article written by:

Giulia Cipollina

28 anni, laureata, lavoro in un negozio di ottica e fotografia. Come se già non bastasse essere nerd: leggo tanto, ascolto un sacco di musica e guardo ancora più film - ma almeno gli occhiali per guardare da vicino posso farmeli gratis.

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