Focus

6 luoghi comuni su cinema e serie tv (e come smontarli)

Eccomi pronto a smontare alcuni luoghi comuni che sento e leggo più spesso su film e serie tv. Lo scopo non è la critica fine a sé stessa ma un invito a ragionare, uno spunto per poter crescere insieme e migliorare come esseri umani e… bla bla bla…

Al cinema non fanno più gli horror di una volta

Raw e le nuove frontiere dell’horror

Come già detto sul mio pezzo su Martyrs l’horror non è assolutamente un genere morto, tutt’altro. Basta mettere il naso fuori dai cinema più patinati e cercare nei meandri reconditi del web per trovare numerosi siti o forum che consigliano film molto validi. Anche i palinsesti dei festival spesso regalano film horror di tutto rispetto. È il caso ad esempio di Raw – Una cruda verità, un film francese molto interessante sul cannibalismo che è stato presentato al Festival di Cannes del 2016.

Al cinema fanno sempre le solite cose

Questa è una mezza verità. I palinsesti di molti cinema propongono spesso i film più gettonati o la solita minestra riscaldata. Questa però non deve essere una giustificazione sufficiente a etichettare il cinema come spacciato in toto. A parte i cinema d’essai, esistono molti festival indipendenti come il RIFF, presso i quali si possono scoprire titoli fuori dal circuito mainstream. Anche il web è un ricettacolo di prodotti interessanti: si tratta di web series o film a produzione zero finanziate tramite il crowdfunding. È il caso, ad esempio, della web serie di Cotto e Frullato che, tramite la piattaforma di crowdfunding Ulule diverrà film e sbarcherà sul grande schermo. Non solo spettatori passivi, dunque, ma abbiamo anche la possibilità di finanziare direttamente i progetti che ci appassionano di più.

Fuck yeah Black Mirror

Ormai è stato già raccontato tutto, inventare storie nuove è impossibile

È vero che come si racconta una storia è più importante della storia in sé. Questo però non giustifica il pigrismo narrativo di molti film/serie tv o la preoccupante ultima moda dei remake. La trama e lo storytelling sono le impalcature che sorreggono ogni prodotto intrattenitivo, anche audiovisivo. Senza una buona storia crolla tutto, non c’è niente da fare. Raccontare sempre le stesse cose, trite e ritrite, è sinonimo di incapacità o di logica commerciale: non può essere in alcun modo giustificato. Basta spemersi le meningi e qualosa di nuovo esce fuori. Non ci dimentichiamo che i prodotti d’intrattenimento guardano alla società e quest’ultima è in continua evoluzione.

Il passare degli anni e il mutare continuo, quasi magmatico, delle cose, offre spunti di trama sempre differenti. Ad esempio alcuni episodi di Black Mirror ci mostrano l’impatto che l’uso sbagliato della tecnologia ha sulla nostra società. In 15 milioni di celebrità (il secondo episodio della prima stagione) assistiamo a una critica indiretta dei talent show. Ecco, vent’anni fa un tema del genere non sarebbe mai potuto essere trattato. Avere la memoria lunga e gli occhi bene aperti paga sempre, anche quando si tratta di cinema o serie tv.

“Mi è piaciuto quel film/serie tv, quindi è bella in assoluto” ovvero esistono solo giudizi soggettivi su film/serie tv

Esiste il mito che l’arte sia soggettiva ma, come si sa, i miti sono spesso molto lontani dalla realtà dei fatti. È giusto avere opinioni soggettive quando ci si approccia a una serie tv o a un film? Certo, non sto mettendo in dubbio quello: de gustibus, insomma. L’importante però è non dimenticare che esistono dei cavolo di parametri oggettivi, mediante i quali si può (e si dovrebbe), valutare un prodotto artistico o d’intrattenimento. Questo non significa arginare i propri gusti: ognuno è libero di farsi piacere ciò che vuole, però dobbiamo anche imparare ad abbozzare quando il film che più amiamo viene stroncato dagli esperti del settore. Anzi, in questo caso, l’Ulisse che in noi (almeno spero che esista) dovrebbe spingerci a indagare, spulciando tra un articolo e un altro, quali sono i motivi per il quale il nostro film del cuore in realtà è stato fatto con i piedi. Potremmo, insomma, arricchirci.

Chi indovina il titolo di questo film può permettersi di parlare di fotografia

“Questo film/serie tv ha una bellissima fotografia/regia” (detto da persona che non sa nulla di regia né di fotografia)

La fotografia e la regia hanno delle regole ben precise. Gli esperti del settore impiegano anni per formarsi al riguardo. Quindi smettiamola di dare giudizi assoluti se non lo siamo. Eviteremo di fare una figuraccia sminuendo categorie intere di professionisti.

Ecco, per me lui sarebbe pure potuto rimanere morto

Il fandom è una cosa bella

Appassionarsi a qualcosa è naturale, ma attenzione perché il disagio e l’isteria sono sempre dietro l’angolo. Non dimentichiamoci che la nostra vita continua anche quando il nostro personaggio preferito muore. Bisogna imparare a dare il giusto valore alle cose. Sputare odio su chi non la pensa come noi su un determinato film/serie tv è davvero ridicolo se non patologico. Non dimentichiamoci che la realtà esiste e che non gira tutto intorno a noi. Prendiamo gli spoiler: intasare le bacheche dei social con frasi tipo “SE MI FATE SPOILER SU…VI AMAZZO!1!1”, lascia proprio il tempo che trova e mi sa tanto di posa. Se infatti hai perso l’ultima puntata di una serie che guardano milioni di persone, non puoi aspettarti che quattro o cinque giorni dopo che è uscita, nessuno ne stia parlando. Potresti, se ci tieni così tanto a non farti spoilerare, evitare tu di andare sui social o, cosa ancor più saggia, usare dei filtri. Vedi, a nessun importa che tu segui quella data serie tv, né tanto meno che tu non voglia spoiler: quindi sei tu che devi adeguarti. Rognoso? Sì e forse anche un po’ ingiusto. Però caro mio, that’s life!

P.s.: se non condivedete quello che ho detto vi prego di replicare tranquillamente (NO CRITICHE!), se no vi beccate un bel c.v.d.

Article written by:

Io e il cinema compiamo gli anni nello stesso giorno e questo mi ha illuso che ci fosse una qualche predestinazione dietro ai miei natali (cosa che si sta sementendo con il passare del tempo). I miei amici mi chiamano Pierpolemica perché ho il vizio di distruggere film e serie tv, sopratutto quelli più amati. Per questo, esiste una discreta lista di persone che mi odia e sono sicuro che, scrivendo per MacGuffin, questa si allungerà sensibilmente.

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