Focus

4 film per ricordarci di quanto l’uomo possa essere crudele

Le vacanze invernali sono ormai ufficialmente giunte al termine, gli addobbi natalizi sono stati cautamente riposti in soffitta e della bontà e altruismo delle persone si è persa ogni traccia.

I palinsesti televisivi si sono piano piano liberati dai cosiddetti “film per tutta la famiglia”, dalle commedie romantiche e dai cinepanettoni.

Si ritorna alla solita routine. Il cinismo, l’indifferenza e l’egoismo si fanno avanti prepotenti. Solo pochi fortunati mantengo vivo quello spirito che contagia i più durante il Natale.

Cosa c’è di meglio, dunque, di una lista di film che narrano le vicende di criminali americani per ricordarci quanto la natura umana possa essere crudele?

Dopo settimane di storie smielate, di racconti dal finale sempre e solo positivo, torniamo alla realtà. Cruda, spietata e più reale che mai.

Il cacciatore di donne  (Scott Walker, 2013)

Robert C. Hansen, padre di famiglia e appassionato cacciatore, è un prolifico serial killer che agisce nell’area di Anchorage (Alaska).

Subisce gravi atti di bullismo durante tutta l’adolescenza a causa di una forte acne e di un’accentuata balbuzie. Tipo piuttosto rancoroso, non riesce proprio a digerire tutte le ingiustizie subite e decide così di vendicarsi in età adulta.

Il bersaglio? Prostitute. Le abborda, le rapisce, le porta in un bosco sperduto e le lascia libere. Poi inizia a cacciarle.  Sì esatto, caccia prostitute.

Ucciderà circa 21 donne nel periodo tra il 1971 e il 1983, fino a quando una delle vittime riuscirà a scappare e a chiedere aiuto.

Recitazione, ambientazioni e cast ben riusciti. Punto forte risulta essere proprio la storia, la storia di un uomo ordinario che impensabilmente cacciava donne.

Il mostro di Cleveland (Alex Kalymnios, 2015)

Ariel Castro, a differenza di Hansen, non ha mai ucciso. Eppure la sua storia risulta altrettanto atroce e inquietante.

Per ben 10 anni tiene prigioniere nella propria abitazione 3 ragazze (avrà persino una figlia da una di loro), 3 ragazze che cresceranno trattenute da catene, tra abusi fisici e mentali.

Proprio come per il caso di Hansen, sarà una delle vittime a fuggire e a denunciare le violenze.

Ombre inquietanti circondano il caso. Qualcuno condanna il lavoro superficiale della polizia, qualcuno condanna le forze dell’ordine dicendo di aver più volte segnalato movimenti strani intorno all’abitazione di Castro senza ottenere alcuna risposta.

Il film comunica tutto il disagio e il degrado in cui le ragazze sono costrette a vivere. Le scene sono per la maggior parte girate al buio. Lo spettatore si sente sporco, turbato, inquieto. La storia è cruda e ai limiti dell’immaginabile.

Monster (Patty Jenkins, 2003)

Charlize Theron vince l’Oscar come migliore attrice. Ingrassa ben 15 chili per interpretare la parte di Aileen Wuornos e ci riesce alla perfezione.

Aileen Wuornos è una prostituta lesbica che, stanca delle continue molestie subite, si vendica uccidendo 7 dei suoi clienti.

La compagna (interpretata da Christina Ricci), minacciata dalla polizia, spingerà la Wuornos a confessare ogni delitto commesso.

Si prova pietà per l’assassina, per le condizioni in cui è costretta a vivere. Si prova pietà quando la fidanzata la pugnala alle spalle. Si prova una sorta di felicità quando quegli uomini vengono uccisi.

La recitazione è impeccabile, la storia è coinvolgente e ci immergiamo nella parte della Theron a tal punto da faticare a uscirne una volta terminato il film.

Il caso di Lizzie Borden (Nick Gomez, 2014)

Christina Ricci e la sua faccia altamente inquietante interpretano la famosa figura di Lizzie Borden.

1892, Massachusetts. Il padre e la seconda moglie vengono brutalmente ammazzati. In casa c’è solo Lizzie, in giardino la donna delle pulizie.

Tutti sospettano di Lizzie, persino la sorella maggiore. I rapporti ambigui con il padre, la sua natura ribelle e l’animo tormentato spingono l’opinione pubblica a incolpare la Borden.

Il tribunale, invece, dichiara il caso irrisolto. Le prove contro Lizzie non si trovano, la giovane rimane impassibile di fronte a ogni accusa e non mostra il minimo segno di cedimento.

I costumi sono eccezionali così come le musiche e l’ambientazione.

La Ricci risulta essere perfetta per un tale ruolo. Per tutto il tempo lo spettatore si chiederà chi sia il vero colpevole, cercherà indizi e farà congetture per poi rimanere deluso e spiazzato quando scoprirà che il caso viene chiuso senza un reale colpevole.

 

 4 storie. Storie difficili e cruenti. Storie di persone che hanno compiuto atti inimmaginabili.

Una volta terminata ogni singola visione, vi verrà un irrefrenabile desiderio di cercare maggiori informazioni, cercherete di capire il perché, il come, vi sentirete persi per un po’, sconcertati, turbati.

Faticherete a lasciar andare quei racconti, quei personaggi.

Una doccia fredda dopo le amorevoli e gioiose vacanze natalizie.

 

Article written by:

Giorgia Piccirilli

Irlandese di adozione con due sogni nel cassetto: entrare nel Federal Bureau of Investigation e diventare una surfista professionista. In attesa di ottenere la cittadinanza americana e che mi passi la paura degli squali, guardo un numero di film che si avvicina all'infinito

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