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5 coppie che a San Valentino non ti conviene incontrare a cena

Il cinema è pieno di rubacuori, di quelli che vanno forti a San Valentino, di coppie che si sbaciucchiano, si spalmano miele addosso, si scaldano le mani a vicenda, appannano i vetri in macchina e a volte crepano per la gioia dei più disillusi.

E poi ci sono quelli che i cuori non li rubano semplicemente. Li ripuliscono, insieme e allegramente, tanto che invece che sussurrare agli spettatori le loro agrodolci vicissitudini amorose, tirano fuori una pistola e urlano forte “fermi tutti, questa è una rapina”.

Ecco 5 coppie un po’ sui generis che a San Valentino non ti conviene incontrare a cena.

1) Bonnie + Clyde

“Che bei baffoni che hai, sembrano il manubrio di una motocicletta. Se avessi anche le ruote, ti monterei a cavallo.”

Gangster Story  (1967, Arhur Penn)

Iniziamo dalla coppia criminale più famosa d’America.

Erano giovani, belli e inquieti, (dice il trailer) scelsero la strada sbagliata.

Noi rapiniamo banche (fa Clyde)

Un consiglio per le giovani coppie: prendetelo in considerazione, prima di chiedere un mutuo.

Bonnie Parker (Faye Dunaway) è una cameriera in quella fase della sua vita in cui o si ammazza di noia o ammazza qualcuno. L’incontro con il rapinatore Clyde Barrow (Warren Beatty) la porterà in entrambe le direzioni (noia a parte).

Quello tra Bonnie e Clyde è un romanticismo fuori dai canoni, che gioca pericolosamente su più livelli, come su diversi piani si muove lo stesso film, premiato con due Oscar, in grado si spaziare brillantemente tra seduzione, azioneironia e profonda dolcezza amara.

Cambiamo epoca e tuffiamoci negli anni ’90. Nel 1994, per l’esattezza, anno in cui certe coppie hanno fatto scintille.

2) Jackson + Natalie

“Mi sento così frustrata che farei qualsiasi cosa”

Sesso e fuga con l’ostaggio (1994, Adam Rifkin)

Qui segue uno spoiler, ma tanto il film l’avrete visto e stravisto in onda su Italia 1 almeno una cinquantina di volte.

Natalie (Kristy Swanson), è una figlia di papà. Jackson (Charlie Sheen) è un goffo evaso che sta per fare un gran casino, prendendo in ostaggio proprio lei.

Ora, che una donna possa perdere la testa per uno che inizialmente detesta è un concetto trito e ritrito (e pure vero), che possa perderla per il suo aguzzino è anche abbastanza contorto ma possibile (che poi è lo stesso del “mi piacciono stronzi”), che possa perderla invece per il brivido della fuga e della rapina a mano armata (quanto possono essere letali le barrette di cioccolato?), mi sembra l’ipotesi più appropriata in un contesto ironico e divertente come questo. Alla fine, infatti, finirà così, con i due che diventano i nuovi Bonnie e Clyde, in culo al papi e alla cavalleria.

3) Zucchino + Coniglietta

“Ti amo zucchino mio, ti amo Coniglietta mia”

Pulp Fiction (1994, Quentin Tarantino)

Hawthorne Grill, localino di Los Angeles. Ringo (Tim Roth) e Yolanda (Amanda Plummer) si stuzzicano davanti a una tazza di caffé come molte comuni coppiette innamorate quando cercano di organizzare insieme qualcosa. Ma non parlano di gite al mare o mattonelle del bagno, né di aprire insieme una caffetteria. Parlano di come rapinarla, che ci sta sempre bene tra un’ordinazione e un’altra. 

4) Mickey + Mallory

“Per me dovevano chiamarti bellissima”

Natural Born Killers (1994, Oliver Stone)

Non sottovalutateli perché sembrano un po’ aggressivi (giusto un po’), i veri romantici sono loro.

Mickey (Woody Harrelson) e Mallory (Juliette Lewis) si amano alla follia. Guai a rovinargli l’atmosfera, a esagerare con gli schiamazzi, con le palpatine viscide, le barzellette sporche o le battute volgari. Insieme sono capaci di sbudellarti vivo, ma anche di danzare affettuosamente sulle note de La vie en rose, e di sposarsi senza ricevimenti pacchiani semplicemente giurandosi col sangue amore eterno su un ponte a cielo aperto, mentre il velo volteggia sopra le colline.

Film barocco, kitsch, carico di humor nero, contaminazioni di stili e generi (sit com, animazione, videoclip, programmi tv). Film senza regole come l’amore tanto folle e sincero da risultare tenero e bastardo insieme.

5) James + Alyssa

“Ho appena compiuto diciott’anni, e credo di aver capito cosa può significare una persona per un’altra”.

The End of the F**ing World (2017, serie ideata da Jonathan Entwistle).

Lasciamo il 1994 e torniamo ad oggi.

James (Alex Lawther) e Alyssa (Jessica Barden) hanno 17 anni.

Lui si definisce uno psicopatico, lei è lunatica e inquieta. Entrambi, quindi, si sentono frustrati, rancorosi e fuori contesto. Soli.

Anche loro scappano, rubano, fanno danni. Anche loro sono maledetti dal sangue di qualcuno. Anche loro provano a “danzare” e vivono il romanticismo in modo poco edificante per i più e anche un pelino maldestro.

Ma come per tutte le coppie al mondo, lasciatelo decidere a loro, che no, non sono solo due adolescenti problematici e no, non sono troppo giovani e incasinati per capire come si può stare insieme (che cos’è l’amore, che significa amare, insomma, quella roba lì). Per quanto mi riguarda, il San Valentino di quest’anno non poteva avere esempio di romanticismo migliore.

Edificante, salvifico, onesto.

Insomma, forse incontrarli a cena non ti conviene per un altro motivo: in quanto a romanticismo, potresti sfigurare.

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La mia prima babysitter fu una Super 8. Non scherzo, mio padre mi teneva tra i rullini da sviluppare. Mia madre invece mi faceva sedere sui libri, secondo me non voleva che li aprissi, perché sapeva sarebbe stata la fine. Mischio storie e immagini da sempre, a volte mi fa girare la testa, a volte mi fa girare cortometraggi (che a volte mi fanno girare il mondo). Scrivo di cinema perché guardare non mi basta.

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