Focus

5 film da rivedere per prepararsi all’imminente apocalisse nucleare

Per tutti quelli che sono nati negli anni della caduta del muro di Berlino e della dissoluzione dell’Unione Sovietica, l’idea di una guerra nucleare su scala mondiale è sempre appartenuta più alla sfera della distopia apocalittica piuttosto che a quella delle reali possibilità. Insomma, non è che negli ultimi decenni il nostro pianeta sia vissuto in pace e armonia, ma almeno non si doveva vivere nella paranoia che qualche folle si svegliasse la mattina con il desiderio di regalare all’umanità un biglietto di sola andata per l’inverno nucleare.

Poi però sono arrivati Donald Trump e quel cicciobombo cannoniere del nordcoreano che nel giro di qualche settimana hanno tirato su un casino tale che ormai andare a fare scorte di acqua e cibo in scatola al Gulliver sembra davvero la miglior soluzione possibile. L’ideale poi sarebbe riuscire ad imbucarsi nel bunker antiatomico di qualche Ned Flanders, ma più probabilmente, a disastro nucleare avvenuto, chi di noi non sarà ridotto in cenere all’istante dovrà combattere per la sopravvivenza giorno dopo giorno, affidando la sua intelligenza per procacciarsi cibo e medicine, cercando di non finire fra le grinfie di orde di assassini e di cannibali armati di spranghe e accette.

Il che potrebbe essere un problema per il sottoscritto, visto che a 25 anni non ho ancora capito come si fa a fare un nodo decente ad un sacco della spazzatura.

Fortunatamente il cinema ha da sempre tentato di esorcizzare la paura di un’apocalisse nucleare, andando a creare anno dopo anno un lunghissimo filone di film apocalittici che ci hanno mostrato in dozzine di modi diversi il volto che potrebbe assumere la nostra cara vecchia Terra dopo l’arrivo del Giorno del giudizio.

Ho deciso allora di selezionare cinque film che potrebbero tornarvi utili per prepararvi psicologicamente alla fine del mondo per come lo conoscete.

 

IL PIANETA DELLE SCIMMIE | Franklin J. Schaffner (1968) 

La crisi dei missili di Cuba del 1962 è ancora un ricordo fresco e spaventoso quando esce al cinema Il pianeta delle scimmie, che avrebbe dato vita ad una delle saghe fantascientifiche più famose di sempre (e che continua ancora oggi sotto forma di reboot). Per i due che non ne avessero mai sentito parlare, Planet of the Apes racconta la storia di un equipaggio di astronauti che, dopo aver intrapreso un viaggio nello spazio volto alla ricerca di un nuovo pianeta da popolare, precipita in un mondo sconosciuto nel quale le scimmie hanno ottenuto un’intelligenza che le ha portate a diventare la razza dominante a scapito degli esseri umani, costretti a vivere come animali selvaggi.

Nel suo viaggio alla ricerca della verità, l’astronauta George Taylor arriverà a varcare le soglie della zona proibita, un territorio lontano e misterioso di cui si narra che un tempo fosse un paradiso, prima che gli esseri umani di quel pianeta la trasformassero in un deserto migliaia di anni addietro. Sarà solo quando Taylor si ritroverà davanti ai ruderi della Statua della Libertà che la terribile verità verrà a galla: quello che sembrava un pianeta ostile e inospitale non è altro che la Terra del futuro, devastata e sfigurata da una guerra nucleare che ha portato allo sterminio della razza umana e allo stesso tempo ha permesso alla scimmie di evolversi.

Un finale indimenticabile che rimarrà per sempre uno dei twist più sconvolgenti nella storia del cinema, così come l’urlo di disperazione finale di Taylor, che maledice l’umanità e la sua follia:

Voi uomini l’avete distrutta! Maledetti, maledetti per l’eternità, tutti!

 

TERMINATOR | James Cameron (1984…) 

Ero bambino la prima volta che vidi questa scena tratta da Terminator 2, e fu la prima volta che compresi davvero cosa fossero le armi nucleari. Voglio dire, avevo già visto il primo Terminator, e il suo immortale incipit era già scolpito in me:

Le macchine emersero dalle ceneri dell’incendio nucleare. La loro guerra per sterminare il genere umano aveva infuriato per anni e anni. Ma la battaglia finale non si sarebbe combattuta nel futuro: sarebbe stata combattuta qui, nel nostro presente… Oggi.

Insomma, un conto è leggere una frase del genere, un conto è vedere le persone carbonizzate e i palazzi spazzati via come foglie secche. Ecco perché, ogni volta che penso ad un mondo post-guerra nucleare, la mia mente non può che andare alla saga di Terminator, al suo futuro cupo e oscuro, dominato dalla morte, dalla paura, dalle macerie e dalle ossa dei pochi sopravvissuti, condannati a combattere ancora per la propria vita.

L’esplosione del disastro atomico ci viene poi mostrata in Terminator 3, dove diventa una delle poche scene degne di essere ricordate di tutto il film.

 

MAD MAX | George Miller (1979…)

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Quando si pensa ad un film post-apocalittico non può che venire il mente la mitica saga di Mad Max partorita dalla mente di quel genio di George Miller. Ambientata in un mondo trasformato in una landa desolata ormai priva di ogni risorsa e di ogni legge, la saga che ha lanciato Mel Gibson nell’olimpo delle star di Hollywood è diventata presto un autentico cult che ha ispirato innumerevoli opere in ogni campo, dal cinema ai fumetto, passando per i videogiochi.

Il folle Medioevo immaginato da Miller, popolato da orde di psicopatici assassini assetati di sangue e di violenza che seminano il terrore a bordo di automobili trasformate in autentiche macchine di morte e di pazzia, è diventato nel tempo lo scenario di riferimento grazie al quale hanno potuto vedere la luce opere come Ken il guerriero, 1997: Fuga da New York e il videogioco Fallout.

E che il buon vecchio George fosse già decenni avanti nel 1979 lo dimostra anche il clamoroso successo ottenuto da Mad Max: Fury Road, il quarto capitolo della serie uscito due anni fa che ha rilanciato il franchise anche fra le nuove generazioni.

 

THE ROAD | John Hilcoat (2009)

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Uno dei pochi casi in cui un’adattamento riesce a restituire per intero la bellezza dell’opera originale. Il meraviglioso The Road, basato sull’omonimo romanzo di Cormac McCarthy (che non potete proprio non leggere), segue il viaggio alla ricerca della speranza di un padre e di un figlio in un mondo morente, devastato 14 anni prima da un non meglio precisato disastro globale, che però potrebbe essere tranquillamente ricondotto ad un’apocalisse nucleare.

L’uomo (un incredibile Viggo Mortensen) e il bambino (Kodi Smit-McPhee, visto da poco in X-Men: Apocalypse nei panni di Nightcrawler) attraversano la desolazione di un paesaggio grigio e senza vita, trascinandosi dietro un carrello sul quale caricano le poche risorse che riescono a racimolare, cercando di aggrapparsi all’amore che provano l’uno per l’altro per sopravvivere ad un mondo crudele e ostile in cui ormai sembra non esserci più posto per loro.

Un film duro e commovente, di quelli che ogni volta che ti tornano in mente ti colgono alla sprovvista come un pugno allo stomaco.

A mio avviso, uno dei più bei film degli ultimi dieci anni.

 

IL DOTTOR STRANAMORE | Stanley Kubrick (1964)

Non potevo che chiudere questa breve compilation con il capolavoro immortale Kubrick, che grazie alla genialità della sua satira ha saputo disinnescare la paura del cataclisma nucleare proprio nel periodo in cui questa era davvero ad un passo dall’esplosione. Un’opera d’arte che riesce ad essere feroce e spietata nonostante non si prenda mai troppo sul serio, e che prendendosi gioco del militarismo e della scelleratezza dei nostri governanti riesce a nascondere sotto le risate un senso di inquietudine e di amarezza che sopravvive ancora oggi senza aver perso un briciolo della sua brillantezza, nonostante siano passati ormai più di 50 anni.

Il dottor Stranamore resta quindi il miglior film in assoluto che potete recuperare in questo periodo, a riprova del fatto che la satira, quando fatta con intelligenza, rimane sempre una delle armi più potenti che l’essere umano potrà mai utilizzare.


E Ricordatevi di fare un salto dai nostri amici di I Love CINEMA!!!

Article written by:

Roberto Lazzarini

25 anni, cresciuto fin dalla tenera età a film, fumetti, libri, musica rock e merendine. In gioventù poi ho lasciato le merendine perchè mi ero stufato di essere grasso, ma il resto è rimasto, diventando parte di quello che sono. Sono alla perenne ricerca del mio film preferito, nella consapevolezza che appena lo avrò trovato, il viaggio ricomincerà. Ed è proprio questo il bello.

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