Focus

I 5 motherfuckers più subdoli del cinema

Ho un vero e proprio feticismo per il villains, i cattivi di turno.

Mi è capitato, in parecchi film, di trovare l’antagonista molto più intrigante e affascinante del protagonista, e allora partire con un vero e proprio tifo sperando che il film finisse “male”, con il trionfo del bastardo (Se poi per caso riesce pure a farla franca mamma mia, lì parte il Nirvana).

Chiariamolo già da subito, non sto parlando delle seguenti categorie di cattivi: i soliti mostri dei film horror, i villains dei cinecomics (no, non c’è il Joker in questa classifica, non iniziate ad insorgere) il solito bisteccone che ti disintegra a mani nudi o con un arsenale di armi, i pazzi (no nemmeno Jack Torrance di Shining è presente nella Top5, non mi insorgete di nuovo) o i killer che fanno stragi spinti dalla follia, il magnate russo che traffica la droga etc etc.

Solitamente vado fuori di testa per i pezzi di merda manipolatori.

Estremamente sadici, subdoli e senza scrupoli, i miei cattivi non hanno bisogno di armi o di super poteri. Sono persone normali che usano l’intelletto e le parole per plagiarti a loro piacimento, godono nello spingerti a fare quello che vogliono senza che tu manco te ne accorga. Tendenzialmente sono gli insospettabili, i finti buoni o chi finge di consegnarsi alla giustizia per poi strisciare alle tue spalle e quando meno te lo aspetti sbam, piazzartelo dolcemente in quel posto.

Non facendo neanche troppo fatica, ho individuato 5 cattivi che a mio parere rappresentano la crème de la crème dell’essere subdoli.

NECESSITO DI SPOILERARE per descrivere al meglio i miei motherfuckers.

 5. Il Colonnello Hans Landa – Bastardi Senza Gloria (2009)

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Il tratto che fa di me un così efficace cacciatore di ebrei è che, al contrario di molti soldati tedeschi, io so pensare come un ebreo

Se penso al film Bastardi senza gloria di Quentin Tarantino, la prima cosa che mi passa per la testa è quanto Hans Landa riesca ad oscurare tutti gli altri personaggi del film.

Che Tarantino sia un genio non è una novità. Non so se sia merito suo o di Christoph Waltz, che recita divinamente, ma il risultato è un personaggio davvero con i contro cazzi, uno dei migliori villain degli ultimi anni.

Hans Landa è un ufficiale nazista, estremamente colto ed intelligente, noto per la sua abilità nel catturare ebrei fuggitivi.  Dà loro la caccia non perché li detesti ma perché è schifosamente bravo nel farlo, da buon segugio prova una goduria immensa nella cattura della preda. L’abilità di Landa consiste nel  mantenere un atteggiamento molto tranquillo, dialoga educatamente con la sua vittima di argomenti apparentemente inutili, per poi coglierla di sorpresa con una domanda a bruciapelo che la induce a confessare. Lo ammiri per l’arte oratoria e l’astuzia ma lo detesti al tempo stesso perché è comunque una viscida canaglia fastidiosa che ama soggiogare gli altri.

Non so se l’ho notato solo io ma quando Landa mangia e mastica è davvero snervante. Il rumore che fa mi manda fuori di testa, mi piace pensare che l’effetto sia voluto per accentuare la viscidità del personaggio.

4. Il serial killer John Doe – Se7en (1995)

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Alzi la mano chi ha goduto per il finale di Seven di David Fincher? IOOOOOOO e anche tanto.

Ecco un tipico esempio del film che finisce “male” con il bastardo che non solo trionfa magistralmente ma che ti fa quasi commuovere da quanto cazzo è figo nel farlo. Prima che vi faccia cadere le balle a terra dovete impedirmi di parlarvi di Kevin Spacey, di quanto è bravo e del fatto che sogno da anni di sposarmi con lui, di quanto sarebbero stronzi i nostri figli, quindi parliamo SOLO del suo personaggio.

John Doe è un serial killer con un modus operandi molto singolare e una vera e propria missione da compiere: uccidere e punire le persone che si sono macchiate dei 7 peccati capitali quindi gola, avarizia, lussuria, accidia, superbia, ira e invidia.

Dopo vari inseguimenti con la coppia formata dai Detective Sommerset (Morgan Freeman) e Mills (Brad Pitt), il serial killer si consegna di sua spontanea volontà alla polizia. Siamo ad un punto del film in cui sono rimasti due peccatori da punire (Ira e Invidia) quindi perché si è arreso? E qui inizi a capire che geniale bastardo sia quell’uomo.

Fingendo di condurre i due detective nel luogo in cui sono nascosti gli ultimi due cadaveri in realtà Doe porta a termine il suo piano. Lui stesso si è macchiato di uno dei peccati: l’invidia, nei confronti di Mills, per la bella vita e la bella moglie che il detective ha. Quello che Doe spera è di venire ucciso da Mills, in un attacco d’ira, essendo il detective una persona estremamente impulsiva e irascibile.

Credo che l’invidia sia il mio peccato… Trasformati in vendetta, David. Trasformati… in ira 

Quando ti fanno recapitare la testa di tua moglie in una scatola, beh, sfido chiunque a non premere il grilletto. Se poi ci metti la faccia di merda con cui Doe si rivolge a te, facendoti sapere che tua moglie era pure incinta e manco te lo aveva detto, il gioco è fatto e il successo del piano è garantito.

3. La Marchesa Isabelle de Merteuil – Le relazioni pericolose (1988)

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Arriviamo  a LEI. La regina dell’inganno e degli intrighi, la mia Glenn Close preferita e il ruolo che se fossi un’attrice vorrei a tutti i costi interpretare.

Se la manipolazione avesse un nome sicuramente si chiamerebbe Isabelle de Merteuil, la ricca e vedova Marchesa del film Le relazioni pericolose di Stephen Frears (recuperatevi l’omonimo romanzo di Choderlos de Laclos da cui è tratto il film perché è meraviglioso). Siamo in una Francia pre-revoluzionaria del 1700. La Marchesa de Merteuil è una donna consumata dall’odio per il ruolo passivo che l’etichetta e le convenzioni dell’epoca impongono al genere femminile. Non posso non citare il celebre monologo della Marchesa, è la mia scena preferita del film e poi racchiude in sé tutta l’essenza e la bellezza del suo personaggio: 

Quando feci l’ingresso in società avevo quindici anni; e io già sapevo che il ruolo a cui ero condannata, vale a dire stare zitta ed obbedire ciecamente, mi dava l’opportunità ideale di ascoltare e di osservare. Non quello che mi dicevano, che non era di nessun interesse, ma tutto quello che la gente cercava di nascondere; ed ho esercitato il “distacco”. Imparai a sembrare allegra, mentre sotto la tavola mi piantavo una forchetta nel palmo della mano e finii per diventare una “virtuosa nell’inganno”. Non era il piacere che cercavo, era la conoscenza; e consultavo i più rigidi moralisti, per la scienza dell’apparire, i filosofi, per sapere cosa pensare, e i romanzieri, per capire come cavarmela; e alla fine io ho distillato il tutto, in un principio meravigliosamente semplice: “vincere o morire”.

Sotto quella facciata di donna rispettabile ed intelligente, dotata di un’eleganza unica, si nasconde una donna glaciale, perfida e calcolatrice che non fa altro che tramare alle spalle di chiunque le faccia un torto. Attraverso la seduzione e la lussuria si assicura di poter manipolare qualsiasi amante. Tutti i personaggi del film non sono altro che marionette mosse a piacimento dai capricci della Marchesa, nessuno può tenerle testa.

 

2. Lo psichiatra Hannibal Lecter – Il Silenzio degli Innocenti (1991)

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Hannibal Lecter è il serial killer più interessante del cinema. Prima di essere un assassino, il cui piatto preferito è il fegato umano con fave e chianti,  “Hannibal the cannibal ” è un colto e raffinato psichiatra e un brillante criminologo. È proprio questo paradosso a renderlo estremamente affascinante e pericoloso oltre all’imbarazzante facilità con cui capisce e manipola le persone.

Ci sono svariati film e anche una serie tv dedicati al suo personaggio, ma Lecter raggiunge l’apoteosi della figaggine nel Silenzio degli innocenti di Jonathan Demme.

Troviamo lo psichiatra recluso tra le sbarre di un carcere che si offre di aiutare la polizia a catturare l’assassino Buffalo Bill. La relazione che Lecter instaura con la Detective Clarice è da antologia: un rapporto di fiducia reciproca basato sulla sincerità e su piccoli indizi per catturare Buffalo, ma pur sempre un gioco del gatto e del topo.

Coraggiosa Clarice… me lo farai sapere quando quegli agnelli smetteranno di gridare, vero?

E credi di poter tenere una persona così intelligente tra le sbarre? No, infatti, anche perché quando meno la polizia se lo aspetta Hannibal riesce ad evadere dal carcere (per la cronaca con l’evasione più geniale che abbia mai visto in un film) e a far perdere le sue tracce. E tu lo ammiri e sei contento che sia scappato anche se hai paura di beccartelo nella tua cucina, che frigge un un cervello umano in padella.

Anthony Hopkins è talmente bravo da riuscire a farti rabbrividire, anche stando zitto, con un solo sguardo. Sono convinta che debba aver per forza seccato qualcuno della sua vita perché è troppo credibile e perfetto nei panni di Hannibal Lecter.

 

1. Il diavolo, Keyser Söze – I soliti Sospetti (1995)

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Ohhhh sììì arriviamo al mio preferito, al re dei motherfuckers, stavo attendendo questo momento da quando ho iniziato a scrivere l’articolo. Incontriamo nuovamente Kevin Spacey, che sembra essere nato per fare il sacco di merda. Non mi metto a parlarvi di lui per la stessa ragione di John Doe, non voglio farvi due marroni tanti.

Keyser Söze è la cosa più si avvicina ad un gigantesco ORGASMO, racchiude in sé tutte le caratteristiche del villain che mi fanno andare fuori di testa e il finale del film poi… respira Sarah.

I soliti Sospetti di Brian Synger narra le vicende di un gruppo di cinque criminali professionisti che vengono ingaggiati per un colpo da un tale Keyser Söze, un misterioso boss criminale che nessuno ha mai visto di persona o conosciuto, su cui aleggiano un milione di leggende. C’è chi  sostiene che sia addirittura il diavolo in persona. I criminali si interrogano per tutto il film, insieme alla polizia e a noi spettatori, su chi sia questo fantomatico personaggio, se esista realmente.

Esiste eccome e siamo stati tutti meravigliosamente ingannati, visto che abbiamo avuto Mr Söze sotto agli occhi per tutto il film. Ma semplicemente non sospettavamo di lui… e come potevamo. Per tutto il film Synger si burla di noi facendoci credere che Söze sia cazzutissimo, addirittura il diavolo, e poi è l’indifeso del film? ‘Spettate ‘spettate che qui inizia lo spettacolo.

Il film è un gigantesco flashback raccontato da Verbal Kint (Spacey), zoppo e storpio, l’indifeso dei cinque criminali, mentre viene interrogato dalla polizia in un confronto all’americana.

Nel finale, la polizia lo lascia andare perché ritenuto un povero cristo innocente, ma ci mette ben poco a capire che tutto quello che ha narrato Kint era in gran parte totalmente inventato. Lo zoppo ha raccontato una gigantesca balla guardando semplicemente degli oggetti nell’ufficio di polizia, come una tazza, un poster, le foto segnaletiche etc. Nell’ultima inquadratura del film vedi Kint che cammina zoppicando allontanandosi dalla stazione di polizia, per poi poco per volta iniziare a camminare perfettamente e allora non hai più alcun dubbio: lui è Keyser Söze e ce l’ha messo allegramente in quel posto a tutti. 

La beffa più grande che il diavolo abbia mai fatto è stato convincere il mondo che lui non esiste, e come niente… sparisce.

APPLAUSI, LACRIME, ORGASMI MULTIPLI.

Vi lascio con un regalino da gustarvi: la scena finale del film.

P.S. Ricordatevi di fare un salto dai nostri amici di Cinefili Incazzati!!

Article written by:

Sarah Tavella

25anni (+3). Novese per nascita, londinese d'adozione. Lavora nel Marketing e come direbbe Amélie Poulain, "a Sarah Tavella piace": perdere la voce ai concerti rock, i film dove vince il cattivo, guidare senza una meta.

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