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7 momenti indimenticabili de “Il Signore degli Anelli”

È inutile negarlo: Il Signore degli Anelli è destinato a rimanere scolpito nelle menti di noi nerd come la più grande opera fantasy di tutti i tempi. Tutti gli impallati come me con orchi, elfi e magie non potranno mai rinnegare la divina opera di Peter Jackson, che è riuscito a far fiorire senza danneggiare in alcun modo quel fiore bellissimo ed unico al mondo che è l’opera del nostro J. R. R. Tolkien. Certo, il caro Jackson è riuscito anche a partorire quell’aborto de Lo Hobbit rovinando uno dei libri della mia infanzia, per cui prima o poi troverò il modo di fargliela pagare con sangue e lacrime amare, ma questa è un’altra storia.

Anche se il giudizio della mente su quale sia la pietra miliare delle opere fantasy è messo a dura prova da eccelsi concorrenti come Il Trono di Spade, il nostro debole cuore umano non può che lasciarsi corrompere dall’Unico Anello ed eleggere la trilogia de Il Signore degli Anelli come magnum opus del suo genere.

Se anche voi avete rivisto la battaglia del fosso di Helm qualcosa come ventordicimila volte e sapete interpretare le scene più epiche dei tre film molto meglio degli stessi attori, ecco sette momenti che sono sicuramente rimasti indelebili nella vostra memoria:

 

  • L’inizio

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“l mondo è cambiato: lo sento nell’acqua, lo sento nella terra, lo avverto nell’aria. Molto di ciò che era si è perduto, perché ora non vive nessuno che lo ricorda….” e quando partono i violini della colonna sonora di Howard Shore non possono che salirti brividi, pelle d’oca e un’immensa voglia di indossare la cotta di Mithril e bussare al Nero Cancello per affrontare Sauron in persona. Non esiste al mondo un altro prologo tanto azzeccato e coinvolgente come quello de Il Signore degli Anelli, non esiste incipit che ti cali subito con tutta la sua epicità nella storia.

  • La sfida con il Balrog

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Il cupo, lugubre ed al tempo stesso maestoso scenario delle miniere di Moria fanno da teatro a quello che è forse lo scontro più epico della saga: quello tra Gandalf il Grigio ed il cazzutissimo Balrog, focoso demone del mondo antico. Il livello di tensione e miticità raggiunto nella scena dove i due nemici si fronteggiano sul ponte sospeso nel vuoto (progettato da qualche nano masochista con istinti suicidi) è una delle cause principali del surriscaldamento globale. E l’urlo dello stregone “TU-NON PUOI-PASSARE!” è già entrato nella leggenda del Signore degli Anelli.

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Boromir, interpretato dal grande attore e spoiler vivente Sean Bean, non poteva che lasciarci alla fine del primo film. Della morte del controverso ma indiscutibilmente coraggioso capitano di Gondor, che muore per salvare quei due fancazzisti di Merry e Pipino, si è già parlato in questo articolo. Rimane da dire che è probabilmente la dipartita più toccante dell’intera trilogia.

  • Il ritorno di Gandalf

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La ricomparsa del gemello di Albus Silente non è certo uno dei colpi di scena più grandi della storia del cinema, ma non per questo manca di effetto. Il nostro stregone grigio, che finalmente va a darsi un ripulita diventando bianco, si diverte a trollare il trio composto da Aragorn, Legolas e Gimli presentandosi celato da una luce abbagliante e salutando i compagni con la voce del malefico Saruman.

 

  • La battaglia del fosso di Helm

25q0abkwLa mia battaglia preferita in assoluto. Nessun altro film fantasy o storico è ancora riuscito a surclassare in bellezza ed epicità lo scontro tra i diecimila Uruk-Hai di Saruman ed il manipolo di trecento uomini ed elfi rimasto a difendere la fortezza di Helm (vi ricorda per caso una certa battaglia delle Termopili??). Come se con tutta la sequenza dell’assedio non si fosse già raggiunto un livello meravigliosamente alto, non hanno ancora inventato parole adatte a descrivere la carica finale di Gandalf alla testa dei Rohirrim, che scende come un fiume in piena giù dal pendio sotto la luce dell’alba.

  • Il passato di Gollum

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Uno dei protagonisti indiscussi e personaggio chiave ai fini dello svolgimento della trama. La nascita della “creatura” Gollum rimarrà un mistero (almeno per i non lettori) fino all’inizio de Il ritorno del re, dove verrà rivelata l’origine della doppia personalità Smeagol/Gollum, un tempo un pacifico Hobbit che voleva solo stare a casa sua a fumare erba pipa ma che venne consumato dal potere dell’Anello.

  • “Arrivano le aquile!”

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La battaglia di Minas Tirith è indubbiamente straordinaria, ma essendo figlia minore dello scontro del capitolo precedente merita forse meno onori. Passiamo dunque alla vera sfida finale, quando Aragorn e compari bussano alle porte di Mordor per affrontare il nemico e dare tempo a quel bruciato di Frodo (che volete farci, è il personaggio che mi sta più sulle balle, ha sempre quella faccia da chi si aspetta una supposta nel deretano da un momento all’altro) di compiere finalmente il suo dovere. E quando tutto sembra ormai perduto e le forze del male sembrano soverchianti, l’arrivo in picchiata delle aquile segna il cambio della marea nella Terra di Mezzo.

P.S. Ricordatevi di fare un salto dai nostri amici di Cinefili Incazzati!!

Article written by:

Edoardo Canepa

Genovese classe '93, di giorno è un timido e serioso bancario, di notte un nerd assatanato di serie tv, libri, film e videogiochi. Vive in città ma è campagnolo dentro. Adora alla follia Stephen King, la birra e le tartarughe.

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