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Focus

Batman: Burton vs. Nolan, genesi e rivoluzione del cinecomic a confronto

In occasione dell’uscita dell’ultimissimo capolavoro di Christopher Nolan – Dunkirk – ho deciso di prendere in analisi il film, o meglio, la trilogia di film, che ha innalzato l’amatissimo e odiatissimo regista britannico all’olimpo del cinema. Sto parlando ovviamente della saga de Il Cavaliere Oscuro a.k.a. Batman, di cui vi lascio qua sotto le nostre recensioni.

Batman Begins

Il Cavaliere Oscuro

Il Cavaliere Oscuro – Il Ritorno

Tuttavia un altro regista che ha fatto la storia del cinema si è dedicato, agli albori della sua carriera, a realizzare film su Batman. E stavolta, ovviamente, sto parlando di Tim Burton. Ed è proprio questo il motivo per cui mi state ad ascoltare oggi: sto per mettere a confronto il Batman di Nolan con il Batman di Burton, non il personaggio, ma le due saghe.

batman logo

Non incazzatevi subito per favore, sono perfettamente consapevole di tutto: sono periodi cinematografici diversi, con possibilità economiche e tecnologiche neanche lontanamente paragonabili, con ideologie sul cinema agli antipodi. Sì, lo so, ma che senso avrebbe paragonare due cose troppo simili? Prendetela come una possibilità per capire se preferite il cinema odierno o quello di 20 anni fa.

Al di là di tutti i convenevoli, io questo articolo l’ho voluto scrivere non tanto per confrontare i film di una saga con i film dell’altra, ma piuttosto per estrarre quegli elementi che accomunano le due e per esporli a un confronto in singolar tenzone. Quali sono quindi questi fantomatici elementi?

batman

Confondo le acque con il Batman di Ben Affleck

BATMAN

Parto ovviamente dal soggetto in sé. So bene che la saga di Nolan è completa mentre quella di Burton TEORICAMENTE si ferma al secondo film, ciononostante non credo neanche che nelle intenzioni di quest’ultimo ci fosse quella di realizzare una saga cinematografica su Batman. No, Burton ha semplicemente girato due FILM sul personaggio della DC Comics, mentre Nolan ci ha fin da subito pensato sopra una trilogia.

Credo sia inutile dire che il personaggio di Batman – e di Bruce Wayne – realizzato da Nolan sia infinitamente meglio di quello realizzato da Burton. I motivi sono due: l’attore e l’importanza/efficacia del personaggio.

L’attore e l’efficacia del suo personaggio

Da una parte abbiamo Christian Bale, dall’altra Michael Keaton. Mi dispiace davvero tanto. MICHAEL KEATON È UNA MERDA. Ma non una merdina insignificante che non sporca l’aria circostante nonostante la sua presenza, no, una merda imponente, di dimensioni catastrofiche, che porta calamità cinematografiche irreparabili in scia a sé. Non sto esagerando. Il Batman di Burton è un personaggio così piatto, stupido e fuori contesto da rovinare inevitabilmente il film. Io personalmente quando penso a Batman creo nella mia testa un uomo figo, imponente, col vocione, i muscoli, CHE FA PAURA. Michael Keaton non è nulla di tutto ciò, né tanto meno è un Bruce Wayne figo, miliardario e sfascia passere.

michael keaton batman

Ha sempre questa espressione

A fare da contraltare abbiamo l’immenso Christian Bale. Immenso come attore in sé, non per le prestazioni particolarmente memorabili nel ruolo di Batman. Non fraintendetemi, anche Michael Keaton è un signor attore, la differenza sta nel fatto che mentre il nostro Chris, pur non mettendo in scena un’interpretazione da premio Oscar, ha regalato un cavaliere oscuro degno di questo nome, degno di far paura e di incutere timore – sia ai nemici che alle fighe – Michael Keaton invece ha fatto cagare.

christian bale batman

Sceneggiatura/costruzione e coerenza della storia

Anche qui è ovvio che Burton non avesse nei piani iniziali l’idea di dare continuità ai suoi personaggi e alle loro storie, in quanto BatmanBatman – Il Ritorno costituiscono due universi narrativi ben separati. Il problema è un altro: la sceneggiatura dei due film di Burton è davvero pessima. L’interpretazione di Michael Keaton è indebolita anche dal fatto che il suo Batman ha delle battute e, soprattutto, un tessuto psicologico davvero imbarazzanti, a tal punto da far sembrare il suo personaggio, e in verità anche tutti gli altri a eccezione dei villains, stupido. Senza contare il fatto che l’evoluzione dei fatti è poco interessante e decisamente trascurabile, non costituisce assolutamente nessun valore aggiunto o motivo di interesse, anche qui a eccezion fatta per i villains.

E quindi a “spuntarla” sono ancora Nolan e la sua trilogia. Aggiungerei “e sti cazzi”. Sì, perché potremmo andare a cercare parecchi difetti e imperfezioni all’interno della saga de Il Cavaliere Oscuro, ma è sicuramente indubbio che la costruzione di Batman, di Bruce Wayne, della sua evoluzione psicologica, fisica, mentale, la sua crescita come essere umano e in funzione di supereroe, contornata dall’universo narrativo eccellente costruito alle sue spalle, abbiano prodotto una delle saghe di cinecomics migliori di sempre.

christopher nolan

Gotham City

La questione si fa più ardua. Iniziamo col dire che il primo Batman di Burton ha vinto un Oscar alle migliori scenografie. E forse un pochino se lo è meritato. Effettivamente la Gotham City ricreata dal regista sulla base di quella creata in origine dai fumettisti è a dir poco efficace e scenica. Molto cupa, in un certo modo molto artificiale, molto lontana da quella che è la realtà a cui siamo abituati e insomma, diciamocelo, così deve essere Gotham: una città tetra, che mette angoscia, il nido perfetto per i criminali. Ottimo lavoro quindi per Burton e i suoi collaboratori.

gotham city

Discorso un po’ diverso per la Gotham di Nolan. Intendiamoci, il britannico non ha fatto un lavoro di merda nella ricostruzione della città, tuttavia non è esattamente un punto forte della sua saga e nemmeno un qualcosa di troppo memorabile. Posso affermare che la città riproposta da Nolan sembra davvero Gotham City solo se le scene si svolgono di notte, in caso contrario essa sembra solo una gigantesca metropoli dominata dal caos, dal disordine e dove la criminalità dilaga. Mi sembra doveroso affermare che tale è l’effetto che restituisce la suddetta ricostruzione anche perché non era affatto negli interessi di Nolan riprodurre una Gotham troppo fedele ai fumetti. Ciò non toglie che questa rimane una leggera caduta di stile nell’universo de Il Cavaliere Oscuro, in quanto si è preferito riportare una città sì cupa, sì tetra, ma pur sempre verosimile, cosa che, almeno nel mio parere, Gotham City non dovrebbe essere.

gotham city

Villains

Siamo giunti al dessert signore e signori. So che tutti voi stavate aspettando questo momento e so anche che d’ora in poi le mie parole peseranno più che mai, in quanto questo è un argomento che crea sempre pareri discordanti. Ed è in questo modo che dovete prendere le mie parole da questo punto in avanti: come dei pareri di un soggetto che cerca di mettere ordine tra le file di due prodotti cinematografici completamente diversi.

Seconda premessa: la saga di Nolan è costituita, come già detto più volte, da tre film, i quali presentano altrettanti villains, nella fattispecie Ra’s al Ghul, Joker e Bane; i film di Burton, invece, sono due, ergo due villains, Joker e Pinguino. Tolti i due Joker che sono tranquillamente confrontabili, mi limiterò con gli altri supercattivi a un discorso generale sulla loro efficacia.

villain

Ra’s al Ghul, Bane e Pinguino

Non è un handicap match, anzi. Ra’s al Ghul è un personaggio davvero davvero interessante, perché è misterioso, è pericoloso, è spietato, ma soprattutto non è rivelato. Qui sta l’ottima trovata di Nolan: per tutto Batman Begins il nostro Christian Bale combatte contro cattivi ausiliari che altro non fanno che mascherare l’identità del vero nemico, il quale, una volta rivelato, appare inarrestabile. La seconda trovata intelligente è costituita invece dal fatto che il nemico numero uno di Batman è proprio colui che gli ha insegnato l’arte del combattimento e del controllo della mente sul corpo. In poche parole Ra’s al Ghul conosce tutti i segreti di Bruce Wayne, ma SPOILER, l’allievo supera sempre il maestro.

Bane è un enemy figo, però forse più per la sua resa scenica che per il personaggio in quanto tale. Ahimè The Dark Knight Rises è cosparso qua e là da buchetti di sceneggiatura fastidiosi che rendono il villain di questo terzo capitolo meno costruito di quanto sarebbe dovuto essere. Peccato. Resta ovviamente lodevole la prestazione di un Tom Hardy più gonfio che mai.

Sì ma Pinguino? Pinguino è il villain meglio riuscito di Burton. Sì, più di Joker. Non che il nostro Jack Napier non sia un personaggio figo, ma Pinguino lo è giusto quel tantino di più. Perché? Perché è stato ideato con un background coi controcazzi e inoltre è un personaggio in costante evoluzione, il che lo rende imprevedibile. Vogliamo parlare poi della prestazione di Danny DeVito? Semplicemente fantastico, entrato pienamente nel ruolo del personaggio. Come si suol dire: in Batman – Il ritorno Danny DeVito non interpreta Pinguino, lui è Pinguino. Senza contare infine l’eccellente trucco e costume cuciti sopra il personaggio del polo sud. Diciamo che Pinguino è un personaggio su cui Burton e la sua troupe hanno puntato molto.

pinguino

Joker

Aiuto. Premetto che Joker è probabilmente il mio villain fumettistico preferito di sempre, quindi andare a scegliere quale sua rappresentazione io preferisca è cosa delicata, in quanto le amo tutte. No, quella di Jared Leto no.

Bene. Jack Nicholson o Heath Ledger? Tutti e due, il primo per alcuni motivi, il secondo per altri. Jack Nicholson è un attore folle per definizione, sia per ruoli interpretati nel corso della sua carriera, sia per attitudine nell’interpretarli, sia per la sua incredibile espressività facciale. Heath Ledger è anch’egli un capolavoro di attore, uno di quelli che personalmente definisco “quelli che recitano col cuore”. Non è un segreto d’altronde che l’ormai defunto abbia sviluppato disturbi psicologici piuttosto seri durante e dopo l’interpretazione del Joker.

È questa la chiave fondamentale che mi porta a dire quanto sto per dire: il Joker di Nolan è, seppur di qualche unghia, migliore di quello di Burton. Mettete giù i forconi. Il punto è uno soltanto: il cuore e la passione col quale Heath Ledger ha portato su pellicola un personaggio scritto magnificamente lo fa apparire molto più vero e molto più potente, concettualmente parlando, del Joker “fittizio” di Burton-Nicholson. Quest’ultimo è così esagerato, così incontrollabile, così fuori da ogni ragione, che al resoconto finale risulta troppo distaccato dalla realtà verosimile, pur rimanendo coerente col contesto. Il Joker de Il Cavaliere Oscuro, invece, rimane plausibile. Seppur folle, spietato, fuori da ogni pensiero concepibile da essere umano dotato di ragione, le cose che fa, e soprattutto il modo in cui le fa, rimangono plausibili e verosimili. E Heath Ledger gli infonde un carattere così forte, così unico da renderlo indimenticabile e, con la giusta dose di follia, anche condivisibile. Complimenti a entrambi gli attori ed a entrambi i registi, ma questo Joker è encomiabile.

joker heath ledger

RESOCONTO FINALE

Mi pare evidente che il sottoscritto abbia preferito il Batman di Nolan a quello di Burton. Ok, ma quello che voglio sottolineare è tutt’altro. Sono rimasto davvero deluso dagli uomo pipistrello movies di Burton perché non mi hanno lasciato nulla, per l’ennesima volta fatta eccezione per i villains. Cosa ancor più deplorevole è che la personalità registica di Burton, di solito così spiccata, emerge davvero poco e solo in funzione di una Gotham cupa e di personaggi malati e strambi. La saga de Il Cavaliere Oscuro è invece indimenticabile, per personaggi, intrecci, cronologia narrativa e ancora spessore concettuale dispensato alle vicende. L’epopea del Joker nolaniano non è fine a se stessa, quella del Joker burtoniano si. E quindi il motivo fondamentale che rende i prodotti Nolan-side migliori di quelli Burton-side è la capacità di creare una storia aperta che sia da esempio.

So che tra voi lettori molto probabilmente ci sono parecchi detrattori del mio caro Chris. Cogliete questo articolo come un’opportunità per rivalutarlo e cercate, volente o nolente, di arrivare alla conclusione che egli è attualmente uno dei migliori registi in circolazione ed è senza dubbio destinato ad occupare un posto di rilievo nella storia del cinema.

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Ciao, sono Mario e posso diventare il tuo migliore amico. Unico problema: sono uno sfasciacazzi leggendario. Vuoi restare folgorato dalle mie abilità di scrittura? Leggi i miei articoli! So di essere un ottimo promoter, ma passiamo alle cose un poco più serie.
Nato nel 1998, studio lettere e per questo motivo non troverò mai lavoro, ma a noi gli stereotipi non piacciono, quindi shht. Scrivere è il mezzo che mi permette di unire le mie due passioni principali: il cinema e la comunicazione.
Sono sicuro che insieme saremo in grado di ritrovare la mia sanità mentale. Bau.

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