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Caparezza: Kevin Spacey – L’esegesi di un gigaspoiler

Volevo cominciare questo articolo scrivendo qualche riga su Michele Salvemini in arte Caparezza ma poi mi sono reso conto che, se lo avessi fatto, mi ci sarebbe voluto metà pezzo solo per tesserne le lodi. Di conseguenza, di Caparezza artista dirò solo tre semplici parole: Io. Lo. Amo.

Bene, ora che ho superato il primo scoglio, entriamo nel merito. Per coloro che non lo sapessero, nel 2011 esce il quinto album di Capa dal titolo Il sogno eretico, all’interno vi è contenuta la traccia Kevin Spacey: la canzone ha come unico scopo quello di spoilerare il maggior numero di film possibile, inanellando un finale a sorpresa dopo l’altro. Roba da sfondare a calci lo stereo della macchina mentre guidi e falciare un’intera scolaresca di ignari pargoli che attraversano la strada mentre si tengono la mano saltellando.

Tuttavia c’è una valvola di salvataggio per poter ascoltare la canzone (quasi) senza paura: essere dei veri cinefili. Lo stesso Caparezza, ad una domanda di un giornalista che suonava più o meno così: “Ma non hai paura che qualcuno ti strappi il cuore a mani nude e te lo faccia mangiare mentre sei ancora vivo?” lui rispose prontamente con una roba del genere “Ho spoilerato solo film famosissimi e usciti da anni, quindi se ti dichiari cinefilo ma non li hai mai visti sei solo un quaqquaraqquà”. Severo ma giusto. 

Ora, visto che magari non tutti hanno colto le citazioni ed i riferimenti contenuti nella canzone, ho deciso di fare un’esegesi del pezzo per spiegarne gli spoiler. Un pò come faceva Benigni. Ve lo ricordate no Benigni? Ma sì dai, quello che si prodigava in commoventi inni d’amore verso la Costituzione Italiana per poi darsi alla macchia quando in Parlamento hanno cominciato a prenderla a picconate. Ecco, lui.

Ah, io presumo sempre di parlare a persone intelligenti, pertanto non mi sembra necessario ribadire che questo articolo conterrà SPOILER, vero? Top, allora si parte.

KEVIN SPACEY. Ok, Kevin Spacey è un attore americano che…come dite? Sapete già chi è? Va beh ma era per fare le cose fatte bene…Sì sentite ora non fate tanto i fighi che prima di House of Cards domandavi in giro chi era Kevin Spacey e ti chiedevano se parlavi del nuovo ristorante in centro. Va beh allora Kevin Spacey-persona lo diamo per assodato? Ottimo.

Non per la politica dovete odiarmi,
non per la voce nasale ma per questo pezzo!
Adesso avete un motivo… Avete un motivo!

Personalmente dopo questa canzone ti amo mille volte di più di prima, ma son gusti. Il mondo è bello perchè è vario. No non è vero, se odiate Caparezza vi disprezzo. Magari non al 100%, ma un pochino sì.

In Fight Club Edward Norton ha le turbe,
non esiste nessun Tyler Durden,

FIGHT CLUB (1999): capolavoro di David Fincher; nel finale si scopre che Tyler Durden, il personaggio interpretato da Brad Pitt e rimasto per tutto il tempo a fianco al protagonista senza nome (Edward Norton), in realtà non esiste. Tyler è solo una proiezione mentale della mente malata del protagonista che soffre di allucinazioni e sdoppiamento della personalità.  Di conseguenza è il personaggio di Norton a chiamarsi Tyler Durden, con tutto quello che questo comporta ai fini della trama e del finale della storia. Una mazzata sui denti.

in Shutter Island Di Caprio è un malato
mentale capace di architettare trame assurde.

SHUTTER ISLAND (2010): filmone di Martin Scorsese con protagonista Leonardo DiCaprio. Dopo che per tutto il film abbiamo creduto che il buon Leo fosse un agente dell’FBI chiamato ad indagare sulla scomparsa di una paziente dell’Ashecliff Hospital, centro di cura specializzato in malati di mente e situato su un’isola, scopriamo nel finale che è DiCaprio stesso ad essere un paziente in cura nel medesimo ospedale. Le vicende di tutto il film sono parte di una messa in scena tirata su dal personale medico per assecondare il delirio di DiCaprio, nella speranza che la terapia d’urto potesse aiutarlo a uscire dalla realtà deviata che si era costruito per rimuovere il fatto di aver ucciso sua moglie dopo che lei aveva annegato i loro tre bambini.

Nel Sesto Senso Bruce Willis è un morto

IL SESTO SENSO (1999): clamoroso successo di critica e di botteghino per M. Night Shyamalan, che firma uno dei film più famosi e d’impatto delle ultime decadi. Dopo che Bruce Willis ci è stato presentato come un dottore specializzato nella cura dei bambini disturbati che per tutto il film assiste un giovane paziente che “vede la gente morta”, scopriamo nel finale che anche Willis è in realtà un fantasma, morto nella prima scena del film. Infatti per tutto il film il personaggio di Bruce Willis non interagisce con nessuno che non sia il bambino dotato del sesto senso, ma questo fondamentale particolare è mostrato con tale maestria che nessuno se ne accorge, se non ad una seconda visione. Un colpo di scena che ha fatto epoca ed uno dei primi film che ha causato quel particolare tipo di omicidio che ora tutto il mondo conosce: l’omicidio da spoiler.

nelle 12 Scimmie è il morto.

L’ESERCITO DELLE 12 SCIMMIE (1995): Mai troppo lodato filmone di fantascienza diretto da Terry Gillian. Bruce Willis viene mandato dal 2035 indietro nel tempo fino al 1996 per cercare di prendere informazioni sul virus che nel futuro sterminerà la maggior parte della popolazione mondiale, costringendo i sopravvissuti a vivere sottoterra. Willis è tormentato per tutto il film da un ricordo: lui da bambino che vede un uomo morire davanti ai suoi occhi. Alla fine del film si scopre che il morto è proprio Bruce Willis, che viene ucciso nel passato proprio davanti a sè stesso bambino, che conserverà quel ricordo per tutta la vita, non riuscendo tuttavia a decifrarlo.

The Others: sono loro gli spettri!

THE OTHERS (2001): Gran film di Alejandro Amenabar con protagonista Nicole Kidman. Nel 1945 una donna vive con i suoi due figli fotosensibili (cioè che non possono venire a contatto con la luce del sole) in una tetra casa avvolta nell’oscurità e infestata da fantasmi. Nel finale si scopre invece che i fantasmi erano la Kidman e i due fratellini, mentre le apparizioni “spettrali” non erano altro che quelle dei partecipanti ad una seduta spiritica che stavano cercando di evocare proprio la famiglia. La Kidman, in un raptus di follia causato dalla vita solitaria alla quale era costretta per la patologia dei suoi figli, ha infatti ucciso i due bambini molti anni prima e poi si è sparata, non potendo più convivere con quel rimorso. La morte aveva poi lavato il ricordo di quell’avvenimento, facendo credere ai tre di essere ancora vivi.

Hai presente Kevin Spacey?
Bene, è lui Kaiser Souse nei Soliti Sospetti!

I SOLITI SOSPETTI (1995) : Capolavoro di Bryan Singer e probabilmente il miglior colpo di scena finale della storia del cinema. Il film si basa sull’interrogatorio di Roger “Verbal” Kint, truffatore invalido interpretato da Kevin Spacey. Il racconto di Kint va a ricreare la storia del film, nella quale spicca la leggenda del terribile Keyser Söze, boss criminale che nessuno ha mai visto o conosciuto e del quale alcuni mettono in discussione addirittura l’esistenza. Nel finale si scopre incredibilmente che Kaiser Soze non è altri che lo stesso Roger Kint che, per tutto l’interrogatorio, ha raggirato gli ispettori di polizia inventando  una storia che gli servisse a scagionarsi e a depistare le indagini sulla morte dell’unico testimone che aveva visto Soze in faccia. In una scena finale dalla potenza incredibile vediamo lo zoppo Kint, appena uscito dalla centrale di polizia, ritornare a camminare con fluidità, uscendo definitivamente dal personaggio che si era inventato per tornare ad essere lo spietato Keiser Soze. La beffa più grande che il diavolo abbia mai fatto, è stata convincere il mondo che lui non esiste. E come niente, sparisce“. Soze sale su una macchina e si dilegua, tornando nell’ombra dalla quale è uscito.

Serial killer di Seven? Kevin Spacey!

SEVEN (1995): altro film con il quale David Fincher si guadagna un posto nella storia del cinema. Il serial killer che si ispira ai sette peccati capitali per punire le sue vittime è Kevin Spacey, che appare a sorpresa nell’ultima mezz’ora del film, rivelandosi sia a Brad Pitt e Morgan Freeman che al pubblico incredulo. Il nome di Spacey era infatti stato tenuto segreto da Fincher per tutta la campagna pubblicitaria del film e nessuno sapeva che sarebbe stato presente, figuriamoci che fosse il killer, mai apparso per tutta la pellicola! Ma questo non è niente in confronto al vero, spietato ed indimenticabile finale del film, che porta Se7en nella leggenda.

L’enigmista è il cadavere della prima scena

SAW (2004): Tutti sono ormai certi che l’Enigmista sia l’inserviente Zepp, ma nel finale si scopre invece che anche lui era una vittima del terribile Jigsaw, che in realtà non era altri che il presunto cadavere che per tutto il film è rimasto steso a terra nel bagno in cui erano rinchiusi Lawrence e Adam. Uno dei finali più potenti e sbalorditivi del nuovo millennio (per i dettagli vedete l’articolo Saw – l’enigma di un successo horror).

nel Codice da Vinci il graal è la Maddalena

IL CODICE DA VINCI (2006): Va beh dai questa la sanno cani e porci. Il Santo Grall è in realtà il ventre della Maddalena che porta il figlio di Gesù. Segue complotto millenario per custodire il segreto e bla bla bla…

Io e Marley? Alla fine il cane muore.

IO & MARLEY (2005): Questo film è solo una carognata e gli autori dovrebbero farmi il sacrosanto piacere di togliersi la vita. Passi tutto il tempo a vedere il film pensando sia una commedia senza pretese e poi per vedere gli ultimi 5 minuti ci metti mezz’ora perchè devi continuare a fare pausa per asciugarti le lacrime e soffiarti il naso. Oh, io non piango mai a vedere i film, però con i cani sono sensibile. E questi lo fanno proprio apposta, ci godono a farti piangere. Bastardi. Se amate i cani statene alla larga.

Nel film Hachiko il cane muore.

HACHIKO (2009): Stesso discorso di prima, ma fortunatamente questa volta ero preparato psicologicamente e ho attutito meglio il colpo. E poi c’era mia madre, dai… un minimo di dignità.

Bruce Willis in The Jackal muore.

THE JACKAL (1997): Si torna ancora sul vecchio Bruce Willis ma qua si parla di una morte qualsiasi di un film qualsiasi. Ok lo ammetto, mi avete beccato, non l’ho visto sto film, infatti me lo sono spoilerato con la canzone di Caparezza. Ma alla fine sopravvivo eh, non credo di essermi perso sto gran capolavoro. Come dite? Sono poco professionale? Beh, finchè non mi pagano per scrivere posso anche permettermelo. Tiè.

In Profondo Rosso l’assassino è la madre

PROFONDO ROSSO (1975): il pezzo da 90 del Darione nazionale quando ancora il suo q.i. non si era abbattuto come la borsa di Milano. Ho visto questo film all’età di nove anni e ci ho messo mesi a superarlo, roba che mi svegliavo di notte tutto tremante sull’orlo delle lacrime. Sì sì ridete, chissà cosa guardavate voi a nove anni…Va beh in ogni caso la rivelazione del killer è roba da applausi: la madre del presunto assassino, Carlo, che in realtà aveva sempre cercato di proteggere la genitrice assassina e schizzata come un cavallo. Ma più che il “chi” è il “come” a lasciare di stucco. Scopriamo in realtà di aver visto l’immagine dell’assassino tramite uno specchio in un corridoio sulla scena del primo delitto del film, ma il nostro cervello non è stato in grado di registrare l’immagine. Argento ci regala in questo modo un gioco di prestigio indimenticabile, degno di essere ricordato e lodato da tutti gli amanti dei thriller anche a distanza di quarant’anni.

in Psycho Norman è l’assassino della madre.

PSYCHO (1960): altro filmettino da niente, dalla poca importanza storica e francamente dimenticabile. No, ora facciamo i seri. Se davvero vi devo spiegare di Norman Reedus e del suo cordiale e perfettamente sano rapporto con la madre…fatevi due domande sulla vostra cultura cinematografica. E ponetevi rimedio il più presto possibile per favore. Grazie.

In Sid & Nancy Sid uccide Nancy.

SID & NANCY (1986): film sulla folle vita di Sid Vicious, bassista dei Sex Pistols (interpretato da un grande Gary Oldman) ed incentrato sul presunto omicidio della compagna Nancy. Presunto mica tanto, visto che nel film l’omicidio è dato per certo. Cosa che ha fato incazzare un bel pò di persone che ancora si battono per l’innocenza di Sid.

Il colonnello di American Beauty è gay! Si!
..Ed uccide Kevin Spacey!

AMERICAN BEAUTY (1999): figlio meraviglioso di Sam Mendes con il quale Kevin Spacey si è finalmente guadagnato un meritatissimo oscar. Il suo personaggio viene tuttavia ucciso dal colonnello Fitts che, dopo che ci è stato figurato come un razzista omofobico per tutti i film, scopriamo in realtà essere gay, probabilmente a sua stessa insaputa. Credendo che anche Lester, il personaggio di Spacey, sia omosessuale, il colonnello si dichiara a lui, ma viene respinto. Sconvolto dall’aver appena manifestato quella parte sepolta dentro di lui che disprezzava profondamente, umiliato e completamente distrutto dalla disgregazione di tutto ciò in cui credeva, il colonnello uccide Lester.

Non hai visto Star Wars? Dai, forte!
Darth Vader è il padre di Luke Skywalker!

L’IMPERO COLPISCE ANCORA (1980): No cioè, mi rifiuto di spiegarvi questa strofa. Se non sapete di cosa stiamo parlando fate due cose: 1) chiedetevi come siete finiti a leggere questo articolo 2) sparatevi un colpo in testa. Senza però lasciare una lettera in cui spiegate il motivo, fareste solo una brutta figura.

E il mago di Prestige ha un gemello

THE PRESTIGE (2006): filmone di Christopher Nolan con un finale che entra nello stomaco come una testata di Zidane. Alfred Borden (Christian Bale) ha in realtà un gemello con il quale si è letteralmente diviso la vita al solo fine di creare il trucco di magia perfetto, il tutto all’insaputa di tutti coloro che lo circondavano. Quando un gemello interpretava la parte di Borden, l’altro vestiva i panni dell’aiutante Fellon, debitamente travestito per non destare sospetti. Alla fine del film Borden è dato per morto, ma in realtà rimane l’altro gemello, che si vendica del rivale che aveva causato la morte del fratello, il mago Angier (Hugh Jackman), uccidendolo. Bello bello.

The Game non è un tranello,
è un gioco del fratello

THE GAME – NESSUNA REGOLA (1997): è ancora una volta David Fincher a regalarci un super colpo di scena in questo originalissimo thriller con Michael Douglas e Sean Penn. La rigida vita dell’uomo d’affari Nicholas Van Orton (Douglas) cade improvvisamente nel caos più estremo trasformandosi in un incubo che mette a dura prova la sua psiche. Alla fine si scopre che tutto era stato architettato dal fratello dato per morto (Penn), il quale voleva regalare a suo fratello maggiore un’esperienza elettrizzante che gli permettesse di imparare a godersi la vita.

la moglie del soldato ha il pisello

LA MOGLIE DEL SOLDATO (1992): Beh, direi che si capisce già così.

e Bruce Willis muore in Armageddon.

ARMAGEDDON – GIUDIZIO FINALE (1998): Ancora tu Bruce! E ancora un film che entra dritto dritto nella storia del cinema. Dritto nella spazzatura però. Della morte più lenta, melensa e fastidiosa di tutti i tempi credo sia superfluo parlare, visto che tutti hanno visto questo lunghissimo e interminabile film almeno una volta. E io ho pure visto gente piangere a quella scena. Ma porcaccio quel maledetto di un Giuda (e di un Michael Bay).

Ti disturba? Beh.. A me disturba che la trama
di Disturbia sia la stessa di Hitchcock.

DISTURBIA (2007): Caparezza scherza sul fatto che la trama del film ricalchi quella de La finestra sul cortile di Hitchcock, ma il film in sè è tutto sommato guardabile, senza pretese. L’ideale per un pomeriggio di dolce far niente. Shia LaBeouf è simpatico e Sarah Roemer è maledettamente bona. Peccato sia solo quello, infatti non so in quale bordello sia finita dopo questo film.


 

P.s. Ricordatevi di fare un salto dai nostri amici di Le migliori frasi di Caparezza!

Article written by:

Roberto Lazzarini

25 anni, cresciuto fin dalla tenera età a film, fumetti, libri, musica rock e merendine. In gioventù poi ho lasciato le merendine perchè mi ero stufato di essere grasso, ma il resto è rimasto, diventando parte di quello che sono. Sono alla perenne ricerca del mio film preferito, nella consapevolezza che appena lo avrò trovato, il viaggio ricomincerà. Ed è proprio questo il bello.

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