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Cartoomics di Milano: un paese delle meraviglie per chi ama il cinema

Nella realtà che circonda il cinema e la televisione degli ultimi anni, ha sempre più importanza l’influenza del fandom. Le grandi saghe cinematografiche, come quella di Star Wars o della Marvel, oppure le serie di Netflix, trovano la loro linfa non solo nel pubblico generalista, ma nell’amore quasi incondizionato di un’intera categoria di persone: i fan.

È una realtà che viene sempre più studiata in ambito accademico; il più noto autore di saggi sul mondo fandomico, per chi volesse iniziare, è Henry Jenkins, ma ogni anno vengono scritti fiumi di inchiostro in merito: i fan creano comunità, acquistano merchandising, usano le piattaforme online per confrontarsi sulle loro passioni e, soprattutto, creano.

I fan disegnano, scrivono storie derivate, creano costumi, modellini… E tutta questa creatività si respirava eccome al Cartoomics di Milano, tenutosi tra il 9 e l’11 marzo. Il sito TheMacguffin era lì, in veste di inviato speciale.

Il Cartoomics occupava quest’anno tre grossi padiglioni – il 12, il 16 e il 20 – facenti parte della gigantesca area Fiera costruita in occasione dell’Expo. Un vero tempio della cultura popolare dove è stato dato ampio spazio a giovani creativi desiderosi di far conoscere il proprio lavoro.

In tutti i campi: dal cake design, rigorosamente, per l’occasione, a tema nerd, come questa torta di “Food & Cake Design” che celebra l’uscita prossima di Avengers – Infinity War:

Ai tatuaggi. Se volete decorare il vostro corpo con il simbolo della Ribellione di Star Wars, con il Tardis di Doctor Who o con un bel Funko Pop, questa area faceva proprio al caso vostro:

Per non parlare di un settore che investe direttamente il mondo del cinema, quella del trucco. No, non parlo del semplice belletto, ma della creazione di creature straordinarie grazie all’applicazione di variegate protesi facciali, un vero e proprio effetto speciale che ancora fa le scarpe alla computer grafica in quanto a realismo e impatto visivo. Durante l’evento sono stati allestiti diversi workshop di artisti del settore quali Sergio Stivaletti, Roberto Mestroni, Sara Guerrasio e molti altri. Vederli al lavoro è un vero piacere per gli occhi.

Per il Cartoomics di Milano, l’amore per il cinema e le serie tv è qualcosa di molto serio, su cui non si scherza.
No, aspetta, ci si scherza eccome:

Cartoomics

Essendo il cinema una delle tre grandi aree tematiche del Cartoomics, è stato dato ampio spazio a molti giovani film-maker, capaci di dare nuova linfa a quello che è diventato ormai uno spauracchio per l’Italia: il cinema di genere. I lavori sono stati presentati in un’apposita sala allestita per l’occasione, il Cartoomics Theatre, spazio di proiezione e confronto diretto col pubblico.

Durante le tre lunghe giornate sono stati presentati workshop dedicati al character design e alla computer grafica, anteprime Dynit (la casa che da ormai vent’anni distribuisce molti degli anime nipponici in Italia) e molti interessanti fan film. Sta infatti prendendo sempre più piede questo grande mondo di “opere derivate” in cui i fan prendono spunto dalle loro storie e personaggi preferiti per espandere ulteriormente quell’universo grazie alla propria fantasia e conoscenza dello stesso. Il caso più recente e italianissimo è stato quello di Voldemort – Le origini dell’erede. In questo caso il Cartoomics presentava una selezione di fan film internazionali tra cui i più interessanti sono stati Black Widow: Origins di Sean Manguso, Hunger Games: Weeping Willow di Annie Poling e il nostrano Resistance: Assassin’s Creed di Joe Pastore, una sorta di distopico ambientato nello scenario dei centri storici italiani, medievali e rinascimentali, in uno stato di totale abbandono dopo una guerra nucleare.

Nel Cartoomics Theatre è stato anche reso omaggio, con molti eventi, al regista Bruno Bozzetto, premiato con un award speciale.

Infine, sono stati presentati i trailer di alcuni progetti indipendenti italiani come Fino all’Inferno – Road to Hell, un film action di Roberto D’Antona che ha tra i suoi protagonisti anche la cosplayer Giada Robin e che ha tutta l’aria di essere una lettera d’amore vivente al cinema di genere degli anni ’80. Il film dovrebbe essere distribuito nelle sale nella seconda metà del 2018.

Altro lavoro italiano molto particolare è Sine Requie di Roberto Formicola, prodotto dalla compagnia Two Little Mice, di cui sono state mostrate in anteprima alcune immagini: ispirato a un omonimo gioco di ruolo, collega la realtà storica con l’elemento horror-fantasy, poiché i soldati alleati dopo lo sbarco in Normandia si trovano a fronteggiare un esercito di non morti.

Insomma, la creatività straripa e prolifera. Se il Lucca Comics & Games è ormai fortemente improntato alla promozione delle novità di grandi case editrici e di produzione, il Cartoomics di Milano si propone di essere un trampolino di lancio per nuovi nomi e idee, anche per quanto riguarda il cinema di domani. L’elettricità e l’entusiasmo sono tangibili, così come la voglia del pubblico di entrare in contatto con queste nuove realtà e imparare a conoscerle.

Quello che è evidente è che non c’è più una netta separazione tra chi crea e chi fruisce. Molti di questi artisti sono fan a loro volta e non lo nascondono: rielaborano, riassemblano, si ispirano per portare i mondi e le storie verso luoghi inesplorati, trovano una voce e un pubblico che li segue, ispirano a loro volta altri a fare altrettanto.

È anche grazie a questa realtà che le fiere del fumetto degli anni Novanta, dedicate quasi esclusivamente alla rivendita di materiale, si sono lentamente trasformate in ciò che sono ora: delle metropoli temporanee votate all’immaginario in ogni sua sfumatura.

Article written by:

Francesca Bulian

Posata su uno scoglio da un gabbiano nell'agosto '86. Storica dell'arte, fangirl, cinefila. Ama i blockbusteroni ma guarda di nascosto i film d'autore (o era il contrario?). Abbonata al festival di Venezia. Lettrice compulsiva e consumatrice di serie tv. Ha sempre un occhio di riguardo per i suoi attori feticcio - per meriti professionali ma più spesso estetici.

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