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Focus

Coronavirus: i migliori rimedi cinematografici secondo la redazione del MacGuffin

Da quando è arrivato il coronavirus abbiamo sperato tutti che non ce ne fosse bisogno. E invece, complici molti cinema ancora chiusi, ci siamo sentiti obbligati a scrivere un manuale di sopravvivenza per cinefili reclusi. Ovviamente a tema contagio globale! Se qualcuno di voi sta pensando che voglio fare del clickbait ha ragione (i soldi per comprare l’Amuchina gel chi me li dà??) ma non solo. Se non ci credete andate avanti e troverete ben più di qualche chicca nella lista!!

Ah, per inciso, se il mio tono non vi sembra molto preoccupato è solo perché sono un pappagallo e me ne sbatto del coronavirus.


Riccardo Antoniazzi

L’esercito delle 12 scimmie – Terry Gilliam | 1995

l'esercito delle 12 scimmie coronavirus

Anno 2035. Uno dei superstiti a un virus misterioso (Bruce Willis) viene scelto per compiere un viaggio nel tempo e scoprire le origini del contagio. Diretto da quel mattacchione di Terry Gilliam, L’esercito delle 12 scimmie possiede tutte le caratteristiche del suo regista: surreale, visionario, denso di simbologie da cogliere… Il virus è solo un pretesto per raccontare i paradossi del viaggio nel tempo e la relativa follia. E permette a un bravissimo Brad Pitt di conquistare la sua prima nomination all’Oscar.


Fabio Ferrari

Contagion – Steven Soderbergh | 2011

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In Cina ha origine un nuovo e mortale ceppo virale. Gwyneth Paltrow, tornando dal Paese asiatico, lo porta in Occidente e da qui si propaga in tutto il mondo. Suona familiare? Nel 2011 Steven Sorderbergh “predice” il coronavirus, firmando un thriller avvincente e realistico, lontano anni luce dalle solite americanate nonostante il ricco cast (Matt Damon, Laurence Fishburne, Marion Cotillard, Jude Law, Kate Winslet). Una ricostruzione asciutta e accurata di una possibile pandemia globale e dei suoi effetti sulla collettività, divisa tra chi cerca di sopravvivere, chi di trovare una cura e chi di lucrarci sopra con le fake news. Tutto per ricordarci che la paura è più contagiosa di qualsiasi malattia.


Marco Moroni

Andromeda – Robert Wise | 1971

Robert Wise. Un regista che forse ad orecchio potrebbe non dirvi molto. In compenso se vi dicessi qualche suo titolo, come Tutti insieme appassionatamente, West Side Story, Ultimatum alla terra, Gli invasati, Star Trek… Le cose sarebbero già diverse. Immaginate un paesino, in cui tutti gli abitanti sono morti a causa di una strana infezione. Si proclama lo stato di allarme, l’area si isola e si assumono le misure necessarie per prelievo e studio del virus. “Andromeda”, questo il nome dato dall’equipe di scienziati al virus sconosciuto, si rivela essere una spietata fonte di problemi e lo strettissimo programma di prevenzione e sicurezza costruito attorno ai ricercatori rischierà, paradossalmente, di favorirlo. Evitare il peggio non sarà facile. Wise prende l’omonimo racconto di Crichton (Westworld, Jurassic Park), molto scientifico e complesso, e lo trasforma in una straordinaria storia di suspense e sopravvivenza che getta le basi per tutta la filmografia moderna di fantascienza che coinvolga la lotta contro il parassita. Da vedere.


Francesca Berneri

High-Rise – Ben Wheatley | 2015

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Tratto dall’omonimo romanzo di Baillard, High-Rise racconta di un super condominio nella periferia londinese, extra lusso ai piani alti e terrificante in quelli bassi. Non
si capisce bene perché, ma progressivamente gli inquilini impazziscono: prima estremamente civili, poi moderatamente tolleranti, infine ridotti a cannibali sanguinari. Ma sempre con un residuo di giacca e cravatta, perché lo stile è tutto. Più o meno lo scenario apocalittico che i più suggestionabili si aspettano per il prossimo weekend a Milano.


Francesca Bulian

Pandora’s Clock – Eric Laneuville | 1996

Molto in tema col periodo, questo film in due parti ha un’idea semplice ma efficace: dopo il decollo di un volo Francoforte-New York, un passeggero muore di arresto cardiaco. Quando il comandante tenta un atterraggio di emergenza a Londra, una notizia li gela: la vittima potrebbe essere infetta da un virus raro. L’atterraggio viene negato e nessuno vuole prendersi la responsabilità di accoglierli, temendo che il virus potrebbe propagarsi senza più controllo. Bonus per il colpo di scena finale, che non svelo, e ulteriore bonus se lo guardate con 40 di febbre come feci io all’epoca (avevo gli orecchioni).


Stefano Ghiotto

Rick Potion No.9 Rick and Morty | 2014

Una delle serie più geniali degli ultimi anni non poteva non annoverare tra i suoi episodi uno a tema contagio! Tutto degenera nel momento in cui Morty chiede a Rick una pozione d’amore per far innamorare Jessica al ballo della stagione dell’influenza. Ovviamente ci sono alcune controindicazioni nel preparato afrodisiaco e la catastrofe mondiale è dietro l’angolo. Per gli amanti di David Cronenberg potrebbe essere una storia a lieto fine.


Federico Asborno

28 giorni dopo – Danny Boyle | 2002

In seguito al morso di scimmie infettate da un misterioso morbo creato in laboratorio il genere umano si trova di fronte a una minaccia ben più grande di lui. Un uomo solo a Londra riuscirà a sopravvivere in mezzo a un’orda di infetti? Danny Boyle ci accompagna in un’avventura tremenda e sanguinosa con un grandissimo Cillian Murphy come protagonista.


Davide Casarotti

L’ultimo uomo della Terra – Ubaldo Ragona | 1964

Per quanto mi riguarda nessun film è in grado di rappresentare al meglio l’isteria di questo periodo come il Contagion del mio amato Soderbergh… Eppure la mia scelta è caduta sul dimenticato capolavoro di Ragona con Vincent Price. Un uomo solo, abbandonato a sé stesso contro mondo di uomini trasformati in vampiri per colpa di un virus sconosciuto. Il mio consiglio per alimentare le vostre paranoie da COVID-19 è un mix di rimandi letterari a Matheson, agli albori del cinema anti-classico ed è l’esaltazione della fantascienza pre-digitale. A voi il piacere della scoperta. Buon isolamento.


Marco Perna

I figli degli uomini – Alfonso Cuarón | 2006

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2027, Regno Unito. In mondo dispotico, l’infertilità ha colpito la specie umana, da 18 anni non nascono più bambini. Theo è un ex attivista politico che ha perso speranza nel futuro dell’umanità. Un giorno viene reclutato dai Pesci, un gruppo terroristico, per portare in salvo Kee, una donna incinta. Questo film ha dimostrato col passare degli anni di essere più premonitore di quanto al tempo pensassimo, anticipando sia la chiusura dei confini della Gran Bretagna, sia l’odioso isolazionismo e xenofobia che impera nelle politiche e, in ultimo, l’isteria collettiva per un’epidemia. Ad oggi, il lavoro migliore di Cuarón e una delle vette della fantascienza contemporanea.


Nicolò Granone

The Road – John Hillcoat | 2009

Città deserte, scuole, musei, cinema stadi, tutto chiuso. Bisogna stare distanti un metro e 82 cm, non abbracciarsi, vietato darsi la mano e preferibilmente evitare i baci. Viggo Mortensen e il figlio hanno girato il mondo con meno precauzioni.


Edoardo Ferrarese

Train to Busan – Yeon Sang-ho | 2016

Seok-wu deve accompagnare la figlia dalla sua ex-moglie. Sul loro treno diretto a Busan, però, scoppia un pandemonio, perché un virus di origine ignota si è diffuso rapidamente in Corea, costringendo il governo a mettere in atto una legge marziale. Ansia e claustrofobia dalla Corea del Sud, per un film tiratissimo dove spettacolo e terrore si mescolano in una provetta pronta a schizzare vetro e sangue dappertutto.

Article written by:

Signor Nilsson

Classe 2015, è il membro più giovane del MacGuffin team, e decisamente il più sboccato. Il suo bisogno di inserirsi continuamente nelle conversazioni altrui lo porta a consigliarvi ogni giorno un film, del tutto non richiesto. È un pappagallo solo fino alle ore 23:00. Dalle 23:01 alle 6:00 lo trovate nudo in videochat per pagarsi le dipendenze.

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