American Gangster
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Dalla cronaca alla pellicola… il passo è breve

Che il cinema attinga, fin dai suoi albori, dalle storie narrate tra le pagine di romanzi e volumi di varia natura è, ormai, cosa assolutamente nota; ma, forse, un po’ meno noto è il fatto che moltissimi film siano nati (o perlomeno abbiano ricevuto una buona dose di ispirazione) da articoli di giornale e da fatti di cronaca e costume raccolti tra le pagine consumate di quotidiani provenienti da ogni parte del mondo. Fatti tragici, crudi, drammatici o, perché no, storie positive, in grado di portare speranza a chi le legge (o guarda, scegliete voi). E allora scopriamo i 5 migliori film nati dal profumo della carta appena stampata:

Trafficanti

  • Trafficanti (Todd Phillips, 2016): il film nasce da un articolo originariamente comparso su Rolling Stone, The Stoner Arms Dealers: How Two American Kids Became Big – Time Weapons Traders. Si tratta di un reportage, con protagonisti due giovani, poco più che ventenni, vecchi compagni di scuola che si imbarcano nel commercio di armi per conto del governo americano, con il sogno di fare quattrini senza sporcarsi troppo le mani. Soldi, riciclaggio, lusso sfrenato e belle donne, un mondo parallelo dove la criminalità dà origine a una storia affascinante e grottesca al tempo stesso.

La febbre del sabato sera

  • La febbre del sabato sera (John Badham, 1977): un vero e proprio manifesto generazionale che nasce da Tribal Rites of the New Saturday Night, articolo pubblicato originariamente sul New York Magazine nel giugno del 1976 e firmato dalla penna di Nik Cohn. Anche in questo caso un reportage scritto per raccontare la scena disco degli anni ‘70 tramite un uomo chiamato Vincent, dedito al vizio pur mantenendo una sconcertante ingenuità. Un film a tratti duro, soltanto in apparenza fatto di lustrini e pailettes, ambientato in un mondo in perenne e costante trasformazione, alle quali non è sempre semplice adattarsi.

Top Gun

  • Top Gun (Tony Scott, 1986): ma io potevo forse non mettervi il sogno di ogni fanciulla degli anni Ottanta, il mitico Top Gun? Che fosse una figata lo sappiamo tutti, che nessuno si azzardi a dire il contrario, ma che nel 1983 la rivista California avesse pubblicato un articolo omonimo a firma di Ehud Yonay sulla vita dei piloti di aerei della base navale Miramar, vicino San Diego, non è certo cosa particolarmente nota. Un articolo che ispirò e fece sognare un bel po’ di persone, e tra queste, evidentemente, anche il buon Tony Scott (fratello di Ridley), che realizzò uno dei film più riusciti sul tema, infarcendolo di velata critica all’edonismo reaganiano e al linguaggio pubblicitario e celebrativo dell’epoca e del contesto storico a stelle e strisce.

 American Gangster

  • American Gangster (Ridley Scott, 2007): praticamente tutto ciò che conosciamo della vita di Frank Lucas, boss della malavita newyorchese, lo dobbiamo ai pezzi di “nera” di Mark Jacobson sul New York Magazine, pubblicati tutti nell’arco del 2000 (7 anni prima del film, per intenderci). Un dettagliato reportage nel quale si raccontava dell’ascesa del boss grazie all’importazione di eroina dal Vietnam attraverso gli aerei dell’esercito. Insomma, una storia bollente, che Scott ha ponderato bene prima di riproporre sul grande schermo…

Fast and Furoius

  • Fast and Furious (Rob Cohen, 2001): l’avreste mai detto che quell’ammasso di adrenalina e testosterone di Fast and Furious è tratto da una storia vera?! Ebbene sì, infatti il primo film della serie nasce proprio da un articolo comparso nel 1998 su Vibe Magazine, scritto da Kenneth Li, che decise di dar voce, e immagine, alla sottocultura delle corse illegali a New York, un campo tanto fiorente e suggestivo nell’immaginario collettivo, quanto marcio e legato alla malavita locale.

Article written by:

Arianna Borgoglio

Giornalista freelance, 26 anni, laureata in Conservazione dei Beni Culturali e in Informazione ed Editoria, coltivo le mie passioni con tenacia e voglia di mettermi in gioco. Tra queste scrittura, letteratura, cinema, storia dell’arte, cucina – intesa come amore per il buon cibo più che predisposizione verso i fornelli! - viaggi, musica e chi più ne ha più ne metta. Nelle mie recensioni sono spietata... q.b., ma non è colpa mia: è che mi disegnano così ;)

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