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Disney + : vale la pena abbonarsi? Pro e Contro

Neanche nel film catastrofico più commerciale avrebbero mai ipotizzato che nel bel mezzo dell’Apocalisse, un salvagente alla nostra sanità mentale sarebbe arrivato da parte di Disney + .
Sì, perché in Europa l’inizio dell’attività della piattaforma ha finito per coincidere con la piena fase di lockdown e del #RestiamoACasa. Il che, se da un lato è una manna dal cielo per tutti quei genitori di nanetti che non sanno più cosa inventarsi per tenerli occupati, dall’altro rischia di diventare un’arma a doppio taglio per la Casa del Topo.

Ma vale la pena attivare l’abbonamento in questo momento? Ci sono molte cose da pesare sulla bilancia. Ecco qui un elenco di Pro e Contro per voi, nel caso che ancora vi steste lambiccando per decidere se aggiungere Disney + al vostro parterre casalingo, oppure no.

Disney + Pro!

1) Database interi

Forse per la prima volta, grazie a Disney + entriamo a disposizione casalinga di database idealmente completi delle produzioni Disney. Il che significa avere a portata di clic TUTTI i classici Disney, TUTTI i film Pixar, TUTTI i film del Marvel Cinematic Universe, TUTTO ma proprio TUTTO Star Wars nelle sue iterazioni audiovisive, serie animate comprese, nonché diverse serie vecchie e introvabili quali Gargoyles Darkwing Duck (oltre a un mio personale guilty pleasure, I Gummi). Poi i vecchi film live action – che magari in home video non avremmo acquistato neanche sotto tortura, ma che fa sempre piacere rivedere se capita -, le produzioni Disney Channel, i live action dei classici… e tutte le stagioni dei Simpson.

L’archivio offre, potenzialmente, un senso di completezza senza pari: a differenza di Amazon e Netflix, in fondo, non parliamo qua di un’azienda giovane, ma della piattaforma streaming di un colosso che ha novant’anni di produzioni all’attivo. Il grande pro della piattaforma è probabilmente questo: mentre le altre devono per forza siglare contratti e accordi per avere un buon database di materiale storico, che potrebbero sempre essere temporanei, la Disney con Disney + propone un’enorme videoteca di propri titoli che da adesso sarà a disposizione di tutti, in tutto il mondo, sempre, con ore e ore di intrattenimento a disposizione.
Lasciateci un bambino davanti, lo ritroverete pronto e impacchettato per l’università.

 

2) Valvola di sfogo dallo stato di emergenza

Diciamolo con onestà: i “panem et circenses” di cui noi occidentali disponiamo nelle nostre case, nella quarantena attuale, sono forse l’unica barriera tra la popolazione e l’isteria collettiva, tra noi e il saccheggio stradale. Ci tiene più a casa l’idea che la casa sia un luogo protettivo e accogliente, che non l’esercito. E sicuramente la Disney può giocare un ruolo, almeno in questa fase, abbastanza decisivo: come multinazionale può avere tutti i difetti del mondo, ma se c’è una cosa che sa fare bene questa azienda è “dare ristoro” psicologicamente al suo pubblico. Coccolarlo, permettergli di evadere, persino di sognare, proprio nei momenti più impensati. Se avete bisogno di una pausa mentale, Disney + fa per voi.

3) Se hai bimbi, è il top

Come è accaduto per anni con le videocassette e i DVD della stessa azienda, Disney + può rivelarsi per i bambini una vera e propria coperta di Linus, una fonte di rassicurazione. Ancor meglio se parliamo di bimbi piccoli con genitori millennials cresciuti a loro volta con la Disney: in quel caso Disney + diventa una scelta assolutamente imperdibile. Papà e mamma avranno senz’altro voglia di riguardare e far conoscere ai piccoli vecchie glorie della propria infanzia e maratonare assieme a loro i classici del Rinascimento Disney. E tutto ciò che è fonte di aggregazione per la famiglia, specie in questo momento, può solo essere un valore positivo.

4) Produzioni inedite e MCU

Ovviamente, come per Netflix e Amazon Prime, l’idea di una piattaforma streaming non è solo essere un database di materiale storico – sebbene per la Disney rappresenti il maggiore punto a favore sulle altre, l’abbiamo detto – ma offrire tutta una serie di produzioni originali che possano concorrere con tv e cinema. Bene: l’idea della Disney sembra essere più o meno “voi fate produzioni originali? Noi faremo le nostre PIÙ GROSSE, con black jack e Jessiche Rabbit di lusso.”
La Disney tiene i dindi. La pecunia. Quindi non si limita soltanto a produrre film e serie originali, ma cerca di garantire a questi prodotti budget per la prima volta degni delle produzioni cinematograficheThe Mandalorian, serie spin-off di Star Wars fiore all’occhiello del lancio americano, vanta un apparato produttivo degno dei cugini cinematografici. Neanche The Witcher  di Netflix presenta qualità tecniche così continuativamente alte.

Inoltre, approderanno su Disney + le nuove serie Marvel Studios e inizierà un grande, nuovo esperimento di coesistenza tra cinema e streaming. L’idea della Disney/Marvel, infatti, è produrre alcune serie basate sui personaggi del Marvel Cinematic Universe che non hanno ancora avuto un film standalone – Falcon, Winter Soldier, Loki, Scarlet Witch, Occhio di falco – e rendere queste serie  importanti tanto quanto i film nella linea narrativa generale. Idealmente, per la prima volta, una piattaforma web e il cinema tradizionale potrebbero “portarsi pubblico” a vicenda. Chissà se sarà una scommessa vinta.

 

5) Tutte le produzioni Disney saranno qui (grazie ar…)

Sì, sembra inutile specificarlo, ma da adesso in poi tutto quello che succede in Disney resta in Disney. Dopo il passaggio al cinema, i film prodotti da Disney avranno prima l’uscita in home video e poi approderanno in Disney + per restarci. Niente più Sky, niente più Netflix, l’unico modo per vederli – o rivederli – sarà abbonarsi a Disney +. Pare poco, ma non lo è se pensiamo che buona parte dell’incasso di un anno cinematografico si ha grazie ai film Disney (Pixar, Star Wars, Marvel, classici live action, a cui si aggiungono da adesso in poi le produzioni Fox come Avatar): comunque la si giri, è una bella perdita per altri canali e piattaforme non poter mai più proporre simili film ai loro abbonati.

Anche Disney Channel, a tutti gli effetti, cessa di esistere. Le produzioni destinate ai più piccoli e agli adolescenti convoglieranno mano a mano tutte sulla piattaforma e non potrete trovarle altrove.

*Bonus per il sì*

  • Disney + rigetta il modello binge watching “inventato” da Netflix e propone le sue serie inedite rilasciando un episodio alla volta, di settimana in settimana. Questo modello più tradizionalista potrebbe rivelarsi vincente, mantenendo l’interesse del pubblico per un tempo più dilatato – e dando dunque più respiro anche alla proposta, senza l’ansia di dover buttare dentro due o tre serie intere al mese perché l’attenzione resti alta.
  • La prima mezz’ora di vita sulla piattaforma, ammettiamolo, parte per la scelta dell’avatar. Ogni utente può opzionare la sua mascotte personale per la navigazione scegliendo in un’ampia lista di principesse, principi, pirati, animaletti buffi, Topolini e Paperini vari. Perché tutti nel nostro cuore abbiamo un personaggio preferito, se scaviamo (io ho scelto BB-8, per la cronaca, non so se si è notato).

Disney + Contro!

1) Database interi… quasi

Ok, l’intenzione era quella, celebrata nell’elenco dei “Pro” come punta di diamante della piattaforma.

Tuttavia, al lancio Disney + mostra ancora molte lacune, in parte dovute a problemi di diritti non ancora risolti nel territorio italiano. Della serie originale di Duck Tales, per esempio, sono presenti ancora pochi episodi. Ci sono tutti i classici ma ne manca, senza apparente motivo, qualcuno qua e lì, come l’amatissimo La spada nella roccia e il meno noto Musica maestro, per ora introvabili. In alcuni prodotti non c’è la traccia audio inglese, in alcune manca la traccia audio italiana, in alcuni mancano completamente i sottotitoli. Come accaduto per Netflix, di alcuni cartoni la Disney detiene i diritti ma non del doppiaggio italiano, probabilmente ancora in mano RAI. Insomma: nell’archivio, ci sono ancora buchi e sezioni da limare.

Ci sono poi anche lacune, ahimè, non arginabili: dei film MCU mancano, per esempio, L’Incredibile Hulk  con Edward Norton e i due Spider-Man con Tom Holland, film per cui la Marvel ha dovuto siglare accordi con altre case di produzione a cui aveva venduto anni fa i diritti dei personaggi (rispettivamente, Universal e Sony) e che non hanno smollato i film alla Disney in modo che li inserisse nel catalogo.

 

2) Pandemia: interruzione dei lavori

Sembrava che con l’arrivo di Disney + in Europa cominciasse ufficialmente la stagione delle nuove produzioni Disney, e sappiamo quanto la Casa del Topo ami pianificare delle tabelle di marcia serrate per le proprie uscite e rispettarle al millimetro. Ebbene, l’emergenza Coronavirus ha sparigliato le carte, quindi probabilmente avremo un ulteriore gap prima che nuovo materiale venga immesso sulla piattaforma, a parte quello già pronto. A soffrirne maggiormente saranno proprio le produzioni Marvel, che prevedevano uno schema rigido uscita film/uscita serie su Disney +/uscita film/uscita serie su Disney +. Le riprese sono state al momento interrotte a causa dell’emergenza, quindi ciascuno di questi progetti, quando riprenderà, avrà comunque un ritardo considerevole, portandosi a traino il resto.

Il rischio è che quindi si sottoscriva un abbonamento adesso, per poi non beneficiare di materiale nuovo per molto tempo e doversi “consolare” con i recuperoni. Sta a voi capire se il gioco valga la candela.

 

3) Più materiale storico che inediti, per ora

Quello che è il valore aggiunto di Disney + ha il suo rovescio della medaglia: per ora le produzioni originali per la piattaforma sono poche, basta meno di un mese per recuperarle tutte. Sono le produzioni vecchie a “tenerci occupati” nell’attesa di qualcos’altro di nuovo: gli americani hanno dovuto aspettare quasi tre mesi perché vi fossero serie e film inediti dopo quelli proposti per il lancio.

Ma Netflix bene o male aveva lo stesso problema, all’inizio: questo è in realtà un non difetto, nel senso che potrebbe scoraggiare al massimo qualcuno da sottoscrivere l’abbonamento ADESSO, nell’attesa che il catalogo diventi più ciccione. Vedete un po’ voi.

4) È la Disney, baby

Se vi state domandando perché Deadpool e Logan non sono in catalogo, o perché Disney + non offre serie come Mindhunter American Gods, ho una brutta notizia per voi: almeno per il momento, non siete in target per questa piattaforma. Quello che state cercando si chiama Amazon Prime – che costa pure 2 euro al mese in meno e abbonandoti hai anche la spedizione gratuita quando ordini sei casse di Amuchina per 10 euro a bottiglietta, dunque io ci farei un pensiero fossi in voi -, massimo massimo Netflix o Sky.

Disney + non è una piattaforma esclusivamente per bambini, ma sicuramente è “family friendly”: il film più horror che ci troverete sarà Chi ha incastrato Roger Rabbit (che, comunque, oddio, non ci andava poi così leggero…)

Inoltre, potrebbe non fare al caso vostro se quando sentite odore di “politicamente corretto” vedete rosso come i tori imbizzarriti: alcuni dei film più datati si aprono con disclaimer come “attenzione: questo film contiene rappresentazione di tabacco” (CenerentolaDumbo), certi sono stati banditi del tutto a causa di tematiche diventate nel frattempo controverse (I racconti dello zio Tom). Insomma… è la Disney, baby.

 

5) L’unica cosa che manca di Star Wars… è Star Wars

Se sei un fan dell’originale Star Wars (episodi IV, V e VI o, come direbbero gli italiani più nostalgici, Guerre stellari e i suoi due sequel), saprai che il peggior nemico della saga è stato molte volte il suo creatore, George Lucas. Innanzitutto è stato lui a vendere la sua creatura alla Disney, per sbarazzarsi degli onori ma soprattutto degli oneri che si trascinava dietro. A parte questo, ha fatto in tempo a rovinarci l’infanzia dirigendo quell’obbrobrio della saga prequel e, soprattutto, si è sempre messo di traverso all’idea di restaurare e rendere disponibile la versione della trilogia originale andata al cinema tra il 1977 e il 1983. Dal 1997 in poi il regista ha proposto in home video delle versioni sempre più rimaneggiate, impedendo di fatto la pubblicazione di quella originale, di cui le ultime tracce si trovano ormai solo in videocassetta e su qualche sito pirata (comunque, in cattivo stato). Paradossalmente proprio la Disney vorrebbe, da anni, proporre ai fan questo recupero, assumendosi il compito di digitalizzare le pellicole originali prima che si disintegrino del tutto, cosa che però il contratto con Lucas non permette di fare.

Molti speravano che l’avrebbe spuntata in tempo per pubblicare, finalmente, la trilogia nella sua versione originale su Disney +: purtroppo non è andata così. La versione che si trova disponibile sulla piattaforma presenta ancora molte delle modifiche imposte successivamente dall’autore, con qualche leggera correzione qua e là: sono stati migliorati i colori e ripristinata la fanfara della 20th Century Fox in apertura dei film.

A parte questo, il database relativo a Star Wars è sicuramente quello più completo, contando anche di tutte le serie animate – che, ricordiamo, essere parte del canone ufficiale.

*Bonus per il no*

  • È una mezza delusione che l’interfaccia di navigazione sia una specie di scopiazzatura rispetto a quelle già usate da Netflix e Amazon Prime, che già di per sé non ho mai trovato molto ordinate e intuitive. Qua, poi, sarebbe servita come l’aria un’indicizzazione cronologica – in categorie come classici, film Pixar, film MCU: personalmente mi sarei aspettata che sarebbero stati proposti in grossi elenchi ordinati in base all’anno d’uscita, come se fossero gli episodi di una serie tv. Molta gente, infatti, è interessata a Disney + proprio per intraprendere queste “maratone cronologiche” a cui l’offerta si presterebbe veramente tanto. Un’occasione sprecata, purtroppo, e anche qui spero che aggiustino il tiro in corsa.

Allora, che ne dite? Vi ho convinto ad abbonarvi, o vi ho convinto a non farlo?

Se siete dei Disney + addicted, che sia adesso o in seguito, so che non avrete comunque scampo.

Che la Forza sia con voi, ineluttabile, verso l’infinito e oltre e poi dritto, sino al mattino.

Article written by:

Francesca Bulian

Posata su uno scoglio da un gabbiano nell'agosto '86. Storica dell'arte, fangirl, cinefila. Ama i blockbusteroni ma guarda di nascosto i film d'autore (o era il contrario?). Abbonata al festival di Venezia. Lettrice compulsiva e consumatrice di serie tv. Ha sempre un occhio di riguardo per i suoi attori feticcio - per meriti professionali ma più spesso estetici.

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