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Donald Glover: può la vita elevarsi ad arte restando genuina e pulsante?

Penso che ognuno di voi sappia chi è Childish Gambino, vero? Ok, se è questa la situazione l’unica cosa di cui dovete preoccuparvi al momento è sapere che il suo vero nome è Donald Glover, al resto ci penso io. Se invece non sapete nemmeno chi sia Childish Gambino vi lascio qua sotto un video: guardate, gustate, ammirate e proseguite la lettura.

È sicuramente il video musicale più bello che abbiate mai visto. Ok, sì, ma Donald Glover non è solo un rapper (che poi anche chiamarlo rapper è un po’ come chiamare “passerotto” un’aquila), è anche molto altro, ed è anche un autore cinematografico: nello specifico è attore, regista, sceneggiatore, produttore e comico. Me cojoni.

donald glover

Non fatelo mai incazzare.

Detto ciò quello che voglio fare oggi è presentarvi un poco la figura cinematografica di Glover inquadrandola nel più ampio scenario della sua figura artistica in senso lato: una sorta di monografia, se volete vederla così. Ma prima un altro bellissimo video: sostanzialmente sono peggio delle televendite della Eminflex.

Scorcio biografico

Tranquilli, non sono qui per raccontarvi la storia di Glover da quando è nato a oggi, voglio solo vagamente farvi capire di chi stiamo parlando. Egli nasce in una famiglia piuttosto povera, fa la vita un po’ in da hood, ma per sua fortuna (e per gli immensi sforzi della madre) riesce comunque a portare a termine degli ottimi studi, laureandosi in scrittura drammatica. Da lì in poi sostanzialmente diventa dio.

E qui finisce la parte noiosa e didascalica. La cosa interessante che dovete sapere è che per tutta l’infanzia e l’adolescenza se non è stato bullizzato, poco ci mancava: ciò che lo rendeva diverso agli occhi degli n-word era la sua naturale propensione alla cultura e alle faccende nerd, cosa che non è assolutamente accettata o compresa all’interno della comunità nera. Di contro, però, negli anni universitari ha dovuto scontrarsi con la comunità bianca benestante, che non lo accettava perché era nero. Bella merda. Fatto sta che questo continuo isolamento è ciò che più lo ha spinto a sviluppare la sua poetica artistica. Abbiate pace, a questo arriveremo dopo.

donald glover

Sì, è sempre lui. Capite cosa intendevo?

Gli inizi

Il primo incarico a livello cinematografico gli venne assegnato da Tina Fey in persona, la quale gli chiese di scrivere per alcuni episodi della serie tv 30 Rock: Glover svolge l’incarico dal 2007 al 2012, recitando anche in piccoli cameo, tutto ciò appena un anno dopo la laurea. Lui e gli altri scrittori della serie vincono 3 Writers Guild of America Award.

Nel 2009 entra a far parte del cast di Community, la famosa serie tv in cui interpreta Troy Barnes fino al 2013. Con questo ruolo acquisisce una nomea anche come attore, soprattutto perché il suo personaggio era particolarmente memorabile. Negli anni a seguire entra a far parte dei cast di alcuni film piuttosto rinomati, tra cui: il viscidissimo Magic Mike XXL, in cui interpreta Andre; The Martian di Ridley Scott, recitando nella parte di Rich Purnell; Spider-Man: Homecoming, nel ruolo di Aaron Davis; e, ultimo ma non ultimo, Solo, lo spin-off di Star Wars, per il quale è stato particolarmente acclamato grazie alla fedelissima interpretazione del personaggio di Lando Calrissian.

Oh giusto: in tutto ciò metteteci che ha anche fatto della stand-up comedy, con degli speciali su Comedy Central e su Netflix.

solo donald glover

Se siete sorpresi state tranquilli, è tutto normale, perché ai tempi il nostro Donald non era ancora famoso nel mondo, e quindi l’unico ruolo in cui lo abbiamo notato davvero era proprio quello di Lando in Solo. Ma ciò che lo rende un autore cinematografico a tutti gli effetti unico deve ancora arrivare. Seguitemi.

Atlanta

atlanta

A un certo punto della sua carriera Donald Glover decide che è giunto il momento di fare un capolavoroAtlanta, serie ancora in produzione da lui ideata, scritta, diretta (alcuni episodi) e interpretata. Sostanzialmente Charlie Chaplin, ma nero. Se avete sentito una battuta razzista i razzisti siete voi. Di Atlanta non parlerò molto, anche perché esiste già un articolo a riguardo, ma voglio evidenziare la sua centralità nello sviluppo della figura artistica di Donald Glover/Childish Gambino. Innanzitutto perché per la prima volta si dedica anche alla regia; in secondo luogo perché Atlanta è una serie che ha completamente rinnovato il modo di fare comedy: è cinica, critica, spietata, silenziosa ed estremamente contemporanea. Ma ciò che conta ancora di più nel nostro discorso è il ruolo centrale che Atlanta riserva alla cultura nera, che da qui in poi (ma anche in precedenza, ad esempio con la stand-up stessa) diventa il perno centrale della poetica di Glover.

atlanta

La cultura nera

Eccoci arrivati. Quello che dobbiamo fare adesso è assumerci lo sforzo di considerare la produzione artistica di Glover nel suo complesso, quindi anche musicalmente. In breve, Childish Gambino pubblica nel 2011 il suo primo albumCamp, sostanzialmente autobiografico, ma comunque incentrato sulla cultura afroamericana; nel 2013 pubblica Because the Internet, suo secondo album, concepito partendo da uno script (ed è uno degli esempi più palesi di quanto la sua produzione sia interdisciplinare); nel 2016 esce il suo terzo album Awaken, My Love, che è un compendio e un tributo a tutta la musica nera che sia mai stata fatta. Ma l’esplosione definitiva arriva con la pubblicazione del singolo This is America, che debutta primo in classifica in America (mi perdonerete il bisticcio) e regala finalmente a Glover tutta la notorietà che si merita.

Che poi è una cosa un po’ alla Caparezza, perché anche in questo caso è capitato che la canzone ha avuto successo per il motivo sbagliato, ma ahimè, sono le regole del gioco.

Tutto ciò per dire che ogni prodotto creato ex novo dalle mani di Donald Glover è figlio della cultura nera e afroamericana ed è ad essa indissolubilmente legato, il che contribuisce a diffonderla, a spiegarla e a rinnovarla dall’interno. E sicuramente il nostro Gambino non le risparmia le dovute critiche.

Tanto per intenderci.

La creazione di una trama di vita

Sto per scomodare un mostro sacro della letteratura italiana, ma non arrabbiatevi subito, mi renderò chiaro in men che non si dica. Donald Glover sta facendo con la sua carriera quello che Francesco Petrarca fece creando il Canzoniere (Rerum vulgarium fragmenta per i più eruditi in materia). So che state gridando, ma datemi tempo. Quello che intendo è che Gambino sta rendendo se stesso il proprio mezzo per fare arte: in pratica attraverso la narrazione della sua vita (per mezzo, ovviamente, di vari personaggi) sta creando un percorso artistico talmente intrecciato da non permettere l’omissione di nessuna delle sue parti.

E non voglio che sia un discorso da illuminato pazzo che ha visto la luce sulla via di Damasco, qui sta tutta la rilevanza (anche) cinematografica di Donald Glover: perché ha trovato il modo perfetto per parlare di sé autocontestualizzandosi nella contemporaneità, attraverso una trama di riferimenti culturali che altro non fanno che donare linfa vitale all’arte per mezzo di ciò che egli più ama: la scrittura, ovviamente sia cinematografica che musicale. Troppo celebrativo dite? E ciò che gli conferisce ulteriore grandezza è la sua incredibile capacità di utilizzare varie espressioni artistiche orientandole nel senso giusto. Vedetelo come una sorta di Tom Waits, ma autoriale in ogni campo. Che paragone forzato e assolutamente non esente da contestazioni.

childish gambino

In tutto ciò Glover nella sua vita ha ricevuto un Critics’ Choice Television Award, due Golden Globe, quattro Emmy e un Grammy. Ho già detto chapeau?

Donald Glover è Childish Gambino

E grazie al cazzo, voi direte. La mia suggestione è questa: Childish Gambino non è altro che uno dei tanti personaggi che Donald Glover rappresenta. Quindi, in pratica, morto un Gambino se ne fa un altro. La cosa geniale è che potrebbe creare un personaggio per ogni sua esigenza artistica, ma ogni personaggio rappresenterebbe comunque se stesso, ma attraverso un mezzo e una contestualizzazione diversa. E quindi diventa peggio della trinità. In pratica sta scrivendo la sceneggiatura della sua vita. È già la seconda volta che sembro complottista in questo articolo, quindi direi che è meglio chiuderlo qui.

But stay woke!

donald glover

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Un paesaggio in ombra e una luce calante che getta tenebra su una figura defilata. Un poco inutile descrivere chi o cosa sono io se poi ognuno di voi mi percepirà in modo diverso, non trovate?

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