Focus

Elogio a John Belushi

Nella notte tra il 4 Marzo e il 5 Marzo 1982, per una dose di speedball somministrata malamente, ci lasciò l’astro più fulgido della comicità americana. Un tributo personale a John Belushi.

 

Incontri.

Estate 2006. Che puoi fare se sei ospite di un amico nella sua casa al mare e piove ferocemente?

Non so voi, ma mi capita spesso che da queste situazioni infami esca qualcosa di buono. Recentemente è capitato che una tormenta di neve costringesse mia madre a cercare riparo a casa mia. La cosa è finita con lei che ha cercato di insegnarmi a stirare le camicie.

Oh, impara l’arte…

Comunque, non sembrava questa una di quelle situazioni. Non è facile vedere del buono in una pioggia d’agosto e in un amico che ti propone di vedere un film che si chiama Animal House.

Oh ti giuro, fa troppo ridere…

E vediamocela sta cacata, ma sarà tipo Maial College? pensai (sì, già a 15 anni avevo il senso di vergogna del cacacazzi intellettualoide).

E invece ecco com’ero dopo 105 minuti:

Animal house-belushi.jpg

Ho riso forte, ho riso sotto i baffi da adolescente, ho riso con vergogna, inizialmente, poi solo con gusto.

In quel giorno piovoso di Agosto del 2006 mi innamorai di John “Bluto” Blutarski, interpretato magistralmente da John Adam Belushi (Chicago, 24 gennaio 1949 – Los Angeles, 5 marzo 1982)  attore, cantante e comico statunitense di origine albanese.

Essenzialmente quel giorno mi innamorai in particolare di tre scene col signor Blutarski protagonista, eccole:

  1.  La scena in mensa.

2. La distruzione della chitarra

3. Il discorso di Bluto

Tenetele da conto, ci saranno utili più tardi.

John Belushi.

Diamo poche informazioni fondamentali. John Belushi è noto principalmente per tre motivi a variabile nostalgica. I meno nostalgici lo ricordano come fratello di Jim Belushi, protagonista indiscusso della sit-com La vita secondo Jim. I sufficientemente nostalgici ricordano il protagonista di due film cult come Animal House e The Blues Brothers. Gli incredibilmente nostalgici ricordano l’autore e attore di punta degli sketch del primissimo SNL, il Saturday Night Live, programma che ha rivoluzionato il concetto di comicità della tv americana.

Nasce a Chicago da genitori albanesi e mostra subito un grandissimo talento per due cose: il football e la recitazione, tanto che ricevette due borse di studio differenti per entrambe le cose. Fu grazie a un suo professore che si convinse che la passione per far ridere la gente, abilità naturale che aveva da sempre, doveva portarlo a seguire la strada del teatro.

John rilevava soprattutto un gran talento per l’imitazione, per la comicità fisica e per l’espressività del viso.

Cominciò a farsi notare in importanti compagnie teatrali di Chicago e fece la conoscenza di tante future star del SNL e del cinema comico americano, come Bill Murray e Dan Aykroyd. Questa lunga gavetta forgiò le sue abilità di performer, fino a che, nel 1975, creò insieme ad altri grandi emergenti dello spettacolo il Saturday Night Live.

Johnny la macchietta.

Al SNL John cominciò ad affermarsi come comico sulla cresta dell’onda. Le sue imitazioni di personaggi politici e dello spettacolo diventarono il suo marchio di fabbrica, come quella famosissima di Joe Cocker.

Ma oltre a ciò, sono centinaia gli sketch girati e decine i personaggi inventati, come il celeberrimo guerriero giapponese della parodia Samurai Night Fever (ridete forte).

Ma qual è la magia di John Belushi? La sua comicità è quanto di più demenziale e poco impegnato si possa trovare. Una comicità a volte triviale, banale e forse volgare. Belushi è una “macchietta”.

Se qualcuno di voi ha mai avuto esperienze di recitazione o simili, potrebbero avervi detto che il modo più semplice e immediato per far ridere un pubblico è fare la macchietta, ovvero creare dei personaggi esagerati, con modi di fare pomposi, evidenti, sfacciatamente ridicoli, grotteschi e paradossali. Sono personaggi che scatenano la risata molto facilmente, ma con cui bisogna giocare in modo molto attento. Entrare nel ridicolo e nel farsesco è davvero un attimo.

Quali sono, quindi, le ragioni per cui John Belushi funzionava egregiamente e per cui la sua morte rappresenta un’enorme perdita per la comicità mondiale?

Per capirlo, dobbiamo tornare ai video che vi ho postato prima!

1 – La scena della mensa: la fisicità, l’espressività e la genialità anche nello stupido e triviale.

Analizziamo insieme la scena.

Tutte le gag presenti in questa sequenza sono STUPIDE. Comicità di basso livello per un pubblico di basso livello? Sono quelle che io chiamo risate alla Paperissima.

Tutti voi ritenete di essere in grado di far ridere con una scena del genere, scommetto.

Mmmm non proprio. L’uso del corpo di Belushi è qualcosa di veramente ben studiato: salta, si dimena, occupa lo spazio in maniera frenetica e con un ritmo pazzesco.

Ma una cosa colpisce ancora di più: la faccia. La faccia è qualcosa che, presa da sola, fuori dalla scena sarebbe in grado di fare spettacolo. Noi italiani conosciamo bene le potenzialità dell’espressione del viso, grazie a mostri sacri come Totò e Gilberto Govi.

Osservate come riesce a contorcere la faccia in qualsiasi modo possibile, ma soprattutto osservate le sue sopracciglia che accompagnano l’umore e il ritmo della scena. Pensare di riuscire a riprodurre un effetto del genere? Vi ricovereranno alla neuro per tic nervosi in meno di un’ora.

Ecco a voi un saggio pratico delle sue abilità espressive:

2 – La scena della chitarra: le improvvisazioni e il gioco dei cliché.

Avete l’impressione di aver già visto questa scena? Bene sappiate che è stato proprio Belushi a inventarla proprio in questa occasione. Il copione prevedeva semplicemente reagisse in maniera schifata alla canzone sentimentale, ma lui ha deciso, improvvisando, di distruggere la chitarra, tanto che la reazione sorpresa degli attori è decisamente spontanea.

Anche questo è Belushi, è inventiva, è genialità, è inventare cliché, è giocare con essi con la sua recitazione sopra le righe fino a stravolgere gli schemi, è non avere nessun rispetto e nessun riguardo per la propria persona e per il proprio corpo. Un atteggiamento che si è presentato anche sotto forma di enormi problemi avuti col consumo di droga, che lo hanno portato a morire in maniera così beffarda. Nonostante avesse una compagna (Judy Jacklin, che appare anche in Animal House nella scena del ballo) che lo sosteneva emotivamente fin da giovane, infatti, non è mai riuscito a tenersi lontano dalla vita di eccessi che lo star system gli offriva e che, nella sua visione, lo aiutava nel suo lavoro.

E a proposito di eccessi, improvvisazioni e cliché, ecco un’altra scena cult del repertorio Belushiano:

3 – Il discorso di Bluto: il grande attore.

Ultimo punto, ma fondamentale. John Belushi è stato un attore formidabile! Pur avendo recitato in pochissimi film, ha mostrato delle doti recitative sensazionali, che vanno oltre la mera capacità di far ridere. La scena di cui sopra si innalza improvvisamente in mezzo a centinaia di sequenze buffe e a me personalmente fa venire quasi i brividi da quanto è intensa e ben recitata. Gli ultimi film di Belushi, come Chiamami Aquila e I vicini di casa, pur non avendo riscosso un gran successo di pubblico, mostrano una grandissima abilità anche nel drammatico e mi lasciano col magone, pensando al contributo che questo attore avrebbe potuto dare anche al cinema non comico.

Un esempio fulgido di questa abilità, benché sempre di carattere comico, si ha in questa scena pazzesca. Lo sguardo di Belushi al momento di togliersi gli occhiali e l’emblema della sua abilità di guascone e travolgente, ma appassionante, clown:

Concludo l’articolo con una notizia che vi farà mangiare mani, capelli e qualsiasi estremità possibile:

John Belushi, essendo molto amico di Dan Aykroyd, era previsto inizialmente sia nel progetto Ghostbusters che nel progetto Una poltrona per due.

MERDA…. scusate… acciderboli!

Article written by:

Riccardo Cavagnaro

Vede la luce nell'anno 1991. Da quando ha visto "Jurassic Park" all'età di 3 anni sogna segretamente di toccare un dinosauro vivo. Appassionato lettore, viaggiatore, ascoltatore di musica e bevitore. Tutte queste attività arricchiscono sicuramente il suo bagaglio culturale, ma assottigliano pericolosamente il suo portafogli.

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