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Esistono veramente dei film sopravvalutati?

“Sopravvalutati” è un po’ una parola magica, la rete di salvataggio di ogni critico di mestiere e improvvisato.

Trovo che Tarantino sia sopravvalutato.

La Grande Bellezza è un film che è stato molto sopravvalutato.

Meryl Streep è un’attrice sopravvalutata.”

(Ogni riferimento a persone, cose o Presidenti degli Stati Uniti è puramente casuale).

Attori sopravvalutati

Esiste però un trabocchetto forte in questa parola: secondo il vocabolario, infatti, “sopravvalutare” significa, come si potrà immaginare, Valutare, stimare, considerare qualcuno o qualcosa in modo eccessivamente positivo attribuendogli un valore superiore a quello effettivo.

Qual è quel valore effettivo? Chi parla pone il valore di quell’opera a un livello genericamente inferiore a quello valutato in media da un’altrettanto generica moltitudine di persone.

Non è dunque una valutazione precisa, come può esserlo “orribile”, “raccapricciante”, “spreco del mio denaro”. “Sopravvalutato” è un giudizio relativo, che esiste solo in virtù del paragone.

Eppure la parola “sopravvalutato” dà qualche dato interessante. Il parlante, infatti, attribuisce alla maggioranza, o a un numero nutrito di persone, un giudizio molto positivo.

Prendiamo un film immaginario: Lammerda (adattamento cinematografico della nota rubrica di TheMacGuffin).

Il mio amico Gianni (quello dell’UniEuro) dice che Lammerda è un film sopravvalutato.

Non brutto, non mal riuscito: sopravvalutato.

Se io fossi appena uscita da un bunker, ciò che capirei è che Gianni è in controtendenza rispetto a un forte numero di persone che invece pensa che Lammerda sia un bel film. E non un bel film nel senso “passo due ore in piacevolezza con la mia famiglia”, ma un film che merita attenzione, premi, approfondimenti: un film “artistico”.

Ma questo non basta: se Lammerda piacesse tanto ai critici, ma fosse un tonfo al botteghino e pochi ne parlassero, difficilmente il mio amico Gianni lo considererebbe “sopravvalutato”.

Il film sopravvalutato, infatti, in genere ha due caratteristiche: piace a una fetta di critici, ma piace anche a una fetta di pubblico, che addirittura si “eleva” dal suo abisso di cinepanettoni (perché si sa, per il cinefilo è un dogma: il grande pubblico è un gregge di capre) pur di apprezzare Lammerda.

E quindi Lammerda incassa pure ed “è sulla bocca di tutti”, critici, pubblico e, negli ultimi anni, social.

Quindi il film sopravvalutato è, in genere, un film popolare. Da qui la valutazione relativa: piace a tutti ma secondo me esagerano.

Film sopravvalutati (?)

 

A questo punto, il dubbio sorge spontaneo: sopravvalutato è un giudizio verso l’opera d’arte, o piuttosto è un giudizio verso il giudizio degli altri?

Quello che sto veramente sostenendo, quando dico che un film è sopravvalutato, non è che è brutto, ma che gli altri (ovvero, la maggioranza) sbagliano nel giudicarlo.

Spesso l’affermazione può avere la suddetta accezione: la massa è impreparata e conformista, io invece capisco.

Oppure, all’opposto: la massa dice che questo film è bello ma in realtà a me non è piaciuto, non mi ha intrattenuto, quindi loro dicono così per sentirsi intelligenti, per atteggiarsi a critici, gonfiando la portata di un film di fatto vuoto.

Un’altra condizione essenziale per essere “sopravvalutato” è naturalmente il non essere ancora storicizzato: Stanley Kubrick, a quanto pare, è stato molto sopravvalutato quando era in vita, mentre adesso sembra lo sia sempre meno, a opinione comune (sto raggiungendo il livello di sarcasmo “British”, magari è meglio fare un passetto indietro).

Nessuno osa dire che il Colosseo o la Cappella Sistina siano sopravvalutati – che potrebbe anche essere, in senso letterale: se il numero dei visitatori giornalieri fosse anche di una unità superiore al numero che meritano…

Ma chi decide quanti visitatori meritano al giorno? Nessuno si esprime: sono capolavori del passato, dunque tutti i visitatori che ricevono sono esattamente quelli che meritano.

Quadri sopravvalutati

(Più dubbi li crea la Monna Lisa: che però generalmente dal vivo non è percepita come sopravvalutata, ma come “piccola” e “brutta”, il suo valore artistico viene più o meno dato per buono. Pare che nella storia dell’arte le cose grosse siano conclamatamente più belle delle cose piccole, modo di sentire che però col cinema non attecchisce. Con buona pace di Lav Diaz).

Ma esistono, alla fine, veramente, sul serio, film che sono sopravvalutati?

Forse.

Un caso molto classico di film “sopravvalutato” può essere il film cult: un prodotto che per una serie di circostanze fortuite – trovarsi al posto giusto nel momento giusto, rispondere a una necessità momentanea del pubblico o anche solo andare di moda per qualche ragione – entra nella storia del cinema pur con meriti artistici non unici o eccelsi.

Un noto esempio potrebbe essere Donnie Darko (che a me piace molto, quindi non lo sto tirando in ballo perché sono di parte). La fama e diffusione di questo film è stata anche motivata da molta serendipità: uscito nella settimana dell’11 settembre 2001, prima ovviamente ignorato, è stato col tempo un miracolo del passaparola. Il pubblico è stato sedotto dalla concomitanza degli eventi reali e degli aspetti mistici del film.

Film sopravvalutati

Un’altra dinamica in cui un film può essere effettivamente sopravvalutato, è quando gli si attribuisce più originalità di quanta effettivamente ne abbia perché a chi parla mancano alcune conoscenze a monte.

In parole povere: sono appena uscita dal mio bunker, in cui sono nata e cresciuta, e il primo film che vedo nella mia vita è Lammerda. Bello, magnifico, capolavoro. Cos’è che mi piace? Che delle immagini luminose vengano proiettate su un telo bianco. È una cosa straordinaria, un miracolo della tecnologia! È geniale!

Film sopravvalutati

Arriva quel cinefilo guastafeste di Gianni, che mi comunica che milioni di film prima de Lammerda hanno comportato immagini luminose proiettate su uno schermo. E che, se paragonato a quelli, Lammerda è pure deboluccio come film.

Quindi sto oggettivamente sopravvalutando i suoi meriti.

L’esempio limite che ho fatto illustra un meccanismo che si verifica molto spesso: un film viene lodato per caratteristiche che sembrano nuove a chi parla, ma che in realtà sono ricalcate su altri film, che però lo spettatore non conosce. Il film appare perciò più originale di quanto in realtà non sia. È una botola in cui sono caduti anche i migliori, perché tutti da ragazzini abbiamo amato dei film di pancia, trovandoli unici e geniali, prima di scoprire che quelli attingevano a piene mani da dei modelli precedenti.

Hai presente, o tu millennial come me, l’effetto di quando guardi e riguardi per tutta l’adolescenza le prime 10 stagioni de I Simpson, e a un certo punto della tua iniziazione a cinefilo scopri che metà delle scene del noto cartone sono ispirate a film celebri?

Film sopravvalutati

Vivi per un po’ quella sensazione straniante per cui ogni film storico che recuperi ti ricorda I Simpson: ti rendi conto che avevi già acquisito informazioni in proposito a tua insaputa.

Questo meccanismo può portare a cantonate mondiali, come vedere in un film recente un astronauta che galleggia nello spazio sulle note del valzer Sul bel Danubio blu e pensare che sia una citazione presa in prestito dai Simpson.

Fenomeni di questo tipo hanno effettivamente comportato l’osannare più del dovuto alcuni film. Avatar, per fare un esempio noto, può considerarsi film sopravvalutato (da molti) proprio perché una motivazione-tipo nel celebrare il suo valore era attribuirgli elementi di novità che in realtà non possedeva davvero.

Film sopravvalutati

Per una volta un film con i Terrestri cattivi e gli alieni invasi!

L’hanno già fatto. E comunque è la storia di Pocahontas in versione fantascienza.

James Cameron si è inventato un’intera lingua!

L’aveva già fatto Tolkien ne Il Signore degli Anelli.

Hanno usato la motion capture così da far recitare veramente gli attori!

L’aveva già usata Peter Jackson ne Il Signore degli Anelli.

È un film ecologista!

Anche i Puffi (che erano pure blu ben prima di loro).

Film sopravvalutati

Quindi in questo caso, “sopravvalutato” ha proprio il senso che gli si è dato sopra. Dicendo che Avatar è sopravvalutato, non si sta necessariamente affermando che sia un film brutto, ma si sta dicendo che molti tra coloro che l’hanno apprezzato hanno portato a motivo più meriti di quanti ne avesse.

Un po’ come quando dicevano che il valore di The Millionaire, quello per cui meritava i premi che vinceva, era dato dal fatto di essere il primo film venuto da Bollywood che aveva raggiunto il successo in Occidente.

Ahahah. No.

Film sopravvalutati

È giusto o no, parlare così spesso di film “sopravvalutati”?

La mia personale opinione e consiglio, se da grandi si vuole diventare cinefili, è cercare di bandire questa parola dal proprio vocabolario. Prendersi come esercizio di evitarla e scegliere ogni volta al suo posto un aggettivo che focalizzi di più la nostra reale opinione su un prodotto (Funziona? Non funziona? Perché?).

Tirare in ballo la sopravvalutazione è comunque un modo per pararsi le spalle. “Non mi prendo la responsabilità di dire che il film è fatto male, perciò dico solo che gli altri lo giudicano migliore di quello che è.”
Non è abbastanza. Andate a fondo, cercate di capire cosa del film non vi abbia convinto, e confrontatevi con gli altri solo per apprendere informazioni.

Lo sforzo del cinefilo è valutare nel modo più corretto e obiettivo possibile.

Né sopra, né sotto.

Article written by:

Francesca Bulian

Posata su uno scoglio da un gabbiano nell'agosto '86. Storica dell'arte, fangirl, cinefila. Ama i blockbusteroni ma guarda di nascosto i film d'autore (o era il contrario?). Abbonata al festival di Venezia. Lettrice compulsiva e consumatrice di serie tv. Ha sempre un occhio di riguardo per i suoi attori feticcio - per meriti professionali ma più spesso estetici.

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