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Harry Potter al cinema: cos’è che non ha funzionato?

La saga che ci ha accompagnato nell’età adulta, i suoi pregi, i suoi difetti, le magie che non svaniranno mai

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Sono recenti le voci e i rumors legati alla nuova avventura di Harry e soci: Harry Potter e la maledizione dell’erede sta per abbattersi sulle nostre teste e a me, onestamente, fa una paura del diavolo. Il rischio di sputtanare una saga generazionale e fondativa è proprio lì, dietro l’angolo.harry-potter-e-la-maledizione-dell-erede-libro-copertina

In ogni evenienza facciamoci la bocca buona riguardando la vecchia serie canonica, quella con la quale siamo cresciuti bene o male tutti, anche perché l’ho sempre detto che se non ti piace Harry Potter c’hai un po’ la mamma… dai, lo sapete come.

Comunque stiano le cose, un recensore sensato che scrive su un sito sensato butterebbe giù questo articolo solo dopo un bel rewatch della saga. Voglio dire: parli di 8 film? Cazzi tua, ti riguardi 8 film.

Io però, come molti di voi, non sono uno spettatore (in culo ai recensori, non ci servono) come gli altri; non scrivo su un sito come gli altri e, soprattutto, non ho alcun bisogno di un rewatch della saga di Harry Potter. Personalmente mi fregio di aver letto la saga letteraria ben 15 volte (15 letture x 7 libri non lo so fare perché non c’era sulle tabelline) e aver visto quella cinematografica praticamente in loop. Non mi nascondo: li so a memoria i maledetti film, quindi perdonate se parto subito in quarta con la saga che mi ha letteralmente messo al mondo, letterariamente e non solo…

Harry Potter e la Pietra Filosofale | 2001, Chris Columbus

VOTO: 7.5

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Cosa ha funzionato

  • Cominciamo dal fatto che è il primo e che l’emozione di sentire per la prima volta quella colonna sonora al cinema non me la leva nessuno. Il film è sostanzialmente molto buono, si porta dietro qualche ingenuità alla Chris Columbus, ma non risulta infantile (nonostante il libro lo fosse quasi sostanzialmente) e riesce a ricreare alla perfezione il micro-mondo di Hogwarts e Privet Drive.
  • Zio Vernon, zia Petunia e Dudley sono loro. Nel senso che Columbus li ha tirati fuori dalle pagine del libro e gli ha ficcato in mano il copione. Incredibile. Fate una statua a chi ha fatto il casting.
  • La scena della Foresta Proibita, oh-mio-dio.
  • Columbus gestisce i bambini alla perfezione e qui lo notiamo eccome, perché sono tutti bravissimi.
  • Hermione (oh, io ero innamorato di lei già a 10 anni).

Cosa non ha funzionato

  • Il Quidditch raga. Ok, che siamo nel 2001, che gli effetti speciali son quelli che sono, ma santo il cielo come si vede che sono in studio mentre cavalcano le scope.
  • Silente. Ho sempre preferito Michael Gambon perché moooolto più vicino a quello letterario. Il Silente del compianto Richard Harris mi pareva troppo stanco e compassato per reggere il passo col vecchietto della saga letteraria.

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Harry Potter e la Camera dei Segreti | 2002, Chris Columbus

VOTO: 9

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Cosa ha funzionato

  • Ok, trovatemi un difetto alla Camera dei Segreti. Questo film è perfetto cazzarola: intrattiene, spaventa (spaventa!), riesce a declinare piano piano la luminosità fiabesca del primo, verso la cupezza progressiva che assume la saga, soprattutto dalla resurrezione di Voldemort in avanti.
  • Il clima di ansia e di suspance è avvertibilissima per tutto il film, che non ha nemmeno un calo di ritmo.
  • Allock/Kenneth Branagh è odioso al punto giusto.
  • La Camera onestamente me la immaginavo un po’ diversa, ma Chris Columbus ha decisamente battuto la mia immaginazione 3 a 0 a tavolino.
  • Hermione.

Cosa non ha funzionato

  • Io volevo vedere il vassoio pieno di tramezzini e la brocca di succo di zucca che si riempiono automaticamente (solo per lettori accaniti del libro, evitare perditempo)

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Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban | 2004, Alfonso Cuarón

VOTO: 6/7

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Cosa ha funzionato

  • Il film continua sulla falsa riga del secondo, e da una favola per bambini si passa sempre più a una storia adulta, con situazioni thrilling e non decisamente adatte a un pubblico di infanti.
  • Gary Oldman.
  • Hogsmeade è semplicemente perfetta.
  • La questione delle Giratempo delizia tanto nel film quanto nel libro. Questo è certamente il capitolo più “Ritorno al Futuro” di tutta la saga.
  • Hermione.

Cosa non ha funzionato

  • Per la serie “Ma che merda hai nel cervello”: caro Alfonso Cuaròn, ok che sei subentrato alla regia e ok che ci sta che tu voglia imprimere il tuo stile, ma ti pare il caso di sputtanare completamente tutta l’ambientazione? Casa di Hagrid da in fondo al parco finisce in fondo a una collina. Così, perché ci piace. Sarà la tettonica a zolle! Il Platano Picchiatore (che abbiamo visto solo nel capitolo precedente) si ritrova chissà dove e la Foresta Proibita è onestamente diversa da come ce l’avevano presentata. Perché? Spiegati Cuarón, avanti…
  • La CGI è mooolto più invasiva e presente che nei precedenti capitoli (vedi il Platano Picchiatore).
  • La fotografia dark-wannabe si risolve in una ancor più luminosa che nei capitoli precedenti.
  • I Dissennatori non volano!
  • La Mappa del Malandrino non so perché ma non mi è mai piaciuta gran che. Avrei preferito qualcosa di più easy.

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Harry Potter e il Calice di Fuoco |2005, Mike Newell

VOTO: 10

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Cosa ha funzionato

  • Ok, sparo il bombone: per me questo è il miglior film della saga di Harry Potter.
  • L’incipit con Codaliscia e Nagini fa subito stringere il culo a quelli che pensano ancora che si stia parlando di un filmetto per bambini: non è così cari.
  • La fotografia cupa, la tensione palpabile, le emozioni più complesse dei personaggi: Harry Potter è cresciuto, ha compiuto un passo fondamentale e la morte non è più solo una chimera.
  • In generale i tornei mi mandano in brodo di giuggiole (è colpa di Dragon Ball, perdonatemi).
  • Ralph Fiennes nei panni di Voldemort è qualcosa di gargantuesco: in cinque minuti riesce a trasmettere di più che molti attori in due ore e mezza. Cattivo, spietato, folle, vale da solo il prezzo del biglietto e il suo Voldemort è uno dei villain più iconici che la cultura pop ricordi.
  • Il Torneo Tremaghi è gestito alla perfezione, a parte qualche doverosa modifica per rendere il tutto più cinematografico, è molto fedele al libro e ognuna delle tre prove trasmette un pathos pazzesco.
  • Malocchio Moody è un personaggio già di per sé eccezionale, interpretato poi da Brendan Gleeson diventa illegale, così come…
  • …Hermione (!)

Cosa non ha funzionato

  • Perché eliminare Dobby all’inizio della seconda prova del Torneo? Mistero della fede.
  • Il rapporto tra Harry e Sirius si poteva certamente approfondire meglio, anche in vista di quello che accadrà nell’Ordine della Fenice.

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Harry Potter e l’Ordine della Fenice | 2007, David Yates

VOTO: 7-

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Cosa ha funzionato

  • Il quartier generale di Grimmauld Place numero 12 è semplicemente splendido e la sequenza ivi ambientata sveltisce di brutto le lungaggini del libro.
  • Dolores Umbridge pare essere uscita dal libro. Impressionante.
  • Si percepisce molto meglio la vita scolastica dei protagonisti e, così come nel libro, ci godiamo di più la loro dimensione quotidiana.
  • La romance tra Harry e Cho è gestita alla perfezione.
  • Bellatrix Lestrange pare essere il ruolo della vita per Helena Bonham Carter (anche se senza Tim Burton e Johnny Depp sembra un po’ spaesata).
  • Le lezioni di Harry all’ES sono fantastiche e ricalcano parecchio il libro.
  • Il duello finale tra Voldemort e Silente sarà anche mezzo inventato, ma santo il cielo che figata astronomica.
  • Hermione (!!)

Cosa non ha funzionato

  • La regia di David Yates (che completerà la saga dirigendo i rimanenti capitoli) è da mestierante: piuttosto piatta, fiacca, si limita a ricalcare quella dei predecessori.
  • Il ritorno di Voldemort non è così palpabile come nel libro, molto spesso la tensione è un po’ troppo smorzata.
  • Ok che il libro è il più lungo e quello dove ci sono più scene “tagliabili”, ma questo è certamente il capitolo della saga che paga più stravolgimenti rispetto al libro, tanto che poi (vedi Kreacher) certi elementi dovranno per forza saltare fuori nei film successivi.
  • Il rapporto tra Sirius ed Harry forse non viene così approfondito (complice anche il quarto film).
  • Il personaggio di Silente si vede cinque minuti e svolge pure male la sua funzione (vedi punto seguente), tanto che alla fin fine sembra quasi un grosso stronzo che non vuole aiutare Harry.
  • La profezia: ok ragazzi, a causa di questo punto Harry Potter e l’Ordine della Fenice perde almeno un voto intero. Non è materialmente possibile spiegare la questione della profezia in due minuti a fine film. Quello è il centro di tutto, cazzo! Da quella profezia dipende ogni cosa: devi dedicarle tempo, devi spiegarla non bene, ma benissimo. Invece no. Due battute veloci e via. Tutti in vacanza. Ma santo cielo…

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Harry Potter e il Principe Mezzosangue | 2009, David Yates

VOTO: 5

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Cosa ha funzionato

  • Comincio dalla fine: Silente + caverna degli Inferi = ma-don-na!
  • Viene approfondita meglio la questione della profezia e – al contrario del quinto – spiegata molto molto bene la faccenda degli Horcrux, preparando la chiusura degli ultimi due capitoli.
  • Draco Malfoy non è solo il rompipalle di turno, ma viene approfondito un sacco, diventando una specie di personaggio da tragedia shakespeariana: stretto tra una famiglia dilaniata e un potere troppo grande per essere sconfitto. Personaggio completamente rivalutato.
  • I flashback sulla vita di Tom Riddle sono fantastici, soprattutto perché patinati da quella fotografia verdolina che si sposa alla perfezione col personaggio e la sua vicenda (tra qualche anno mi ritroverò a consigliare carta da parati variopinta a vecchi pensionati annoiati).
  • La morte di Silente è epica, triste, ma non patetica. Ci lascia tutto il dolore e l’amarezza per aver perso uno dei personaggi principali.
  • Hermione (!!!)

Cosa non ha funzionato

  • Ma perché e ripeto MA PERCHE’ Yates ha cominciato il film con quella scena inutile, patetica e tra l’altro inventata di Harry che ci prova (e poi taglia) la cameriera nel bar della metro? Ma me lo spiegate? Non ha senso!
  • Ok che i flashback su Tom Riddle sono fighi, ma gente sono troppo, troppo pochi. Nel libro la storia di Voldemort è molto più ampia, con molte più sedute nel Pensatoio e infine occupano anche uno spazio importante anche le teorie di Harry e Silente…
  • … soprattutto perché poi mi vai a concedere uno spazio enorme all’ultima puntata di “Beautiful a Hogwarts” che si rosicchia sezioni importanti di film che potevano essere sfruttate per ben altro. E Ron ci prova con Hermione, e poi si fa Lavanda, che però è gelosa di Hermione, mentre Harry e Ginny si tirano le storie, ma lui non può cagarla perché c’ha la sindrome da Batman, e lei invece vorrebbe essere sifonata nella Gufaia sotto gli occhi di Edvige. Eccheppalleee…
  • Lavanda Brown. Lavanda Brown. LAVANDA BROWN!
  • Ok, mi calmo. A parte aver fatto interpretare LAVANDA BROWN a una cozza immonda, ma ti pare che devi farmela così fastidiosa? Anche nel libro è certamente un personaggio sgradevole, ma quella è la copia al femminile di uno stalker prossimo all’omicidio di massa.
  • E la scena del funerale di Silente? La saltiamo? Massì, dai, molto più importanti le paturnie amorose di due decerebrati…

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Harry Potter e i Doni della Morte, parte I | 2010, David Yates

VOTO: 8-

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Cosa ha funzionato

  • Hogwarts è ormai un luogo lontano e poco sicuro e i nostri eroi sono costretti a fuggire, cercando i vari Horcrux. La tensione, in questa prima parte del film, è palpabile. La presenza dei Mangiamorte è distintamente percepibile e su tutto aleggia una sensazione di pesantezza e sconfitta.
  • Harry Potter si misura per la prima volta con una realtà altra rispetto a Hogwarts o la casa degli zii, è costretto a viaggiare e ci piace molto vedere come lui e i suoi amici si rapportino a una vita senza le comodità del castello.
  • La scena del ballo nella tenda tra Harry e quella meraviglia di Hermione è forse l’invenzione (nel senso che non era presente nel libro) che più mi è piaciuta di tutti e gli otto i capitoli della saga. La sequenza interrompe un momento di grande sconforto e restituisce speranza e fiducia.
  • Al contrario la scena di Godric’s Hollow prima (sulla tomba dei genitori) è toccante, poi inquieta per colpa di quella cazzo di vecchia che diventa Nagini (è il contrario, ma vabbè), ma non mi nascondo: me l’ero fatta sotto anche leggendo il libro.
  • Dopo la profezia e gli Horcux la ricostruzione della storia dei Doni della Morte è pressoché perfetta e viene svelata a poco a poco nel corso del romanzo, regalando sempre nuove sorprese.
  • Allo stesso modo la vicenda personale di Silente, la sua storia, i suoi sbagli, fanno emergere di più il suo lato umano, fino ad ora praticamente inedito.
  • Il racconto/cortometraggio sulla storia dei Tre Fratelli è magia pura. Eccovelo qui se volete godervelo.
  • La morte di Dobby è una delle più strazianti. Alzi la mano chi non è uscito dalla sala con gli occhi gonfi.
  • Hermione (!!!!)

Cosa non ha funzionato

  • Difetto comune a tutte queste “Parti prime” dei finali delle grandi saghe, il primo capitolo è certamente più lento e – è banale, ma è così – monco, insomma, è difficile che soddisfi appieno.
  • Ci sono certamente molte scene morte, atte semplicemente a trasmettere la difficoltà dei personaggi a raccapezzarsi in quel grosso casino nel quale li ha lasciati Silente.
  • La parte centrale del film subisce un drastico abbassamento del ritmo: dopo un attacco al fulmicotone e prima di un finale col botto c’è un bel pezzo di pesantezza da buttare giù.

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Harry Potter e i Doni della Morte, parte II | 2011, David Yates

VOTO: 9+

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Cosa ha funzionato

  • Fin dalle prime sequenze avvertiamo che la morte di Dobby ha messo in moto un cambiamento decisivo in Harry: il ragazzo è diventato uomo e per la prima volta dice ad alta voce quello che, in fondo in fondo, deve fare: uccidere Voldemort. La morte, anche se del nemico, è ormai stata accettata.
  • La gestione delle storylines durante la battaglia di Hogwarts è perfetta: riusciamo a seguire i vari combattimenti nei vari luoghi con una regia pulita, ma allo stesso tempo niente affatto banale. Yates ci regala qui il meglio che può fare, sorvolando a volo d’aquila il castello di Hogwarts, preso d’assalto da ogni angolazione
  • La drammaticità, l’epica e il coraggio di Harry, qui tutto ciò che poteva rimanere della dimensione infantile dei primi capitoli della saga scompare: questa Seconda parte è la battaglia finale. Non c’è spazio per nient’altro.
  • La vicenda del Principe Mezzosangue straccia l’anima a ogni spettatore che abbia un cuore pulsante in petto. La rivelazione finale, la verità macerata nel cuore per decenni, emerge finalmente in modo doloroso sotto forma di lacrima. E Piton si manifesta per quello che è: un eroe vero, sempre.
  • Il duello finale tra Harry e Voldemort è più cinematografico, nel senso che viene ampliato, le dinamiche modificate, ma in modo che io personalmente ho adorato. Anche se hai già letto il libro mille volte, resti aggrappato alla poltrona a chiederti come finirà, quando verrà vibrato il colpo di grazia. Meraviglia.
  • HERMIONE (!!!!!)

Cosa non ha funzionato

  • Dopo tutti i validi presupposti nella prima parte avrei preferito qualche attimo di attenzione in più sulla figura di Silente in modo da rendere più manifesti i vari passaggi della sua storia che, se non si è letto il libro, resta un poco nebulosa.
  • Perché Harry spacca in due la Bacchetta di Sambuco alla fine? Altro Mistero della fede. E se tornasse utile in Harry Potter e la maledizione dell’erede?

Ricordatevi di fare un salto dai nostri amici di Tu dici Harry potter, io dico il mio mondo e balbettante bambocciona banda di babbuini!

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Article written by:

Federico Asborno

L'Asborno nasce nel 1991; le sue occupazioni principali sono scrivere, leggere, divorare film, serie, distrarsi e soprattutto parlare di sé in terza persona. La sua vera passione è un'altra però, ed è dare la sua opinione, soprattutto quando non è richiesta. Se stai leggendo accresci il suo ego, sappilo.

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