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Heath’s Ledger: “10 cose che odio di te”

Heath’s Ledger: “10 cose che odio di te” My rating: 3 out of 5

Inauguro oggi una rubrica dedicata all’attore che più ho amato nella mia vita cinefila e che desidero fortemente celebrare. In genere, tutti ricordano Heath per i suoi due ruoli più celebri: Ennis in I segreti di Brokeback Mountain e Joker ne Il cavaliere oscuro.

Due interpretazioni agli antipodi, in cui è quasi difficile riconoscere lo stesso attore.

Chi era, Heath Ledger? Nasce a Perth, città periferia della periferia del mondo, sulla costa settentrionale australiana. Anche per arrivare a Sydney occorre un aereo.

È figlio di genitori separati e mostra un animo indipendente fin da giovane, e precoce (qualità che raramente gli veniva attribuita, poiché era il classico ragazzo che sembrava più grande della sua età). A 16 anni si trasferisce a Sydney e ottiene una parte importante da protagonista nel telefilm Roar.

Una sorta di triste risposta australiana a Xena – La principessa guerriera.

La serie sarà un flop totale. Ma Heath si è messo in mostra e verrà preso come protagonista del film australiano Two Hands, una tragicommedia poliziesca. Dopo, compra un biglietto di sola andata, destinazione: Hollywood.

Inizia la via crucis dei provini. Ma il giovane australiano ha un carisma particolare e la capacità di convincere facilmente gli addetti al casting della sua presenza scenica. Viene così scelto incredibilmente di nuovo per un ruolo principale. Il film è la commedia 10 cose che odio di te, ennesimo libero adattamento moderno di un soggetto shakespeariano, in questo caso La bisbetica domata. La protagonista è Julia Stiles, reginetta per qualche anno di questo tipo di commedie romantiche.

Affidare la parte a questo illustre sconosciuto è una scelta parecchio in bilico, e fino all’ultimo Heath rischia di rimanere fuori dal progetto; i produttori non vogliono rischiare con un volto sconosciuto. È il regista Gil Junger a convincersi del suo valore:

“Quando vidi Heath Ledger pensai – È davvero un bel ragazzo, speriamo sappia recitare -. Poi dopo averci parlato un po’, mi sono reso conto di quanto fosse brillante. Lesse qualche battuta e dopo tre minuti e quaranta secondi ho capito che era perfetto per il ruolo. Il suo accento australiano destava qualche perplessità, io però trovavo che lo rendesse ancora più interessante e sexy.”

Inizia a recitarvi due giorni dopo aver ottenuto la parte, che gli viene tra l’altro cucita addosso, rendendo australiano anche il personaggio.

Il film ha la classica ambientazione da high school con corollario di giocatori di football, cheerleader, padri apprensivi, ragazzi sfigati. La cosa buffa è che a vederlo lì, Heath fa un po’ l’effetto di James Van Der Beek in Dawson’s Creek: un trentenne che interpreta un teenager.

In realtà, siamo nel 1999 e quando il film viene girato Heath ha davvero solo 19 anni, un paio di più del personaggio. Nello stesso film, fa la sua prima apparizione un’altra futura promessa a noi ormai nota: Joseph Gordon-Levitt. Che ha due anni meno di lui ma al contrario pare un bimbo.

Crescendo, i due sono diventati anche un po’ somiglianti

Il momento del film che sicuramente fa dire ancora adesso “è nata una stella” è quando Heath, nel ruolo di Patrick/Petruccio, si esibisce nella canzone Can’t Take My Eyes Off You per corteggiare la protagonista Kat. Sarà una delle poche performance canore della sua carriera, ma lo rende immediatamente irresistibile. Goffo, sorridente, ironico, in quel preciso momento buca il video.

Il film è divertente, un po’ folle, piacevole da vedere e rivedere. Sarà il trampolino di lancio definitivo per il giovanissimo Heath.

Oltre a questo, è il primo della sua filmografia a essere importato nel mercato italiano.

L’attore, come accade anche a Julia Stiles, comincerà a ricevere molte proposte per film simili a questo. Sceglierà di rifiutarle. Già dal principio cerca ruoli completamente differenti l’uno dall’altro. Preferendo sbagliare film ma impegnarsi in un’interpretazione nuova, piuttosto che compiere scelte sicure, collaudate e remunerative. Sarà il filo rosso che accompagnerà tutta la sua carriera.

Questo atteggiamento condurrà poi a quei due ruoli che saranno la sua più bella eredità al mondo, e tragico canto del cigno.

Article written by:

Francesca Bulian

Posata su uno scoglio da un gabbiano nell'agosto '86. Storica dell'arte, fangirl, cinefila. Ama i blockbusteroni ma guarda di nascosto i film d'autore (o era il contrario?). Abbonata al festival di Venezia. Lettrice compulsiva e consumatrice di serie tv. Ha sempre un occhio di riguardo per i suoi attori feticcio - per meriti professionali ma più spesso estetici.

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