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I 10 migliori film post-apocalittici degli ultimi decenni

Ecco i  dieci migliori film post-apocalittici. Qual è il vostro preferito?


Alle volte, per spiegare il perché un film sia da considerarsi post-apocalittico, saranno necessari spoilerz violenti. State all’occhio.


Mad Max (saga) – Goerge Miller (1979, 1981, 1985, 2015)

Non potevamo che iniziare con la mitologica saga action firmata dall’australiano George Miller, che ci porta in dote un personaggio iconico, resuscitato due anni fa dal faccione di Tom Hardy, che raccoglie il testimone di Mel Gibson. Il mondo post-apocalittico di Mad Max – da noi intitolato a random Interceptor – è duro, cruento, un deserto inospitale percorso da bande di predoni in cerca di acqua, carburante e cibo. Vi ricorda qualcosa per caso? Come dite? C’entra per caso la divina scuola di Hokuto?

Esatto, il personaggio di Kenshiro (Hokuto No Ken), i suoi scenari post-apocalittici, i punk in sella a motociclette e le città ridotte a scheletri di cemento sono ripresi pari pari dal Mad Max di George Miller.

Se non avete mai visto almeno l’ultimo capitolo, Mad Max: Fury Road, fatevi curare.

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Terminator – James Cameron (1984)

Vero e proprio esordio di Cameron alla regia, dopo l’esperimento Piraña Paura del 1981, Terminator è fin da subito un capolavoro che mescola alla perfezione action, thriller, fantascienza, cyberpunk e anche un pizzico di horror. Nonostante gran parte della pellicola si svolga negli anni Ottanta lo possiamo catalogare nella lista dei film post-apocalittici in quanto il futuro da cui proviene Kyle Reese ormai è soccomb… soccot… diavolo, mi dimentico sempre che non esiste il participio passato di “soccombere”. Riformulo. “… in quanto il futuro da cui proviene Kyle Reese è stato distrutto dalle macchine guidate dal programma Skynet, che hanno ridotto il mondo a un gigantesco cimitero di rovine e macerie.

Oltre che nella categoria “post-apocalittici” Terminator è perfetto anche per quella “paradossi temporali”, in quanto il concepimento di John Connor è uno dei più abnormi mindfuck della storia del cinema. Se non sapete di cosa diavolo sto parlando allora appartenete a Skynet.

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Il seme della follia – John Carpenter (1994)

Forse il mio film preferito di tutta la filmografia del maestro di Chartage, Il seme della follia, oltre a presentare una delle migliori prove di Sam Neill, è un film post-apocalittico fin dalla sue primissime battute anche se lo spettatore non lo sa, non può saperlo, e se ne rende conto solo nel folle finale. Qui sta il genio.

Carpenter mescola Lovecraft, Stephen King e il suo personalissimo microcosmo orrorifico, dando corpo a un film onirico, grottesco e schizzato, tutto centrato sulla domanda “cosa è reale e cosa non lo è?”. Ah, la colonna sonora è da sturbo, come sempre.

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Il pianeta delle scimmie – Tim Burton (2001)

Remake del classico del ’68, non lo si può di certo annovera tra i capolavori di quel genio visionario di Tim Burton, ma di sicuro tra i film post-apocalittici degli ultimi decenni ricopre una posizione non secondaria. Personalmente non sono mai stato un fan del brand Planet of the Apes (con tutti i vari sequel, remake, reboot, sequel dei reboot e via, sarabanda), ma c’è da riconoscere che l’idea di base trasudi figaggine da tutti i frame: una scimmia viene spedita con una capsula all’interno di una tempesta elettromagnetica, sparendo dagli schermi. Il suo addestratore (Mark Wahlberg) decide così di seguirla per riportarla a casa, ma precipita su un pianeta molto simile alla Terra, ritrovandosi peraltro nell’anno 5021. In un mondo dominato dalle scimmie.

Anche in questo caso post-apocalittico e paradosso temporale si mescolano alla perfezione creando un film godibile e certamente innovativo.


Equilibrium – Kurt Wimmer (2002)

In un futuro post-apocalittico la società umana si è riorganizzata sotto la guida di un misterioso leader – il Padre – il quale ha imposto una specie di dittatura. Prima regola del Fight Club è evitare a tutti i costi una nuova guerra, e per farlo si è deciso di proibire le emozioni, istituendo un corpo specializzato per sorvegliare i cittadini e stordendoli con una speciale droga.

Equilibrium è uno dei migliori film post-apocalittici in circolazione, ingiustamente passato in sordina e cassato come cesso, quando invece offre importantissimi spunti di riflessione e ci regala un Christian Bale al meglio delle sue possibilità.Risultato immagine per equilibrium


28 giorni dopo – Danny Boyle (2002)

Anche lo zombie horror si è prestato spesso e volentieri al genere, ed è il caso del film a basso costo realizzato nel 2002 da Danny Boyle (Trainspotting, The Beach, Steve Jobs, Trainspotting 2). Un gruppo di attivisti si introduce in un laboratorio per liberare delle scimmie usate come cavie da laboratorio e contagiate da una variante della Rabbia. Una volta liberati i primati attaccano gli essi umani, contagiandoli con un misterioso virus che li trasforma in infetti sanguinari e assetati di sangue, portando l’umanità alla rovina.

Con un Cillian Murphy più in parte che mai Boyle ci regala un horror in pieno stile, che può anche essere annoverato tra i migliori film post-apocalittici della storia.


Matrix – Andy & Larry Wachowski (1999)

Andiamo, chi è che non ha visto Matrix? Uno dei film più innovativi – sia sotto il profilo narrativo che registico – della storia del cinema, è anch’esso annoverabile tra le fila dei film post-apocalittici. Le macchine hanno vinto, riducendo l’umanità a semplice fonte di energia per il loro sostentamento e relegando le coscienze ignare degli esseri umani in una realtà digitale, creata a computer, che è appunto Matrix.

Una delle trilogie fantascientifiche (il primo signoreggia su tutto e tutti) più allucinanti mai viste sul grande schermo.

 

 


Wall•E – Andrew Stanton, Alan Barillaro (2008)

C’è spazio però anche per l’animazione, includendo uno (se non IL) dei film Pixar più belli e commoventi di sempre. In un mondo ormai ridotto a una discarica a cielo aperto assistiamo alle avventure amorose del robottino Wall°E, tenero robot-compattatore che si innamorerà di EVE, cambiando per sempre il suo destino.

Stavolta l’apocalisse è solo uno sfondo per una storia d’amore, ma riesce lo stesso a conferire quel qualcosa in più alla desolata vita di Wall°E, che ha già conquistato milioni di spettatori e conquisterà anche voi.


The Road – John Hillcoat (2009)

Tratto da un romanzo di Cormac McCarthy, The Road è il racconto tragico di un padre e un figlio dei quali non conosciamo i nomi che devono sopravvivere a non ben specificato disastro. Scopo del film di hillcoat non è ricostruire un’apocalisse ben definita, né concentrarsi su un genere, bensì raccontare una storia di speranza e disperazione che è un pugno nello stomaco e che probabilmente non piacerà a tutti vista la sua crudezza. In questo film non ci sono eroi, solo carnefici, sopravvissuti affamati e ricondotti ai loro più bassi istinti. Imperdibile. Forse il più post-apocalittico dei film post-apocalittici.

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Snowpiercer – Bong Joon-ho (2013)

Travestito da film d’azione, quello di Bong Joon-ho è in realtà un film di denuncia fortissimo. A metà tra il distopico e il post-apocalittico, ci racconta di un futuro in cui una nuova glaciazione ha distrutto il mondo per come lo conosciamo, costringendo gli esseri umani a rinchiudersi nello Snowpiercer: un treno fendi-ghiaccio che continua a muoversi lungo un percorso prestabilito e al cui interno la popolazione è stata divisa in base al reddito. I nostri protagonisti, ovviamente, stanno nell’ultimo vagone, quello dei poveri, dove si vive in condizioni così inumane da scatenare una rivoluzione.

Anche stavolta ci troviamo di fronte a un film crudo, dai mille messaggi subliminali e politici: un must della fantascienza che non potete proprio farvi scappare.

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Menzione d’onore:

Ken il guerriero

Uno degli anime giapponesi più iconici e famosi di sempre (insieme a Dragon Ball) è in realtà l’unione tra il classico shonen manga e gli scenari post-apocalittici di Mad Max. Imprescindibile.

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Menzione di disonore:

Io sono leggenda – Francis Lawrence (2007)

…di questa oscenità ho già parlato più che diffusamente nella recensione ad esso dedicato. Non intendo offrire ulteriore spazio a questo sputo in faccia a Matheson. Pace all’anima sua.

“Ma questo film è bruttissimo!”

E se siete arrivati fino a questo punto fate un giro anche su Film di fantascienza e dai nostri amici di Fantascienza cult!

Article written by:

Federico Asborno

L'Asborno nasce nel 1991; le sue occupazioni principali sono scrivere, leggere, divorare film, serie, distrarsi e soprattutto parlare di sé in terza persona. La sua vera passione è un'altra però, ed è dare la sua opinione, soprattutto quando non è richiesta. Se stai leggendo accresci il suo ego, sappilo.

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