Focus

I 5 tatuaggi più belli – o tamarri – mai apparsi sul grande schermo

Tutti lo sappiamo: ai tatuaggi, purtroppo, in Italia soprattutto, sono legati molti pregiudizi, nonostante ora vadano davvero di moda. Le mode, però, non sono sempre originalissime… insomma, c’è chi si tatua il proprio nome in cinese, come il mio amico Zuppa alle alghe, oppure chi porta sulla propria pelle il classico simbolo dell’infinito, ma, ovviamente, i tatuaggi non sono nati nel ventunesimo secolo, e chiunque ne porti uno tenderà ad attribuirgli un significato personale e, sicuramente, particolare.

Arrivando a quel che c’interessa, però, c’è da dire che, prevedibilmente, quelli che vediamo al cinema sui nostri attori preferiti non sono tatuaggi propriamente reali: si tratta, nella maggior parte dei casi, di body-paint fatto davvero benissimo. E a chi non è mai capitato di vedere un tatuaggio sul corpo di un attore in un film e innamorarsene?

Ad esempio, questo potrebbe essere successo se Salvini avesse visto American History X, capolavoro di Tony Kaye!

Passo, quindi, a mostrarvi i 5 casi in cui l’infatuazione ha colpito me (e, no, non ci saranno foto di Jason Momoa a petto nudo, quindi, donne che avete aperto l’articolo per questo, potete andare):

  • Guy Pearce in Memento, di Cristopher Nolan.

Immaginate di aver preso una botta in testa nel tentativo di difendere la vostra ragazza (immaginaria). Ecco, questa botta in testa vi ha provocato danni al vostro cervello, per cui ora soffrite di amnesia e la vostra memoria si resetta ogni dieci minuti. Domenica, avete ospiti a casa, ma mancano le uova e vostra nonna non può cucinare le lasagne, così manda voi al supermercato. Come fare a ricordare cosa avreste dovuto comprare? Questo dilemma sarà stato lo stesso che Leonard Shelby, protagonista della pellicola, avrà dovuto affrontare, arrivando però alla soluzione più originale: tatuarsi tutto. Ma, mentre voi, probabilmente, dovreste tatuarvi cose del tipo comprare x prodotto oppure NON GUARDARE ASSOLUTAMENTE TRANSFORMERS, Guy Pearce qui ha dei lettering “poetici” che gli ricordano cosa fare per trovare gli assassini della sua defunta moglie. 

Uno dei miei film preferiti di tutti i tempi: Harry Powell, predicatore carismatico alla ricerca di un bottino, ha tatuato sulle sue dita le scritte Love e Hateche non solo contribuiscono a caratterizzarlo ancora di più come personaggio ambiguo e, soprattutto, stronzo, ma sono anche esteticamente bellissime. Chiunque non abbia visto questa pellicola, è caldamente invitato a farlo, in modo da poter rendersi conto di come sia stato possibile che un’opera così moderna possa essere stata partorita nel ’55. Ma stiamo divagando.

  • Mila Kunis in Il Cigno Nero, di Darren Aronofsky/Ralph Fiennes in Red Dragon, di Brett Ratner.

La sinuosa schiena di Ralph Fiennes.

La sinuosissima schiena di Mila Kunis.

Ex aequo per due tatuaggi fondamentalmente simili nel significato, forse per la zona del corpo dove si trovano: la schiena. Entrambi, che siano le ali/fiori della Kunis oppure le corna di drago del buon Ralph, stanno a simboleggiare il lato oscuro di chi ci troviamo davanti e che prima o poi nel corso della pellicola verrà fuori in un modo o nell’altro, tant’è vero che nel secondo caso il personaggio ha nome DollarHYDE, il che è tutto dire.

  • Robert De Niro in Cape Fear, di Martin Scorsese.

Qualcuno si ricorda un film di Scorsese che non abbia fatto urlare al miracolo? Bene, nemmeno io. Qui Robert De Niro ha più tatuaggi interessantissimi, ma quello che colpisce è sicuramente l’enorme disegno che ha sulla schiena, una bilancia (che ha la forma di una croce) sui cui piatti si trovano Verità e Giustizia, a simboleggiare tutto il corso del film, basato proprio su questa dicotomia, che porta allo svilupparsi di una sequela di eventi raccontata come solo Scorsese sa fare.

  • Viggo Mortensen in La promessa dell’assassino, di David Cronenberg.

Una delle migliori opere di Cronenberg, una delle migliori interpretazioni di sempre di Viggo Mortensen, un’analisi umana per un film assolutamente perfetto, da 10/10. Il personaggio di Mortensen, Nikolai, ha sul corpo 43 tatuaggi tutti diversi e, tradizionalmente, nella mafia russa, essi raccontano la storia della sua vita: attraverso di essi, la biografia del protagonista è narrata  in una maniera assolutamente innovativa per il cinema, sicuramente avanguardista. La scena in cui, poi, gli viene tatuata la rosa dei venti sul ginocchio, è da antologia.

Si vede chiaramente quanto abbia detestato il film, vero?

Article written by:

Avatar

Nasce in quel di Napoli nel 1998 ma è rimasto ancora negli anni '80. Spesso pensa di esser stato un incidente ma i suoi genitori lo rassicurano: è stato molto peggio. Passa la totalità della sua giornata a guardare film e scrivere, ma ha anche altri interessi che ora non riesce a ricordare. Non lo invitate mai al cinema se non avete voglia di ascoltare un inevitabile sproloquio successivo, qualunque sia il film.

By continuing to use the site, you agree to the use of cookies. more information

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi