Focus

I 7 film che non devi farle vedere al primo appuntamento

Hai un appuntamento.

Alla fine è successo. Non sai come, non sai perché. Ma ce l’hai fatta. Dopo mesi e mesi di serate passate con i tuoi amici (che per carità, avercene), qualcosa si è mosso. Un sasso è stato lanciato nello stagno. Il tuo stalking discreto è andato a buon fine, pare. Lei ha deciso di uscire con te. Ti ha concesso un appuntamento. Forse per compassione, forse perché ha perso una scommessa. Ma il momento è arrivato. Si torna in campo.

Superata la prima fase di sconcerto, bevi un bicchiere d’acqua e ti siedi. E adesso? Eh, adesso. Ripensi all’ultima volta in cui sei uscito con una ragazza: il muro di Berlino era già in polvere… no, forse giocava ancora Dino Zoff… comunque era finita male. Poche settimane, qualche uscita e stop. Non ha funzionato. Va bene, sei un filo arrugginito, ma urge trovare una soluzione. Stavolta sì. Stavolta ce la devi fare.

Ti vesti elegante. Ti fai la barba. Addirittura ti sei lavato. E con te la macchina. Hai avuto l’accortezza di togliere ogni singolo rimasuglio residuo di take away. Dai che ci sei. La passi a prendere. La porti in quel ristorante in centro niente male. Per fortuna è il 29 del mese e lo stipendio è già arrivato. Dai, dai. Sta ridendo! Con te, non di te! Hai un’allucinazione: adesso il cameriere assomiglia tantissimo a Dino Zoff. Imperturbabile, ti fa un cenno con la testa. È fatta.

Bene. Una parte di te la vorrebbe portare subito a casa tua per (provare a) fare cose. Ma lei ha voglia di cinema. Nessun problema. Peccato che vai sull’Internet, dai un’occhiata ai film in sala e subito rimpiangi i mesi di astinenza forzata. “C’è quella commedia italiana con Siani… mmm… magari no… il film di Pio e Amedeo… ah… un altro film con gli animali che parlano…”. Zoff ti sta guardando come guarderebbe un centravanti della Germania Ovest. Urge la soluzione.

Senti ma se scarichiamo compriamo legalmente un film da me? C’ho la banda larga.

E allora eccoti i magnifici 7. Non ti dirò che film farle vedere. Ti dirò che film non farle vedere al primo appuntamento. Mai, per nessun motivo.

No, sul serio.

Mai.

1. A serbian film (2010, Srđan Spasojević)

Ecco, cominciamo già male. Chiariamoci: è un bel film, ma bello bello. Magari un pochino pesante. Se lei è quel tipo di ragazza che arrossisce facilmente, che ama i trailer della Pixar con gli animaletti, lascia stare. Si parla di ex attori porno che tornano a fare film in cambio di tanti, tanti soldi. E poi però le cose vanno a finire veramente male. C’è tanto sesso, tanto snuff, sangue. E martellate. E la scena finale che no. Ti chiederebbe di andare un attimo in bagno per poter così fuggire dalla finestra. Ah, il tutto sarebbe un’allegoria della Serbia. Gli uomini uccidono con discreta disinvoltura, le donne la danno via abbastanza facilmente. Facciamo che magari te lo guardi da solo.

2. Metropolis (1927, Fritz Lang)

Aaaah, Metropolis. Pietra miliare del cinema mondiale. Capolavoro del maestro Fritz Lang. Uno dei primissimi film di fantascienza. Solo che:

  1. film muto;
  2. dura oltre due ore;
  3. scontro fra classi sociali in un futuro distopico.

Qualità altissima, ci mancherebbe. Ma la lotta capitalisti-proletariato al primo appuntamento no. Neanche se vi siete conosciuti a una manifestazione organizzata da Sinistra Ecologia Libertà. Lascia perdere. A meno che non ti accorgi di avere al tuo fianco un essere mostruoso, e il suicidio sentimentale ti appare come un porto sicuro per evitare guai peggiori.

Sai che ho due biglietti per il tour di Fedez e J-Ax?

Bello. Ti va se metto Metropolis?

 

3. The Human centipede (2010, Tom Six)

Due turiste americane vengono rapite da un chirurgo completamente pazzo che le unisce ad un tizio giapponese. “Le unisce” = cuce la bocca di uno al sedere dell’altro e via così. Perché? Ma è ovvio: per fare un millepiedi umano. Capirai anche tu che abbiamo un problema. È vero, ha vinto dei premi. E ci sono due sequel, quindi a qualcuno sarà anche piaciuto. Non so, non ho mai provato. Ma credo che vedersi un lunghissimo tubo digerente che zompetta sullo schermo per un’ora e mezza possa nuocere alla tua vita sessuale.

4. Casino Royale (2006, Martin Campbell)

A malincuore lo metto nella lista. Azione, sparatorie, inseguimenti per lui. Una storia d’amore per lei. Sembrerebbe il film perfetto. O no? No. No perché sono tutti bellissimi (tutti tranne Mads Mikkelsen). Sono ricchi, molto ricchi. Bahamas, Venezia. Il casinò, il lusso. E poi 007 tonicissimo come non mai, in due minuti di film ha fatto fuori tre mercenari, sei terroristi ed è esplosa un’ambasciata.

E poi ci sei tu. Tu che la tua più grande impresa recente è stata disdire il canone RAI della tv di tua nonna. Comincia col profilo basso. Non metterti in competizione con Bond.

5. Una tomba per le lucciole (1988, Akiyuki Nosaka)

Hai intuito che le piacciono i film di animazione. Bene. Cerchi fiducioso best animation movies ever e 100 volte su 100 troverai questo film. E ci sarà un motivo. Ti basta se dico “Studio Ghibli”? Che poi è sinonimo di qualità pazzesca, a livello di trama e di animazioni. Ma occhio. È la storia di due bimbi che vagano per il Giappone appena nuclearizzato provando a non morire di fame. Non buttarlo: è un film meraviglioso. Magari ve lo guardate qualche appuntamento più avanti, quando (se) sarete un pelo più in confidenza. Per stasera Nemo va più che bene.

6. A Torinói ló (2011, Bela Tarr)

Anni di studi alle spalle. Una solida posizione sociale. Ti reputi una persona intelligente. Piuttosto che andare a vedere Natale a… ti faresti amputare entrambi gli avambracci. Eppure ricordati che in medio stat virtus. Nel senso: esistono vie di mezzo fra il trash spinto e il cinema ermetico d’autore. Il cavallo di Torino mischia Nietzsche coi metaforoni sul senso della vita. Il tutto shakerato e servito in una pianura ungherese battuta da un vento tremendo. Qui vive nello sconforto più totale una famiglia di disperati. L’unica speranza sono un gruppo di zingari che rappresentano la libertà, la voglia di fuggire. Ma tutto continua come prima, immutabile.

Ah, è pure in bianco e nero.

7. 50 sfumature di grigio (2015, Sam Taylor-Johnson)

Molte cose sono state dette su questo film. Attori di un carisma degno delle ultime posizioni della catena alimentare. Trama ai confini del fantascientifico, roba da far alzare le mani ad Asimov. Lui, multimiliardario frustrato per i frustini. Lei, ninfomane dormiente come una cellula di Al Qaeda. Massima attenzione nel proporlo: trattasi di film a doppio taglio. Se fa la faccia schifata, hai fatto la figura di quello che propone di vedere un film erotico al primo appuntamento. E hai pure dei gusti cinematografici pessimi. Se invece apprezza, vuol dire che stai condividendo il tuo spazio/tempo con una a cui piace 50 sfumature di grigio. Uno scenario apocalittico. Quindi evita.

Cosa le farai vedere? Eh, non so. Troppa responsabilità.

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Epico sot

Article written by:

Simone Forte

Nato nel 1984. Nel 2012 scopro che l'anagramma del mio nome e cognome è "termosifone". Spero che scrivere di cinema senza averlo studiato per davvero non mi renda come quelli che leggono articoli complottisti sui vaccini e poi vanno a contraddire i medici. Io scriverò lo stesso, ma prometto di limitare al minimo indispensabile l'uso dei "................" e dei "!!1!!1!".

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