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I migliori film del 2019 secondo la redazione del MacGuffin

Eccovi il listone di fine anno: la redazione del MacGuffin scioglie la riserva e i redattori vi consigliano i migliori film del 2019.


Che questo sia stato un anno densissimo per le sale cinematografiche ce lo confermano i dati: un anno pieno di grandi film, film d’autore, film commerciali, film d’autore spacciati per commerciali, sorprese dall’Oriente, piccoli gioiellini nostrani. In controtendenza con gli anni precedenti, il 2019 ci ha regalato un sacco di soddisfazioni (ma anche delle belle batoste, vero Episodio IX?), ed ecco perché scegliere è stato quanto quantomai complicato.

E voi invece quale titolo avete preferito?


Riccardo Antoniazzi | Joker (Todd Phillips) – 2019

2019 Quando si tratta dell’universo di Batman rischio quasi sempre di essere poco obiettivo, ma in questo caso le lodi, i panegirici, le sviolinate sono obbligatorie. Joker di Phillips è un’opera potente e oscura su un mondo invaso dal male in ogni dove, dagli opulenti ambienti della borghesia ai bassifondi. Un film colto nelle sue suggestioni cinefile e letterarie, talmente stratificato che ci si può meditare per ore. E Joaquin Phoenix dipinge meravigliosamente tutta la bellezza deviata e la crudezza respingente della follia.


Federico Asborno | Parasite (Bong Joon-ho) – 2019

2019

Capita poche volte che un film ti faccia ridere, piangere, darti il disgusto di te, della società in cui vivi, ti incolli allo schermo con una sceneggiatura di ferro e riesca a darti il ritratto paro paro di una specifica realtà che fa da metafora del mondo intero. Parasite è anche questo, ma molto di più, un film che ti si infila sottopelle e succhia quanto può succhiare, rimanendoti appiccicato  e facendoti soffrire. Grande cinema, e basta.


Francesca Berneri | Effetto Domino (Alessandro Rossetto) – 2019

2019

Probabilmente il film italiano dell’anno, e di conseguenza se lo sono filato in tre. Estetica alla Sorrentino ma meno di maniera, riflessioni sulla senilità mischiate a uno spietato ritratto della provincia italiana incattivita dalla crisi economica, dialoghi in dialetto veneto stretto e voci narranti da romanzo russo, e una fotografia che sembra un manuale di arte. Una chicca da recuperare entro la mezzanotte del capodanno.


Sara Boero | C’era una volta a… Hollywood (Quentin Tarantino) – 2019

2019

…che non sarà l’ultimo film di Tarantino, ma che concettualmente potrebbe esserlo. Chiude il cerchio di un’avventura cinematografica senza sbavature, sopra le righe, sempre appassionata. Quentin Tarantino è il rumoroso migliore amico che tutti vorremmo avere.


Andrea Bruno Millais | Parasite (Bong Joon-ho) – 2019

2019

Lo schiaffo più doloroso ce lo tira Parasite definendoci visivamente il concetto di disperazione. L’istinto di sopravvivenza è più forte della moralità, ma allo stesso tempo questo non può gravare sulle vite di chi ce l’ha fatta. Fautori del giusto o sbagliato, preparatevi a mettervi in discussione.


Francesca Bulian | Avengers: Endgame (Joe Russo, Anthony Russo) – 2019

2019

Perché a volte un film non si giudica solo in base allo stretto valore artistico, ma per ciò che rappresenta nella cultura del suo tempo. E il progetto MCU è qualcosa che ha segnato un’epoca e le vite di tante persone, che hanno iniziato bambine e si sono ritrovate adulte. Endgame ne è l’apoteosi, quella che ci meritavamo dopo 11 anni di preliminari, e i Russo come due magnifici master di D&D sono riusciti a mettere un punto a tutti gli intrecci che altri avevano aperto.
È la fine di un’era.


Davide Casarotti | Marriage Story (Noam Baumbach) – 2019

Nell’anno in cui escono Tarantino, Scorsese, Von Trier, Noé e Lanthimos arriva il regista newyorkese che spazza via tutti e confeziona un dramma famigliare stratosferico. Lasciate stare Parasite, che è già su un altro pianeta, qui abbiamo la vera rivelazione dell’anno. Amore per la scrittura e per il Cinema allo stato pure. Lunga vita a Baumbach.


Riccardo Cavagnaro | Parasite (Bong Joon-ho) – 2019

2019
Dopo anni e mesi di uscite dal cinema soddisfatti a metà, in pochi mesi ti gusti Tarantino e Joker e pensi che quest’anno non sia andata malissimo. Non pensavi di vedersi alzare l’asticella ancora con un capolavoro come Parasite. Già provare a definirne il genere, diciamo commedia thriller drammatica, rende l’idea della potenza espressiva. Quello che stupisce maggiormente di questo ritratto umano collettivo, con protagonista una misera famiglia sudcoreana alla ricerca della sopravvivenza ai margini delle classi abbienti, è la capacità di arrivare a tutti, dallo spettatore più acerbo con messaggi semplici e d’impatto, fino all’esperto, con la sua carica simbolica.


Vincenzo Di Maio | Parasite (Bong Joon-ho) – 2019

Parasite, semplicemente, ha rappresentato la degna conclusione, amara, del nostro decennio. Non saprei elencare altri film – considerando, però, che non abbia visto ancora il film della Sciamma – che, quest’anno, mi abbiano letteralmente impressionato almeno al pari di questo. Non solo il migliore del 2019, ma forse degli ultimi 5 anni.


Edoardo Ferrarese | Dov’è il mio corpo? (Jérémy Clapin) – 2019

2019

Dov’è il mio corpo? compie un lavoro dolce e chirurgico sul tatto, sull’importanza di sentire attraverso le mani, per poi riportare il tutto assieme agli altri sensi, per rendere il mondo davvero adulto. Il film d’animazione distribuito da Netflix si porta a casa una fetta di Cannes, e un brandello di cuore del pubblico. La storia reale e magica di Naoufel e la sua mano si aggrappa agli occhi dello spettatore, come un’eterocromia vermiglia impossibile da scacciare. E, finito il film, noi saremo esattamente come il suo protagonista: splendidamente diversi e pronti a urlarlo al mondo.


Fabio Ferrari | Cena con delitto – Knives Out (Rian Johnson) – 2019

2019

Dopo il controverso (e sottovalutato) Star Wars: Gli Ultimi Jedi, Rian Johnson torna a un progetto più piccolo e personale e firma un vero gioiellino. “Knives Out” è un arguto, intrigante e ironico “whodunit” che rende omaggio ai romanzi di Agatha Christie, divertendosi nel frattempo a giocare con i cliché del genere e con le aspettative del pubblico. Supportato da un cast ricco e superbo (su cui svettano un esilarante Daniel Craig, una Ana De Armas acqua e sapone e un inedito Chris Evans), Johnson fonde splendidamente thriller investigativo e commedia nera à la fratelli Coen, realizzando un caustico ritratto dell’America di oggi, tra ipocrisie, razzismo ed estremismi politici (in entrambe le direzioni).


Stefano Ghiotto | Joker (Todd Phillips) – 2019

Difficile trovare un altro film che, come Joker, abbia scosso pubblico e critica contemporaneamente. Personalmente credo che questo film rimarrà impresso nell’immaginario collettivo sia per l’interpretazione di Joaquin Phoenix che per la lezione data a tutte le mega-produzioni hollywoodiane. Per una volta non vincono il budget o la pubblicità, ma il grande cinema.


Nicolò Granone | Climax (Gaspar Noè) – 2019

Perché mi ha fatto venire l’ansia di bere la sangria. Un film angosciante, drammatico che tortura e violenta la morale dello spettatore. Il buon Gaspar è fuori di testa e questo film ce lo conferma.


Alessio Marinacci | Parasite (Bong Joon-ho) – 2019

2019“Jessica, only child, from Illinois, Chicago” ed è in questo preciso momento che Parasite è diventato il mio film dell’anno. Lirico, tetro, inarrestabile, misterioso e indefinibile. Oltre che una riflessione profondissima sulla gerarchia sociale, anche un perfetto film da grande pubblico in grado di collezionare ogni tipo di spettatore. Un’ascesa che si tramuta ben presto in una discesa nel caos più totale. Il Bong Joon-ho migliore di sempre.


Marco Moroni | La paranza dei bambini (Claudio Giovannesi) – 2019


Anche l’Italia ha dato molto in questa annata interessante e prolifica. Eppure il film che ho scelto, non è il migliore, ma è quello che sicuramente mi ha colpito si più. Perché La paranza dei Bambini, senza ombra di dubbio, è il miglior film/serie uscito dall’opera di Saviano. Non ce n’è per nessuno. Le avventure dei ragazzi (e ragazzini) del Rione sanità sono raccontate con taglio quasi documentaristico e fortissimo amore per i protagonisti e per il loro futuro in fiamme. Dall’inizio in puro stile Signore delle mosche fino al finale che, come tutto il film, evita di cadere nell’azione, in cui non si spettacolarizza niente, neanche una sparatoria.


Marco Perna | Marriage Story (Noam Baumbach) – 2019

Per quanto sia indeciso tra Dolor y gloria e Joker, per me Baumbach è riuscito ha scavalcare questi due film con un un’introspezione sui personaggi che non vedevo da molto tempo. Scene così forti come il confronto tra Charlie e Nicole e la canzone al bar resteranno tra le immagini più emblematiche della commedia americana tutta, andando a mettersi nell’olimpo dei film sul divorzio, insieme a Kramer contro Kramer. Una piccola opera con un cuore grande, alla ricerca di un confronto aperto e umano tra due parti che evolvono verso vite diverse.


Ilaria Pesce | Il traditore (Marco Bellocchio) – 2019

2019

Uno splendido Pierfrancesco Favino è il mafioso Tommaso Buscetta, le cui rivelazioni al giudice Falcone come primo pentito, fanno da fondamenta al cosiddetto “Maxiprocesso”.
Marco Bellocchio dirige un ottimo cast in un film dal grande valore civile, lasciando parlare un “cattivo” che non si redime, ma che accetta tutte le conseguenza di una scelta che gli cambierà la vita.
Ingiustamente scartato dalla corsa agli Oscar, Il traditore è la dimostrazione che il nostro cinema può dire ancora la sua, se ci si mette d’impegno.


Luca Quattrocchi | Joker (Todd Phillips) – 2019

Una danza acre dentro la pazzia. La capacità di fondere l’arte al blockbuster è sempre efficace, se poi si prende un’icona delirante come il clown di Gotham city allora il gioco è fatto. Il Joker di Todd Philips rapisce con la sua maestosità in un climax di tensione emotiva che non può che lasciare a bocca spalancata. L’interpretazione di Joaquin Phoenix vale da se l’appellativo di capolavoro per una pellicola in profumo di Oscar. Il mondo è un posto un po’ più folle e meno cinico adesso.

Article written by:

Federico Asborno

L'Asborno nasce nel 1991; le sue occupazioni principali sono scrivere, leggere, divorare film, serie, distrarsi e soprattutto parlare di sé in terza persona. La sua vera passione è un'altra però, ed è dare la sua opinione, soprattutto quando non è richiesta. Se stai leggendo accresci il suo ego, sappilo.

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