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Da Tarantino ai fratelli Coen: i cinque migliori western degli anni duemila

Quando si viene cresciuti fin dalla tenera età con un’antichissima cura a base di pane e film di John Wayne, è inevitabile affezionarsi ad un genere ormai considerato un po’ demodé come quello western. Ma una delle cose che il cinema degli ultimi anni ci ha di sicuro insegnato è che il genere western ha ancora da dire qualcosa e riesce a farlo più che degnamente. Dai fratelli Coen passando per Tarantino, il mondo della frontiera è stato rispolverato dagli anni duemila ad oggi da molti registi che ci hanno regalato numerose opere assolutamente da non perdere. Ecco quali sono a mio modesto parere (non è vero, il mio parere è sempre straordinario).

  • Quel treno per Yuma – James Mangold (2007)

Per restare in tema remake, eccone uno decisamente più grintoso (notare il gioco di parole please) e frizzante: Quel treno per Yuma di James Mangold. Con un cast d’assalto che annovera tra i protagonisti il carismatico Russell Crowe e Christian Bale, il film ci porta nell’Arizona del 1884 dove il contadino in difficoltà Dan Evans (Bale), dopo aver contribuito alla cattura del fuorilegge Ben Wade (il nostro Russell), si offre di scortare quest’ultimo al treno che lo condurrà al carcere di Yuma, dietro una ricompensa di duecento dollari. Braccati dai compagni del bandito, nel corso del viaggio tra i due personaggi diametralmente opposti si creerà un rapporto misto di odio-rispetto che giungerà al suo culmine nello scontro finale.

  • L’assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford – Andrew Dominik (2007)

L’assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford (perché al regista Andrew Dominik un titolo corto non piaceva) ci narra del tramonto e della morte del celebre bandito Jesse James, nel film interpretato da Brad Pitt, e approfondisce la figura del suo assassino Robert Ford (Casey Affleck). L’opera, più o meno romanzata, si basa specialmente sul rapporto tra questi due personaggi così opposti tra loro. L’assassinio di Jesse James è un western sui generis che si fa apprezzare.

Tratto dal romanzo di Robert Parker e diretto dal regista-protagonista Ed Harris, Appaloosa è forse il film migliore di questa lista, per via di una trama classica per il genere western sapientemente svecchiata. Il buon Ed, a braccetto con Viggo Mortensen, si occupa di riportare la pace e l’ordine nella cittadina di frontiera di Appaloosa, tiranneggiata dal perfido proprietario terriero Randall Bragg. Non mancherà nemmeno una figura femminile, interpretata da Renée Zellweger, a gettare discordia tra i due tutori della legge.

  • Il Grinta – Joel ed Ethan Coen (2010)

Ci sono remake che ti fanno venire voglia di strapparti gli occhi dalle orbite per infilarteli nelle orecchie, ma non è questo il caso di Il Grinta. Tratto dal film del 1969 di Henry Hathaway che valse l’oscar al già citato leggendario John Wayne, narra della giovane Mattie Ross, che decide di ingaggiare il controverso e rude Reuben Cogburn (interpretato da Jeff Bridges) per dare la caccia a Tom Chaney, lo spietato assassino di suo padre. Il film è caratterizzato da un’atmosfera molto classica che ci riporta ai vecchi western, senza però mancare di quel tocco di modernità che lo rende più che godibile per i nostri futuristici giorni. I fratelli Coen si destreggiano sapientemente con i contrasti tra i vari personaggi, ed è proprio il rapporto umano uno dei temi principali di Il Grinta.

Non poteva certo mancare a questa lista il primo western di Quentin Tarantino, Django Unchained. Siamo nel profondo sud schiavista degli Stati Uniti, prima della Guerra di Secessione. Il cacciatore di taglie tedesco King Schultz (interpretato dall’immancabile Christoph Waltz) libera lo schiavo Django (Jamie Foxx) dalle grinfie di due mercanti di schiavi. Schultz ha infatti bisogno di lui per trovare i fratelli Brittle, a cui sta dando la caccia: durante il viaggio i due faranno amicizia e il tedesco deciderà di aiutare Django a ritrovare sua moglie, venduta al latifondista Calvin Candie (un insolito Leonardo DiCaprio). Il connubio tra lo stile western e quello tarantiniano ci regalano un’opera splendida, che non ci annoierà nemmeno per un secondo nonostante la sua lunghezza. Django Unchained è il mio film preferito di Tarantino ed un’opera assolutamente da non perdere .

Quindi non indugiate oltre e buttatevi a capofitto in una di queste splendide opere sulla frontiera!

Article written by:

Edoardo Canepa

Genovese classe '93, di giorno è un timido e serioso bancario, di notte un nerd assatanato di serie tv, libri, film e videogiochi. Vive in città ma è campagnolo dentro. Adora alla follia Stephen King, la birra e le tartarughe.

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