Focus

Il cinema dei Pink Floyd: la Guida

ISTRUZIONI PER L’USO

1: I Pink Floyd sono la mia band preferita, dunque potreste trovare poco obbiettive le mie valutazioni a riguardo. Filtrate le varie opinioni come quelle di un assoluto innamorato dei Pink Floyd e non come uno storico della musica oppure del solfeggio (a malapena suonavo il flauto alle scuole medie).

2: L’accuratezza della Guida non è garantita (anche se a noi piace pensare che sia la migliore mai realizzata a riguardo), potrebbe quindi mancare del materiale, è stato fatto tutto il possibile per renderla tendente alla completezza assoluta ma, come dice il detto, “Nessun è perfetto” (cit.).

3: I film proposti NON sono documentari, film biografici, interviste (o filmini del battesimo o della comunione su nipotini dei Pink Floyd), ma è una raccolta dei film che hanno visto la band inglese direttamente alle prese con la realizzazione della pellicola.

LISTA DEI PERSONAGGI

Roger Waters: “The Boss”. Bassista del gruppo, lascia i Pink Floyd negli anni Ottanta perché troppo guappo.

Syd Barret: il “Genio”. Primo frontman del gruppo, guida spirituale e fonte di ispirazione per tutto il corso della storia della band. Lascia i Pink Floyd nel 1968 perché lesionato da LSD.

David Gilmour: il “Bello”. Chitarrista e vocalist entra dopo l’uscita di Barrett e prende il timone di comando dopo l’addio di Waters.

Richard Wright: il “Timido”. Tastierista della band. Alla fine degli anni ’70 esce dalla band perché litiga col “Boss” ma dopo l’uscita di questo, torna su invito de “il Bello” e rimane fino alla fine. 

Nick Mason: il “Presente”, batterista. In questa band dove ognuno entra e esce quando li pare, lui c’è sempre e comunque.

Bene, iniziamo: 

PRIMO TEMPO:

1) TONITE LET’S ALL MAKE LOVE IN LONDON (1967)

È un documentario sulla Londra di fine anni ’60, i suoi personaggi, la musica e la cultura dell’epoca. Per la colonna sonora furono scelti i Pink Floyd con il loro brano spacca-cervello-torci-budella “Interstellar Overdrive”.

2) SAN FRANCISCO (1968) 

Cortometraggio di quindici minuti del giovane regista Anthony Stern sulla città di San Francisco. La colonna sonora fu affidata alla band, che all’epoca si chiamava “Pink Floyd Sound” e vede un’esecuzione più ampia del celebre brano “Interstellar Overdrive” (tranquilli non hanno inciso solo questo brano, ma all’epoca spaccava di brutto). 

Il cortometraggio è facilmente reperibile su internet ma è molto difficile da guardare, i rischi? Giramento di testa, ansia, vertigine, vomito, possibilità di attacchi epilettici, insomma fate attenzione. Avvisati. 

3) THE COMMITTEE (1968) 

Film della durata di appena un’ora, ma tanto basta per avere qualcosa di assurdo e surreale (Lynch, sei tu?): due uomini viaggiano insieme in macchina quando, durante una sosta, il più giovane uccide l’altro chiudendogli violentemente il cofano della macchina sul collo, decapitandolo (Mmh… bene). Come se non bastasse, però, dopo pochi minuti, il nostro protagonista taglia-teste si pente dell’omicidio e decide di ricucire la testa al corpo della vittima che si risveglia viva e vegeta ignara di tutto e prosegue il suo viaggio in macchina in solitario (Mmh… benissimo, torna tutto, no?). 

Il film poi prosegue con il nostro protagonista taglia-teste-riattacca-teste che viene invitato a un party organizzato dal suo capo ufficio in una villa in campagna: seguono tanti lunghi dialoghi di natura etica-morale-filosofica-psicologica (prendo fiato) storico-religiosa-sul meteo e altre belle cose tra il protagonista taglia-teste-riattacca-teste e il suo capo. 

Inizialmente la colonna sonora fu affidata a Syd Barrett  (che si era da poco diviso dai Pink Floyd) e a dei suoi amici di una band passati alla storia come i “Boh… nessuno si ricorda più chi fossero”. Il risultato finale non piacque al regista Peter Skyes che in modo molto educato disse: “Senti Syd, scusa avrei perso la cassetta delle registrazioni. Accidenti, che sbadato sono! Bisognerebbe rifare tutto da capo. Chiedo ai Pink Floyd che hanno l’agenda libera questo fine settimana, non preoccuparti, saluta a casa. Ciao, tante belle cose”. 

Roger Waters, Mason, Wright e Gilmour (da poco entrato nella band al posto di Syd) portarono a termine il lavoro e vissero tutti felici e contenti (forse l’omino con la testa ricucita… un po’ meno… comunque sia, procediamo). 

4) MORE (1969)

Syd Barrett sarà anche andato via da quasi due anni ma il trend psichedelico dei Pink Floyd sembra comunque inarrestabile sia musicalmente che cinematograficamente: “More” è la storia d’amore tra due giovani nell’Ibiza dell’epoca tra sesso, droghe, viaggi onirici e psichedelici (grazie LSD, grazie), niente regole o inibizioni… insomma gli uomini passano, la storia fa il suo corso ma Ibiza è più o meno sempre uguale ad oggi (spoiler!: il film finisce male). 

Il regista Barbet Schroeder commissionò ai Pink Floyd la colonna sonora del film. I brani proposti oscillano tra canzoni e melodie serene, leggiadre, tranquille, un gabbiano che vola in riva al mare, il rumore delle onde, i racchettoni sulla spiaggia e l’ambulante del cocco-bello… insomma avete capito (“Green is the Colour” è il brano in questione), a canzoni più dure, quasi hard rock “spacchiamo-le-chitarre” come “The Nile Song” (“Gilmour prese molte mentine per la gola e per la voce dopo l’esecuzione della canzone” fonte non ufficiale in via del tutto confidenziale). 

*INTERVALLO

L’uscita dell’album “Atom Heart Mother” nel 1970 (conosciuto anche come “quello con la mucca in copertina perché non sapevamo cosa metterci”) rese famosi i Pink Floyd in tutto il mondo; chi se non quel vecchio volpone di Stanley Kubrick poteva lasciarsi sfuggire l’occasione per assoldare la band per la colonna sonora del suo nuovo film Arancia Meccanica? In realtà l’idea di zio Stanley era quella di utilizzare spezzoni della suite omonima dell’album floydiano in alcune scene del film, ma il mancato raggiungimento di un accordo tra le parti fece saltare tutto e lo zio Stanley vide il suo sogno andare in frantumi.

In realtà quando zio Stanley vuole una cosa, generalmente, la ottiene: una “traccia” di “Atom Heart Mother” nel film è presente, ma non sotto forma musicale: nella scena del negozio di dischi, infatti, troviamo il famoso vinile dei Pink Floyd (lo riconoscete, c’è una mucca) tra gli scaffali sopra la testa del commesso. Il rapporto tra i Pink Floyd (Roger Waters in particolare) e Stanley Kubrick non è destinato a finire qui, ma questa è un’altra storia…

SECONDO TEMPO:

5) ZABRISKIE POINT (1970)

Zabriskie Point, film dalle forti tinte politico-rivoluzionarie è tra le opere più famose del regista Michelangelo Antonioni. 

Per l’occasione il buon Miche (per gli amici) si affidò ai Pink Floyd per la colonna sonora ma varie divergenze artistiche e musicali tra le parti portarono Miche a contattare altre band musicali e non affidare completamente il lavoro a Waters e compagni. 

Per l’occasione i Pink Floyd riutilizzarono melodie e basi già suonate in precedenza per l’accompagnamento musicale della memorabile scena dell’esplosione della lussuosa villa nel deserto (ehi, ehi, ehi Michael Bay sei proprio tu?), suonarono nuove composizioni e proposero a Miche dei lavori ancora in fase di sviluppo che furono però non apprezzati (successivamente furono raffinati e rielaborati fino a comporre la base del brano “Us and Them” contenuto nel poco conosciuto album “The Dark Side of the Moon” che non ebbe un briciolo di successo e finì nel dimenticatoio…).

6) LA VALLÈE (1972)

Il regista del precedente More aveva trovato simpatici Waters e compagnia e decise di commissionarli la colonna sonora del suo nuovo film La Vallèe, storia del lungo viaggio nella giungla della moglie di un console francese alla ricerca, insieme a un gruppo di hippie, di una valle misteriosa. Ovviamente, l’equazione film anni ’70 + hippie + Pink Floyd = uso di droghe a profusione, sesso e rutto libero ma stavolta un finale decente. La colonna sonora divenne in seguito un album ufficiale della band dal titolo “Obscured by the Clouds” del 1972 anche se nel film non vi è molta traccia delle gradevoli canzoni se non nei titoli di testa e di coda. 

7) PINK FLOYD: LIVE AT POMPEII (1972)

Volete un film con la formazione storica dei Pink Floyd con i capelli al vento di Gilmour, la maglietta a maniche lunghe unte di sudore sotto il sole cocente di Wright, baffi alla cowboy di Nick Mason e l’egocentrismo di Waters? Volete tutto questo in uno storico film-concerto realizzato in uno dei teatri più suggestivi del mondo? Volete le migliori canzoni del primo periodo della band da “Echoes” passando per “A Saucerful Of Secrets” fino a “One of These Days? Volete anche la versione deluxe del 2003 con le registrazioni dei primi frammenti di “The Dark Side of the Moon” (sì, quell’album poco famoso di cui abbiamo parlato prima)? Questo è il film che fa per voi, da vedere e da ascoltare una, dieci, cento volte. 

8) THE WALL (1982)

Signore e signori eccoci giunti al film per eccellenza dei Pink Floyd: The Wall.

Il film è semplicemente la trasposizione in immagini del famosissimo omonimo album della band uscito nel 1979 con l’aggiunta di qualche brano inedito e delle modifiche nella scaletta. The Wall è la storia di Pink (alter ego a metà strada tra Syd Barret e Roger Waters, autore di quasi tutti i testi dell’album), rock star in crisi esistenziale rinchiuso nella sua camera d’albergo alle prese con ricordi di una infanzia difficile (padre morto in guerra, mamma iper protettiva, insegnati violenti… viva l’ottimismo proprio) e un presente crudele e incasinato (droga, successo difficile da gestire, divorzio dalla moglie, solitudine… di bene in meglio!). Pink ha ormai costruito un muro mentale tra lui e il mondo, tra il suo essere e la società, non resta che un difficile e complesso esame di coscienza per poter abbattere il muro e tornare alla vita. Per rendere tutto più allegro e colorato (si fa per dire), il regista Alan Parker assolda il celebre fumettista Gerald Scarfe (già collaboratore della band) che riesce tramite allucinanti immagini a rendere ancora più inquietante la vicenda di Pink e le canzoni dell’album. La lavorazione del film non fu tutta rose e fiori dato l’ormai conclamato delirio di onnipotenza di Roger Waters contro tutto e tutti, ma alla fine il risultato fu portato a casa e vissero tutti felici e contenti… per due anni… poi Waters lascia la band e via con le cause legali e tribunali sui diritti, ma anche questa è un’altra storia. 

9) THE FINAL CUT (1983)

Prima che Waters lasciasse il gruppo ci fu tempo per un altro album: “The Final Cut” (dove decise sempre tutto lui, testo, musiche, strumenti, il cibo alla mensa e portinaio degli studi di registrazione). Per l’occasione fu realizzato un film della durata di venti minuti con quattro canzoni del nuovo album come colonna sonora. L’unico componente della band a comparire nel filmato è Gilmour… nahh non è vero, è sempre Waters, ovviamente. 

10) LA CARRERA PANAMERICANA (1992)

Documentario sulla celebre corsa di auto d’epoca che si tiene in Messico alla quale parteciparono Gilmour e Mason. Qualche celebre canzone della band sullo sfondo. Niente di particolare da aggiungere, è nella lista solo perché siamo precisi e ordinati… dimenticabile. 

La Guida è giunta alla sua fine, hai ricevuto la massima conoscenza. 

Ora va e testimonia il cinema e i Pink Floyd a chiunque e dovunque.

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Ordinaria vita di un qualsiasi comune mortale, il cinema mi piace perchè mi piace, per il resto: faccio cose e vedo gente...

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