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La scienza del finale perfetto spiegata in 10 film

OPINIONI SOGGETTIVE

È bene scriverlo come sottotitolo perché potremmo essere bombardati da pareri discordanti. Almeno in questo modo potremmo avvalerci della facoltà di non rispondere.

Anche se, a dirla tutta, non so in quanti leggeranno questo articolo. Chi mai sarebbe così pazzo da volersi bruciare il finale di ben dieci film (sempre che non li abbia già visti)?

Ma diciamocelo… questi sono affaracci vostri! A noi basta scrivere a lettere cubitali…

!!!ATTENZIONE: SPOILER!!!

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La scienza del finale perfetto

Che cosa rende perfetto un finale? Se ci fosse una risposta giusta tutti gli sceneggiatori del mondo vorrebbero saperla. Invece, quante volte siamo stati costretti, dopo un finale di merda, a imprecare sui titoli di coda? E quante volte lo faremo ancora, purtroppo…

Quella del finale perfetto è una scienza precisa e delicata. Un attento e saggio sceneggiatore deve miscelare bene tutti gli elementi che ha messo in tavola. Basta poco per mandare tutto a puttane: è come giocare al “Piccolo chimico”.

Consigli:

  • evitare la fretta di finire e le contraddizioni come la peste;
  • fare rimandi a momenti visti nel corso della storia possono aiutare molto a chiudere il cerchio;
  • condurre lo spettatore verso un’insegnamento morale, e quindi a una riflessione personale, conferisce un senso al film;
  • sorprese e colpi di scena son sempre bene accetti, purché non siano campati per aria.

Di certo fare le “estrazioni della lotteria” e “giocarsela ai dadi” non sono strade che han mai portato al successo (caso Asylum, a parte).

I quattro tipi di finale

Narrativo – Segue l’iter della storia fino alla completa conclusione. Ogni questione sollevata viene spiegata e chiarita.

Aperto – Lascia allo spettatore il compito di immaginare il proseguimento o la fine della storia.

Tronco – Finale improvviso. La storia si interrompe di punto in bianco, senza fornire dettagli sul destino dei protagonisti.

A sorpresa – Colpo di scena! Un finale che ribalta completamente l’intera storia fino a quel punto.

Ovviamente, tutto quello detto finora può riferirsi a romanzi, racconti, film e spettacoli teatrali.

Ma qui al MacGuffin parliamo di film! Ecco di seguito una selezione dei 10 finali che reputiamo veramente degni di nota (NON È UNA CLASSIFICA).

1. PSYCHO (1960)

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Ecco un bel classico finale a sorpresa del grande maestro Alfred Hitchcok.

È inutile che cerchiate di evitare questo enorme spoiler, tanto ormai lo sanno tutti che la madre in Psycho è nientepopodimeno che il figlio! Un rapporto conflittuale madre-figlio, il matricidio, il senso di colpa… questi gli elementi scatenanti della schizofrenia di Norman Bates (Anthony Perkins). Ma alla fine la personalità del giovane lascia spazio per sempre a quella della madre.

Ma se lei non farebbe del male neppure ad una mosca!

2. L’ATTIMO FUGGENTE (1989)Risultato immagine per l'attimo fuggente

 

Il professor Keating (il compianto Robin Williams), incolpato ingiustamente di aver spinto al suicidio il giovane Neil Perry, viene allontanato dal collegio maschile Welton. Dopo aver svelato ai suoi studenti la sua passione per Walt Withman e insegnato loro a guardare le cose da angolazioni diverse, quando è il momento dei saluti, al grido di…

Capitano! Mio capitano!

Si mettono in piedi sui banchi, come per dirgli..

“Il preside, i docenti e i genitori la vedono come il capro espiatorio sul quale accanirsi, ma noi abbiamo imparato a guardare le cose da diverse prospettive: lei non ha colpe. Noi siamo con lei professore!”

Il film ha ottenuto l’Oscar per la miglior sceneggiatura originale.

3. RITORNO A FUTURO (1985)

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Marty McFly, dopo aver appena salvato il passato, sale nuovamente sulla maGGica Delorean in compagnia di Doc e della sua ragazza per salvare il futuro, il suo futuro. Quando tutto sembrava finito, ecco che la Delorean riparte. Destinazione: anno 2015!

Strade? Dove stiamo andando non c’è bisogno di strade!

A parte il fatto che purtroppo siamo nel 2016 e di macchine volanti manco l’ombra… ecco un perfetto cliffhanger (se non sapete di cosa sto parlando cliccate qui). Un classico finale che mette la voglia di sapere come andrà avanti la storia nel sequel.

4. THE TRUMAN SHOW (1998)

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The Truman Show è la storia di un uomo che vive a sua insaputa in un reality show in diretta mondiale 24h su 24. Truman (Jim Carrey) è nato e cresciuto in questo mega set cinematografico e probabilmente ci morirà. Ma quando inizia a rendersi conto che la sua vita è tutta una messa in scena fugge e riesce nell’intento. Declama la sua ultima battuta…

Caso mai non vi rivedessi, buon pomeriggio, buonasera e buonanotte!

… fa un inchino e esce di scena. E visto che un programma televisivo, anche se seguito da milioni di telespettatori, senza la sua star non ha senso di esistere, le trasmissioni vengono interrotte.

Sì, ma cos’ha di geniale questo finale? Finito il programma (anche i suoi più assidui spettatori) cambiano canale e cercano la guida tv. Questa mazzata finale è dura da digerire per noi schiavi della tv, per noi che guardiamo. Una tv che ci rende a poco a poco sempre più insensibili e rincitrulliti. Una tv che ci racconta tante di quelle bugie, che quando realmente siamo di fronte a un dramma autentico non lo riconosciamo come tale e in fretta cambiamo canale.

5. INCEPTION (2010)

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Film superlativo e finale controverso. Per chi non l’ha visto, il film parla di gente pagata per estrarre segreti nella testa altrui, attraverso dei sogni indotti nei quali i ladri riescono a intrufolarsi. Il rischio che correranno i protagonisti sarà quello di riuscire a innestare un’idea. Per fare ciò dovranno andare molto nel profondo e sfondare le mura del subconscio. La realtà e sogno rischiano di mescolarsi facilmente per il nostro Dominic Cobb (Leonardo DiCaprio) e quella trottola che vedete girare sul tavolo è l’unico modo per sapere la verità. Se continua a girare siamo in un sogno, se si ferma siamo nella realtà.

E secondo voi, cosa c’è di più figo per un finale se non quello di interromperlo prima di avere il tempo per capire la sorte di quella trottola?

Per alcuni la trottola stava per cedere, per altri era perfettamente stabile. Chi ha ragione? Nessuno lo sa! Ed è questo il bello!

 6. SAW – l’Enigmista (2004)

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Game over

Un cadavere che si alza, il buio e una porta che si chiude sotto urla strazianti. Così si conclude il gioco architettato di Jigsaw (alias John Kramer), il killer seriale che non uccide, ma che lascia che le sue vittime si uccidano da sole.

Quando l’enigma sembra ormai risolto si scopre che il cadavere in mezzo alla stanza non era altro che l’assassino travestito. Ecco il suo posto in prima fila per godersi lo scempio commesso dalle sue vittime.

Un finale da brividi.

7. THE PRESTIGE (2006)

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Non si tratta di un film comune, ma di un vero e proprio numero di magia. Se pensavate che il più grande spoiler fosse che il personaggio di Christian Bale avesse in realtà un gemello, vi sbagliate di grosso. C’è qualcosa di ancora più scottante alla fine del film. Il famoso trucco del grande Danton (Hugh Jackman) nel quale lui scompare in un posto e riappare da un’altra parte utilizzando la macchina di Tesla non è vera magia.

Ora voi state cercando il segreto, ma non lo troverete.. perché in realtà non state davvero guardando, voi non volete saperlo. Voi volete essere ingannati.

Infatti, nonostante il segreto del mago interpretato da Christian Bale passi per l’unico, ce n’è un altro e viene svelato solo con l’ultima inquadratura. Quella di Tesla non è una macchina per il teletrasporto, ma per la clonazione. Ed ecco che la scena che vediamo all’inizio del film e che viene riproposta integralmente alla fine trova finalmente un senso.

Christopher Nolan hai di nuovo fatto centro!

8. L’UOMO CHE FISSA LE CAPRE (2009)

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Inizio: un uomo baffuto seduto a una scrivania fissa la parete davanti a lui, si alza, corre e ci va a sbattere.

Fine: un uomo sbarbato seduto a una scrivania fissa la parete davanti a lui, si alza, corre e l’attraversa.

Tranquilli i baffi non c’entrano nulla.

Il film viaggia su un filo sottile senza sbilanciarsi mai né da una parte né dall’altra. Razionalità (Ewan McGregor) o irrazionalità (George Clooney)? A chi e a che cosa credere?

Magia? Poteri jedi? Per tutto il film ne sentiamo parlare, ma mai riusciamo a crederci davvero.

Solo col finale capiamo finalmente da che parte stare!… Oppure no?

9. THE OTHERS (2001)

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Questa casa è nostra.

Una casa infestata dai fantasmi. Per tutto il film questo è il perfetto pretesto per farci cagare in mano. Ma quando si scopre che le presenze che Grace (Nicole Kidman) e i suoi figli percepiscono sono i vivi e loro sono i veri fantasmi, tutto acquista un senso. Un finale inaspettato che fa di The Others un gran film. Il fatto che ci richiami alla memoria Il Sesto Senso diventa un fatto irrilevante.

10. TRAIN DE VIE – un treno per vivere (1998)

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Pochissimi di voi conosceranno questo capolavoro.

Seconda guerra mondiale. Un piccolo shtetl yiddish (villaggio ebraico) dell’Europa dell’est per sfuggire all’arrivo dei nazisti, seguendo l’idea del matto del paese, costruisce un finto treno di deportati che li porterà in Russia sani e salvi.

Ecco è la vera storia del mio shtetl. Beh… quasi vera.

Solo quando Shlomo, il matto, finisce di raccontare la storia, con una zoomata all’indietro, capiamo che tutto quello che abbiamo visto non era altro che il sogno che avrebbe voluto per il suo paese e mai avverato. Tutti gli abitanti del piccolo shtetl, compreso Shlomo sono finiti in un campo di concentramento.

Finale

E visto che è tutto l’articolo che parliamo di finali, vi aspetterete un finale di articolo altrettanto figo, giusto?

Ebbene vi sbagliate. Non ho la minima idea di come concludere.

Rassegnatevi.

FINE

P.s. Ricordatevi di fare un salto dai nostri amici di I Love CINEMA!!!

Article written by:

Federico Luciani

Nasce nel 1990. Sette anni più tardi s'innamora del teatro e da allora sono fidanzati ufficialmente. Laureato al DAMS di Bologna e impegnato nel teatro sociale da diverso tempo. Quando non scrive, divora film di ogni genere. Dylan Dog come eroe, Samuel Beckett come mentore, Woody Allen come esempio e Robin Williams come mito.

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