Focus

Le 10 migliori (e più difficili) scene girate in piano sequenza

Prima di attirare verso di me una tempesta di insulti, so che c’è una differenza tra piano sequenza e long take. Nonostante, normalmente, i due termini siano accomunati, il primo descrive una sequenza completa in cui è presente un montaggio interno (non per forza stacchi), il secondo si riferisce ad un singolo “take” girato senza mai staccare.

Perfetto, fatta questa premessa e mostrate tutte le mie conoscenze nel campo, in questa lista tratterò entrambi allo stesso modo, non facendo distinzioni, perché noi del MacGuffin siamo per l’uguaglianza.

Spero, inoltre, di evitare il linciaggio per non aver inserito la scena di Toro scatenatoquella di Goodfellas (scusa Scorsese, giuro, non ce l’ho con te), quella di Hannah, quelle di Tarantino, o semplicemente, quel piano sequenza di quel film russo diretto da giovane regista morto suicida all’età di vent’anni.

Terminato il preambolo, partiamo con la top 10.

10) Creed, di Ryan Coogler.

Coogler, regista di quel curiosissimo Fruitvale Station, qui lavora ancora con Michael B. Jordan, ma, prestando poca attenzione al nome che il suo attore porta, lo cala in veste di pugile. Il risultato è una pellicola che intrattiene, diverte, offre un degno spunto per la continuazione della saga di Rocky, e, soprattutto, che è girata in modo ottimo, come testimonia questo long take.

Però, vi prego, nel secondo non mettete il figlio di Ivan Drago…

9) Il segreto dei suoi occhi, di Juan Jose Campanella.

Questa scena è strabiliante, ed è rappresentativa di un film che a suon di ragione ha vinto un Oscar. Questo piano sequenza è frenetico e ha un tipo di focalizzazione particolare: la macchina da presa non segue un singolo attore ma alterna tra più personaggi.

Campanella, din din, hai fatto centro. Scusate.

8) Hard Boiled, di John Woo.

Hard Boiled è l’ultimo film girato da John Woo nella sua Hong Kong prima del passaggio al lato oscuro, Hollywood. E il signor Woo, per l’occasione, ha fatto le cose in grande.

La scena in piano sequenza dell’ospedale è una delle più famose, nonché belle, sequenze d’azione della storia, ma, stranamente, non la mia preferita, perché…

7) The Protector, di Prachya Pinkaew e James Glickenhaus.

Tony Jaa, Jackie Chan (ma non il vero, bensì il tarocco), prospettiva da picchiaduro a scorrimento, persone che volano, è QUESTA LA MIA SCENA D’AZIONE PREFERITA!

Grazie alla mia passione sfrenata per i film sulle arti marziali, da piccolo scoprii questa perla, e da quel momento non sogno altro durante le mie rare ore di sonno. 

Chapeau a tutti.

6) True Detective, 1×04, di Cary Joji Fukunaga.

Questa scena è da follia pura, e infatti ha portato Fukunaga alla vittoria dell’Emmy. Uno di migliori piani sequenza mai visti sul piccolo schermo, se non il migliore in assoluto, in cui ognuno ha imparato il suo ruolo nemmeno fosse l’Ave Maria.

Senza menzionare la fotografia, la bravura degli attori e la grandezza della sceneggiatura, questa sequenza varrebbe da sola la visione di questo gioiello.

5) Old Boy, di Park Chan-wook.

Già ho parlato di Old Boy nel mio articolo sui cult, ma ora vi lascio 3 minuti per ammirare la magnificenza di questo piano sequenza.

Fatto? Ottimo.

Quello che lascia a bocca aperta, in questa scena, è il realismo: Dae-su si ferma, viene pestato, riprende fiato, temporeggia. Il tutto con la videocamera che lo segue orizzontalmente. Perfetto, e (quasi) unico nel suo genere.

4) I figli degli uomini, di Alfonso Cuaròn.

Cuaròn è un esperto del settore, ha riproposto le sue tecniche anche nel più recente Gravity, ma prendo questa scena come simbolo: basti pensare a come sia stata realizzata e quante volte sia stata provata. Quella simil-Fiat Multipla diventò, per l’occasione, una macchina di clown con un numero imbarazzante di attori e operatori di camera al suo interno (ed esterno), con altre videocamere piazzate anche al di fuori dell’auto.

Il risultato finale è un piano sequenza che lascia lo spettatore col fiato sospeso per tutta la sua durata. Strabiliante.

3) L’infernale Quinlan, di Orson Welles.

Orson Welles dovrebbero farlo vedere nelle scuole, e questa è una certezza. Dopo Quarto potere, in cui la sperimentazione e l’utilizzo di profondità di campo e piani sequenza erano arrivati a un livello mai visto prima, ne L’infernale Quinlan si raggiunge il culmine, con la creazione di uno dei capolavori più grandi della storia del cinema.

2) Birdman, di Alejandro Gonzalez Iñárritu.

So che sembrerà strano, Iñárritu prima di Welles, ma, per un discorso di pura logica, le epoche sono diverse, i mezzi sono diversi, e quindi, di conseguenza, l’impatto visivo, per la resa scenica, è innegabilmente superiore al passato, per quanto quelli di Welles rimangano piani sequenza tra i più belli di sempre.

Ma allo stesso tempo, il signor Alejandro è tra i migliori registi dell’ultimo decennio, e Birdman è il suo esercizio di stile definitivo: un po’ come in quel famoso Nodo alla gola di Hitchcock, il film sembra, grazie ad un’abilità registica fuori dal comune, girato per intero in piano sequenza. 

Invito chiunque non l’abbia ancora fatto, a vederlo.

1) Lo specchio, di Andrej Tarkovskij.

Lo specchio, oltre a essere uno dei miei film preferiti, è anche protagonista di questa scena, che in assoluto rappresenta il piano sequenza più geniale e più d’impatto (basti guardare l’incendio finale) della mia lista. Il regista russo gioca con la camera da presa, pennellando una scena che era destinata, già in passato, ad entrare nell’antologia del cinema. Semplicemente, ci troviamo di fronte ad un’opera d’arte (sono un po’ fanboy, vero?).

Ovviamente, ci sono illustri esclusi (basti guardare la foto sopra, Atomica Bionda, Charlize Theron in 8 minuti di piano sequenza che, da vera donna bisodia quale è, pesta cristiani a ripetizione… ho detto tutto…), e mi piange il cuore a non poter includere tutto, ma va detto che il piano sequenza è una delle tecniche più interessanti e immersive del cinema contemporaneo, che, alla vista di uno spettatore ormai assuefatto a stacchi veloci e frenetici, sembra non essere più in voga, ma in realtà (e per fortuna) l’uso che se ne fa è ancora ampio, per la gioia dei cinefili e dei finti cinefili.

Anche su Rai 1, nelle fiction, usano il piano sequenza. Ma lì si gira così perché mancano i soldi. Vale comunque?

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Nasce in quel di Napoli nel 1998 ma è rimasto ancora negli anni '80. Spesso pensa di esser stato un incidente ma i suoi genitori lo rassicurano: è stato molto peggio. Passa la totalità della sua giornata a guardare film e scrivere, ma ha anche altri interessi che ora non riesce a ricordare. Non lo invitate mai al cinema se non avete voglia di ascoltare un inevitabile sproloquio successivo, qualunque sia il film.

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