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Le 10 migliori maschere usate nelle rapine al cinema

Mani in alto, questo è un articolo del MacGuffin. Mentre lo scrivevo sembrava meno patetico come incipit, in effetti, ma oh, ormai è qua nero su bianco e ce lo teniamo, che dite? Anche perché non avevo maschere per incutervi timore, quindi lasciatemi il beneficio del dubbio. Tanto il resto dell’articolo sarà tranquillo, spero titilli la vostra curiosità come una ruspa la libido di Salvini.

Perché è inutile stare a ribadire quanto siano affascinanti le rapine al cinema: l’adrenalina, l’ansia, i soldi, le pistole e… dai, lo sapete già, le maschere. Se c’è una cosa innegabilmente figa è proprio questa: indossare una maschera per ripulire un caveau, assaltare un furgone portavalori o, perché no, recuperare un Garpez (ops, mini spoilerz). E le maschere devono necessariamente essere accattivanti, memorabili, iconiche.

Quindi che dite, andiamo a vedere quali sono le 10 migliori maschere usate nelle rapine al cinema? Facendo le dovute premesse: non sarà una classifica (i film andranno in ordine cronologico, in fila come i soldatini); il termine “rapina” sarà inteso nel senso più generale possibile; ho cercato solo maschere, non costumi interi; non andate a svaligiare l’Eurospin sotto casa una volta finito di leggere, grazie.

Le maschere di stoffa – Il quarto uomo (Phil Karlson, 1952)

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Il titolo originale (Kansas City Confidential) è molto più figo. Ok, concentriamoci sulle maschere. Sembrano semplici pezzi di stoffa, ma riescono in qualche maniera a suonare inquietanti, con quello strano taglio degli occhi, l’assenza della bocca, come fosse una tendina volta a spersonalizzare. E, non a caso, proprio a quello serve nel film. Se non lo conoscete non dirò altro, ma la rapina al furgone portavalori e tutta la trama che ne consegue viene resa molto più accattivante da queste maschere, vedere per credere.

La maschera da clown (all’antica) – Rapina a mano armata (Stanley Kubrick, 1956)

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Il colpo perfetto alle casse dell’ippodromo orchestrato dal nostro protagonista viene sublimato dall’utilizzo di questa maschera. Come fosse l’abbozzo di un clown, ridanciano ma con un sottofondo inquietante, soprattutto se la si indossa con un fucile spianato. Piccolo inciso: sia la maschera che il film di Kubrick hanno fatto scuola nel thriller (Le iene probabilmente non sarebbe stato lo stesso senza Rapina a mano armata, tanto per fare un esempio da nulla). Chapeau.

Le maschere degli ex presidenti americani – Point Break (Kathryn Bigelow, 1991)

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Forse le più iconiche di tutte, omaggiate e citate in lungo e in largo (ci torneremo). La banda di rapinatori degli “ex presidenti” usa le facce di gomma di Ronald Reagan, Lyndon B. Johnson, Jimmy Carter e Richard Nixon, aggiungendo la perfetta frase pre-rapina in banca “Ehilà, salve, signore e signori. Siamo la banda degli ex presidenti. Vi chiediamo solo pochi minuti, vi stiamo fottendo da anni, qualche secondo in più non dovrebbe far differenza, non vi pare?”. Cosa volete di più? Ah, Point Break è pure un araldo del termine “cult”. Applausi e basta.

La maschera da hockey – Heat (Michael Mann, 1995)

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Sì, ok, tecnicamente le maschere sarebbero più di una, ma questa è più figa. La super banda capeggiata da uno splendido De Niro assalta un furgone portavalori con spietata precisione, mettendosi queste maschere da hockey che Jason levati proprio, grazie. Non ti sgamano manco con tutte le telecamere del mondo, solo mi chiedo quanto sia comoda per lanciarsi a mitra spianato contro un camion blindato. No, non era un incentivo a provare se sia effettivamente pratica.

Le maschere degli ex presidenti italiani – Tre uomini e una gamba (Aldo, Giovanni & Giacomo e Massimo Venier, 1997)

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Maschere palesemente riprese proprio da Point Break, quelle dei nostri ex presidenti sono solo una delle tante chicche geniali del primo film di Aldo, Giovanni & Giacomo. Se dall’altra parte avevamo Reagan e compagnia rapinante, qui ci ritroviamo con Sandro Pertini, Oscar Luigi Scalfaro, Francesco Cossiga e Nilde Iotti. Che poi a me Cossiga sta pure sulle balle. Ecco, se doveste rapinare una banca conciati così vi applaudo, senza ombra di dubbio.

Le maschere da clown – Il cavaliere oscuro (Christopher Nolan, 2008)

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Ecco, queste sono proprio la definizione di “maschere fighe”. Tutte diverse, una più splendida e inquietante dell’altra. Anche se la più bella ce l’ha proprio il nostro Joker. Usate per una delle rapine in banca più elaborate e spettacolari di sempre, vengono eliminate una dopo l’altra, assieme ai loro proprietari. Quella smorfia impassibile è ormai iconica, c’è poco da fare. Vi ricorda per caso quella di Kubrick?

Le maschere da suora – The Town (Ben Affleck, 2010)

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Questa è mezza bonus perché, oltre alle maschere, ci sono proprio tutti i costumi. Dai, fare una rapina con vestiti e maschere da suora è già magia. Ok che nel film ne avevano usate anche altre (pure quelle sul tipo hockey), ma queste sono qualcosa di splendido. Ora volete un po’ più bene a Ben Affleck, vero?

Le maschere messicane – Le belve (Oliver Stone, 2012)

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Tralasciamo il fatto che il film sia molto, ma molto, così così. Però ha due grossi valori: Blake Lively mezza nuda ogni nanosecondo e queste due figherrime maschere. Tra le due preferisco quella bianca, anche se pure la nera ha il suo perché. Diciamo che la vorrei tantissimo per un carnevale/halloween, anche se temo possa costare due reni e mezzo pancreas. I due marcantoni Kitsch e Taylor-Johnson le usano per sparatorie con messicani e rapimenti vari, tanto il film è tutto un grosso boom boom sangue sesso droga rock and roll.

Le maschere degli Avengers – Spider-Man: Homecoming (Jon Watts, 2017)

Le maschere non sono niente di che, ovvio, le trovi da Toys senza problemi. Però vedere quattro persone che indossano le facce di Thor, Hulk, Iron-Man e Captain America mentre cercano di svaligiare le casse automatiche di una banca (nel mondo in cui i Vendicatori esistono effettivamente) è magia.

Le maschere di Mike Myers – Baby Driver (Edgar Wright, 2017)

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Una delle scene più geniali del film. L’equivoco maschere di Michael Myers serial killer che diventano maschere di Mike Myers attore comico è semplicemente da togliersi il cappello. Ché in realtà ci avevamo pensato già tutti alla somiglianza, ci voleva solo quel folle di Edgar Wright per costruirci su una gag così perfetta. Però poi voglio vedere dove le trovi le maschere di Mike Myers in un negozio, non fare il furbo Edgar.

Bonus track: le maschere molto fai-da-te – Inside Man (Spike Lee, 2006)

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Una bonus track paracula volevo metterla, quindi ho optato per queste maschere non maschere, dato che alla fine sono semplicemente stoffa bianca a coprire naso e bocca, occhiali scuri e cappuccio. Però Dalton Russell è un personaggio troppo figo e compie una rapina in banca troppo pazzesca per non infilarlo in questa lista, anche se un po’ di straforo.

 

Dai, è andata anche questa. Le conoscevate tutte? Me ne sono perse tante? Vi è venuta voglia di noleggiare un kalashnikov per fare un saluto a quella roba costruita attorno a te? Ovviamente mi dissocio con forza da ogni tentativo vagamente illegale. Però, se il prurito è proprio così forte, fatelo almeno usando una maschera figa, rendetemi orgoglioso.

Article written by:

Edoardo Ferrarese

Folgorato sul Viale del Tramonto da Charles Foster Kane. Bene, ora che vi ho fatto vedere quanto ne so di cinema e vi starò già sulle balle, passiamo alle cagate: classe 1992, fagocito libri da quando sono nato. Con i film il feeling è più recente, ma non posso farne a meno, un po' come con la birra. Scrivere è l'unica cosa che so e amo fare. (Beh, poteva andare peggio. Poteva piovere).

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