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Le 5 scene dei Classici Disney che sono diventate icone pop

Che la Disney da quasi novant’anni abbia colonizzato la nostra cultura pop non è un segreto per nessuno. Chi non conosce almeno una canzone tratta da un classico Disney? Chi non immagina Cenerentola attorniata da topolini, o Biancaneve con le maniche a sbuffo? Chi non ha nella RAM del cervello degli ippopotami in tutù – immagine che in un mondo parallelo difficilmente sarebbe frequentemente nei nostri pensieri?

C’è però da dire che alcune creazioni disneyane hanno trasceso persino il confine del mondo dei cartoni animati per diventare icone senza tempo, citate innumerevoli volte, diventate proverbiali e riferimento non solo per il cinema intero, ma per l’immaginario occidentale.

Quindi questa non sarà una classifica settata sul mio gusto, ma una cinquina più setacciata possibile di quelle invenzioni dei Classici Disney che, forse senza che nemmeno i creatori se lo aspettassero, hanno fatto la storia.


5) Mufasa che appare nel cielo al figlio, Il Re Leone

Merita una menzione speciale l’unica scena di questo elenco che appartenga ai film del cosiddetto “Rinascimento Disney”, quelli usciti negli anni ’90.

Oltre a essere stata citata da altri media innumerevoli volte (almeno due ne I Simpson), ciò che rende questo preciso momento così figo sono una serie di fattori: innanzitutto il fatto che l’intero film sia una rivisitazione dell’Amleto di Shakespeare e dunque anche l’incontro col fantasma del padre è un momento cardine imprescindibile della storia. Ma, ancora di più, il doppiaggio: è più epico che il doppiatore originale sia James Earl Jones, storica voce di Darth Vader, o che quello italiano sia Vittorio Gassman, mitico e per sempre indimenticato?

“Usa la Forza, Simba!”

4) Topolino apprendista stregone e le scope, Fantasia

Sembra strano fare una classifica del genere e non concedere un posto neanche a una canzone originale; forse perché ce ne sarebbero a decine di ugualmente iconiche (“Tutti quanti vogliono fare il jazz” degli Aristogatti, “Lo stretto indispensabile” de Il Libro della Giungla, tutte quelle di Mary Poppins…). Ho deciso, perciò, di restare nel tema musica citando però il film che più di tutti ci ha messo a dura prova.

Fantasia.

Oltre a essere l’incubo di molti bambini (a quell’età il tempo percepito di questo film si aggira sulle cinque ore e mezza), ci ha “rovinato” buona parte della musica classica, causando un imprinting tra musiche e immagine che è difficile togliersi di dosso per tutta la vita. E ancora oggi, se ascolto le note de L’Apprendista Stregone, penso alla Disney, a Topolino vestito da mago e a decine, centinaia, migliaia di scope con le braccia che camminano a tempo portando acqua dal pozzo.

Quando si dice lavaggio del cervello.

Ta ta taratatata tatarata ta ta ta tarata ta… Dite la verità, sentite la musica in testa anche voi

3) La prima apparizione di Crudelia de Mon al cinema, La carica dei 101

Stesso problema delle canzoni, ma più risolvibile: la Disney nei suoi classici ha creato tanti cattivi iconici e, sebbene Malefica talloni da vicino, c’è una che stacca tutti gli altri di varie spanne, poiché è diventata la cattiva per antonomasia: Crudelia De Mon (In inglese Cruella De Vil. Quando in Italia eravamo ancora in grado di tradurre i giochi di parole!).

Sebbene non sia in questo caso un personaggio originale – era presente anche nel romanzo da cui il film è tratto -, non si può negare che l’iconografia Disney del 1961 sia decisiva e imprescindibile: riuscireste mai a immaginare oggi Crudelia De Mon senza i capelli metà bianchi e metà neri?

È gioco facile essere il cattivo più riuscito, quando te la prendi con dei cagnolini dalmata. È diventato il nome che si chiama in causa quando si parla di maltrattamenti sugli animali. Di pellicce. Di donne arpie in generale. Probabilmente è una delle poche entità conosciuta anche da chi è stato chiuso in un bunker e non ha mai visto un Classico Disney.

Lei sì che dovrebbe fare la fashion blogger

2) La morte della mamma di Bambi

Perfetto esempio del senso di questa classifica: a me personalmente non è la scena che fa più piangere se penso ai Classici Disney e se devo essere sincera Bambi lo presenterei volentieri a Crudelia, però qua si sta parlando di momenti diventati pop e nessuno può negare che non solo all’interno dei film Disney, ma anche della storia del cinema, la morte della mamma di Bambi sia diventata “LA scena triste”.

“Sei così insensibile che non piangeresti nemmeno di fronte alla morte della mamma di Bambi.” “Sei talmente crudele che in Bambi parteggi per il cacciatore.” Chi non ha mai sentito una battuta simile? Se un alieno ci ascoltasse penserebbe che la maggior parte dei problemi dei Terrestri si debbano alla precoce dipartita della mamma di Bambi.

Vorrei scherzare ma questa immagine mi fa sentire una merda

 

1) La scena del bacio con lo spaghetto, Lilli e il Vagabondo

Ed eccoci giunti alla scena inarrivabile, che per citazioni, riferimenti, iconicità non verrà probabilmente mai scalzata da nessun’altra. Non solo è la scena di un Classico Disney più saccheggiata in assoluto, ma è probabilmente anche una delle sequenze d’amore più note del cinema mondiale, al punto di battere forse anche la prua di Titanic e il finale di Casablanca. Per l’influenza figurativa che ha avuto, la scena dello spaghetto sta al cinema come le dita che quasi si toccano nella Creazione di Adamo stanno alla storia dell’arte.

Penso che non basterebbe un’enciclopedia per riprodurre tutti gli altri film, telefilm, e opere che l’hanno in qualche modo parodiata e scimmiottata. E dire che Lilli & il Vagabondo non è probabilmente il film Disney più noto o amato; ma molti che neanche lo ricordano con esattezza, non fanno fatica a rievocare questa scena, il ristorante italiano, la canzone Bella Notte accompagnata dalla fisarmonica, i famigerati spaghetti con le meatballs – che gli americani non capiranno MAI di essersi inventati loro, poiché in Italia tipo manco se ci pagassero.

Se non siete cani, non provatelo a casa: test clinici hanno dimostrato che tale pratica inzacchera inevitabilmente i vestiti.

 

E su queste note romantiche e frutto di appropriazione stereotipata della cultura italiana, vi lascio, non senza ricordarvi di andare a cliccare su Impero Disney <3

Article written by:

Francesca Bulian

Posata su uno scoglio da un gabbiano nell'agosto '86. Storica dell'arte, fangirl, cinefila. Ama i blockbusteroni ma guarda di nascosto i film d'autore (o era il contrario?). Abbonata al festival di Venezia. Lettrice compulsiva e consumatrice di serie tv. Ha sempre un occhio di riguardo per i suoi attori feticcio - per meriti professionali ma più spesso estetici.

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