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Focus

Le 5 scene più involontariamente trash della storia

Indossate un paio di guanti in lattice, amici di TheMacGuffin, perché oggi si va a ravanare nel torbido! Ho selezionato per voi cinque scene memorabili della storia del cinema, che nell’intento di chi le ha girate non volevano essere trash. Oh, no. Gli ingenui registi erano convinti, nel loro niveo candore, di regalare al grande pubblico un momento estremamente drammatico, ricco di pathos e tensione narrativa.

Un vero peccato che quella mattina avessero assunto droghe pesanti: queste cinque scene involontariamente trash e degne del miglior John Waters hanno fatto sbellicare la sottoscritta in più occasioni, e ancora la riempiono di buonumore nelle giornate buie e senza caffeina. Benvenuti nell’abisso dell’ironia non cercata: si ride rigorosamente di loro, non con loro.

5. La Tragica Morte di Puffo Brontolone

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In ultima posizione troviamo una chicca intramontabile: la scena della morte di Jack in Titanic. Soprassediamo su Quanto Ci Stessero Comodamente In Due Sulla Zattera e arriviamo direttamente al dunque: Rose si sveglia e si accorge che il suo amato bene, che d’ora in poi chiameremo Puffo Brontolone, è defunto.

James Cameron voleva raccontarci un commovente e disperato addio: quello che vediamo noi anime nere è una Kate che dice no al colesterolo e ai cadaveri. E che senza pensarci due volte scolla le membra irrigidite di Puffo Brontolone dalla zattera con un suono dalla croccantezza irresistibile, consegnandolo all’abisso. Il manichino di Puffo Brontolone affonda nelle profondità dell’oceano, le braccia protese verso il cielo, al grido di “io ODIO Kate Winslet!”

4. L’amore ai tempi del Canismo

50 sfumature trash

Non sono stata in grado di scegliere una singola scena di 50 sfumature di grigio. Anche perché vi confesso di averlo guardato dietro preciso ordine di recensirlo, ai tempi dell’uscita. E visto che prendo il mio lavoro seriamente, quando mi ingiungono di recensire una troiata adotto il sempre efficace metodo critico del salto della quaglia: vedi un minuto e ne skippi dieci, sperando di non perdere qualche snodo narrativo importante. Ecco, con 50 sfumature non c’era pericolo.

Tutto quello che ricordo sono i volti basiti dei due protagonisti, cani senza appello, i cui sguardi lubrichi sembrano suggerire più che altro i postumi di una peperonata particolarmente violenta. Certo, pronunciare battute come “non hai idea di cosa possa fare con dei laccetti” non aiuta. Se qualcuno di voi si è eccitato durante la visione di questo film posso solo pensare che sia vittima di una strana forma di zoofilia.

3. Il Risveglio del Dugongo Furioso

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Colpa mia, sono andata al cinema impreparata, senza ispezionare in modo certosino il cast. Ma quando Kylo Ren si è tolto la maschera per la prima volta in Star Wars: Il Risveglio della Forza ho reagito con lo stesso, preciso, urlo che emette John Belushi in Animal House al comparire della faccia di Sogliola proiettata sulla parete (merita un ripassino).

L’alone di sfiga probabilmente era voluto, ma il momento resta comunque trash. Ti aspetti un ragazzone cattivo, dietro quella maschera, non un dugongo immalinconito che ha tutta l’aria di aver appena perso una mano di tressette con un gamberetto. E la risata sfugge incontrollata.

2. Il Lemure Costipato vestito da Suora

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La zona si fa calda, le risate aumentano. In Il Signore degli Anelli – Il ritorno dello jedi del re Frodo ci regala il momento di umorismo involontario più alto della storia del cinema.

È appena sfuggito alle grinfie del terribileragnogigante e la comunità gay di hobbitlandia lo ritrova così, come nel reperto allegato qui sopra. Nei panni del Lemure Costipato vestito da Suora.

Quando ho visto per la prima volta questa scena al cinema ho seriamente rischiato di morire. Non riuscivo a smettere di ridere. Pensavo che qualcuno mi avrebbe trascinata fuori dalla sala, scalciante, che ancora puntavo il dito contro lo schermo ululando MA L’AVETE VISTO?

1. Il minuto in cui hai desiderato di non essere mai nato

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Ecco, tenete presente che per me questa scena ha sancito la fine di una storia d’amore. Quella – già parecchio traballante – con Tim Burton. Alla fine di quella gran vaccata di Alice in Wonderland il Cappellaio Matto interpretato da un Johnny Depp in crisi di mezza età secca si esibisce nella Deliranza.

Che cos’è la Deliranza?

Un momento che voleva essere la simpatica chiusa comica del film. Il Cappellaio festeggia la buona riuscita dell’impresa ballando. Fin qui tutto bene, no? No. Mille volte no. Mentre le altre pietre miliari del trash esaminate nella classifica dovevano essere momenti intensi resi comici dall’effetto grottesco, questo presunto momento comico crea il gelo e il silenzio. Colpa della coreografia immonda? Colpa dell’avidità di Johnny? Colpa dei capelli di Tim Burton? Non lo so. Nessuno lo sa. Sta di fatto che sulla Deliranza lo spettatore ammutolisce, l’angolo della bocca leggermente piegato in uno spasmo nervoso. Come quando un amico ti racconta una freddura stantia che prevede la presenza di tre cittadini di nazionalità diverse, tra cui un italiano furbacchione.

Quel genere di intorpidimento facciale lì, ecco. Sapete che dovreste ridere, invece vorreste scoppiare in lacrime. O meglio ancora, non essere mai nati.

Bene, ho fatto la mia parte. Ora tocca a voi inondare di commenti la pagina Facebook di TheMacGuffin per dirmi quali sono i vostri momenti di trash involontario preferiti!


P.s. trovate l’articolo anche sulla pagina dei nostri amici di Giornale7. Fateci un salto!

Article written by:

Sara Boero

Sua madre dice che è nata nel 1985, a lei sembrano passati secoli. Scrive da quando sa toccarsi la punta del naso con la lingua e poco dopo si è accorta di amare il cinema. È feticista di Tarantino almeno quanto Tarantino dei piedi. Non guardatele mai dentro la borsa, e potrete continuare a coltivare l’illusione che sia una persona pignola.

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