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Midnight Factory: il sogno di una casa che distribuisce incubi

Se prendete gli horror più interessanti usciti negli ultimi anni scoprirete che il loro denominatore comune è una giovane casa di distribuzione tutta italiana dal nome un po’ sinistro: Midnight Factory.


Cos’è la Midnight Factory?

La Midnight Factory è un’etichetta di distribuzione nata da una costola della teutonica Koch Media, uno dei maggiori produttori in ambito multimediale, specificamente dedicata al mercato italiano del cinema di genere, soprattutto horror, thriller e fantasy.

Da quanti anni ci sentiamo ripetere che uno dei maggiori problemi del cinema italiano (soprattutto quello di genere) è la distribuzione? Eoni. Le sale italiane ristagnano, popolate solo da cinecomics, blockbuster giga-milionari, commedie che fanno venire voglia di fare bungee-jumping senza corda e in generale film ignobili. L’horror soprattutto ha vissuto nel primo decennio del 2000 un momento di forte flessione, non tanto produttiva, quanto distributiva: i film c’erano anche, ma molto spesso nessuno ne sapeva niente perché i nostri cinema erano troppo impegnati a riempirsi di cinepanettoni e Checchi Zaloni.

La soluzione? Una casa di distribuzione giovane, fortemente motivata, dedicata esclusivamente all’horror, che ha come mantra la qualità dei prodotti… e che prodotti.

Se siete appassionati del genere avrete certamente notato che negli ultimi tempi, oltre alla solita carrellata di filmacci buoni solo a spaventare dodicenni, sta arrivando anche roba buona, ma buona davvero. Dove sta il bello? Nel fatto che non si tratta di grandi firme: non abbiamo (anche se ci piacerebbe) dei Carpenter, dei Romero o dei Cronenberg, ma horror giovani, freschi, di registi emergenti e con idee assolutamente innovative. Giovani, spesso esordienti, ai quali andava semplicemente data una possibilità e fa ancora più specie che a dargliela sia stata una realtà prettamente italiana. Da queste parti non se ne sentono spesso di vicende simili in ambito artistico.

Ed è appunto alla Midnight Factory che dobbiamo capolavori (lo si può già dire, mi sbilancio) come It Follows, Babadook e The Neon Demon, tanto per citare tre titoli che nell’ultimo anno ha sconquassato le pagine della critica di settore.

L’orrore variegato

Non ci si ferma qui però, perché l’interesse di Midnight Factory è rivolto anche a far riscoprire classici dell’orrore come Zombi (Dawn of the Dead) di Romero, restaurato e presentato all’ultimo festival di Venezia (con la partecipazione anche di Dario Argento e Nicolas Winding Refn), oppure al mercato dell’home-video, con prodotti interessanti come Knock Knock di Eli Roth o The Invitation di Karyn Kusama.

È bastato fare mente locale per accorgersi che la maggior parte degli horror/thriller più interessanti degli ultimi anni ce li ha portati proprio la Midnight: prendete la saga di Sinister, oppure Somnia, che quest’estate ha spaccato la critica portando in scena un horror-fantasy estremamente originale e interessante, o ancora The Green Inferno dell’onnipresente Eli Roth.

Ma la Midnight si occupa anche delle varie sfumature dell’orrore, come nel caso del buon thriller Regression, che ha la sua forza in un cast di tutto rispetto, con nomi di punta come Emma Watson ed Ethan Hawke.

 

I progetti antologici

Fine?

Niente affatto, perché la Midnight Factory ha prodotto tre dei film horror a episodi più interessanti: V/H/S, Tales of Halloween e il delizioso ABC’s of Death, la cui idea di fondo mi sembra una delle genialate più grosse mai sentite. Prendete ventisei registi, date a ognuno di loro lo stesso budget (risicato), lo stesso minutaggio e il dovere di portare a casa un corto horror in cui, di base, deve morire almeno una persona. Tutto qui?

No: a ognuno dei ventisei registi (che non sono ventisei così, tanto per…) fate estrarre a sorte una lettera dell’alfabeto inglese. Con quella lettera dovranno scegliere una parola-tema che dia il titolo (e il senso) al corto in questione. Mettete insieme tutti i corti e avrete uno dei film a episodi più straordinariamente malati che Papà-Cinema ricordi.

Ecco, diciamo che se tutto questo non vi è bastato per farvi adorare e supportare una realtà come quella della Midnight Factory forse l’horror non vi piace così tanto, oppure avete la mamma di facili costumi.

Fate voi.

Risultato immagine per abc's of death

Article written by:

Federico Asborno

L'Asborno nasce nel 1991; le sue occupazioni principali sono scrivere, leggere, divorare film, serie, distrarsi e soprattutto parlare di sé in terza persona. La sua vera passione è un'altra però, ed è dare la sua opinione, soprattutto quando non è richiesta. Se stai leggendo accresci il suo ego, sappilo.

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