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I 5 migliori (e più cattivi) film sul tema dell’home invasion

Essere violato nell’intimo della propria abitazione è una delle paure innate dell’uomo, al pari del paranormale e della saga di 50 sfumature: il genere dell‘home invasion sfrutta questo elemento e lo riporta su schermo puntando a trasmettere un senso d’angoscia nello spettatore, cosa che non sempre riesce.

Nonostante ciò, alcune pellicole riescono nell’intento di mettere in scena situazioni che creano un’ansia pari a quella di “Amore, ho un ritardo”. E quindi, senza ulteriori indugi, àndale àndale, parto subito con la mia personale top 5 dei migliori film di genere, sperando che vi possano servire anche in vista di Halloween…

5) La notte del giudizio (2013), di James DeMonaco.

Aspè, calmi.

Il primo film della trilogia de La notte del giudizio non è un ottimo film. Anzi, sotto alcuni punti di vista è imbarazzante. Proprio per quanto riguarda l’effettiva home invasion, infatti, i comportamenti umani e lo svolgersi delle scene d’azione sono completamente fottuti. Ma l’idea di base è talmente fenomenale e presenta una critica sociale così ampia, condita da riferimenti letterari (basti pensare a 1984 di Orwell) che, in alcuni momenti, riesce a sopperire anche alla mancanza di neuroni dei protagonisti.

La trama si basa su questa notte, che cade una volta l’anno, in cui ogni crimine è permesso, e il tutto è organizzato dai Nuovi Padri Fondatori d’America per far sì che coloro che non possano permettersi sistemi di sicurezza sofisticati muoiano per primi, dimezzando, quindi, il tasso di senzatetto e persone povere.

Ma DeMonaco ci mostra che, anche con una barca di soldi, l’intelligenza non la compri. Infatti si segue la storia di questa famiglia, il cui padre è un imbalsamatissimo Ethan Hawke, che, grazie al figlio più stronzo del mondo, riesce a subire l’home invasion da parte di questo gruppo di super cattivoni. Non è stata un’ottima idea ambientare il tutto in una casa quando si aveva a disposizione un’intera città di pazzi che avrebbe reso sicuramente meglio, e il buon James lo capirà solo nel secondo capitolo, ma questa è un’altra storia…

4) Hard Candy (2005), di David Slade.

Con il budget di solo un milione di dollari, ma supportato dalla bravura di Ellen Page e Patrick Wilson, Slade confeziona un ottimo home invasion a parti invertite. Salvo poi il trovarsi a dirigere Eclipse (Twilight), ma cosa mi combini, David!

In questo caso è il predatore che porta in casa sua la vittima, che però si rivela essere il predatore e le parti si invertono. Lo spettatore, anche dovendo accettare il patto narrativo per cui una ragazzina adolescente riesca a fare quello che fa nel film, si trova, per tutta la durata della pellicola, a non sapere per chi parteggiare, non potendo conoscere la verità, nonostante vengano dati tutti gli indizi per scoprirla.

Il film non eccelle sotto il punto di vista registico, ma la storia è coinvolgente e Ellen Page riesce perfettamente nel far sentire chiunque un pedofilo.

3) Panic Room (2002), di David Fincher.

Forse tra i film di meno successo di Fincher, ma allo stesso tempo un lavoro perfetto per questa classifica. Panic Room, in cui figurano attori quali Jodie Foster, Jared Leto o un incredibilmente espressiva Kristen Stewart, si basa sulla storia di una famiglia che compra una casa in cui, appunto, c’è una camera anti-panico, che servirà poi da rifugio nel momento in cui una banda di rapinatori proverà a fare irruzione in casa, salvo poi scoprire che ciò che cercano è proprio nella Panic Room.

C’è tutto: trama, regia e, soprattutto, tensione. Consigliatissimo.

2) Funny Games (1997), di Michael Haneke.

Questa pellicola, di cui è stato girato, nel 2007, un remake dallo stesso Haneke, è delirante, cattivissima e politicamente più che scorretta. La trama si basa su due ragazzi all’apparenza normale, che flippano di cervello e prendono in ostaggio un’allegra famigliola in vacanza. In casa loro. E, senza esagerare, qui viene rappresentata l’home invasion più cattiva di sempre, tanto che il titolo è considerato uno dei capostipiti del genere.

E poi le interpretazioni dei due ragazzi, Peter e Paul (sì, nomi biblici per chi se ne fosse accorto), sono davvero inquietanti, all’inverosimile.

Sarebbe stato al primo posto, se solo non fosse arrivato…

1) Bed Time (2012), di Jaume Balaguerò.

Balaguerò che, per intenderci, insieme a Plaza aveva diretto quel gioiello di Rec, confeziona uno dei film più strabilianti e originali degli ultimi anni, consacrando definitivamente Luis Tosar nell’olimpo dei miei attori preferiti. Qui l’home invasion è psicologica, con l’invasore che in realtà è vittima di se stesso. Il film tratta temi quali la solitudine, l’alienazione e quella pirandelliana maschera che nasconde l’essenza della persona stessa, offrendo molti altri spunti e sfiorando picchi di tensione che non si vedevano al cinema da tanto.

La trama è raccontata alla perfezione ed esplode in un finale inaspettato e calzantissimo. Per me, il migliore home invasion di sempre.

 

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Nasce in quel di Napoli nel 1998 ma è rimasto ancora negli anni '80. Spesso pensa di esser stato un incidente ma i suoi genitori lo rassicurano: è stato molto peggio. Passa la totalità della sua giornata a guardare film e scrivere, ma ha anche altri interessi che ora non riesce a ricordare. Non lo invitate mai al cinema se non avete voglia di ascoltare un inevitabile sproloquio successivo, qualunque sia il film.

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