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Ommioddio quello è un pene! – La censura nel cinema

Avete presente Mark Zuckerberg? Bene, mentre navigavo sulla creazione che lo ha reso un uomo ricco (Facebook docet), mi sono imbattuto in un post all’interno di un gruppo che parla di cinema. Il post era di un ragazzo al quale è stata negata la possibilità di prendere visione de La cura dal benessere assieme a suo cugino perché quest’ultimo avente un’età anagrafica di 13 anni, appena al di sotto di quella necessaria per poter entrare in sala. Ma a voi che cosa importa di tutto ciò? Niente, però adesso vi sorbite la mia opinione sulla censura e sulle relative restrizioni di età adottate nei cinema italiani.

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Giusto per intenderci: la censura mi sta sul cazzo. Trovo sbagliato in principio privare un prodotto di una sua qualsiasi parte, a meno che non sia lo stesso produttore a deciderlo. Mi spiego meglio. Se io regista decido che nel mio film dovrà, a un certo punto, comparire un alieno col pene gigante (Alien?), i casi sono tre: sono un malato mentale, per ciò che voglio esprimere nel film è necessario un alieno col pene gigante oppure entrambe le cose. Ciò non toglie che il regista facendo ciò ha dato libero sfogo al suo estro creativo e censurare o tagliare questa scena dal prodotto finale è una mancanza di rispetto nei confronti del cineasta e rende la pellicola in qualche modo incompleta. 

No, no, no, fermi tutti voi puristi bastardi! Non è pornografia, non c’è penetrazione e quindi no, non è illegale mostrare un alieno col pene gigante, l’unico torto che il regista potrebbe fare allo spettatore è la totale cancellazione del senso di virilità dell’uomo che sta guardando il film facendolo cadere in depressione esistenziale. Tragico, sì, ma FOTTUTAMENTE DIVERTENTE.

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Sì ma se un bambino si ritrova a guardare questa oscenità? CENSURA! E invece no cari puristi, risposta sbagliata di nuovo. Difatti a risolvere questo problema interviene la restrizione di età anagrafica per la visione dello specifico film. Che cos’è? Nulla di particolare, semplicemente una specie di etichetta che “marchia” il film indicando (a livello legale) chi può e chi non può prendere visione del film in questione. Ricordate quando da piccoli i vostri genitori vi impedivano di guardare un film perché c’era quel demonio fatto simbolo, quel fantomatico BOLLINO ROSSO? Ecco, quel bollino indicava a livello legale che eravate troppo piccoli per poter guardare quel film. Che poi non fate i birbanti, lo sappiamo tutti che almeno una volta nella vostra infanzia avete visto un film col bollino rosso di nascosto dai vostri genitori, con quell’ansia addosso che in confronto avere Babadook dietro le spalle sarebbe stato uno scherzo.

Fin quando si rimane all’interno delle mura domestiche, ovviamente, questa legge è totalmente affidata alla discriminazione dei genitori. All’interno di un cinema, però, questo si tramuta in un vero e proprio divieto. Andiamo a fare chiarezza: in Italia sono previsti 4 tipi di classificazione di film:

  1. T: visione aperta a tutti
  2. VM14: visione consentita ad un pubblico di età superiore ai 14 anni
  3. VM16 (usato in passato): visione consentita ad un pubblico di età superiore ai 16 anni
  4. VM18: visione consentita ad un pubblico di età superiore ai 18 anni

Questo vuol dire che se un film è VM14, qualsiasi persona di età inferiore ai 14 anni non può e non deve assolutamente entrare in sala. I motivi per i quali un film è adatto o meno a quello specifico pubblico sono sostanzialmente sempre gli stessi: presenza di scene di sesso o violenza o tematiche particolari.

lupin censura

Bene, ottimo lavoro legge! Ora torniamo al punto focale: PERCHÉ CAZZO CENSURATE I FILM ALLORA? Io capisco che si ha molto timore di mostrare ai bambini qualcosa di inappropriato, ma cosa vengono create a fare leggi di divieto specifiche se poi anche io che posso vedere tutti i film mi devo ritrovare pellicole tranciate senza pietà? Mistero della fede… Fatto sta che esistono talmente tanti limiti specifici nella distribuzione e nella riproduzione dei film che la censura diventa assolutamente non necessaria. Perché parliamoci chiaro: il buon senso fa capire a un essere umano dotato di sanità mentale che ovviamente non è buona cosa mandare in programmazione Arancia Meccanica alle 4 di pomeriggio (nonostante esista comunque una legge che lo vieta). Inoltre in questo caso rientriamo anche nella censura totale del film: difatti Arancia Meccanica (film del 1971) è stato distribuito per la prima volta SU PAYTV nel 1999! E in chiaro solo nel 2007! OTTIMO LAVORO BELPAESE, ci hai negato la visione di un capolavoro del cinema per quasi trent’anni solo perché sei bigotto! Grazie.

censura grande fratello 1984

Io propongo una cosa: MAKE AMERICA GREAT AGAIN! Ok, prima che mi linciate accusandomi di essere un sostenitore di Trump, cercherò di essere più chiaro. Negli Stati Uniti non esiste censura cinematografica governativa. In modo analogo a come avviene in Italia, in America esistono delle classificazioni che indicano chi può e chi non può vedere un determinato film, con l’unica differenza che gli americani non hanno dovuto aspettare Arancia Meccanica per trent’anni! Mica stupidi i stellestrisciati.

Quuuuuuiiiiiindi… la censura è una merda. Un cappio al collo pronto a stringere, un dolore intercostale, un potentissimo calcio nelle palle del cinema. Cortesemente, miei lettori, quando potete guardate i prodotti in lingua originale, altrimenti rischierete come me un giorno di guardare tutta la seconda e tutta la terza stagione di Spartacus in italiano… accorgendovi solo alla fine di aver guardato la versione censurata. Sto piangendo.

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Un paesaggio in ombra e una luce calante che getta tenebra su una figura defilata. Un poco inutile descrivere chi o cosa sono io se poi ognuno di voi mi percepirà in modo diverso, non trovate?

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