Focus

Quella malsana fissazione per River Phoenix

Chi mi conosce bene sa quanto morivo dalla voglia di scrivere questo pezzo, perché quella per River Phoenix è stata una delle mie turbe adolescenziali più malsane. Eh la gioventù e le sue fissazioni.

Tutto ebbe inizio quando ero in formato gnomo grazie al cult per eccellenza della mia infanzia, il film Stand by me. Mi ero presa una bella cotta per il ragazzino biondo e ribelle del film. A 14 anni, quando l’ormoncino inizia a farsi sentire e ad aprirti gli occhi sull’universo maschile, ho deciso di fare qualche ricerca su quel biondino con il nome strano.

Quello che ho trovato mi ha scioccato. Morto il 31 ottobre del 1993 a soli 23 anni, davanti al Viper Room (locale di proprietà di Depp) a Los Angels su un marciapiede freddo in preda alle convulsioni. Overdose, lo stesso cocktail di droghe che ha stroncato John Belushi tra l’altro. Il cuore di una ragazzina in frantumi. Tra la disperazione generale però sotto la voce filmografia vedo che River, in eredità, ha lasciato ben 14 film (più uno postumo uscito nel 2012), quello che è diventato per me un piccolo tesoro.

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Il kit del piccolo maniaco: la famosa  “cartellina verde”

Dovete sapere che ho passato i primi anni di liceo vivendo al videonoleggio. Da buona sognatrice preferivo i mondi creati sulla celluloide alla vita reale e arrivavo anche a sbranarmi tre film al giorno. Così ho divorato avidamente in poco tempo tutto quello che ho trovato su di lui e me ne sono follemente innamorata.

Ho iniziato anche a fare robe da malata, tipo tenere la famosa cartellina VERDE, una sorta di santuario degno degli squilibrati che vedete nei film, pieno zeppo di ritagli, articoli, foto etc. Mi sono fatta una cultura che definirei imbarazzante. Non so perché mi sia fissata così tanto, penso un po’ per il fatto che fosse un personaggio “dannato e sbagliato”.  Ma poi più leggevo cose su di lui, più mi appariva tutto chiaro. River era un diverso e mi piaceva proprio per questo.

Voglio fare due chiacchere con voi su di lui.

Partiamo dall’infanzia incasinatissima. Genitori squattrinati e figli dei fiori che facevano parte di un’improbabile setta e che avevano ben pensato di chiamare i figli con nomi che ricordavano la natura: River, Rain, Summer e Leaf (che poi è il celebre Joaquin). I Phoenix vivono per un bel periodo come zingari continuando a spostarsi da un paese all’altro e facendo esibire i figli in spettacolini musicali per strada. E poi magicamente River viene scoperto e inizia una brillante carriera.

Osannato dai critici e amato da Hollywood, diventa ben presto uno degli attori più promettenti degli anni ’80-’90. Si parta a casa candidature ai Golden Globes e agli Oscar a soli 19 anni e la Coppa Volpi a Venezia all’età di 21. Ciò che colpiva di lui era il modo di recitare estremamente naturale ed intenso. Qualsiasi personaggio che River abbia interpretato era così convincente da illuderti che stesse impersonando se stesso. Aveva tutte le carte in regola per diventare un fuori classe.

Ma quello che mi ha sempre colpito molto è la sua persona: un weirdo, ovvero uno strambo, totalmente fuori dai canoni hollywoodiani.

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Era di una bellezza particolare, ma ciò che ti fregava era quello sguardo intenso, cadevi ai suoi piedi con le budella attorcigliate. Timido e introverso, River non è mai stato interessato alla fama in sé ma a come impiegare in modo costruttivo il suo successo: era impegnato in una miriade di cause sull’ambiente e sugli animali. Vegano convinto e grossissima testa di cazzo, si batteva fermamente per quello in cui credeva, ecco perché si è comprato tipo 800 acri di foresta pluviale per salvarla dall’estinzione. Mi viene in mente anche quell’aneddoto buffo che lo ritrae lasciare in lacrime il ristorante perché la sua fidanzata aveva ordinato dei crostacei. Ma ci sono un sacco di storie strambe su di lui. Era fatto così, uno spontaneo senza troppe balle per la testa.

La sua vera passione era però la musica: strimpellava e cantava in una band rock, gli Aleka’s Attic e udite udite, aveva pure del talento in campo musicale. Adorava comporre, infatti molti dei film in cui ha recitato contengono suoi pezzi e frequentava un sacco di musicisti famosicome ad esempio quel pazzo schizzato di Flea, il bassista dei Red Hot Chili Peppers e Michael Stipe dei R.E.M

Le persone lo apprezzavano parecchio perché conduceva un’apparente stile di vita sano e genuino, un ragazzo con una sensibilità particolare da prendere come modello.

Questo prima di quella maledettissima notte. Dopo la sua morte venne fuori che gli ultimi anni di vita di River erano stati un vero sfascio: problemi di droga, alcol, porcate varie. E giù a descriverlo come il tossicone di turno che se l’è cercata. Che cosa sia passato per la testa di un 23 enne che non ha capito ancora un cazzo del mondo io non lo so. Quello che so è che gestiva molto male la sua popolarità, il peso di Hollywood era diventato opprimente. Deve avere imboccato la classica strada sbagliata, incappando in una spirale che l’ha inghiottito.

Non me ne frega nulla dei suoi problemi di droga e del suo dark side da marcione, trovo disgustoso come i giornali abbiano speculato sulla sua morte (sono anche riusciti a fotografarlo nella tomba al suo funerale) e come si siano intromessi nella sua vita privata. Ma puoi rendere pubblica la chiamata all’ambulanza che fece suo fratello di 19 anni in preda al panico, mentre vedeva morire il fratello maggiore su un marciapiede? river-phoenix

Che cosa ne sarebbe stato di River se fosse ancora vivo? Magari sarebbe diventato uno degli attori migliori in circolazione, mettendo la testa a posto e trovando un equilibrio. O magari no, avrebbe finito per sputtanarsi la carriera a suon di droghe e alcool, finendo nel dimenticatoio. Di sicuro gli deve molto Leonardo Di Caprio, visto che tutti i ruoli degli anni ’90 che erano stati pensati per River sono andati a lui (anche il famoso Titanic).

La mia visione preferita però è questa: un’affascinante 46enne che strimpella la chitarra con il fratello Joaquin, e se la ride dello schifo di Hollywood. Ai fratelli Phoenix tutto quel circo è sempre stato sulle balle e come River ha spesso dichiarato: Hollywood è un posto irreale che fa male alla testa e condiziona il tuo modo di pensare in modo insano…

Mi sembra doveroso a questo punto consigliarvi due titoli (se sono ovviamente riuscita in qualche modo ad intrigarvi, altrimenti vi meritate i bestioni alla Channing Tatum). A chi non sa chi cacchio sia River Phoenix consiglio di partire con: Stand by Me, Vivere in fuga e My Own Private Idaho. Per chi volesse approfondire: Ti amerò… fino ad ammazzarti, Quella cosa chiamata amore, Dogfight, Le ragazze di Jimmy, Explorers.

Ora lascio la parola a qualcuno che lo conosceva, ai cari Red Hot Chili Peppers che gli hanno dedicato la bellissima Transcending.

Article written by:

Sarah Tavella

25anni (+3). Novese per nascita, londinese d'adozione. Lavora nel Marketing e come direbbe Amélie Poulain, "a Sarah Tavella piace": perdere la voce ai concerti rock, i film dove vince il cattivo, guidare senza una meta.

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