Focus

Rimbaud al Cinema (con DiCaprio, Pasolini e Bob Dylan)

Prima lezione di letteratura all’università. Mi siedo in aula in attesa, ho molte aspettative. Entra il professore, saluti cordiali. Anche lui si siede, accende il microfono (che incredibilmente funziona alla prima, ma non sarà sempre così) e il suo annuncio echeggia in tutta l’aula: “oggi parliamo di Arthur Rimbaud, poeta che ci accompagnerà per tutto il nostro corso”. Tutti intorno a me fanno “Oooh” come a dire “oh sì, quel Rimbaud, che fico!” e anche io faccio “Oooh” ma debbo fare una confessione: fino a quel momento il nome di Rimbaud non l’avevo mai sentito (molti mesi dopo seppi che tanti degli “Oooh” che credevo autentici e “acculturati” erano in realtà molto simili al mio “Oooh” di disperazione e imbarazzo). 

Il corso prosegue e nonostante Rimbaud sia uno tra i poeti maledetti più criptici e misteriosi che ci siano, il nostro professore sembra averlo conosciuto di persona visto quanto ne sa e ci spiega questo e ci spiega quello, ci analizza quel verso che sembra senza senso e ci illumina sul suo significato, ci approfondisce quel termine, quel verbo e piano piano a tutti Rimbaud sembra piacere. Un giorno il professore ci dice “Sapete che Rimbaud è molto più presente nella cultura pop di quanto voi non crediate? Sapete che Leonardo DiCaprio ha recitato la parte di Rimbaud in un film? E che Bob Dylan e Patti Smith hanno come fonte di ispirazione proprio i poemi di Rimbaud? Beh, ora lo sapete.”

Nella stanza tutti fanno “Oooh” un’altra volta e da qui inizia la mia ricerca di Arthur Rimbaud nelle pieghe del cinema, non sempre ben riuscite, altre volte sì, ma comunque aveva ragione il mio professore, senza accorgermene, Rimbaud lo avevo sfiorato varie volte, senza accorgermene. 

*(I film sono in ordine di visione del sottoscritto, non cronologico di uscita). 

1. UNA STAGIONE ALL’INFERNO di Nelo Risi 

Una biografia “senza infamia e senza lode” sul poeta francese.

Risi? Ma non sarà mica parente di… sì, esattamente, Nelo Risi è il fratello del famoso regista Dino Risi. Nelo è sopratutto un poeta prima che un regista (nonostante vanti una decina di film, vari cortometraggi e produzioni televisive), nel 1971 gira questo Una stagione all’Inferno (titolo che riprende quello di uno dei poemi più famosi di Rimbaud), una biografia “senza infamia e senza lode” sul poeta francese: vediamo il periodo poetico giovanile, l’incontro con Verlaine, altro famoso poeta maledetto, e la loro successiva storia d’amore fatta di sfuriate, cazzotti e colpi di pistola. La seconda metà del film vede invece Rimbaud emigrare in Africa e diventare un venditore d’armi lasciando la vita da poeta e dando il due di picche a Verlaine che rimane a bocca asciutta. 

Film leggermente invecchiato male, con qualche piccolo errore sparso qua e là mal digeriti dal mio professore, ma se volete avere un’idea della folle vita che ha avuto Rimbaud, il Re dei Tipi Alternativi, è un buon inizio. 

2. TEOREMA di Pier Paolo Pasolini

L’ospite misterioso legge una raccolta di poesie di Rimbaud e l’attore che lo interpreta non è altro che Terence Stamp, l’attore che interpreterà pochi anni dopo proprio Rimbaud nel film di Risi.

“La prima volta che ascoltai Rimbaud, divenni antifascista” e non è mica una dichiarazione da poco se a dirla è Pasolini ricordando quando da ragazzo un supplente a scuola lesse una poesia di Rimbaud suscitando meraviglia e sgomento in classe.

Il film Teorema non è un film biografico su Rimbaud, ma è innegabile che l’influenza del poeta nella pellicola sia tangibile. La trama in breve: famiglia ricca borghese, babbo-mamma-figlia adolescente-figlio adolescente-domestica, apparentemente senza problemi. Un giorno arriva un ospite inatteso che si stanzia in casa loro, ha un fascino magnetico, ha rapporti sessuali con tutti i componenti della casa e quando se ne va ognuno della famiglia cambia drasticamente (domestiche che fluttuano per aria, padri che vagano nudi nel deserto, figlie in coma, madri depresse e figli pseudo artisti, c’è di tutto e di più). Ma dov’è Rimbaud in tutto questo?

Ci sono quindi varie analogie e omaggi alla figura di Rimbaud che Pasolini dissemina nel film.

L’ospite misterioso legge una raccolta di poesie di Rimbaud e l’attore che lo interpreta non è altro che Terence Stamp, l’attore che interpreterà pochi anni dopo proprio Rimbaud nel film di Risi (coincidenze? Io non credo, vero Nelo?). Il film inoltre è una sorta di film-poema sull’impatto distruttivo che Rimbaud ha avuto sia sulla poesia occidentale sia con molte delle persone che ha incontrato (tipo il povero Verlaine…). Ci sono quindi varie analogie e omaggi alla figura di Rimbaud che Pasolini dissemina non a caso in questo capolavoro della cinematografia italiana che suscitò tanto scalpore alla sua uscita nel 1968. 

3. POETI DALL’INFERNO di Agnieszka Holland

Il film narra la turbolenta e “maledetta” relazione amorosa tra il giovane Rimbaud e il poeta Verlaine.

Eccoci arrivati a quel bel faccino di Leonardo DiCaprio che prima di diventare il “re del mondo” con la sua consacrazione in Titanic di James Cameron, girò questo film recitando la parte di Rimbaud. Il film narra la turbolenta e “maledetta” relazione amorosa tra il giovane Rimbaud e il poeta Verlaine interpretato da David Thewlis (per gli amici, il professore di Difesa dalle Arti Oscure Remus Lupin nella saga di Harry Potter).

Eccoci arrivati a quel bel faccino di Leonardo DiCaprio…

Nonostante gli attori, il film non fu ben giudicato alla sua uscita, troppo superficiale riguardo il racconto dei sentimenti tra i due poeti e soprattuto, il mio professore ne era particolarmente infastidito, c’erano alcuni errori concettuali sulla natura della loro poesia (inammissibile!). Comunque, se avete di voglia di scoprire un DiCaprio pre-Titanic e vedere come se la spassavano (più o meno) Rimbaud e Verlaine nel loro idillio d’amore (tra botte, calci, sputi e pistole) questo film fa proprio per voi. 

4. IO NON SONO QUI di Todd Haynes 

Ecco a voi le “sette semplici regole per la vita in clandestinità”.

Molti dei testi e delle tematiche affrontate da Bob Dylan nel corso della sua carriera sono ispirate  dai versi di Rimbaud. In questo bellissimo ed originalissimo film biografico sul cantautore statunitense, uno dei personaggi che incarnano e narrano la storia di Dylan vi è appunto Rimbaud, qui interrogato dalla polizia quando adolescente fu arrestato. Durante il film risponde a varie domande scomode sulla vita, filosofia, morte, il valore della poesia e fornisce le “ sette semplici regole per la vita in clandestinità” e, visto il tipo di vita che ha avuto Rimbaud, possiamo dire che è sicuramente uno tra i massimi esperti in materia. Insieme a Teorema di Pasolini, è tra le trasposizione cinematografiche di Rimbaud più riuscite, seconde me (e soprattutto, secondo il mio prof). 

5. FILM BONUS: 

Tra i film minori sulla figura di Rimbaud e ispirati alle sue poesie e poemi abbiamo Amanti criminali (1999) di François Ozon e Chelsea Wall (2001) di Ethan Hawke con Uma Thurman, film indipendente mal giudicato dalla critica, e infine Rainbow pour Rainbow, film francese del 1991 premiato anche al festival di Cannes nella categoria Junior. 

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Ordinaria vita di un qualsiasi comune mortale, il cinema mi piace perchè mi piace, per il resto: faccio cose e vedo gente...

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