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Sindrome dell’abbandono: 5 personaggi delle serie tv che ci hanno piantato

Le quattro fasi dell’abbandono: negazione, contrattazione, rabbia, depressione. (L’accettazione non esiste, è una leggenda metropolitana).

Negazione: no, non è vero che l’attore se ne va, figurati, tiene in piedi l’intero show.

Contrattazione: dai, magari se ne va per un po’ ma poi tra un paio di stagioni lo fanno tornare, a sorpresa.

Rabbia: stronzo ingrato, come hai potuto lasciare la serie che ti ha dato la fama per andare a fare altro! Ti odio, spero che farai flop!

Depressione: questa serie non sarà mai più la stessa.

Come avrete capito, non sto parlando solo di quei personaggi che, nella serie, vanno incontro a una morte violenta e irreversibile: la morte, nonostante il trauma, può rappresentare una degna conclusione dell’arco narrativo. Parlo di quei personaggi che vengono segati via dagli autori perché gli attori hanno deciso di abbandonare la serie prematuramente, che potenzialmente potrebbero tornare, e che quindi tu speri fino all’ultimo che tornino.

Ma non tornano.

Abbandono

Di solito, il motivo alla base è che sono affetti dalla “sindrome di George Clooney”, abbandonano la serie che ha dato loro il successo con la prospettiva di intraprendere una sfolgorante carriera in proprio, quasi sempre (anzi sempre) con risultati ben più scarsi, tanto da trasformarsi in meteore.

Sulla serie che abbandonano, però, le conseguenze sono spesso simili a quelle affrontate proprio per il Dott. Ross di ER: gli sceneggiatori sono talmente spiazzati dalla defezione di un personaggio che non potranno più usare che cominciano a tirarlo giù dal piedistallo – quando viene citato nella trama se ne parla solo male – e inevitabilmente qualche altro nuovo personaggio X viene a occupare il posto che hanno lasciato vacante. Spesso rischiando di strafare per dimostrare che il rimpiazzo sia piùbbbello, piùfffigo, piùmmmeglio.

Ecco la mia personale classifica di chi mi ha spezzato il cuore andandosene, in certi casi facendomi addirittura mollare la serie. Penso che ognuno di voi possa stilare la propria.

5) Izzie Stevens in Grey’s Anatomy

Abbandono

Interpretata da: Katherine Heigl

Io adoravo Izzie, uno dei personaggi regolari delle prime stagioni di Grey’s Anatomy e pilastro della “cumpa” di chirurghi capitanati da Meredith Grey. Fin da subito un po’ maltrattata dalla sceneggiatura di Shonda Rhimes, evidentemente finalizzata a vendicare milioni di donne del mondo mostrando che il fascino acqua e sapone di Meredith faceva strage di cuori mentre Izzie, strafiga spaziale, restava sempre al palo portandosi dietro una sfiga sentimentale inenarrabile.

Finalmente ha il suo lieto fine e sposa Alex Karev, eterno nemico-amante che finalmente ha capito che Izzie è il grande amore della sua vita.

Un paio di puntate dopo, Izzie pianta in asso marito e spettatori con una scusa becera, e non si vedrà mai più.

Il trauma è stato così colossale da impedirmi di guardare Grey’s Anatomy nelle ventidue stagioni successive.

Motivo: conscia del proprio potenziale, l’attrice ha lasciato la serie per buttarsi nel cinema, diventando protagonista di commedie romantiche. Poteva candidarsi a diventare una nuova Meg Ryan più gnocca, ma da un po’ di anni la sua presenza sugli schermi si è diradata. Niente carriera sfolgorante alla Clooney.

Abbandono

Sostituto: ebbene sì, qua abbiamo il personaggio-sostituto da manuale: si tratta di Jo Wilson, creata a tavolino per prendere il posto lasciato vacante da Izzie. Stessa tipologia di bellezza, diventa il nuovo “grande amore” di Alex Karev, ovviamente descritta come più compatibile a lui un po’ su tutti i fronti.

4) Prue Halliwell in Streghe

Abbandono

Interpretata da: Shannen Doherty

Ok, qui spariamo sulla croce rossa. La capacità della Doherty di piantare ruoli da protagonista nelle serie tv è proverbiale, quando abbandonò Streghe era già recidiva poiché aveva mollato anni prima Beverly Hills 90210 sbattendo la porta.

Come hanno fatto a fidarsi di nuovo, mi chiedo io.

Il motivo per cui non la si può non tirare in ballo, però, è l’estrema cattiveria che comporta la defezione di uno dei tre personaggi principali in una storia che si basa su tre sorelle e una cosa chiamata il Potere del Trio. Era evidentemente una serie che aveva bisogno delle sue tre protagoniste come conditio sine qua non.

Per questo, anche se il personaggio chiude il suo arco narrativo, non posso perdonarla, perché la sua mancanza ha inferto alla serie una crepa che ha reso necessario un tapullo (genovesismo intraducibile, da intendersi da qui in poi come: riparazione sommaria).

Motivo: Shannen Doherty è una testa di cazzo.

Abbandono

Sostituto: la quarta sorella, sorellastra anzi, Paige, figlia della stessa madre delle altre tre e del suo angelo custode.

Quindi le sorelle erano quattro, non tre. E non sono neanche più le “sorelle Halliwell”.

Per quanto bene voglia a Paige, è tutto sbagliato.

3) Angel in Buffy

Abbandono

Interpretato da: David Boreanaz

La storia d’amore tra Buffy e Angel è bellissima e struggente. Lei è la Cacciatrice di Vampiri in carica, lui è un vampiro ex super-cattivo a cui, per punizione, è stata restituita l’anima, permettendogli di rendersi conto di tutti i crimini commessi nel corso dei secoli. I due personaggi hanno un arco narrativo bellissimo con tanto di finale tragico, poiché lui torna cattivo e lei è costretta a ucciderlo… Potrebbe finire così, restare un eterno ricordo, ma invece che succede? Angel ritorna dall’Inferno e… i due vivono felici e contenti? No: lui se ne va e Buffy si dà pace.

Come rovinare un piatto perfetto con del ketchup.

Motivo: la produzione di Buffy ha deciso di realizzare uno spin-off della serie intitolato Angel, con lui come protagonista. In tal modo, inevitabilmente, i due personaggi sono destinati da quel momento in poi ad avere storyline separate, con tutti gli stravolgimenti del caso.

Abbandono

Sostituto: siccome gli sceneggiatori di Buffy non erano stupidi, hanno compiuto la scelta in assoluto migliore: anziché introdurre un nuovo personaggio con caratteristiche simili a quelle di Angel, hanno scelto di portare in primo piano un altro che era già presente e popolare, Spike, il vampiro villain della seconda stagione. Piano piano, gradualmente, in un modo persino plausibile, Spike diventa il principale love interest di Buffy, regalandoci una storia altrettanto bella e tragica.

2) Nine in Doctor Who

Abbandono

Interpretato da: Christopher Eccleston.

Ok, qua bisogna conoscere un po’ di basi di Doctor Who per comprendere appieno l’abbandono di Nine.

Stiamo parlando di una serie di fantascienza che in soldoni ruota attorno ai viaggi nel tempo e di un protagonista che, per scampare alla morte, ciclicamente cambia i connotati (quindi, l’attore).

È ovviamente un escamotage narrativo per permettere a questa serie, iniziata negli anni Sessanta, di continuare a proseguire e rinnovarsi.

Quindi la rigenerazione di un Dottore non dovrebbe essere considerata un abbandono, no? Dovrebbe essere qualcosa di tranquillo e pacifico, giusto?

Sbagliato: come si è detto subito, Doctor Who parla di viaggi nel tempo, quindi capita che occasionalmente i vari “Dottori” (la stessa persona con incarnazioni diverse) possano incontrarsi e persino collaborare in occasione di puntate speciali, anniversari e robe così.

Nel 2013 correvano i cinquant’anni della serie e si è voluto omaggiare l’evento con un episodio speciale, The Day of the Doctor, che avrebbe dovuto riunire per la prima volta i tre Dottori dell’epoca moderna: Nine, Ten e Eleven.

Ma così non fu, perché Eccleston non si rese disponibile.

Motivo: vedi motivazione di Shannen Doherty.

Sostituto: anche in questo caso abbiamo un bel tapullo: al posto del Nono Dottore viene inserito un escamotage narrativo. Sappiamo che tra l’Ottavo e il Nono Dottore c’è stata la Guerra del Tempo, così gli sceneggiatori si inventano di sana pianta un’incarnazione intermedia, il “War Doctor”, interpretato da John Hurt, il quale prende a tutti gli effetti il posto del nono nel trio.

Perché il potere del Trio coincide con… il tapullo, sempre.

1) Nathan in Misfits

Abbandono

Interpretato da: Robert Sheehan.

Ne vengo da un recente rewatch di Misfits e ho capito che questo è un abbandono da cui non mi riavrò mai.

Questa serie britannica racconta di cinque ragazzi provenienti dalle più disagiate periferie urbane inglesi, condannati ai servizi socialmente utili, che in seguito a una tempesta ricevono dei superpoteri. È una serie molto dissacrante e divertente, ma la ciliegina sulla torta universalmente riconosciuta era lui, Nathan Young. Con il suo aspetto da folletto che contrasta con il parlare sboccato e senza vergogna, era sicuramente il personaggio più contraddistintivo della serie.

Che cosa succede? Che se il cast originale ha la sua chiusura narrativa tra la fine della terza stagione e metà della quarta, Nathan abbandona la nave già alla fine della seconda, all’improvviso. Da quel momento non lo vedremo mai più, eccezion fatta per un mini-episodio speciale che chiude il suo arco narrativo (nell’ignominia).

Uno dei personaggi più belli e riusciti della tv inglese, bruciato così.

Il trauma diventa completo quando ti rendi conto che, nella sigla, viene rimpiazzata anche la sua sagoma. Rimozione totale.

Motivo: notando il suo carisma, gli americani l’hanno acchiappato per i capelli ricci e gli hanno offerto prospettive migliori. Ha iniziato la saga cinematografica di Shadowhunters… che però è stata un flop, chiusa immediatamente. Da allora si è visto poco e questo rende due volte più tragica la prematura sparizione del personaggio di Nathan in Misfits. Se avesse avuto meno fretta, avrebbe chiuso il ciclo insieme agli altri e non cambiava nulla. È ironico che Iwan Rheon, che è rimasto fino alla fine della terza stagione, ha avuto finora una carriera più significativa della sua (è il Ramsay Bolton de Il Trono di Spade e protagonista della sit-com britannica Vicious).

Abbandono

Sostituto: è abbastanza evidente che vi sia stato un tapullo anche qui: l’onere di occupare il “buco” lasciato vacante da Nathan nella terza stagione ricade sulla new entry Rudy, il quale cerca di differenziarsi, comunque, ma ricalca in parte il suo essere volgare, un po’ folle e decisamente inopportuno.

Solo che non è Nathan.

Article written by:

Francesca Bulian

Posata su uno scoglio da un gabbiano nell'agosto '86. Storica dell'arte, fangirl, cinefila. Ama i blockbusteroni ma guarda di nascosto i film d'autore (o era il contrario?). Abbonata al festival di Venezia. Lettrice compulsiva e consumatrice di serie tv. Ha sempre un occhio di riguardo per i suoi attori feticcio - per meriti professionali ma più spesso estetici.

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