Top 10 dei migliori (o quasi) film tratti da videogiochi
Mortal Kombat
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Top 10 dei migliori (o quasi) film tratti da videogiochi

Quello dei film basati sui videogiochi è sempre stato un settore poco fortunato. Dall’uscita di Super Mario Bros, primo (e “trashissimo”) cinegame della storia datato 1993, questo mondo non è mai riuscito a sfornare prodotti di un certo livello. Tra un Resident Evil e l’ennesimo aborto di Uwe Boll, i film che riescono a guadagnare la sufficienza si contano sulle dita di una mano. Amputata.

Le ragioni di questo fiasco sono innumerevoli. In primo luogo viene spesso fatto notare come sia difficile condensare ore di gioco in soli 90-120 minuti, mentre altri sottolineano come l’aspetto interattivo del medium videoludico sia inconciliabile con la linearità del cinema. Senza contare poi che il più delle volte i film finiscono per distanziarsi eccessivamente dalle rispettive fonti, oppure puntano troppo su un’estetica o una struttura che richiama il videogioco, e ciò a discapito della storia.

Personalmente credo che il motivo principale per cui ancora non abbiamo visto un ottimo “cinegame” è che semplicemente non se ne occupano le persone giuste. A gestire questi adattamenti da videogiochi vengono spesso chiamati sceneggiatori, registi e attori di scarso talento, con poca esperienza e che devono lavorare con budget tremendamente bassi, vessati da produttori che sperano di far cassa sulla moda del momento, ma che in fondo non credono veramente nel progetto.

Eppure, se ci sforziamo di scavare nel mucchio di questi adattamenti, è possibile trovare alcune pellicole magari non belle, ma che tutto sommato risultano guardabili. E visto che su internet non vedo altro che classifiche dedicate al peggio che questo mondo può offrire, mi sembra giusto fare la parte dell’avvocato del diavolo e provare a stilare una TOP 10 dei migliori film tratti da videogiochi (dove con “migliori” intendo il più delle volte “meno peggio”, ovviamente).

10. Ratchet & Clank (di Kevin Munroe e Jericca Cleland, USA/Canada, 2016)

Ratchet & Clank

Il film d’animazione tratto dall’omonima serie della Insomniac Games è uscito quest’anno un po’ in sordina, ed oltre ad essersi rivelato un flop è stato anche stroncato da gran parte della critica americana. Eppure l’avventura spaziale del Lombax Ratchet e del suo amico, il robot Clank, improbabili eroi che lottano per la salvezza della loro galassia, pur non essendo un capolavoro, rimane una pellicola tutto sommato divertente, con belle scene d’azione, ottime animazioni e tanta comicità. Alcuni difetti li ha (scarsa caratterizzazione dei personaggi, il legame tra i due protagonisti poco approfondito, alcuni buchi di trama), ma nel complesso è un film più che godibile, sullo stile di Guardiani della Galassia. Unica nota veramente negativa? Il pessimo doppiaggio di Favij e Greta Menchi nella versione italiana.

9. Lara Croft: Tomb Raider (di Simon West, USA, 2001)

Lara Croft: Tomb Raider

Tratto dalla serie Tomb Raider, il primo film dedicato all’archeologa Lara Croft è famoso per essere stato per anni la pellicola basata su un videogioco con l’incasso più alto. La trama è completamente originale e vede la nostra eroina lottare contro la società segreta degli Illuminati per impedire che mettano le mani su un manufatto in grado di controllare il tempo. Per quanto punti più sull’azione che su una buona sceneggiatura, la pellicola non è malaccio e può sicuramente piacere agli amanti dei film d’avventura in stile Indiana Jones. Gran parte del merito va sicuramente all’attrice protagonista, Angelina Jolie, alter-ego perfetto della sua controparte videoludica.

8. Mortal Kombat (di Paul W.S. Anderson, USA, 1995)

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Mortal Kombat è stato il primo vero successo per i film tratti da videogiochi. Ispirato al primo capitolo della famosa serie di picchiaduro, ha sicuramente il pregio di essere estremamente fedele al gioco nello stile, nelle ambientazioni e nella resa dei personaggi, oltre ad avere delle ottime scene di combattimento. Peccato solo che la violenza tipica della saga sia stata notevolmente diminuita per ottenere il famigerato PG-13. Sicuramente un grosso difetto, ma che comunque non impedisce di poter apprezzare questo B-movie ignorantissimo, ma appassionante, che purtroppo ha avuto la sfortuna di avere un seguito veramente pessimo (quel capolavoro del trash che è Mortal Kombat: Distruzione Totale). Menzione speciale per il tamarrissimo tema musicale: una volta entrato in testa non vi lascia più!

7. Resident Evil (di Paul W.S. Anderson, USA/UK/Germania/Francia, 2002)

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Diretto dallo stesso regista di Mortal Kombat, questo adattamento dell’omonima saga di videogiochi survival horror a base di zombie si prende molte libertà rispetto alla materia d’origine, introducendo tra le altre cose un personaggio inedito, Alice (interpretata da Milla Jovovich). Può far scendere una lacrimuccia pensare che inizialmente doveva esserci George Romero alla regia del film – e Dio solo sa che figata avremmo avuto – ma anche il buon Anderson non se l’è cavata male e ci ha regalato una buona pellicola che mischia in maniera efficace azione e horror, facendo leva su ambientazioni claustrofobiche e una buona dose di gore, senza rinunciare a un pizzico di tamarraggine. Ciliegina sulla torta è la colonna sonora firmata Marylin Manson, mentre tra le scene clou va sicuramente ricordata quella della stanza dei laser. Peccato solo che i seguiti siano uno peggio dell’altro…

6. Warcraft: L’inizio (di Duncan Jones, USA, 2016)

Warcraft

Minato da un’overdose di CGI, da una recitazione a tratti veramente piatta e soprattutto da numerosi tagli, l’adattamento cinematografico del famoso gioco di ruolo fantasy non è stato del tutto all’altezza delle aspettative che il nome del regista e i mezzi coinvolti lasciavano sperare. Tuttavia ciò non significa che non abbia frecce al suo arco. Prima di tutto a livello tecnico il film è impeccabile: per quanto gli effetti digitali siano onnipresenti, bisogna ammettere che sono realizzati molto bene, specialmente nel caso degli orchi, che risultano paradossalmente più espressivi degli attori umani. Le ambientazioni poi sono semplicemente stupende, una gioia per gli occhi sia per i fan che per gli amanti del fantasy in generale. Le battaglie non sono epiche come quelle de Il Signore degli Anelli, ma sono abbastanza appassionanti, mentre un discorso a parte merita la colonna sonora firmata Ramin Djawadi, potente e trascinante.

5. Prince of Persia: Le Sabbie del Tempo (di Mike Newell, USA, 2010)

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Ispirato alla nota saga della Ubisoft (in particolare alla tetralogia delle Sabbie del Tempo, appunto), Prince of Persia è stato prodotto da Jerry Bruckheimer con la speranza che potesse essere un degno erede di Pirati dei Caraibi. Purtroppo non è stato così. Eppure la pellicola è stupenda sul piano estetico: gli effetti speciali sono ben fatti, i costumi realistici, le scenografie imponenti, la fotografia (opera di John Seale, lo stesso di Mad Max: Fury Road) semplicemente fantastica e le musiche azzeccate. Anche gli attori sono perfetti, specialmente Jake Gyllenhaal nel ruolo del Principe. Quello che non funziona invece è la regia di Mike Newell, chiaramente la persona meno adatta a dirigere un blockbuster di questo tipo: si vede soprattutto nelle scene d’azione, ben coreografate ma riprese e montate malissimo. Ma se si riesce a passare sopra questi difetti, ciò che rimane è comunque un divertente film d’avventura.

4. Need for Speed (di Scott Waugh, USA/UK/Italia/Filippine, 2014)

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Basato sui giochi della EA Games sulle corse clandestine, questa pellicola a prima vista può sembrare una brutta copia di Fast & Furious, ma fortunatamente non è così. Merito del regista che, per distanziarsi dall’azione esagerata e inverosimile della saga rivale, ha preferito non usare CGI, ma puntare tutto sugli stunt. E infatti il film, benché abbia una prima parte eccessivamente lunga e dei dialoghi a tratti imbarazzanti, si distingue per delle scene di corsa automobilistica veramente stupende, girate come dio comanda e che trasudano realismo da tutti i pori, e già solo per questo merita una visione. Poi diciamolo, quando ricapiterà di vedere Jesse Pinkman ed Elliott di Mr. Robot nello stesso film?

4. Final Fantasy (di Hironobu Sakaguchi e Moto Sakakibara, USA/Giappone, 2001)

Final Fantasy: The Spirits Within

Ispirato all’omonima serie di videogiochi fantasy/fantascientifici della Square, ma molto più vicino nell’ambientazione e nello stile alla sci-fi più classica, Final Fantasy è stato uno dei primi film a proporre un’animazione fotorealistica al cinema. Il risultato è impressionante ed è valido ancora oggi, ma la pellicola merita attenzioni anche per altri motivi. È infatti un avvincente e originale action fantascientifico che mescola in maniera efficace la spettacolarità del blockbuster americano con la sensibilità tipica del cinema giapponese. Un film sicuramente da recuperare.

2. Angry Birds: Il film (di Clay Kaytis e Fergal Reilly, USA/Finlandia, 2016)

Angry Birds

Basato sulla scaricatissima app per cellulari (che CHIUNQUE ha sul proprio telefono), Angry Birds potrebbe sembrare una banale operazione commerciale per far vendere di più i prodotti della Rovio… e in effetti è vero. Ma proprio come The Lego Movie, è anche un film d’animazione spassosissimo, con personaggi irresistibili, gag ben riuscite e divertenti citazioni. Si potrebbe obiettare che per una pellicola tratta da una serie di videogiochi in cui degli uccelli si lanciano con una fionda contro dei maiali verdi, la parte che rimanda specificatamente a questo concept è un po’ troppo limitata, ma in fondo il film è godibilissimo anche così.

1. Silent Hill (di Christophe Gans, Canada/Francia, 2006)

Silent Hill

Arriviamo finalmente in fondo alla classifica con quello che è considerato (quasi) all’unanimità il miglior adattamento dai videogiochi di sempre (oltre ad essere un convincente horror di per sé). Basato sul primo capitolo dell’omonima saga survival horror, Silent Hill se ne distanzia sotto parecchi aspetti, ma ne restituisce alla perfezione l’atmosfera generale. Grazie a una sceneggiatura intrigante e ricca di colpi di scena (firmata Roger Avary, co-autore di Pulp Fiction) e all’ottima messa in scena, il film riesce a trascinare lo spettatore in un mondo da incubo, alternando momenti di tensione a scene squisitamente più gore, sullo sfondo di una cittadina spettrale e inquietante. Numerose le scene clou: dall’entrata in scena dell’iconico Pyramid Head alla sequenza delle infermiere, fino allo splatterossissimo finale.

Article written by:

Fabio Ferrari

Classe 1993, laureato al DAMS di Torino, sono un appassionato di cinema (soprattutto di genere) da quando sono rimasto stregato dai dinosauri di "Jurassic Park" e dalle spade laser di "Star Wars". Quando valuto un film di solito cerco di vedere il bicchiere mezzo pieno, ma talvolta so essere veramente spietato. Oltre che qui, mi potete trovare su Facebook, sulla pagina "Cinefabio93".

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