Focus

Tre film sull’infanzia: perché crescere è un casino fin da subito

Crescere, che fatica!

Questa frase, di solito, la si associa all’adolescenza, ma abbiamo imparato che crescere può essere un casino fin dall’infanzia. E se non lo abbiamo imparato da soli ci hanno pensato i film a farcelo sapere.

Già, perché c’era un tempo in cui i palinsesti non facevano schifo e persino Italia Uno regalava gioie. Il sabato sera, per l’esattezza, sfornava classici Disney a oltranza, e, quando non erano classici, erano dei bellissimi film per bambini.

C’è stato un momento poi, non ricordo esattamente quando, in cui più volte il canale si è dedicato a trasmettere tre film per bambini, sui bambini. Film che stavano vicino a noi, che ci raccontavano storie più o meno realistiche su bambini della nostra età. Bambini dai 7 ai 10 anni all’incirca, alle prese con esperienze tanto semplici quanto assurde, tutte simbolo di un solo problema: crescere.

Vi propongo qui questa triade, nel caso vi trovaste ancora in difficoltà a crescere e aveste bisogno di supporto. Non lo diremo a nessuno.

Madeline – Il diavoletto della scuola

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Uscito nel 1998, è il meno popolare dei tre. Si ispira a una serie di vecchi romanzi e vanta nel suo cast nientepopodimeno che Frances McDormand, nei panni della suora che gestisce il gruppetto di ragazzine protagoniste. Si tratta di studentesse di un collegio sul finire degli anni ’50, con annessi i relativi obblighi su galateo e maniere. Madeline tuttavia è una ragazzina un pelino vivace, oltre che l’unica orfana tra le presenti, e come tale si farà responsabile di un sacco di guai e disastri nel corso del film, in un crescendo di gravità che la porterà anche a salvare vite e scuole varie. Una storia dolcissima, fatta di affetti e perdite, di complicità femminili che esistono solo a quell’età, di bambini che ne sanno più degli adulti (tema, questo, che ricorre in tutti e tre i film). Bambini che ancora però di crescere non se ne parla, sono piccoli e si vede, quasi mai inverosimili. Una storia fatta anche di tanta ironia sui ruoli, dalla bambina innamorata al galateo e ai costumi tradizionali; persino sul ruolo monacale, dove l’ironia riesce senza essere imputabile di nulla grazie all’interpretazione perfetta della McDormand. Ma su questo non c’erano dubbi, no?

Genitori in trappola

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Sempre classe 1998, sempre tratto da un romanzo e diretto questa volta da Nancy Meyers, successivamente regista de L’amore non va in vacanza e Lo stagista inaspettato. Divenuto celebre per la prima comparsa in assoluto di Lindsay Lohan sullo schermo, la storia è divertentissima e non stanca mai. Una coppia si separa e decide di dividere anche le neonate figlie, gemelle, e di non vedersi mai più. Nonostante siano una americana e l’altra inglese, per puro caso le due si incontrano a un campo estivo e, scoprendosi identiche e manchevoli l’una del padre, l’altra della madre, scoprono il tutto. Decidono così di scambiarsi di posto, con l’intento, tra le altre cose, di riconciliare i genitori. Il film, per essere firmato Disney ed essere per bambini, dura effettivamente parecchio, e non annoia mai: le due ragazzine si ritrovano a cercare di gestire una situazione davvero più grande di loro, e al di là delle divertentissime lezioni che si danno l’un l’altra per scambiarsi, si imbattono in tutte le difficoltà che i diversi stili di vita condotti impongono. Inutile dire però che anche i genitori qualche piccolo casino lo vedono, e non solo nel reincontrarsi dopo 11 anni come due persone completamente diverse, ma nel prendere atto di quanto la loro scelta sia stata piuttosto stupida.

Tanto prevedibile quanto divertente, come tutte le commedie della Meyers. Ogni tanto necessario, dunque.

Matilda 6 mitica

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Classe 1996, direttamente dal romanzo di Roald Dahl, diretto, interpretato e narrato da Danny De Vito. Roba tosta quindi. Matilda 6 mitica infatti è entrato nei cuori di chiunque lo abbia visto almeno una volta, perché funziona perfettamente. Dalla colonna sonora, dalla bellezza dei dettagli (chi non ha mai voluto mangiare un pancake di Matilda?), dalla dolcezza di Matilda nel suo crescere da sola, all’amore per i libri, a quello per la signorina Honey e per Violetta. Persino passando attraverso l’astio creato da i genitori di Matilda, suo fratello, e non ultima la signorina Trinciabue (con un’interpretazione da lode, aggiungerei), arriviamo a vivere il film con Matilda, in Matilda, anche alla milionesima visione. Equilibrato nel creare paura, far ridere, commuovere e stupire, al punto da diventare iconico, perché se alcuni di noi ricordano la Trinciabue e le sue battute, nessuno può dimenticare questa scena e fare ancora oggi il tifo per lui:

Insomma, questi film ci servono di tanto in tanto, perché come ci viene detto dei libri in Matilda, ci danno un messaggio importantissimo: non siamo soli. A 10 anni, 20, 30, ce la possiamo sempre fare, solo che serve qualcuno o qualcosa a ricordarcelo.

E se siete su questo sito, sapete che poche cose lo fanno meglio del cinema.

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1994, ma nessuno ci crede e ancora bersi una birra è complicato. Cinema, libri, videogiochi e soprattutto cartoni animati sono nella mia vita da prima che me ne possa rendere conto, sono stata fregata. Non ho ancora deciso se sembro più stupida di quello che sono, o più furba; pare però che il cinema mi renda, quantomeno, sveglia. Ah, non so fare battute simpatiche.

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