Focus

Un film per ogni canzone di Sanremo 2019

Tutti parlano del Festival di Sanremo, fanno battute sul fatto di fare come Baglioni e si domandano perché se Il Volo piace tanto all’estero alla fine ce lo dobbiamo sopportare noi. Se invece proprio non ce la fate a sintonizzarvi su Rai 1 o non trovate più il telecomando, non preoccupatevi. Sto per scrivere l’articolo definitivo che unisce la musica italiana e il grande cinema d’autore. È uno sporco lavoro, ma qualcuno doveva pur farlo.

L’ordine sarà alfabetico per non influenzare la giuria di esperti. No, scherzavo faccio quello che voglio e vi spoilero la mia classifica ideale.

Solo una canzone: Ex-Otago / Her : Spike Jonze

Si celebrano spesso gli amori adolescenziali da cuoricini negli occhi o con il finale da #MaiNaGioia, ecco questa volta no. Perché non è mai troppo tardi per innamorarsi, per condividere gioie e dolori anche se i capelli stanno diventando bianchi e la vita da zitella è pronta a bussare alla porta. Se anche stavolta non funzionerà, possiamo comprare un iPhone e iniziare a provarci con Siri.

I ragazzi stanno bene: Negrita / Stand by Me: Rob Reiner

I Negrita sono un po’ i classici amici con cui vuoi farti una birra al bar sotto casa, incazzandoti per un lavoro da neanche mille euro al mese o perché la Juve ha perso un’altra finale. Ma in quell’oretta, seduti sempre lì allo stesso tavolo, ci si ricorda dei tempi andati e torna la voglia di preparare lo zaino e ripartire all’avventura.

Senza farlo apposta: Shade e Federica Carta /(500) giorni insieme: Marc Webb

Scusa ma non me ne importa e sono qua un’altra volta, ci finisco sempre senza farlo apposta

Perché c’è sempre quella storia che non si riesce a dimenticare dove le aspettative difficilmente sono uguali alla realtà, però basta trovare un nuovo amore e puff quello vecchio sparisce. La tecnica del chiodo schiaccia chiodo è sempre attuale, ma mi raccomando di non ascoltare più le canzoni che fanno tornare in mente gli ex.

Rolls Royce: Achille Lauro / La saga di Fast And Furious

Un applauso ad Achille Lauro che, strafatto di Vasco Rossi, porta sul palco una bella dose di tamaraggine, schiacciando forte il pedale dell’acceleratore. Al volante di una Rolls Royce è pronto a superare in sgommata Dominic Toretto, fargli il dito e accendersi una canna.

Prossima volta mi fingo Aldo Baglio o mi metto a condurre il Festival di Sanremo

La ragazza con il cuore di latta: Irama / Denti: Mitchell Lichtenstein

Questa è la canzone più Metoo del Festival anche se forse non si capisce bene. Per questo motivo l’ho associata a Denti, film matto, violento, fobico, nato con lo scopo di condannare la violenza sessuale. La versione 2.0 di Mary è scappata e non ritorna più dei Gemelli Diversi, è dedicata a tutte le ragazze fragili che hanno solamente bisogno di un abbraccio sincero.

L’amore è una dittatura: Zen Circus / V per Vendetta: James McTeigue

Rock rivoluzionario, voglia di prendere a calci in bocca la società e il disperato bisogno di avere un eroe che possa cambiare le cose. Però è troppo tardi per essere riflessivi: è l’ora di spaccare le vetrine e bruciare il mondo. Ok, forse mi sono fatto prendere un po’ troppo la mano però gli Zen Circus riescono a fare proprio questo. Arriveranno tra gli ultimi perché si dimostrano così sovversivi da non avere un facile ritornello che rimane in testa, ma non mi stupirei se tra qualche anno la gente scenderà in piazza con la maschera di Appino a coprire il volto.

Argentovivo: Daniele Silvestri e Rancore / Il miglio verde : Frank Darabot

Daniele Silvestri, accompagnato sul palco da rapper Rancore, lascia per un attimo da parte le rime rubate alle poesie di Gianni Rodari per scrivere un testo cupo su una vita in prigione. Ah, avete sentito la parola carcere e quindi quale film poteva essere collegato? Ovviamente Il miglio verde, ritenuto anche un filmone, se non l’avete visto siete giudicati colpevoli.

Parole nuove: Einar / Eternal Sunshine Of The Spotless Mind: Michel Gondry

Attenzione, qui si tira fuori, forse, uno dei film indipendenti più belli di sempre. La canzone invece è la classica song che dopo averla sentita in radio e cambiato stazione alla fine la canteremo sotto la doccia sapendo tutte le parole a memoria. Si incastrerà dentro il cervello pronta a riattivare tutti i “chissà come poteva essere” del passato.

Cazzo, ma perchè non ha funzionato?

Mi farò trovare pronto: Nek / L’attimo fuggente: Peter Weir

Carpe Diem, basta questa frase per collegare film e canzone. Dai, se non ne siete ancora convinti tutti in piedi sui banchi a urlare “Capitano mio Capitano!”

Un’altra luce: Livio Cori e Nino D’Angelo / Gomorra – La serie o il film di Matteo Garrone

Napoli o Napulè non è solo pizza e pallottole, ma anche la patria di Liberato (chissà magari in questo momento sta girando indisturbato per la cittadina ligure). Il sound misto trap e blues si fonde in una pentola di friarielli fritti, peccato che il testo sia senza traduzione e quindi ho capito solo la parola (Tommaso) Paradiso.

Dov’è l’Italia: Motta / On The Road: Walter Salles

Un viaggio senza cartine, un pacchetto di sigarette caduto tra i sedili e non avere voglia di tornare a casa. Mi immagino Motta alla guida di una vecchia macchina malandata che gira l’Italia senza aver però una metà precisa. Sembrava una giornata come un’ altra, ma quel lunedì la sua vita prenderà una piega imprevista. Fermo in autogrill vicino a Livorno incontrerà Jack Kerouac che chiede l’autostop e da lì inizierà una nuova storia, tutta ovviamente On The Road.

Per un milione: Boomdabash / The Milionaire : Danny Boyle

La canzone preferita da Gerry Scotti, da ballare il sabato sera dopo aver speso 50 euro in discoteca, sentendosi molto poveri.

Abbi cura di me: Simone Cristicchi / Paterson: Jim Jarmusch

Poesia! Poesia! Poesia! Belle le parole, è romanticismo allo stato puro. Però devo dire una cosa… la poesia funziona molto meglio in versione cinematografica o scritta tre le pagine di un vecchio quaderno.

Soldi: Mahmood / The Wolf Of Wall Street: Martin Scorsese

Forse Mahmood non vincerà il Festival ma potrebbe corrompere la giuria, i conduttori, gli amici, Leonardo DiCaprio per avere il premio da appoggiare sul comodino. Ci sono cose che non si possono comprare, ma per tutto il resto c’è MasterCard o una valigetta piena di contanti.

L’ultimo ostacolo: Paola Turci / Il diritto di contare: Theodore Melfi

Ci sarà sempre qualche difficoltà che si metterà in mezzo o il genio di turno che ti dirà che non si possono realizzare i sogni. Bene, Paola Turci e Katherine Johnson, protagonista del film, sono l’esempio che sessismo e razzismo possono essere sconfitti. Ci vuole fatica e sudore, ma superando tutti gli ostacoli si può raggiungere qualsiasi cosa.

Nonno Hollywood: Enrico Nigiotti / Up: Pete Docter

Canzone da lacrimoni da dedicare a tutti i nonni del mondo. Soprattutto a quelli dai quali volevamo ascoltare la storia della buonanotte prima di dormire, ma siamo nati troppo tardi. È un inno a un mondo che non c’è più, volato via leggero come un palloncino.

Rose Viola: Ghemon /Kill Bill: Quentin Tarantino

Vestito come un samurai, Ghemon sale sul palco pronto a sfoderare la katana e iniziare a tagliare la testa al direttore d’orchestra. Sfortunatamente questo sarebbe potuto succede solamente se il direttore artistico fosse stato Quentin Tarantino in persona. La canzone ferisce, riesce a far sanguinare. Sarà sicuramente dedicata alla frangia di Uma Thurman.

I tuoi particolari: Ultimo / Tre metri sopra il cielo o un altro film a caso tratto dai libri di Moccia

La canzone perfetta per comporre le frasi dei Baci Perugina all’infinito. Si possono inventare anche parole nuove invertendo le vocali. Non sono acido ma questo non è romanticismo, anzi è paura di rischiare il colesterolo troppo alto. Ha però un asso nella manica. Il testo può funzionare benissimo per inviare messaggini WhatsApp alle 15enni alla ricerca del primo fidanzatino, soprattutto se si inserisce un tvb alla fine.

Le nostre anime di notte: Anna Tatangelo / Nocturama: Bertrand Bonello

Rimpianti e rimorsi si mescolano dentro una notte che probabilmente non finirà mai.

Ormai non serve illuderci, non c’è bisogno di fingerci forti ed in fondo lo sai

Questa frase descrive perfettamente l’inquietudine dei ragazzi protagonisti del film di Bonello, chiusi dentro al supermercato e ormai prigionieri di loro stessi e delle proprie scelte.

Aspetto che torni: Renga / E.T. l’extra-terreste: Steven Spielberg

Renga ha ritrovato le chiavi dell’astronave, si è messo a scrivere veloce una nuova canzone per atterrare sopra al palco del teatro Ariston. Un po’ come E.T. vaga per l’universo, sparisce, fa preoccupare tutti fino a che non ritorna a casa. La sua ex Ambra Angiolini ora sta con Allegri, ma lui per essere felice ha bisogno di mangiare un pezzo di focaccia e poi mettersi a cantare a squarciagola davanti al pubblico sanremese, il tutto ripetuto una settimana all’anno.

F.R. codice 01

Un po’ come la vita: Patty Pravo e Briga / I, Tonya: Craig Gillespie

Un po’ come la vita vuol dire essere fregati sul più bello? Per Tonya Harding è andata proprio così. Al massimo della sua carriera tac, l’inizio del declino. Briga invece potrebbe essere andato a letto con una bionda tutta truccata e al mattino potrebbe essersi accorto che ha dormito con Patty Pravo. Consapevole del casino combinato, con i paparazzi pronti a stampare milioni di scatti rubati, è stato obbligato a fare questo duetto per far sparire le prove.

Cosa ti aspetti da me: Loredana Bertè / Un qualsiasi 50 sfumature

Canzone che può piacere solo ai fan sfegatati della Bertè, mentre il film, beh, può essere davvero piaciuto a qualcuno? Era meglio non aspettarsi niente.

Musica che resta: Il Volo / Suicide Squad: David Ayer

I tre tenorini sono i cattivi della musica italiana, non piacciono a nessuno se non a qualche straniero ubriacone che li scambia per Modugno o Pavarotti. Suicide Squad faceva schifo, si buttano via soldi anche guardandolo nei peggior siti di streaming illegali. Posso dire però che voglio molto più bene al terribile film di David Ayer perché almeno ogni tanto inquadravano Margot Robbie.

Dobbiamo andare a cercare Il Volo per diventare più simpatici

Mi sento bene: Arisa / Mary Poppins: Robert Stevenson

Arrivati fino in fondo serve solo un po’ di zucchero, almeno un chilo, per mandare giù la pillola. Io mi sento bene solo se non sento più questa canzone a metà tra una sigla Disney e una puntata di Blob.

Bonus Track: Le canzoni e i duetti di Baglioni

Ci sono toccati anche quest’anno, ormai sono diventati scontati come i soliti film che trasmette Italia 1 il sabato sera.

Article written by:

Nicolò Granone

Simpatico, curioso, appassionato di cinema, sono pronto a esplorare l'universo in cerca di luminosi chicchi di grano da annaffiare e far crescere insieme a voi, consigliandovi ogni tanto film da scoprire qui alla luce del Sole.

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