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Un film per ogni volta che la Juve ha perso una finale di Champions

Caro amico lettore e tifoso della Juventus, sappi che ti abbraccio con affetto. Da tifoso blucerchiato ne so qualcosa sul dolore della mattina dopo, quando un traguardo storico ti è sfuggito dalle mani senza che tu riesca a capire come sia potuto succedere. Quando ti ritrovi a pensare ad ogni dettaglio della partita, cercando di capire quando e dove, per colpa di chi o cosa tutto di colpo ha cominciato a sgretolarsi, trasformando il sogno in un incubo.

Certo, sette volte sono troppe. Sette finali perse sono davvero un’enormità che rasenta l’illogico, roba da chiedersi se non sia davvero il caso di scomodare maledizioni, anatemi e divinità vendicative. Non sono tifoso della Juve, ma ieri i gol di CR7 hanno ferito anche me. E allora mi sono ricordato di quando l’anno scorso, per esorcizzare l’eliminazione dell’Italia di Conte dagli Europei di Francia per mano della Germania, avevo scritto un articolo in cui andavo a spulciare gli archivi delle stagioni cinematografiche di tutti gli anni in cui gli Azzurri erano stati eliminati ai rigori.

Quindi ho deciso di riscrivere un articolo simile, basandomi questa volta sul tragico rapporto che intercorre fra la Juventus e le finali di Coppa dei Campioni/Champions League, scegliendo per ogni anno (a parte questo) un film che mi è particolarmente entrato nel cuore.

 

1°) AJAX – JUVENTUS 1 -0 (30 maggio 1973, Belgrado, Stadio Stella Rossa)

Nella stagione 1972/1973 la Juventus è già la squadra più titolata d’Italia con 15 campionati vinti e 5 Coppe nazionali, ma incredibilmente non ha ancora calcato il prato di una finale europea. Finalmente quell’anno la squadra allenata da Čestmír Vycpálek arriva all’ultimo atto dell’allora Coppa dei Campioni, vantando fra le sue file giocatori del calibro di Zoff, Causio, Capello, Altafini, Anastasi e Bettega.

Purtroppo a Belgrado i bianconeri si trovano davanti il Glorioso Ajax di Johan Crujif, che viene da due vittorie consecutive in Coppa dei Campioni e che oggi è considerata da alcuni come la squadra più forte di sempre. La Juve si batte con orgoglio, ma alla fine gli olandesi porteranno a casa la terza Coppa di fila grazie ad una rete di testa di Johnny Rep che annienta sull’elevazione il povero terzino Longobucco, condannandolo a qualche anno di psicoterapia.

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Passando al Cinema, il 1973 è l’anno in cui William Friedkin decide di sconvolgere il mondo con L’esorcista, uno dei miei traumi infantili più violenti, e che ancora oggi si vanta del titolo di “film più terrificante di tutti i tempi”. È anche l’anno de Il mondo dei robot, il cult di Michael Crichton sulle cui basi la HBO ha creato la serie tv Westworld. Fra i tanti film indimenticabili di quell’annata ci sono poi La stangata, Il mio nome è nessuno, Robin Hood, American Graffiti, Amarcord, Jesus Christ Superstar. Torna al cinema anche l’ispettore Callaghan di Clint Eastwood con Una 44 Magnum per l’ispettore Callaghan.

Il titolo che scelgo per quest’anno è però Serpico, il meraviglioso film Sidney Lumet che racconta la vera storia del poliziotto italo-americano Frank Serpico (interpretato da un mostruoso Al Pacino) che si batté contro la corruzione che dilagava incontrollata fra la polizia di New York, e che per questo fu dapprima escluso, poi osteggiato ed infine minacciato dai suoi colleghi. Un capolavoro che ancora oggi mantiene intatta tutta la sua potenza e la sua drammaticità.

 

2°) AMBURGO – JUVENTUS 1-0 (25 maggio 1983, Atene, Stadio Olimpico)

Dieci anni dopo la sconfitta di Belgrado i bianconeri ci riprovano, e questa sembra essere davvero la volta buona: di fronte alla Juventus di Giovanni Trapattoni, che è praticamente la squadra campione del Mondo nel 1982 più Platini e Boniek, l’Amburgo sembra l’agnello da sacrificare per portare la Vecchia Signora alla sua prima Coppa dei Campioni. E invece niente, Magath si inventa il tiro della vita che punisce la presunzione dei giocatori bianconeri, che probabilmente si sentivano già Campioni d’Europa.

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Nel 1983 arriva al cinema Il ritorno dello Jedi, capitolo conclusivo della prima trilogia di Star Wars. Quell’anno regala al mondo del cinema anche un pezzo di storia come Scarface, autentico cult generazionale che consegna alla storia l’iconico Tony Montana di Al Pacino.

In quell’anno escono ben due film di David Cronenberg, il capolavoro Videodrome e il bellissimo La zona morta, che ancora oggi rimane uno dei migliori adattamenti di un romanzo di Stephen King. Anche John Carpenter si cimenta con un’opera del Re, ma con il suo Christine – La macchina infernale il canadese non ottiene lo stesso successo del collega.

Il 1983 però è anche l’anno che cambia per sempre le nostre vigilie di Natale, visto che esce nelle sale il mitico Una poltrona per due di John Landis. Probabilmente uno dei film più divertenti e amati di sempre, sul quale ricade la mia scelta per questa annata.

 

3°) BORUSSIA DORTMUND – JUVENTUS 3-1 (28 maggio 1997, Monaco di Baviera, Olympiastadion)

Nel 1997 la Juventus di Marcello Lippi è a mani basse la squadra più forte d’Europa. Dopo aver sollevato la sua seconda Champions l’anno precedente contro l’Ajax, la Juve ha vinto anche la Coppa Intercontinentale e lo Scudetto grazie ad una rosa che può vantare giocatori del calibro di Del Piero, Zidane, Vieri, Boksic e Deschamps. Come nel 1983, anche questa volta la differenza fra le due squadre è enorme, contando anche che il Borussia Dortmund è arrivato solo terzo nell’allora mediocre Bundesliga.

L’unica gioia di quella finale assurdamente regalata ai tedeschi rimarrà solo il gol di tacco di Alex Del Piero, perché la Juve perderà 3 a 1 e Coppa prenderà la via di Dortmund, fra lo stupore di tutto il mondo del calcio.Risultati immagini per donnie brasco

Il cinema nel 1997 viene travolto dal successo di Titanic, che registra il miglior incasso di sempre (record che solo Avatar riuscirà a togliergli) e porta a casa la bellezza di 11 Oscar, diventando il film più premiato di sempre assieme a Ben Hur. Il film di Cameron sancisce anche la nascita di stelle come Leonardo DiCaprio e Kate Winslet, che diventeranno due degli attori più talentuosi e famosi dei successivi vent’anni.

Per quanto riguarda il cinema italiano, il 1997 è l’anno de La vita è bella di Roberto Benigni, che registrerà il record di incassi nazionali per un film italiano (record che sarà frantumato da Checco Zalone) e porterà il comico fiorentino alla storica Notte degli Oscar del 1999 nella quale vincerà ben due statuette (miglior film straniero e miglior attore protagonista).

Nello stesso anno torna al cinema Quentin Tarantino con Jackie Brown, che ancora oggi rimane il suo film più sottovalutato. Con Men in Black Will Smith si conferma fra le star più in voga del momento, mentre con Batman & Robin Schumacher trucida definitivamente il personaggio del Cavaliere Oscuro, che sarà fortunatamente resuscitato otto anni dopo dall’inizio della trilogia di Nolan.

Il 1997 è anche l’anno di grandi film come Will Hunting (che regala un Oscar a Matt Damon, Ben Affleck e Robin Williams) L.A. Confidential, The Game, Funny Games, La principessa Mononoke. Fra gli altri titoli si ricordano, Il mondo perduto, Starship Troopers, Qualcosa è cambiato, Alien – La clonazione ed Hercules, ancora oggi uno dei film d’animazione più divertenti della Disney.

Il mio titolo preferito di questa stagione è però Donnie Brasco, meraviglioso film basato sulla vera storia di un poliziotto infiltrato fra i ranghi della mafia americana, interpretato da un Johnny Depp che ancora non era stato contagiato dalla sindrome “faccio solo film che possano piacere ai miei figli“. Mattatore del film è però, ancora una volta, un monumentale Al Pacino, chiamato nuovamente a vestire i panni di un mafioso che però non ha nulla del carisma e del potere di Michael Corleone o di Tony Montana, ma è solo un boss vecchio e stanco, che si batte quotidianamente per ottenere il briciolo di rispettabilità che sente di meritarsi.

Il resto, beh, che ve lo dico a fare?

 

4°) JUVENTUS – REAL MADRID (20 maggio 1998, Amsterdam, Amsterdam Arena)

Nello stadio che fu del Grande Ajax la Juventus arriva a giocarsi la sua terza finale di Champions di fila, fatto che certifica nuovamente il dominio che la squadra bianconera esercita sull’Europa in quel periodo. Pippo Inzaghi ed Edgar Davids sono i nuovi titolari di una squadra che ha mantenuto intatta l’ossatura dell’annata precedente, e che si trova davanti un Real Madrid arrivato quarto in Liga che sembra in tutto e per tutto inferiore alla Vecchia Signora, ma che è deciso a riportare la Coppa a Madrid dopo tanto tempo.

Il destino torna a voltare le spalle alla Juve al 66° minuto, quando Mijatovic, partendo da una posizione di fuorigioco non vista dall’arbitro, deposita in rete un pallone arrivatogli fra i piedi dopo una deviazione casuale. Il Real Madrid torna così a vincere una Champions League dopo 32 anni, mentre i tifosi bianconeri cominciano a chiedersi che cosa abbiano fatto per farsi schifare a tal punto dal Dio del calcio.

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Sul fronte cinema, visto che il 1998 è anche l’anno in cui l’Italia viene eliminata dai Mondiali ai rigori dalla Francia, mi tocca citare il mio vecchio articolo-gemello:

Il 1998 offre come sempre grandi titoli, anche se la storia con la S maiuscola pare essersi presa qualche anno di pausa. I grandi successi di Armageddon e di Godzilla sono infatti rivelatori di un cinema che cerca sempre di più l’approvazione del botteghino a scapito di quella della critica. Di fatto, inizia l’era dei blockbuster.

Fortunatamente, la settima arte trova sempre il modo di splendere, e il 1998 regala agli amanti del cinema delle vere e proprie perle come The Truman Show, Il grande Lebowski, Paura e delirio a Las Vegas La sottile linea rossa. Spielberg con Salvate il soldato Ryan regala al mondo la sequenza di guerra più realistica di sempre, mentre la Dreamworks debutta nel mondo dell’animazione con Z la formica, dichiarando guerra alla Pixar e al suo A Bug’s Life.

Per questa stagione ho deciso di scegliere American History X, film bellissimo e ancora troppo poco conosciuto, che ha determinato la nascita del mio amore per Edward Norton.

Un film duro e straziante. Proprio come il destino della Nazionale della Juventus.

 

5°) JUVENTUS – MILAN 0-0 d.t.s.; 2-3 d.c.r. (28 maggio 2003, Manchester, Old Trafford)

Da un lato una Juventus ferita dalle finali perse nel 1997 e nel 1998 ma forte di un nuovo ciclo vincente che l’ha portata a vincere due Scudetti di fila, dall’altra un Milan che torna in finale di Champions dopo nove anni e che vuole tornare alla grandezza degli anni ’90. La prima finale tutta italiana della storia della Champions si gioca a Manchester ed è una partita di rara bruttezza.

Saranno solo i rigori a determinare il vincitore: dopo l’errore di Montero, Andry Shevchenko spiazza Buffon e regala la Coppa ai rossoneri, andando ad aprire lo storico ciclo del Milan di Ancelotti ed infliggendo ai rivali della Juventus quello che è probabilmente il dolore più grande della loro storia.

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Nel 2003 Clint Eastwood esce dal letargo in cui era caduto dopo aver girato Un mondo perfetto dieci anni prima e dirige Mystic River, stupendo thriller che sarà fra i protagonisti alla successiva Notte degli Oscar. Esce anche il bellissimo Big Fish di Tim Burton, uno degli ultimi film davvero degni del suo grande talento.

Il 2003 è anche l’anno in cui arrivano per la prima volta al cinema i Pirati dei Caraibi con La maledizione della Prima Luna, il cui inaspettato successo porterà la Disney a dare vita a una saga che dura ancora oggi. Rimanendo in tema di battaglie navali, in quell’annata esce anche Master and Commander, super filmone in cui Russel Crowe interpreta un capitano della marina britannica che instaura un duello all’ultimo sangue con l’imprendibile Acheron, fiore all’occhiello della marina di Napoleone.

Quest’anno sarà ricordato anche per Kill Bill Vol.1, il primo capitolo dell’opera-capolavoro di Quentin Tarantino, con la quale si impone definitivamente come uno di quei pochi registi in grado di cambiare il modo di intendere e vivere il Cinema nella storia della Settima arte.

Nel 2003 trova poi la sua pacchiana conclusione la trilogia di Matrix con l’accoppiata Reloaded/Revolutions che lascia tutti abbastanza interdetti ed incazzati. Da una saga che finisce in schifo si passa ad una che chiude col botto: Peter Jackson regala all’umanità Il ritorno del Re, che diventa uno dei più grandi successi di critica e di pubblico di sempre, e che con 11 Premi Oscar diventerà, assieme a Titanic e Ben Hur, il film più premiato della storia.

Un’anno della madonna quindi questo 2003, ma alla fine la mia scelta non può che andare al capolavoro di Peter Jackson, con buona pace di Kill Bill e soci.

 

6°) JUVENTUS – BARCELLONA 1-3 (6 giugno 2015, Berlino, Olympiastadion)

Dalla finale di Manchester sembra passato un secolo, e in effetti è proprio cosi. Dopo lo scandalo Calciopoli che ha colpito tutto il calcio italiano, e la Juventus in particolare, la Vecchia Signora è costretta a ripartire dalla Serie B, dissipando un patrimonio economico e sportivo inestimabile e dimenticando per un lungo periodo i sogni di Champions.

La Juve poi torna a dominare in Italia grazie ad Antonio Conte, inaugurando una striscia di scudetti e coppe varie che non si è ancora fermata, ma per i primi anni il divario tecnico ed economico con i top club europei sembra davvero incolmabile nel breve periodo.

Nel 2015 però la Juventus è una squadra davvero tosta, che può vantare una formazione titolare di tutto rispetto con la BBC in difesa, un centrocampo formato da fuoriclasse come Pirlo, Vidal e Pogba e la coppia d’attacco Tevez-Morata che ha seminato il panico nel tragitto che ha portato i bianconeri ad affrontare in finale il Barcellona. Purtroppo per la Juve, i catalani di quel periodo sono quanto di più vicino possibile all’onnipotenza calcistica si sia visto di recente. Messi, Neymar e Suarez portano i blaugrana alla Coppa e al secondo Triplete nel giro di sei anni, e i bianconeri tornano a Torino a leccarsi le ferite, ma con la consapevolezza che la Juventus è tornata fra le big d’Europa.

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Il 2015 è l’anno in cui diventa evidente per tutti come il cinema di animazione sia ormai in grado di sfornare capolavori che non hanno assolutamente nulla da invidiare ai “film normali”: Inside Out della Pixar conquista davvero tutti e diventa un film di cui la storia del cinema dovrà tenere conto. Un vecchio signore di settant’anni di nome George Miller gira dopo trent’anni il nuovo capitolo della sua creatura più amata e lodata, regalando agli amanti dell’azione e della fantascienza una perla assoluta come Mad Max: Fury Road, che diventa meritatamente fra i protagonisti della Notte degli Oscar.

La Marvel continua la sua campagna di conquista dell’Universo con Avengers: Age of Ultron, che fa il botto al botteghino ma che tuttavia non raggiunge il successo ottenuto dal primo capitolo. Il 2015 è anche l’anno in cui Ridley Scott decide di smetterla di girare film di merda e dirige The Martian, che agli Oscar non vince una mazza ma che viene comunque apprezzato e applaudito dalla critica.

Il 2015 sarà tuttavia ricordato come l’anno in cui finalmente Leonardo DiCaprio vince un Oscar, potendo fine al cyberbullismo che lo ha perseguitato per anni. Il premio acquista un significato ancora più grande se visto alla luce di ciò che ha dovuto patire sul set di The Revenant, ma francamente se ne è parlato talmente tanto delle sofferenze del povero Leo che non credo sia il caso di soffermarcisi più del dovuto. Ah, Inarritu vince l’Oscar per la miglior regia. Di nuovo. L’Oscar al miglior film va invece al bellissimo Il caso spotlight, basato sullo scandalo dei preti pedofili scoppiato a Boston nel 2001 che scoperchiò uno dei più terribili vasi di Pandora del Vaticano.

J.J. Abrams riporta in vita il mito di Guerre stellari con Star Wars Ep. VII: Il risveglio della Forza, anticipato dalla campagna pubblicitaria più irritante ed invasiva della storia. Il film diventa il terzo maggior incasso della storia del Cinema e si porta dietro uno strascico di dibattiti e polemiche fra fan che dura ancora oggi. Un dibattito simile coinvolge in parte anche l’ultima fatica di Tarantino, ma alla fine il giudizio è più o meno unanime: The Hateful Eight è una figata, e chi non è d’accordo è una brutta persona.

Quest’anno è talmente pieno di titoli che mi conviene elencarne ancora un po’ e basta, che se no non finisco più: Il ponte delle spie, Jurassic World, Sicario, Ex Machina, Spectre, The Danish Girl, Mission Impossible: Rogue Nation, Blackhat, Ant-Man, 50 sfumature di merda.

Il 2015 è anche l’anno in cui finalmente il cinema nostrano rialza la testa, sfornando alcuni dei più bei film italiani degli anni Duemila: Youth – La giovinezza, Mia madre, Non essere cattivo, Lo chiamavano Jeeg Robot, Il racconto dei racconti. Ed è proprio su un film italiano che va la mia scelta per questa stagione: Suburra di Stefano Sollima, un film duro, crudele, perfetto specchio di un mondo sul quale per troppo tempo abbiamo chiuso gli occhi.

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P.s. trovate l’articolo anche sulla pagina dei nostri amici di Giornale7. Fateci un salto!

Article written by:

Roberto Lazzarini

25 anni, cresciuto fin dalla tenera età a film, fumetti, libri, musica rock e merendine. In gioventù poi ho lasciato le merendine perchè mi ero stufato di essere grasso, ma il resto è rimasto, diventando parte di quello che sono. Sono alla perenne ricerca del mio film preferito, nella consapevolezza che appena lo avrò trovato, il viaggio ricomincerà. Ed è proprio questo il bello.

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