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Lo vuoi un passaggio? Venti scene da blablacar

I fuori sede lo sanno: finite le feste, tocca tornare a sentirsi passeggeri, pendolari, viaggiatori consumati dal traffico e dal chiacchiericcio, moderni autostoppisti che al pollice in su hanno sostituito il “blablacar”.

Ma quanto assurdo, noioso, terrorizzante, romantico, frizzante e mortale può essere un semplice passaggio in macchina?

Il cinema vanta una copiosa collezione di road trip ma soprattutto di scene al volante in cui al passeggero di turno può capitare qualsiasi cosa. Chiacchierare fino allo sfinimento, cantare a squarciagola, cambiare opinione su qualcuno in base a ciò che si sbircia dal finestrino, sentirsi traditi, imbarazzati, eccitati, terrorizzati, in fuga esistenziale.

Ecco venti scene da “blablacar”.

Autostoppisti che passione

Eccitante fino al midollo, strambo e inquietante da star male, sorprendentemente letale. Se l’autostop è diventato illegale, questi sarebbero quattro validi motivi.

Thelma & Louise (1991, Ridley Scott)

Tutti pazzi per Mary (1998, Peter e Bobby Farrelly)

Paura e delirio a Las Vegas (1998, Terry Gilliam)

Ai confini della realtà (1983, Joe DanteJohn LandisSteven Spielberg e George Miller)

Blablacar con Tarantino

Parlare in macchina non fa per voi? Non viaggiate mai su quattro ruote (alcune anche non motorizzate) con un personaggio di Tarantino. Due scene imperdibili per due film indimenticabili. 

Pulp Fiction (1994)

The Hateful Eight (2015)

Dai, sali a bordo…

Qui non si tratta più semplicemente di autostop. Ma quanto vi fidate di chi vi dà uno strappo?

Vanilla Sky (2001, Cameron Crowe)

Il sorpasso (1962, Dino Risi)

Grindhouse – A prova di morte (2007, Quentin Tarantino)

Momenti imbarazzanti

Certe chiacchiere, in macchina, con la persona giusta, fanno passare velocemente il tempo. In altri casi vorresti buttarti fuori dal finestrino. Tua madre vorrebbe essere palpata proprio da te, tuo suocero ti chiede se “spinelli”, e un completo idiota azzarda pratiche onanistiche sul sedile accanto al tuo mentre tenti di dormire.

Ritorno al futuro (1985, Robert Zemeckis)

Ti presento i miei (2000, Jay Roach)

Parto col folle (2010, Todd Phillips)

Amicizie nate al volante

Sì, chiacchierare durante un road trip può creare amicizie uniche. Ne sanno qualcosa Ted e Marshall, Harry e Sally, e quei tre disgraziati di Aldo, Giovanni e Giacomo.

How I Met Your Mother

Harryti presento Sally (1989,Rob Reiner)

Così è la vita (1998 Aldo, Giovanni & Giacomo e Massimo Venier)

In macchina con la famiglia? 

Little Miss Sunshine (2006, Jonathan Dayton e Valerie Faris)

Shining (1980, Stanley Kubrick)

Qualunque passeggero, purché sia vivo

Zombieland (2009, Ruben Fleischer)

A squarciagola no, please

In macchina è bello cantare anche più che sotto la doccia. Ma quante volte vorremmo chiudere la bocca a qualcuno privo di interruttore?

Lo spaccacuori (2007, Bobby e Peter Farrelly)

Meglio alla cieca?

Certe volte servirebbe, forse, prendere una Ferrari (mica una caso) e girare in pieno centro a tutta velocità. Senza possedere il senso della vista, ovviamente.

Profumo di donna (1992, Martin Brest)

Siamo tutti passeggeri

Chiudiamo con una scena che chiude un’opera d’arte. Chiudiamo come se viaggiassimo anche noi sui sedili di dietro di un autobus pronti o meno a cambiare vita. Perché siamo tutti passeggeri, sempre e comunque, qualsiasi strappo accetteremo oppure offriremo a folli e letali sconosciuti o futuri e indimenticabili migliori amici.

Il laureato (1967, Mike Nichols)

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La mia prima babysitter fu una Super 8. Non scherzo, mio padre mi teneva tra i rullini da sviluppare. Mia madre invece mi faceva sedere sui libri, secondo me non voleva che li aprissi, perché sapeva sarebbe stata la fine. Mischio storie e immagini da sempre, a volte mi fa girare la testa, a volte mi fa girare cortometraggi (che a volte mi fanno girare il mondo). Scrivo di cinema perché guardare non mi basta.

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