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Creators – The Past: ecco perché gli italiani non devono toccare la fantascienza

Creators – The Past: ecco perché gli italiani non devono toccare la fantascienza My rating: 1 out of 5

Eccoci qua. Figuriamoci se in quest’anno meraviglioso poteva mancare un bel disastro cinematografico. Premetto che il punteggio che vedete è di 1/5 per il semplice fatto che il sistema non mi permette di mettere 0, perché è quello il voto che avrei dato. Credetemi, non esagero. Creators è orrendo.

Sono andata a vedere Creators – The Past un po’ alla cieca, lo ammetto. Ho deciso all’ultimo di andare al cinema, ho visto la locandina e senza guardare il trailer sono andata. QUANDO MAI. Che poi guardando il trailer si potrebbe pure essere quasi (quasi eh) incuriositi. Ma per il semplice fatto che c’è la voce di Luca Ward che narra, solo per questo.

Luca Ward

Ciao, sei l’unica “nota positiva” di sta roba

Nel trailer hanno avuto pure il coraggio di inserire “un film dove la fantasia svela la realtà” e “vincitore di 27 premi nel 2019” (si perché è un film del 2019 ma fa talmente schifo che dovevano farlo uscire nell’anno delle catastrofi, ossia il 2020).

Allora. Innanzitutto sto film non svela proprio niente perché non si capisce un cazzo. E no, non come Tenet, qui non si capisce niente semplicemente perché è un film fatto male. Musiche a caso, effetti speciali orribili, dialoghi banalissimi, doppiatori che sembrano star recitando le filastrocche delle elementari (tranne Luca Ward e forse un altro).

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Vi spiego brevemente la “trama”, ammesso che questa cosa che osano chiamare film ne abbia una. E vi prego, non fatemi scrivere “allerta spoiler“, tanto davvero non vale la pena vederlo. Credetemi, meglio spender soldi per andare a vedere i cinepanettoni di Natale. E ho detto tutto.

Siamo alla fine del 2012, e l’universo sta per subire un allineamento planetario: un eclissi totale sarà presto visibile dalla Terra portando con essa profondi cambiamenti vibrazionali. Gli otto membri del consiglio galattico si riuniscono per discutere gli effetti dell’imminente allineamento.

Ognuno di essi è un “creatore” e governa sul proprio pianeta tramite le Lens. Questi Dei alieni perdono il controllo di una di queste sfere, contenente il DNA, la registrazione dell’intera storia e i ricordi dell’umanità. Male male, perché potrebbe rivelare agli uomini la scioccante verità che si cela dietro alle loro vere origini; per far sì che ciò non accada, affidano ad una ragazza il compito di ritrovarla.

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Wow, che effetti speciali strabilianti

Ecco, diciamo che questo è ciò che il film dovrebbe essere. In realtà non si capisce un emerito ozzac. Innanzitutto, questa suddetta ragazza è un personaggio ridicolo e per niente approfondito. Viene rapita dagli alieni da piccola, poi nessuno spiega cosa le hanno fatto, quando e se è tornata. Niente.

Solo che a un certo punto ci troviamo sta tizia che dipinge e poi viene rapita. La rinchiudono in un ospedale e la legano a un letto, in maniera tra l’altro ridicola. Uno dice, se non deve assolutamente scappare la incatenano, mettono qualcuno a sorvegliarla. Mava. La legano con gli strappi delle scarpe per bambini, che in confronto Christian Grey legava Anastasia con l’aria.

sofie

Dovete capire che in Creators le immagini, come tutto il resto d’altronde, viene messo totalmente a caso. Compaiono musiche trionfali quando non accade nulla, fanno apparire Gesù e si sente in sottofondo una chitarra elettronica. BAH. Tutto a caso: montaggio, fotografia, musiche, effetti speciali. Nulla ha senso.

Che poi questa ragazza, di nome Sofie, fa un botto ridere perché sembra caduta dal pero, sembra non sapere nulla di quello che sta accadendo, poi appena la liberano si scatena che manco Millie Bobby Brown in Stranger Things.

Ma ve lo giuro, fa un sacco ridere. Questa è lì mezza morta, legata coi cosi delle scarpe e ha bisogno di qualcuno che la venga a liberare nonostante abbia i super poteri. Ma la cosa ancora più divertente è che quando scappa dice di sapere tutto. Sa cosa sono le Lens, sa cosa deve fare. Ah ma mica tu non sapevi un cheiz? Shcussate.

the past

Lochescion diesci

Oh, adesso vi dico un’altra cosa che fa sbellicare dalle risate. Tra questi Creators troviamo Lady Airre, che non si sa come mai ha dei figli sulla Terra. Uno è Tammuz, uno scorpione volante (no, non scherzo e sì, sono morta dal ridere), l’altro è Natan, nato dall’unione di Lady Airre con Gesù. Si, avete letto bene. Dopo che Gesù è stato crocifisso arriva Lady Airre dallo spazio vestita come Platinette a prenderlo.

Non si sa come mai, Tammuz vive nel ‘300 ed è un guerriero, mentre Natan vive ai giorni nostri ed è un bambino che gioca col tablet. Poi uno degli 8 Creators lo conduce a se, lo trasforma in un guerriero per uccidere il fratello Tammuz e crepano tutti e due. Recitazione da Oscar ovviamente.

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Questa è Lady Airre. Probabilmente per il trucco si sono ispirati a Crocodile Dundee

Non preoccupatevi comunque se non capite nulla di quello che scrivo e vi sembra tutto senza senso: il film è esattamente così. Succedono cose a caso, messe in sequenza ancora più a caso. Siamo in un bosco e poi ci ritroviamo a caso in una caverna che sembra l’inferno. E, ciliegina sulla torta, arriva un semi-Caronte. Regà, ma diamo un premio al regista vi prego.

Tra l’altro, non arrabbiatevi, però devo per forza dire una cosa. Prima di andare al cinema ho letto che si trattava di una produzione italiana e che anche il regista era italiano. Ora. Sappiamo bene che il nostro meraviglioso Paese non ha mai avuto un rapporto così ferreo coi generi, se non la commedia. E soprattutto che la fantascienza non è cosa per noi.

Quindi io dico: ma perché cazzo non possiamo continuare a fare le cose fatte bene, col nostro bel cinema d’autore? Perché dobbiamo far ridere il mondo? Io non lo so. Avrò dei pregiudizi riguardo il cinema italiano, ma se poi vengono sfornate certe cagate direi che più che pregiudizi è realtà dei fatti.

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Ovviamente mi dispiace dire questo, vorrei poter dire “è stato fatto un bel lavoro”, ma no. E questo film non ci va neanche lontanamente vicino. Per provare a fare bella figura hanno pure buttato dentro Gerard Depardieu, il cui personaggio NON HA UN CAPPERO DI SENSO.

Pensate che non sia abbastanza? Ebbene, i titoli di coda sono accompagnati dal sottofondo musicale e dal volto di Dimash Kudaibergen, cantante 26enne kazako. Serve che aggiunga altro?

the past

Concludo dicendo che l’idea sotto questo film c’è. Vuole adattare, confutare, sostenere o boh le teorie di Mauro Biglino (se non sapete chi è guardatevi qualcuna delle sue conferenze), uno scrittore italiano che si occupa principalmente di storia antica e Antico Testamento. E appare anche nel film.

La storia è plausibile, poteva essere davvero molto interessante. Avrebbe potuto aprire le menti di molte persone. Ma con Creators viene solo mostrata un’estrema pochezza autoriale. Non fa riflettere, fa solo cagare. E la cosa divertente, è che è solo il primo atto di una trilogia. ADDIO REGÀ.

Article written by:

Martina Catrambone

Affetta da cinefilia sin dalla nascita, cresciuta a suon di film e cartoni. Sono andata al cinema per la prima volta a quattro anni e da lì non ho più smesso. Mi faccio tanti film mentali e studio cinema per provare a fare film reali.

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