Croce e delizia
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Croce e delizia – Banalizzare lo straordinario

Croce e delizia – Banalizzare lo straordinario My rating: 2 out of 5

Croce e delizia è ambientato in una meravigliosa casa sul mare, in cui si ritrovano a convivere, per le vacanze estive, due famiglie apparentemente inconciliabili. Da una parte i Castelvecchio, libertini, new age e di mentalità aperta, ma cinici e menefreghisti; dall’altra i Petagna, umili lavoratori, ma burini e conservatori.

Che cosa li unisce sotto lo stesso tetto? All’insaputa di tutti, i capifamiglia, Tony Castelvecchio e Carlo Petagna si sono fidanzati e intendono sposarsi. Così decidono di annunciare la loro decisione alle rispettive famiglie. Tuttavia questa notizia scatenerà il panico all’interno dei rispettivi nuclei famigliari. Le principali vittime dell’inaspettato annuncio saranno i due primogeniti: infatti Penelope, la figlia di Tony, affronterà uno scontro con la figura paterna a lungo rimandato; invece Sandro, figlio di Carlo, avrà finalmente l’occasione per aprire i suoi orizzonti e conoscere il padre da una nuova inaspettata prospettiva.

È giusto parlare di omosessualità, è giusto educare le nuove e le vecchie generazioni alla tolleranza, è giusto insegnare l’universalità dell’amore! Ma non è giusto generalizzare. Non è giusto parlare di un argomento delicato come l’omosessualità, senza davvero conoscere a fondo l’argomento. Croce e delizia è un film che si vuole fare portavoce della tolleranza sessuale e dell’amore gay, ma lo fa senza cognizione di causa. E ripararsi sotto il vessillo della leggerezza e della comicità non fa che accrescere i difetti del film.

La volontà di regista e sceneggiatrice è quella di portare in scena una coppia inusuale di vecchi amanti, così da insegnare al pubblico che l’amore non solo è possibile per chiunque ma è anche un sentimento che può nascere in ogni occasione e in ogni momento. Tuttavia, per quanto il proposito sia nobile, la sua realizzazione pecca di superficialità nella delineazione dei personaggi e perciò risulta paradossale.Croce e Delizia

Mi spiego meglio. Ciò che impedisce allo spettatore di immedesimarsi nell’amore di Carlo e Tony è la forte differenza che contraddistingue i due personaggi. Ci viene detto che entrambi sono follemente innamorati l’uno dell’altro, ma questo piccolo grande amore ci viene presentato come un dato oggettivo, incontestabile. Non ci viene spiegato dettagliatamente come i due si siano conosciuti, come si siano innamorati, cosa abbiano provato o si siano detti.

L’unico dettaglio ci viene fornito da Carlo che racconta che lui e Tony si sono conosciuti durante un esame della prostata e parlando si sono innamorati. Ma l’amore omosessuale, così come l’amore eterosessuale, spesso nasce da una somiglianza fra i due partner, da un’affinità elettiva che porta due conoscenti a condividere gli stessi interessi e a innamorarsi per la reciproca compatibilità, diventando una coppia. E questa somiglianza non c’è fra Carlo e Tony, anzi i due sono agli antipodi e pensare che due persone gay si possano amare nonostante le differenze caratteriali solo perché condividono la stessa sessualità, è una generalizzazione.

Inoltre, Carlo è un personaggio totalmente incoerente. Un pescatore vedovo virile, tenace, dedito al suo lavoro, sincero e gentile si sente improvvisamente attratto da un altro uomo senza aver mai provato niente di simile in vita sua. La sua psicologia ricorda molto uno dei due protagonisti di un film cult della filmografia lgbt mondiale:I segreti di Brokeback Mountain. Come Ennis del Mar, infatti, Carlo scopre casualmente la sua omosessualità e travolto dall’amore è pronto a mettere in discussione la propria natura di fronte all’innegabile passione che lo colpisce.Croce e Delizia

Tuttavia, in Brokeback Mountain, i due cowboy vivevano il loro amore in segreto, per paura di essere giudicati dalla società retrograda dell’America degli anni ’60. Certo, i tempi sono cambiati, ma non la natura degli uomini. Carlo, visto il suo milieu sociale e territoriale, non avrebbe mai rivelato la sua omosessualità. Per quanto potesse essere forte il sentimento per Tony, avrebbe sempre ribadito la propria virilità e negato la sua sessualità.

Anche di fronte a una possibile rivelazione da parte di Tony, la vergogna provata di fronte alla famiglia lo avrebbe spinto a negare tutto o a ritrattare. Perciò appare abbastanza paradossale la sua decisione di sposare Tony e di mettere in discussione la sua intera esistenza per un uomo che ha conosciuto da appena un anno.

Tony invece è forse il personaggio più riuscito e coerente del film. La sua omosessualità non è una scoperta fulminante che lo porta a cambiare la sua intera esistenza, ma è una componente della sua sessualità che è sempre stata presente. Perciò non risulta difficile credere che decida di instaurare una relazione con un altro uomo. Risulta invece difficile credere che si innamori di Carlo.

Tony appartiene infatti a una di quelle famiglie libertine e intellettuali che amano godersi la vita. Sia per la mentalità aperta che per l’opulenza in cui vivono i Castelvetro ricordano la famiglia di Elio in Chiamami col tuo nome. L’estate calda, gli amori al chiaro di luna, la leggerezza con cui ci si abbandona al sentimento. Molte location, immagini e personaggi del film vogliono richiamare Chiamami col tuo nome.

Tuttavia per quanto le citazioni siano necessarie e inevitabili, è l’incoerenza con cui vengono scelte e unite insieme che le rende insopportabili. Anche le battute e le situazioni comiche che nascono sono incredibili, perché incredibile è la vicenda alla base del plot; perciò risulta difficile anche ridere, perché, per quanto il film punti al realismo comico, non descrive una situazione realistica. Per non parlare poi delle scene di passione fra Gassman e Bentivoglio in cui i due attori si limitano a premersi le labbra in faccia.Croce e Delizia

Altro grande dilemma è il rapporto fra i familiari di Casa Castelvetro. In particolare il rapporto fra Penelope e Tony è trattato in modo molto superficiale. Tony è stato sempre un padre molto assente e incostante, perciò Penelope soffre regolarmente di attacchi di panico che la debilitano. Dopo aver litigato pesantemente con Tony, Penelope lo abbandona in maniera definitiva. Dopo due settimane però Tony torna per scusarsi scambiando la ragazza per la sorella (e quindi dimostrando il suo scarso interesse per la figlia). Tuttavia Penelope non si scandalizza, ma anzi, dopo che il padre ha nuovamente dichiarato il suo amore per Carlo, decide di perdonarlo e poi di aiutarlo. E questo è un dettaglio inconcepibile.

Non voglio poi parlare del bacio fra i primogeniti delle due famiglie perché questo significherebbe dare risalto a un dettaglio che nel film accade praticamente per caso e serve solo per dare un po’ di pepe in più alla commedia.

Perciò, per concludere: per quanto la fotografia possa essere bella, per quanto la scenografia possa essere curata e per quanto la recitazione possa essere tollerabile (anche se la definirei troppo farsesca in questo film), se manca una sceneggiatura valida, un film risulta scadente. E lo dico con tutto il dispiacere del mondo, data la forza del messaggio che gli autori vorrebbero trasmettere. Croce e delizia irrita e lascia basiti, generalizzando un tema che non può essere generalizzato.

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