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Dragged Across Concrete – Il vantaggio di essere dei sadici cinefili

Dragged Across Concrete – Il vantaggio di essere dei sadici cinefili My rating: 4.5 out of 5

E pensare che, poco tempo fa, rimanevo incanto e rapito di fronte a Brawl in Cell Block 99. Quello è stato uno dei film che più mi avevano colpito quest’anno… fino a lunedì sera (3 settembre, nds).

S. Craig Zahler è quel talento puro, innato e anche un po’ sporco. Come piace a me. E, a quanto pare, piace parecchio anche alla giuria di Venezia, che per il secondo anno di fila gli permette di presentare in anteprima il suo ultimo film, Dragged Across Concrete. E se l’anno scorso con Cell Block 99 ha fatto storcere il naso a buona parte del pubblico per l’eccessivo uso di gore e violenza, per la 75esima edizione del Festival ha pensato bene di portare un film da 158 minuti. Non vi dico in quanti del pubblico si siano scoraggiati, visto che lo spettacolo aperto alla platea iniziava alle 22.

Un Noir, un Heist movie e una commedia, tutto insieme

Nonostante l’ottimo Bone Tomahawk, western dalle derive horror davvero geniali, l’habitat naturale di Zahler è il mondo criminale. In Dragged Across Concrete si incrociano tre storie: quella di un ex galeotto afroamericano, Henry, appena uscito di galera e nel mezzo di qualche piano redentore, e quelle di due agenti, Anthony e Brett (Vince Vaughn e Mel Gibson), il giovane e il vecchio poliziotto, sospesi dall’incarico per aver pestato un malvivente messicano.

“Niente lavoro” e “niente soldi” sono i mantra e i fili conduttori che muovono le folli e violentissime vicende di un film che è così… TANTO. È un film noir, un poliziesco, un heist movie, ma soprattutto una commedia; i tempi vengono dilatati all’infinito, sfiorando l’assurdo e integrando perfettamente il silenzio in situazioni incredibilmente spassose e rischiose. Riderete, eccome se riderete, anche a denti stretti.

Il protagonista assoluto è sicuramente Henry, non tanto per il suo screen time, quanto per la bravura con cui Tory Kittles mette in piedi il personaggio. Motivato, calcolatore, il suo è un vero badass come ne mancavano da tempo. La sinergia, poi, tra Vince Vaughn e Mel Gibson è sorprendete: insieme a Russel Crowe e Ryan Gosling in The Nice Guys, sono l’esempio perfetto di quello che lo spettatore (serio) cerca in un buddie movie; i nostri ragazzoni non sono mai eccessivamente stereotipati, sono profondi, ben caratterizzati e anche un po’ xenofobi che, per degli americani medi, non guasta mai. Pure il cast di contorno è eccelso: un gruppo solido che si sposta, in “blocco”, da Cell Block 99 e rende credibile l’assurdo e la perfidia del mondo di Dragged Across Concrete. Squadra che vince non si cambia.

Autorialità: da Tarantino a Zahler è un attimo

Pulp, ecco che me so’ dimenticato. Questo è un film PULP; e chi è il re del pulp? Ah già, quello là… Un certo Tarantino. Non mi perdo in paragoni inutili; semplicemente, mi limito a dire che Zahler è un ottimo allievo. È il miglior Post-Tarantiniano sulla piazza. Non me ne voglia Guy Ritchie, per l’amor di Dio.

Ha preso la bellezza dei dialoghi, l’esplicita violenza, i fiumi di sangue e le storie avvincenti del maestro Quentin, facendo tutto quanto suo: un autore a 360°, che arriva a comporre ogni accompagnamento Jazz di Dragged Across Concrete (capito? Li ha composti lui!) e imprime il proprio timbro in ogni inquadratura, immagine, luce… Dio mio, mi sogno ancora quei fotogrammi in notturna.

Zahler è tutto fuorché un imitatore: è un duro che racconta la strada, la criminalità e la condanna di essere un americano medio ignorante. Dragged Across Concrete è un film controverso, che viaggia a passo d’elefante e che tritura tutto come un rullo. Ammicca a classici come Taxi Driver e contemporanei come The Town, spruzzandoci sopra una salsa agrodolce e piccante che magari non piacerà a tutti, ma che ha quel sapore unico e inconfondibile.

Innamorarsi a Venezia

Dietro di me, uno spettatore, a un certo momento, ha esclamato: “That’s too much!”. Ma quale too much e too much, questo film è girato da Dio, ha un comparto tecnico da sturbo, un montaggio che non vi dico e un gusto per i/il generi/genere come pochi al mondo. In una sala mezza addormentata, ero uno dei pochi a cui il sonno era completamente svanito, rapito ancora una volta da un film di uno dei registi (ora si può dire) migliori in circolazione. Vedete bene di distribuirlo anche in italia!

Dragged Across Concrete è la mia prima volta, al mio primo festival, per la prima volta al lido. Ed è stato amore.

P.S.: metto mezza stella in meno rispetto a quello che realmente penso perché, nel 2018, non puoi farmi vedere la gente che gioca alla playstation con i joystick spenti. Dai, oh!

Article written by:

Davide Casarotti

Antipatico e logorroico since 1995. Scrivo di Cinema da quando ho scoperto di non saper fare nulla. Da piccolo volevo fare il cuoco, crescendo ho optato per il giornalista; oggi mi limito ad essere pessimista, bere qualche birra con gli amici e andare al Cinema da solo. Giuro, non sono una brutta persona.

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