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Last Flag Flying – Come d’autunno sugli alberi le foglie

Last Flag Flying – Come d’autunno sugli alberi le foglie My rating: 4 out of 5

Generazionale, ecco qual è la parola giusta. Nessuno nel panorama cinematografico attuale è più generazionale di Richard Linklater. Da Dazed and Confused fino a Boyhood, il regista americano ha affrontato nel corso degli anni in maniera profonda e unica il dramma esistenziale che affligge ogni età, scavando nel profondo delle insicurezze e nella gioia di giovani e vecchi.

Pure il suo ultimo film, Last Flag Flying (inedito in Italia, ma disponibile su Prime Video), racconta di un ex componente della Marina, Larry “Doc” Shepherd, alla ricerca di due suoi vecchi compagni del Vietnam. L’uomo vuole che chi rimane della sua squadra lo accompagni a prendere la bara del figlio, morto in Iraq e in arrivo negli States.

Adattamento di un romanzo, seguito spirituale di L’ultima Corvé con Jack Nicholson, Last Flag Flying si inserisce perfettamente nella poetica dell’eclettico Richard: odio verso la guerra, generazioni a confronto e l’avanzare inesorabile dei tempi.

“Perché siamo andati laggiù?”

Soldati di Ungaretti credo renda già abbastanza l’idea: giovani soldati mandati a combattere una guerra senza apparente motivo cadono come foglie nei mesi d’autunno. Sempre tremendamente attuale. Linklater si concentra sui reali motivi che spingono gli americani in guerra, tra i ricordi di veterani e testimonianze delle nuove leve; il risultato è sempre lo stesso: un po’ puerile come concetto, ma alla fine dei conti… la guerra è una merda. Amore per la patria e dovere si scornano con la realtà dei fatti, ovvero gli interessi politico/economici del Paese a stelle e strisce. La gloria prima della vita.

Last Flag Flying è un racconto pungente, una commedia dal sapore amaro che conquista lo spettatore dal primo minuto. Dialoghi mai banalizzati, in grado di toccare i punti giusti e di non annoiare mai… il che è sempre un bene. La formula a metà film potrebbe risultare un po’ troppo ripetitiva, ma con tre attori giganteschi e in formissima come Steve Carrell, Laurence Fishburne e Bryan Cranston tutto passa in secondo piano. Se gli ultimi due sono gli archetipi dei protagonisti di un Buddy Movie, perfettamente complementari e spassosi ad altissimi livelli, Carrell invece è un’autentica bomba: tutto quel dolore rinchiuso nel suo introverso personaggio è di un candore e di una sensibilità davvero rara. Magnifico.

Il mio nuovo barista di fiducia

Protagonisti perfettamente costruiti, dal background meraviglioso per un trio che dà veramente l’idea di divertirsi ad ogni battuta.

E se non fossimo eroi, ma solo uomini?

Come accennato in precedenza, sono gli interrogativi a far riflettere e dare a Last Flag Flying il quid in più: cosa è eticamente più giusto, tra una bugia a fin di bene o la verità nuda e cruda? Siamo davanti a degli eroi di guerra o semplici uomini?

Last Flag Flying elabora il dolore di un padre grazie a un road movie a tutti gli effetti, con Linklater  che ancora una volta rievoca perfettamente gli anni in cui la pellicola è ambientata. A due primavere dall’11 settembre, il 2003 è vivo, presente e racconta di una società in cambiamentoLast Flag Flying, grazie a semplici e piccoli istanti quotidiani, sceglie di portare in scena sentimenti mai spinti all’eccesso e raccontare uomini piegati (ma mai spezzati) dal vento della guerra… tutto per descrivere un’America in piena crisi e azzoppata dall’Iraq.

L’incontro tra il passato e il presente, l’incertezza del domani e la voglia di una vita senza regole. Perché di prendere ordini non ne si può più.

Che cosa non funziona?

Eh, questo è davvero un quesito niente male: non riesco a dare un giudizio negativo a troppi aspetti. Per me, Last Flag Flying è un film molto solido, con pochi punti deboli, uno dei quali potrebbe essere la colonna sonora (molto poco presente). Forse si sarebbe dovuto spinge un po’ di più sulla cattiveria in due/tre punti, oppure il fatto che si annusi un po’ troppo buonismo può dare fastidio… ma sto solo provando a trovare il pelo nell’uovo. Lascio altri giudizi a voi e al vostro gusto personale.

Last Flag Flying è perfetto, visto anche il periodo, per il vostro gelido inverno: già vi ci vedo tutti in compagnia per una bella serata cinefila, davanti al camino con un vascone di popcorn, tra risate e commozione per un film che è davvero tanta roba.

Un plauso gigante a Linklater and co, un grazie immenso a Prime Video per averlo portato anche in Italia. In qualche maniera.

Article written by:

Davide Casarotti

sono un ergastolano from Val d'Ossola; nella mia prigione fatta di montagne e natura, sogno ad occhi aperti di vivere in un film di Scorsese. Nei weekend, volo sul pianeta dei fratelli Coen e una volta al mese faccio tappa sul satellite Tarantino. Potrebbe sembrare, ma non faccio uso di sostanze stupefacenti. Do solo sfogo alle mie visioni scrivendo di cinema, pur non capendoci un tubo.

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