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Ma c’era davvero bisogno di Solo: A Star Wars Story?

Ma c’era davvero bisogno di Solo: A Star Wars Story? My rating: 2 out of 5

Avete presente quelle volte bellissime in cui vai al cinema con le aspettative sotto le balle e poi il film ti piace? Quando già solo spendere soldi ti irrita come surfare sulle ortiche ma poi te ne esci con un “ehi, ci stava, dai”. Beh, spiace dirvelo ma non è assolutamente il caso di Solo. O Solo: A Star Wars Story, se avete già uscito la spada laser spaco cristalo amazo Skywalker.

Se volete invece leggere la recensione del fortunato a cui questa cosa è successa, beh, dirigetevi a queste coordinate.

Ancora qua? Bene, perché c’è da incazzarsi, schifarsi, ridere, scherzare e poi magari abbracciarsi, che la notte è oscura e piena di Jar Jar Binks.

Sappiatelo: da ora spoilerz come non mai su Solo, siete avvertiti, andate avanti a vostro rischio e pericolo. Però andate avanti, dai, sarò carino e coccoloso, promesso.

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Ecco, sull’ultima parte mentivo, perché Solo è veramente un film inutile. Anzi, inutilmente brutto, se vogliamo essere onesti. Già tutto il marasma successo nei mesi precedenti (cambio data, cambio registi, cambio casa e cambio vita) non faceva ben sperare. Perché passare da due geni come Lord e Miller a quel monumento alla banalità (non sempre negativa) che è Ron Howard faceva presagire la tragedia. E infatti.

Capiamoci bene: odio dover parlare male di un prodotto di una saga che adoro, ma l’onestà intellettuale prima di tutto. Perché il nuovo corso di Star Wars ha all’attivo un film copincolla, lo splendido Rogue One, il discutibile Gli ultimi Jedi e Solo. Non stiamo andando benissimo. Sì, lo so, i fan hanno rovinato Star Wars, ma ormai il danno è fatto. Bisognerebbe avere uno sguardo vergine.

Quindi andiamo a vedere tutti i motivi per cui Solo è memorabile quanto un peto ascellare.

OGNI STRAMALEDETTO DIALOGO

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Oh, io giuro che non ricordo un film così ipertestuale come Solo. Tutti i personaggi, per almeno il 90% dei loro dialoghi, dicono e spiegano cosa fanno, cosa stanno facendo o cosa provano. Le battute del film sono sostanzialmente queste, declinate per ogni situazione:

“Dobbiamo andare lì a prendere quella cosa perché ci servirà dopo a fare quell’altra cosa!”.

“Abbiamo sempre sognato di fare questo”.

“Non è da lui/lei/esso/essa comportarsi così”.

Tutto è uno spiegone continuo. Tutto. Sempre. Dialoghi memorabili pari al numero di lifting rifiutati da Emilio Fede.

PREVEDIBILITÀ OVER 9000

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A tratti è quasi urticante quanto Solo sia prevedibile. E non solo (lol) per la trama in generale, ma per le piccole cose. Perché mentre lo guardi sai benissimo che ti faranno vedere tutte le peculiarità di Han ma declinate in altro modo. Fan service puro e semplice. Sai che ci sarà una scena in cui Han risponderà “lo so”, sai che ci sarà sta benedetta rotta di Kessel come sai che ci sarà una scena in cui sparerà per primo. E, quando arrivano, la tua espressione è più o meno quella tipica di una qualsiasi pasquetta verso le 16/17. E pure la trama stessa, dio mio. Telefonata per ogni singola svolta, ogni piccolo snodo è anticipabile almeno venti minuti prima anche senza aver visto il trailer. Il tradimento di Beckett alla fine, il doppiogioco di Han, è tutto prevedibile già mentre paghi cinque euro e mezzo rene per una bibita al bar. E quel che è peggio è che quello che non è prevedibile, beh, è semplicemente… stupido. La morte di Val (la cara Thandie Newton di Westworld), sacrificatasi così a inizio film, è inutile (no, davvero, spiegatemi il senso del suo sacrificio), anticlimatica e non provoca alcun scossone emotivo allo spettatore, così come la morte dell’alieno bracciuto. Perché? Semplice: personaggi dallo spessore labile uccisi a inizio film non possono che far sbadigliare, invece che emozionare. E qua si va dritti al prossimo punto.

I PERSONAGGI

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Tobias Beckett tradirà, lo dice lui, e il suo personaggio si esaurisce già lì. (Oltretutto, uguale identico a quello di Benicio del Toro in Episodio VIII).

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Qi’ra potrebbe essere interessante, ma questo alone di mistero misterioso del “ho fatto cose che voi umani…dopo un po’ fa venire il latte alle ginocchia. Però, Emilia, ti amo da sempre, sto ancora aspettando la risposta all’anello di fidanzamento che ti ho mandato. Sono più di sei anni ormai, cioè, sbrighiamoci un po’.

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Dryden Vos è un po’ cattivo. Fine. No, davvero, ditemi cos’ha in più questo personaggio.

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Lando funziona per il semplice fatto che Donald Glover (o Childish Gambino, come preferite) è bravissimo, quindi riesce a sfaccettare un personaggio che dovrebbe già essere scritto e che, pure lui, fa esattamente tutto quello che ci saremmo aspettati. Tranne trombarsi un droide, ma oh, è pansessuale.

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L3 è un buon tentativo, ma la vedo più come macchietta e, purtroppo, al K2 di Rogue One può solo lucidare il mignolo. Hanno tentato il colpo gobbo ricalcandone paro paro la storyline, ma la carica affettiva ed emotiva dei due droidi non è minimamente paragonabile.

HAN E CHEWBE

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Penso di non essere il solo, ma una delle cose più splendide del rapporto Han/Chewbecca era proprio il non detto. Il non sapere come si erano conosciuti, come il loro rapporto si era evoluto fino ad arrivare a quella roba che Bud Spencer e Terence Hill levatevi. Perché la fantasia poteva davvero volare, facendo immaginare allo spettatore chissà quale primo incontro eccetera eccetera. Ora, capite bene che se Solo deve raccontare questa cosa ha davanti una montagna incredibile da scalare. E? Beh, la realtà raramente supera la fantasia, meno che mai in questo caso. Sì, ok, sono tutti momenti credibili e a tratti piacevoli, ma non supereranno mai la perfezione sottotestuale della prima trilogia.

IL NON AGGIUNGERE NULLA A STAR WARS

Forse il problema più grosso di Solo. Mi viene sempre in mente lo splendido Mark Rylance ne Il ponte delle spie, al quale si potrebbe far rispondere con la parola per la quale ha vinto un Oscar:

“Vogliamo fare un film su Han Solo giovane”

“Servirebbe?”

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Perché finito il film la risposta è una: no. Solo nulla aggiunge al mondo di Star Wars, se non un’avventura baraccona della quale potevamo fare benissimo a meno. Il pathos è poco, le risate anche meno, due ore che scorrono fangose senza lasciare nulla indietro, se non noia e un senso totale di “meh”. E no, Enfys Nest e il suo costume stramegafigo non mi bastano, come non mi basta quello stracazzo di cameo.

LA CAPTATIO BENEVOLENTIAE DEL CAMEO

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Scusate il 4K

Però lo capite anche voi che non posso parlare di Solo senza riferirmi a Rogue One. Due Darth a film, solo che la scena finale con Vader è una delle cose più belle accadute all’umanità dopo il vaccino per la polio, quella con Maul è… boh. Tolto il fatto che oltre metà sala (tra cui il sottoscritto, mea culpa) non sapesse che in The Clone Wars e successivamente in Rebels c’era uno dei personaggi più amati e peggio sfruttati della saga. Bene, e quindi? Maul è vivo e Qi’ra lavora per lui. Wow, e quindi? Facciamo uno spin-off di uno spin-off, dato che SPOILERAZZO in Rebels Obi-Wan lo accoppa (a sto giro per davvero)? Quanto ancora vogliamo sbranare pezzi di Maul sul grande schermo solo per far bagnare i nerdofan con scene letteralmente inutili?

LO STRAMALEDETTO COGNOME

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Me lo sono tenuto per ultimo. Perché guardando quella scena mi sono sentito come un cerbiatto davanti a due fari alogeni. Poche volte mi è capitato di volermi alzare dalla sala e andarmene. Sono rimasto per rispetto al Cinema. Han Solo si chiama così perché al momento di dare le sue generalità dice “non ho nessuno, sono solo” e il Reclutatore dell’Impero gli risponde “Han Solo, quindi” (presumo che in inglese Han dica “I’m flying solo”, o una roba del genere). Scusate, ma questo è un insulto a tutto ciò che quel cognome e quel personaggio rappresentano. La bellezza del cognome di Han era proprio la sua totale assonanza con la sua personalità, e voi me lo rovinate così, che si chiama Solo perché era effettivamente solo in quel momento? Fosse riuscito a scappare con Qi’ra si chiamava Han Siamo In Due? Io non ci posso ancora credere. E, non contenti, Kasdan e figlio gli fanno pure parlare del padre, con il quale aveva un certo rapporto eccetera eccetera. Oh, strano che non gli abbia mai detto del loro cognome, eh?

Ora anche basta, se siete arrivati fin qui o siete d’accordo con me o state per vomitarmi improperi nei commenti.

Caro Lawrence Kasdan, ti si vuole un bene dell’anima, però appendi la macchina da scrivere al chiodo, che dici? Ok che hai scelto il figlio che aveva fatto meno danni per scrivere con te (l’altro, invece…), però forse è il caso di dire basta, no?

P.S. Emilia, per la luna di miele io posso permettermi due giorni a Busto Arsizio, va bene, no?

Article written by:

Edoardo Ferrarese

Folgorato sul Viale del Tramonto da Charles Foster Kane. Bene, ora che vi ho fatto vedere quanto ne so di cinema e vi starò già sulle balle, passiamo alle cagate: classe 1992, fagocito libri da quando sono nato. Con i film il feeling è più recente, ma non posso farne a meno, un po' come con la birra. Scrivere è l'unica cosa che so e amo fare. (Beh, poteva andare peggio. Poteva piovere).

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