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Spider-Man: Un nuovo universo. Benvenuti nel multiverso dell’animazione

Spider-Man: Un nuovo universo. Benvenuti nel multiverso dell’animazione My rating: 4.5 out of 5

Tra i tanti modi di proporre le avventure del supereroe di New York, i fan dell’Uomo Ragno non potevano che gioire davanti a una nuova pellicola sull’omonimo personaggio. Complice, da parte sua, una veste grafica di impatto e una trama mai troppo superficiale.

Dopo la comparsa del protagonista Miles nella dimensione a fumetti Ultimate del 2011, il Ragnoverso acquisisce nuove opportunità narrative via via sempre più approfondite. Sony, nel 2018, lancia il suo universo cinematografico, facendo approdare il nostro Spider-Man in forma animata.

Spider-Man: Un nuovo universo è un film che ha saputo – come prima cosa – mettersi sulle spalle un fardello tanto grande quanto pericoloso. Se un universo cinematografico può essere visto come un potenziale insuccesso (per elementi come trame legate fra loro ed eventuali intoppi di produzione) il gingillo Marvel di casa Sony decide di cavalcare la sua onda anomala.

Ed ecco che, dopo diversi anni di speculazioni e un lavoro intenso, Sony Animation Studios porta nelle sale di tutto il mondo un prodotto che innova ancora di più il concetto del 3D animato, rendendo omaggio al fumetto vero e proprio con una tecnica che fa strizzare l’occhio a molti animatori del settore.

SPIDER-MAN ALIAS MILES MORALES

Quando il neo-liceale Miles Morales entra in contatto con un ragno radioattivo, e scopre il piano sinistro di Wilson Grant Fisk, detto Kingpin, innesca un concatenarsi di eventi che lo condurranno alla conoscenza di ben cinque Spider-Man provenienti da una moltitudine di universi, dove ognuno di loro è l’eroe di New York.

Miles, a quel punto, dovrà fare i conti con la sua volontà di riparare ai danni commessi; nella fattispecie dei suoi nuovi poteri che lo costringeranno a nascondersi dai suoi cari per proteggere la sua identità.

Spider-Man: Un nuovo universo è un prodotto cinematografico che evita il tanto discusso buco nero dell’insuccesso che circonda con famelica pericolosità tutti i cinefumetti degli ultimi anni: lo spettatore non può che restare ammaliato da cotanta bellezza visiva. Fermo restando che questo è un prodotto che incanta i più nostalgici del personaggio omonimo, anche lo spettatore non proprio fanatico del brand rimarrà folgorato.

I tre registi a bordo di questo progetto così ambizioso tessono una storia che inscena la fisica quantistica, l’amore per i propri cari e la ricerca dell’autostima. Miles Morales si presenta come un ragazzino caratterizzato da una disinvoltura che piace, sempre simpatico al prossimo; una figura che traspare dall’essere l’eroe che tutti chiedono. Ciononostante, il cambiamento del suo mondo e l’incontro con un vecchio Peter Parker lo porteranno a una trasformazione del suo io interiore. E, da quel momento, paure, angosce e le ansie peggiori motiveranno con un freno il nostro nuovo eroe a essere il nuovo Spider-Man.

ROTOCALCO

L’universo visivo di Spider-Man è da considerare come una grande tela affrescata da successi che spaziano dal televisivo (con puntate mirate a un pubblico giovanissimo) a produzioni cinematografiche non sempre eccellenti

Si parla del tanto fortunato Spider-Man di Raimi – eccetto l’ultima fatica della sua trilogia -, si parla del nuovo e fresco Spider-Man approdato nelle sale più di un anno fa; eppure, tralasciando alti e bassi, l’eroe mascherato di New York affascina sempre colui che guarda. Grazie anche al suo carisma e all’umanità che risiede in ogni eroe del Ragnoverso.

Ciò che il trio al comando di questo prodotto ha voluto proporre è un’innovazione della stessa animazione, con una resa grafica che lascia ammaliati tutti. Il 3D utilizzato per la produzione di Spider-Man: Un nuovo universo viene mescolato insieme a quella che viene definita rotocalcografia. Una tecnica di stampa in grado di dare spessore alle parole con l’inchiostro.

Ovviamente, il succitato sistema non è stato utilizzato in forma vera e propria per la produzione del film, ma ricreato ad hoc e virtualmente frame dopo frame. Per questo non si può che elogiare il lavoro di Persichetti, Ramsey e Rothman per il loro completo amore verso il fumetto anni ’60. Una veste grafica mescolata a colori cromatici molto simili al fumetto, onomatopee (a volte) esagerate su schermo, e particolari fumettistici che rendono il prodotto gradevole quasi in tutto e per tutto.

IL MULTIVERSO

La costruzione del nuovo eroe, Miles Morales, è stata la mossa più astuta dell’intera produzione. Come già citato sopra, Miles subisce un cambiamento che lo porta dall’essere il migliore all’essere il peggiore. Una mossa, questa, mai vista prima d’ora (forse). E una piacevole sorpresa per chi si aspettava un’entrata in scena del nuovo Spider-Man in stile classico della serie.

Anche la trama non è mai troppo scontata, con piccoli e astuti colpi di scena che sanno tenere viva l’atmosfera della sala; susseguiti da gag e ironie su alcuni particolari dei nostri eroi, donando originalità a una sceneggiatura scritta a due mani.

Sony ha saputo, perciò, lanciare con maestria un lazo che ha catturato un pubblico pronto a mettersi sempre dalla parte del nostro Spider-Man. Una produzione che ha fatto centro nei cuori di tutto gli spettatori, con la speranza di quest’ultimi di vedere ancora altre avventure del succitato eroe prendere vita su schermo.

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Non chiedetegli di leggere libri o guardare film perché ha già la sua carrellata di cose in lista. I viaggi sono come l'ossigeno: senza non si respira. Scrive di tutto e in qualsiasi momento! La musica rock è un altro tipo di ossigeno benefico. Inaspettata passione per la Computer Grafica. Piuttosto, chiedetegli perché del numero 25...

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